Bene, bene, bene... Se c'è una cosa in Italia che non piace a certi politici sono i nuovi mass media, e con tali intendo tutto ciò che venne inventato dopo la Rivoluzione d'ottobre: televisione, internet, blog, i videogiochi e le nuove canzoni escludendo "Bella ciao".
Mentre per la tv è ormai da anni che cercano di oscurare Rete4 perchè Mediaset ha tre canali (quando la Rai ne ha solo nove canali (almeno quelli che sono riuscito a trovare sul sito della tv di stato) e Sky... mah? l'ultimo che ha cercato di contarli tutti è stato ricoverato), e per internet è scesa dal cielo la mitica Legge Prodi-Levi (non quella Levi...) secondo cui, se vuoi avere un blog od un sito, devi fare domanda al tribunale, fare bolli e tante altre simpatiche cose che in Italia amiamo. Infine, visto che i videogiochi sono brutti, fanno diventare cattivi e in Russia od a Cuba non ne fanno di belli (e c'è pure gente che considera Tetris una boiata), ecco la grande idea di creare un organismo che avrà il compito di controllare i videogiochi e decidere l'età degli utenti. Caspita, era ora che qualcuno finalmente ponesse ordine nel mondo dei videogiochi, quando sugli scaffali dei negozi arrivano titoli capaci di mostrare mutilazioni e scene di sesso sfrenato, diranno molti.
Peccato che ci siano già organizzazioni, tra cui il Pegi, ovvero un comitato di tecnici scelti dai governi europei, che hanno già il compito di controllare i contenuto dei titoli di prossima uscita, e che indicano sulle confezioni degli stessi la presenza di particolari temi, quali ad esempio violenza, volgarità , sesso esplicito, paura e via discorrendo, oltre ad indicare l'età minima consigliata a chi dovrebbe usufruirne. Quindi, mamme, papà , nonni, rompiciufoli del Moige: se vostro figlio di otto anni sta maciullando un alieno strappandogli le braccia, o le donne che incontra per le strade della città in cui sta scorazzando con una macchina rubata alla polizia gli chiedono cinquanta crediti per fargli vedere le stelle, riprendete in mano la scatola in cui era contenuto il DVD del gioco. Se c'è un numero grigio su sfondo nero è superiore all'età del bambino che dovreste controllare, bhè, avete fatto un patatrak: quelli sono gli anni minimi per poter usare con tranquillità il titolo, non le ore che ci vogliono per finirlo / il numero minimo di persone che possono giocarci contemporaneamente in multiplayer / il voto che ha preso nelle recensioni. Ma nessuno sembra saperlo.
A questo punto a che servirebbe un organismo di controllo puramente italiano? Oltre a dare un lavoro praticamente inesistente a certe persone e spendere soldi pubblici per nulla, provocherebbe solo un ritardo nella distribuzione italiana di titoli che arriverebbero nel resto d'Europa anche un paio di mesi prima, se poi il titolo non viene censurato (e quelli giapponesi, quando arrivano in Europa, vengono già censurati e non poco) o addirittura vietata la vendita.
Un esempio è quello che è successo a Singapore, dove quel capolavoro che risponde al nome di Mass Effect, million seller in un mese in tutto il mondo, è stata inizialmente vietata la vendita perchè, in oltre 40 ore di gioco, verso la fine era possibile (quindi non era detto che si dovesse vedere per forza: in quanto obiettivo, era compito del giocatore far innamorare di sè un'aliena) assistere ad una scena di sesso dalla durata di dieci secondi. Comunque molto meno scabrosa di quanto venga mostrato in prima serata in tv, poichè il personaggio femminile è di schiena tutto il tempo e "l'atto" viene mostrato con un bacio. Aspetto di vedere cosa succederà quando uscirà Fable 2, in cui la protagonista potrà restare in cinta e partorire.
O ancora il caso della Germania, in cui esiste un'associazione per il controllo dei videogiochi che vieta il commercio in territorio tedesco pressochè ogni gioco in cui compaiono i Nazi, ed alcuni giochi che hanno divertito milioni di persone nel resto del mondo, come Dead Rising. Ed è sempre "colpa" loro se negli anni novanta diversi giochi avevano il sangue verde.
Considerando poi che i tre quarti dei giocatori sono maggiorenni e "vaccinati", perchè prendersela tanto con i videogiochi, creando quindi un controllore/censore tutto italiano, se contenuti non adatti ai "bambini" sono a portata di click, o di telecomando, o di dito (quello che serve per tenere la riga nei libri)? Forse per lo stesso motivo per cui, qualche tempo fa, per ogni film americano dovevano trasmettere nei cinema od in tv uno europeo? O è la violenza che fa paura? Mi pare di vederne parecchia anche negli (e attorno agli) stadi, ma non mi pare che il governo, di cui Rutelli e Gentiloni, padri di questa geniale legge imbavaglia videogiochi, non si sia poi preoccupato troppo. Forse, ma dico forse, perchè giocando si potrebbero trovare valori che non fanno molto piacere a certa gente, o mostrare scene storiche su cui è meglio soprassedere, tipo la sconfitta del Nazismo in Europa ma non da parte dai Sovietici, o temi del tipo terrorismo islamico o l'evidente fallimento di certe mentalità politiche?
Riflettete gente, e firmate la petizione, perchè potete anche odiare i videogiochi, ma sono comunque un'espressione di libero pensiero, così come lo sono i quadri, i libri, al musica ed i flim. Cosa vi fa credere che, dopo, non verranno colpiti anche loro dalla mannaia della tanto aborrita censura?



















