Archive for settembre, 2008
Aggiornamento progetto Bungie
Fifa 09, copertina europea
Ecco le immagini della copertina europea ufficiale di fifa 09 che vede campeggiare in primo piano l’ asso milanista Ronaldinho e l’ italianissimo De ROssi. QUeste copertine sono confermate per le versioni del gioco dedicate alle piattaforme i PS2, PS3 e Xbox 360. Vi ricordo che per mettere le mani sopra al gioco dovremo aspettare il 3 ottobre, giorno di lancio ufficiale!
Intervista a Stephanie Morrow
Stargrace, al secolo Stephanie Morrow, è una giovane arredatrice virtuale. Il suo hobby preferito, infatti, è allestire, rimodernare o arredare le case dei personaggi di Everquest II.
La casa in Everquest II è sempre stato un elemento di distinzione sociale: ogni risultato in-game può diventare un trofeo da esporre, la stessa locazione o dimensione della casa dimostra che il giocatore ha un credito più o meno elevato presso una determinata fazione. In Everquest II la casa base non ha colonnati, decorazioni murarie o punti luce: è solo collezione di stanze, sono i giocatori che devono allestirle usando quasi un migliaio di oggetti craftabili o ottenibili da quest. La casa è anche un punto d’incontro sociale per fare affari, fondare alleanze, pianificare gli eventi di gilda. Se inizialmente viene vista come un elemento secondario dal giocatore neofita (distratto da altri milioni di cose da fare), ben presto essa diventa un elemento topico del gioco che crea appartenenza ed orgoglio nei giocatori più esperti, diventando una proiezione del proprio spazio personale nel mondo virtuale di Norrath.
Stargrace è riuscita a sfruttare al meglio questo volano sociale, impiegando i limitati mezzi che Everquest II mette a disposizione in maniera molto creativa. Agendo anche su aspetti banali come i materiali, la scelta del mobilio e l’illuminazione giusta, nonché utilizzando in maniera anticonvenzionale oggetti pensati per ben altro scopo per crearne di nuovi (quasi tutto il mobilio che usa è derivato da composizioni di oggetti diversi), Stephanie ha saputo ottenere dei risultati estetici, che le hanno giustamente procurato una discreta fama come meta-architetta di un mondo virtuale che, evidentemente, non è solo raid e punti esperienza. In fondo come potrebbe non essere diversamente se riesce persino ad aprire finestre in case che non ne hanno nemmeno una?
Sentiamo cosa mi ha detto:
Prima di parlare dei tuoi stupefacenti risultati, vorrei conoscere qualcosa di te. Chi è la persona dietro Strargrace?
La persona dietro Stargrace è la classica videogiocatrice. Ho 27 anni e vivo nell’Ontario, Canada. Ho le mie passioni come chiunque altro e tendo ad essere una persona relativamente schiva (anche se chi mi conosce bene potrebbe dirti diversamente, eheh!). Scrivo per Beckett MOG (NdA: una rivista piuttosto famosa in USA che tratta di giochi massivi, arrivata da poco al numero 15) come loro corrispondente in Everquest II.
Ci sono delle connessioni tra la tua meta-professione nel gioco e i tuoi interessi nella vita di tutti i giorni?
Si, ci sono delle connessioni tra il mio amore per l’arredo in Everquest II e le mie attitudini nella vita reale. Ho una forte passione per la fotografia e l’arte (sia tradizionale che digitale), temi che hanno contribuito a sviluppare il mio senso estetico. Mi piaccono le cose gradevoli da vedere, disposte alla perfezione e che possano attirare l’attenzione di chi osserva.
Cosa ci puoi dire del tuo DNA ludico? Quali sono i giochi che ti hanno influenzato di più?
Per quanto riguarda la decorazione, The Sims è probabilmente il gioco che mi ha influenzato di più. A dire il vero, non mi è mai piaciuto il gioco in sé, ma avrei potuto spendere delle ore ad arredare e ad allestire stanze o intere case. E’ fenomenale.
Bene, ora torniamo a parlare di Everquest II. Non è sicuramente uno dei giochi più diffusi del mondo, ma ha una popolazione che continua a crescere incessantemente. Quali elementi pensi siano stati importanti per mantenere l’interesse dei giocatori per tutti questi anni?
