Archive for gennaio, 2008

Dai creatori della Legge Prodi-Levi…

Posted on gen 23, 2008 12:23:54 PM

Bene, bene, bene... Se c'è una cosa in Italia che non piace a certi politici sono i nuovi mass media, e con tali intendo tutto ciò che venne inventato dopo la Rivoluzione d'ottobre: televisione, internet, blog, i videogiochi e le nuove canzoni escludendo "Bella ciao".
Mentre per la tv è ormai da anni che cercano di oscurare Rete4 perchè Mediaset ha tre canali (quando la Rai ne ha solo nove canali (almeno quelli che sono riuscito a trovare sul sito della tv di stato) e Sky... mah? l'ultimo che ha cercato di contarli tutti è stato ricoverato), e per internet è scesa dal cielo la mitica Legge Prodi-Levi (non quella Levi...) secondo cui, se vuoi avere un blog od un sito, devi fare domanda al tribunale, fare bolli e tante altre simpatiche cose che in Italia amiamo. Infine, visto che i videogiochi sono brutti, fanno diventare cattivi e in Russia od a Cuba non ne fanno di belli (e c'è pure gente che considera Tetris una boiata), ecco la grande idea di creare un organismo che avrà il compito di controllare i videogiochi e decidere l'età degli utenti. Caspita, era ora che qualcuno finalmente ponesse ordine nel mondo dei videogiochi, quando sugli scaffali dei negozi arrivano titoli capaci di mostrare mutilazioni e scene di sesso sfrenato, diranno molti.
Peccato che ci siano già organizzazioni, tra cui il
Pegi, ovvero un comitato di tecnici scelti dai governi europei, che hanno già il compito di controllare i contenuto dei titoli di prossima uscita, e che indicano sulle confezioni degli stessi la presenza di particolari temi, quali ad esempio violenza, volgarità, sesso esplicito, paura e via discorrendo, oltre ad indicare l'età minima consigliata a chi dovrebbe usufruirne. Quindi, mamme, papà, nonni, rompiciufoli del Moige: se vostro figlio di otto anni sta maciullando un alieno strappandogli le braccia, o le donne che incontra per le strade della città in cui sta scorazzando con una macchina rubata alla polizia gli chiedono cinquanta crediti per fargli vedere le stelle, riprendete in mano la scatola in cui era contenuto il DVD del gioco. Se c'è un numero grigio su sfondo nero è superiore all'età del bambino che dovreste controllare, bhè, avete fatto un patatrak: quelli sono gli anni minimi per poter usare con tranquillità il titolo, non le ore che ci vogliono per finirlo / il numero minimo di persone che possono giocarci contemporaneamente in multiplayer / il voto che ha preso nelle recensioni. Ma nessuno sembra saperlo.
A questo punto a che servirebbe un organismo di controllo puramente italiano? Oltre a dare un lavoro praticamente inesistente a certe persone e spendere soldi pubblici per nulla, provocherebbe solo un ritardo nella distribuzione italiana di titoli che arriverebbero nel resto d'Europa  anche un paio di mesi prima, se poi il titolo non viene censurato (e quelli giapponesi, quando arrivano in Europa, vengono già censurati e non poco) o addirittura vietata la vendita.
Un esempio è quello che è successo a Singapore, dove quel capolavoro che risponde al nome di Mass Effect, million seller in un mese in tutto il mondo, è stata inizialmente vietata la vendita perchè, in oltre 40 ore di gioco, verso la fine era possibile (quindi non era detto che si dovesse vedere per forza: in quanto obiettivo, era compito del giocatore far innamorare di sè un'aliena) assistere ad una scena di sesso dalla durata di dieci secondi. Comunque molto meno scabrosa di quanto venga mostrato in prima serata in tv, poichè il personaggio femminile è di schiena tutto il tempo e "l'atto" viene mostrato con un bacio. Aspetto di vedere cosa succederà quando uscirà Fable 2, in cui la protagonista potrà restare in cinta e partorire.
O ancora il caso della Germania, in cui esiste un'associazione per il controllo dei videogiochi che vieta il commercio in territorio tedesco pressochè ogni gioco in cui compaiono i Nazi, ed alcuni giochi che hanno divertito milioni di persone nel resto del mondo, come Dead Rising. Ed è sempre "colpa" loro se negli anni novanta diversi giochi avevano il sangue verde.
Considerando poi che i tre quarti dei giocatori sono maggiorenni e "vaccinati", perchè prendersela tanto con i videogiochi, creando quindi un controllore/censore tutto italiano, se contenuti non adatti ai "bambini" sono a portata di click, o di telecomando, o di dito (quello che serve per tenere la riga nei libri)? Forse per lo stesso motivo per cui, qualche tempo fa, per ogni film americano dovevano trasmettere nei cinema od in tv uno europeo? O è la violenza che fa paura? Mi pare di vederne parecchia anche negli (e attorno agli) stadi, ma non mi pare che il governo, di cui Rutelli e Gentiloni, padri di questa geniale legge imbavaglia videogiochi, non si sia poi preoccupato troppo. Forse, ma dico forse, perchè giocando si potrebbero trovare valori che non fanno molto piacere a certa gente, o mostrare scene storiche su cui è meglio soprassedere, tipo la sconfitta del Nazismo in Europa ma non da parte dai Sovietici, o temi del tipo terrorismo islamico o l'evidente fallimento di certe mentalità politiche?
Riflettete gente, e firmate la petizione, perchè potete anche odiare i videogiochi, ma sono comunque un'espressione di libero pensiero, così come lo sono i quadri, i libri, al musica ed i flim. Cosa vi fa credere che, dopo, non verranno colpiti anche loro dalla mannaia della tanto aborrita censura?

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Recensione R4 Revolution for DS - Recensione Hardware

Posted on gen 22, 2008 12:00:00 AM

In questo articolo verrà trattata, con una recensione completa la nota flashcard R4: Revolution for DS.

Recensione Supercard DS One HC - Recensione Hardware

Posted on gen 19, 2008 12:00:00 AM

Recensione completa della Supercard DS One HC, nuovo modello slot-1 dell'omonimo Team Supercard.

Quattromila punti fin troppo facili

Posted on gen 8, 2008 05:32:53 PM

Oggi vorrei parlare di una cosa che mi rode oltre ogni maniera nel mondo dei videogiochi su Xbox 360: i giochi che donano i punti giocatori come "la credenza del pan" (Il duello, Davide Van de Sfroos).
Per chi non lo sapesse, quando si gioca con un titolo per Xbox 360, questo elargisce punti giocatore, sbloccabili eseguendo particolari operazioni. L'esempio più lampante è quello di completare il gioco, magari non alla difficoltà più bassa, o comprare tot auto, o fare un certo numero di frag su Live e così via: fatto questo, in un lato dello schermo (solitamente è in basso al centro, ma i programmatori possono metterlo dove li aggrada) appare un messaggio che indica l'obiettivo sbloccato e quanti punti vale, che verranno aggiunti alla scheda giocatore, obbligatoria per ogni utente della console, e che verranno mostrati sulla dashboard (l'interfaccia della Xbox 360 quando non sta girando un gioco od un film), a chi sta giocando su Xbox Live o nella pagina internet personale sul sito www.xbox.com/IT-it. E' poi possibile mostrare il proprio profilo anche nei propri siti o blog, come quello qui sotto:

A che servono suddetti punti, uno potrebbe chiedere. A nulla, può rispondervi chiunque: una volta guadagnati, i punti non sono come quelli del supermercato, che ti danno la caffettiera quando ne hai cinquecento o la tovaglia con duemila, o avere vantaggi, o qualsiasi altra cosa (in realtà la Microsoft ha indotto una "gara" in cui si vincevano gadget aumentando di un tot i propri punti in un certo lasso di tempo, ma non so se era possibile parteciparvi anche in Europa). E' come quelli che vanno in giro a vantarsi di avere avuto venti ragazze o essere andati a duecento all'ora sull'autostrada: che ti porta nella vita? Nulla, ma è bello tirarsela.

L'avviso che compare sullo schermo. Il testo varia da obbiettivo ad obbiettivo.

Potrà sembrare una stupidaggine, ma solo perchè non avete la scimmia del gamerpoint sulla spalla: quando la prima volta vedete, magari dopo aver finito il primo livello di un gioco, o aver semplicemente fatto venticinque combo in Hexic HD, il messaggio che vi avvisa di aver sbloccato il vostro primo obiettivo, allora avete buone possibilità di dover cercare in ogni modo di fare punti per rimpinguare il vostro punteggio giocatore. Certo, poi una persona normale non arriva a fare centocinquantamila punti in un anno (considerando che un gioco acquistato in negozio - o rubato, fate voi - dà mille punti ed uno scaricato duecento), tipo questi.
A questo punto, voglio aggiungere che ci sono diversi livelli di difficoltà negli obiettivi: alcuni sono davvero ardui, come quelli nel MMORPG di Final Fantasy, che richiedono parecchia dedizione, ed altri più semplici, come quelli che richiedono di completare un livello, o abbattere tot nemici. Da qui alcuni giochi richiedono parecchia fatica per avere tutti i mille punti, altri ancora sono più semplici e basta un po' di dedizione e magari una guida che dica cosa fare per sbloccare gli obiettivi segreti.
Infine ci sono i giochi talmente semplici che i mille punti te li ritrovi praticamente senza sforzo. Per cominciare giochi per bambini tratti da cartoni animati: adoro Shrek, ma mi vergognerei come un ladro a far comparire tale gioco nella lista di quelli che ho giocato, o ancora Bug ed Elliot a caccia di amici e così via.
Altri, invece sono maledettamente semplici: i seguenti quattro.
L'icona del gioco Il primo, nella line-up di lancio della Xbox 360, è "King Kong", la trasposizione videoludica dell'omonimo remake uscito qualche anno fa. Nove obbiettivi sbloccabili in una mezza dozzina d'ore anche al livello di difficoltà più basso, sono probabilmete stati i primi mille punti di molti giocatori.
L'icona del gioco A seguire a ruota, anche perche uscito contemporaneamente o subito dopo, abbiamo "NBA 2K6", gioco sportivo sul basket professionista americano, ha cinque soli obbiettivi, del tipo quindici canestri da tre punti in una sola partita, o fare venti rimbalzi con un solo giocatore: roba che si sblocca in venti minuti al massimo. Scommetto che molti ci hanno giocato per un'ora e poi dimenticato o rivenduto.
L'icona del gioco Quindi, ecco il nuovo gioco di CSI, la mitica serie televisiva. Peccato che in una serata sola è possibile completare i cinque casi della scientifica, sbloccando i relativi obiettivi. Se il gioco per Xbox 360  è semplice(e noioso) quanto il gioco uscito qualche anno fa per Pc, sono sessanta euro spesi solo per i punti giocatore.
L'icona del gioco Per finire, abbiamo una vera vergogna: "Avatar The Last Airbender: The Burning Earth", gioco il cui s'impiega più tempo a leggere il titolo che a sbloccare i cinque obiettivi, circa dieci minuti per avere mille punti, direttamente nel tutorial. Da vergogna, tant'è vero che ne parla anche AceyBongos.

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DS Top Toy: Recensione - Recensione Hardware

Posted on gen 8, 2008 12:00:00 AM

Recensione completa della DSTT, nuova flashcard del neonato team Top Toy.

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