Uno degli aspetti che contribuisce di più alla longevità di un gioco online, tanto da farlo rimanere attivo per anni (Everquest II ormai va avanti da ben cinque anni ed EverQuest da dieci!), è un mondo in costante evoluzione e cambiamento. Se lasci che le cose stagnino, le persone tenderanno ad annoiarsi e a cercare qualcos’altro da fare. Penso che uno degli aspetti determinanti sia stato offrire ai giocatori un mondo da esplorare che cresce ed evolve con loro. Quando riesci garantire questo alla community, tutto il resto diventa secondario.
Il supporto delle abitazioni possedute dai giocatori è in Everquest II sin dagli albori, hai trovato molte persone interessate a rendere più piacevole la loro casa?
Ce ne sono sempre state molte, sin dall’inizio. All’inzio l’unico modo per arredare la casa era comperare dei mobili esclusivi da appositi mercanti e nemmeno io riuscivo bene a capire chi fosse disposto a spendere così tanto per arredare una casa virtuale. Ora, quattro anni dopo, sono arcinota per essere una spendacciona: basta che qualcosa sia bella da vedere ed io la compro!
Everquest II rimane però un gioco che è principalmente basato sull’avventura, l’esplorazione e il raiding. Basandoti sulle tue esperienze, pensi che ci sia ancora spazio per incrementare le dinamiche orientate alla socializzazione?
C’è sempre spazio per i miglioramenti, in qualsiasi gioco. Ci sono parecchi aspetti delle interazioni sociali che possono essere modificati, cambiati o migliorati. SOE sta facendo un ottimo lavoro collaborando con la comunità e rispondendo ai nostri bisogni in questo senso. Continua a lavorare costantemente per farlo. E’ qualcosa che io considero fondamentale.
Hai incontrato delle difficoltà ad essere riconosciuta come meta-artista (o meta-artigiana, se preferisci), in un gioco che è piuttosto limitato socialmente?
In realtà no, ci sono molte ottime risorse per permettere ai giocatori di ottenere riconoscimento presso la community. Gli stessi forum dei giocatori che SOE ospita sono molto attivi, inoltre non bisogna sottovalutare il passaparola tra gli amici che giocano con te. Inoltre ho il mio sito, sono apparsa nel Town Cryer (NdA: la newsletter ufficiale della community di Everquest II, pubblicata regolarmente su www.eq2players.com). Le voci girano.
Il motore grafico delle abitazioni di Everquest II è sufficientemente flessibile per le tue esigenze?
Il motore è adatto alle mie esigenze ma ci sono cose che potrebbero essere migliorate, come ho detto prima. Vanguard ha un sistema migliore per sistemare l’arredamento, che permette di ruotare gli oggetti in tutte le direzioni, qualcosa che il motore di Everquest II ancora non ha, anche se devo dire che è stato migliorato moltissimo nel corso degli anni. Ad esempio, ora si possono piazzare oggetti sospesi, senza poggiarli su qualcos’altro, un vincolo che all’inizio limitava molto la creatività.
Che ne pensi dell’imminente introduzione delle sedi per le gilde?
Sono entusiasta!. La mia gilda è abbastanza piccola ma stiamo lavorando sodo per essere pronti sin dal loro rilascio. Le sedi aprono nuove frontiere sull’arredamento virtuale, e non vedo l’ora di vedere cosa riusciranno a fare anche gli altri.
Naturalmente per essere un buon archietto d’interni in Everquest II è necessario avere una buona esperienza come artigiano, per ottenere le materie prime e produrre le decorazioni. Dovrai avere molti personaggi! Quanti sono?
Ho degli artigiani, che sono anche avventurieri e si, sono parecchi. Gli artigiani che hanno raggiunto il massimo livello (80) sono: un Carpentiere, un Saggio, un Gioielliere, un Cuoco, un Falegname. Inoltre ho raggiunto il livello 40 con un Armaiolo e un Alchimista.
Facciamo finta che il mio personaggio principale, Blacktalon, un Defiler di livello 75 su Splitpaw, ti chieda di arredare la sua casa a Freeport (non più di una baracca piena di memorabilia). Poiché arredare da zero un’abitazione richiede un mucchio di lavoro e materiali, quali sono le opzioni che avrei e, più importante, qual’è il modus operandi che di solito usi in queste situazioni?
Mi è già capitato di arredare case su Splitpaw. Non ho problemi nel creare personaggi su altri server. Di solito lascio ai giocatori la scelta dei dettagli, posso fare piccoli aggiustamenti o complete rivoluzioni a seconda delle libertà che mi concedono. Ad esempio, posso riarrangiare del marteriale che già hanno, oppure partire da zero. Di solito non chiedo alcun tipo di compenso, perché per me è un divertimento e quindi non ha senso chiedere soldi per qualcosa che farei volentieri gratis. Prima di iniziare a lavorare mi piace molto capire chi è il personaggio per cui arrederò. E’ un Ogre? Un Ratonga? Sono aderenti al canone ruolistico oppure hanno delle particolarità che i giocatori vogliono rappresentare? Sono queste le cose che amo discutere prima di mettermi al lavoro. Se i miei clienti hanno specifiche esigenze su di un altro server, come avere dei mobili particolari, devono però procurarmeli, perché, ovviamente, io non posso fabbricarli. La scelta è la loro: possono chiedere ai loro amici carpentieri, usare il broker, oppure arrangiarsi con ciò che hanno già.
Hai mai considerato di chiedere soldi reali per i tuoi servizi? Sono sicuro che molte persone considerano il tuo lavoro degno di essere retribuito. Hai una tua precisa etica riguardo il Real Money Trading legato a questo genere di servizi?
No, come ho detto, non chiedo pagamenti di nessun tipo. Qualche volta sul mio server le persone insistono per ripagarmi almeno i costi dei materiali, specie se uso il mio carpentiere per arredare. Lo faccio come un hobby, e non mi pare giusto chiedere dei soldi perché, i giocatori stessi contribuiscono con qualcosa di loro al mio divertimento. Senza di loro non potrei far nulla. Certamente, se i ritmi mi facessero diventare VERAMENTE impegnata, o se decidessi io di iniziare ad arredare su vasta scala, considererei di chiedere dei soldi in cambio. La mia unica remora è che ci sono molti arredatori su Everquest II e la nostra community è molto aperta. Condividiamo un sacco di idee: sarebbe molto brutto chiedere di essere pagata per idee che non sono le mie. Per quanto riguarda l’RTM in senso più ampio, ci sono persone che si fanno pagare per delle firme da mettere sui forum, per degli sfondi o per dei bozzetti raffiguaranti il proprio personaggio. Non mi sembra ci sia niente di strano se qualcuno lo fa. Questo non vuol dire che io sia disposta a comperare tutto quello che mettono in vendita, ma secondo me dovrebbero essere liberi di continuare a farlo.
Scommetto che ormai sei molto popolare come interior designer, specialmente dopo essere apparsa sul blog West Karana (NdA: un blog molto importante per chi gioca ad Everquest). Hai ancora tempo per svolgere normali attività di gioco?
Si, ho ancora molto tempo a disposizione. Non prendo sempre tutti gli incarichi che mi propognono, e quando lo faccio è tipicamente per amici o tramite passaparola. Ho tantissimi personaggi con cui esplorare il gioco e amo cambiare spesso i punti di vista da cui osservo Norrath.
Quali sono i tuoi ricordi migliori del gioco (anche al di fuori dell’arigianato)?
Il momento migliore come avventuriera è stato quando la nostra gilda ha ucciso per la prima volta Chel’Drak (la tartaruga-drago gigante dell’isola di Mara). Soltanto pochissime gilde lo avevano fatto perché era un incontro piuttosto impegnativo. Riuscii a vincere persino un tesoro dal bottino del mostro e, come se non bastasse, fui io a scoprirlo per prima nel nostro server. Ne fui veramente fiera, fu una grandissima settimana! Per quanto riguarda il tradeskilling, posso dire che uno dei miei momenti migliori l’ho avuto quando il mio Carpentiere ha raggiunto l’ottantesimo livello. Avevo provato per oltre quattro anni a far crescere un carpentiere fino al level cap, ma avevo sempre ricominciato, per un motivo o per l’altro. Quando finalmente ci sono arrivata, sono stata soddisfattissima dell’autonomia acquisita: finalmente potevo fornire tutti mobili, anche i più rari, in prima persona, senza spendere una fortuna comprandoli dagli altri!
Qual’è stata la più strana richiesta che hai dovuto soddisfare mentre arredavi?
La più strana fu il dover costruire ad un Ogre una pedana da stripper, con tanto di sedie per assistere allo spettacolo. E’ stata anche una delle cose più divertenti da allestire, però!
Perché giocare ancora ad Everquest II? Per soddisfare la tua passione non hai mai considerato altri giochi più sociali ed orientati all’uso creativo come Entropia Universe, Second Life o altro? Cosa ti tiene qui?
Ci sono diverse cose che mi tengono su Everquest II. Non mi piace solo parlare, mi piace affrontare incontri difficoltosi, esplorare mondi e giocare in un’ambientazioni fantasy. Mi piace perfezionare i miei personaggi e farli progredire. Mi piacciono tantissimo gli aspetti sociali, ma per me è impossibile separarli da un buon sistema di gioco. Con l’esperienza ho capito che Everquest II mi propone un’offerta bilanciata di questi due elementi. Ho provato altri giochi (Guild Wars, Second Life, World of Warcraft, Vanguard, EverQuest Live, Sims Online, tanto per fare degli esempi) ma alla fine sono sempre tornata indietro.
Stephanie è stata così gentile da mandarci una nutrita collezione di foto che immortalano le sue ultime creazioni. Per chi volesse contattarla, può fare riferimento all’apposita sezione del forum ufficiale di Everquest II, oppure al suo blog.
The Suffering - Gioco completo gratis
Midway ha rilasciato in versione free di The Suffering, gioco a sfondo horror per PC sviluppato da Surreal Software. Action game principalmente in terza persona che ci cala nei panni di Torque che per scoprire chi ha ucciso la moglie e i suoi due figli dovrà farsi largo attraverso tutta una serie di mostri tanto bizzarri quanto mostruosi che popolano l’isola in cui si trova.
Andando ai numeri, il gioco si sviluppa su 9 livelli con 10 tipi di armi a disposizione, 12 differenti razze di mostri e 3 finali differenti a secondo di come lo si gioca. Il gioco merita di essere scaricato da CGO.ro, FileFront, GH…. anche perchè è gratis.
Nuovo progetto Bungie
Un po’ di sano cazzeggio..
Viva Pinata Trouble in Paradise e la “sindrome di Madre Natura”
http://youtube.com/watch?v=Pidm53i_8Jg
Partiamo da un assunto: col senno di poi si può dire che Microsoft non abbia fatto un affare strappando Rare a Nintendo (pagando circa 370 milioni di dollari, fonte Wikipedia), principalmente perchè la casa inglese non è più in grado di sfornare giochi come il primo Perfect Dark, 007 Goldeneye o Conker.
Quella che sembrava l’acquisizione più oltraggiosa per i fan Nintendo (disperati al tempo) presenta invece una software house bloccata, incapace di tornare ai fasti di un tempo. Peter Moore è addirittura arrivato qualche giorno fa a dichiarare che si tratti di una software house “di bravissimi ragazzi ma superata, non più al passo coi tempi” .Questo è senz’altro vero, soprattutto se pensiamo (con un brivido di disgusto lungo la spina dorsale) allo scempio perpetrato con Perfect Dark Zero…
L’unico titolo a salvarsi dal tracollo generale è, secondo me, Viva Pinata: colorato e originale, anche se non per tutti, ha portato una ventata di novità nel parco titoli Microsoft, sempre improntato su giochi “adulti” . Per tentare di replicare quel successo (almeno di critiche se non di vendite) Rare è andata a ritoccare gli elementi meno riusciti in quel primo episodio aggiungendo pinata, semi e qualche pazzia tecnologica (in particolare, l’utilizzo della telecamera dell’ Xbox per ottenere dal sito ufficiale nuovi gadget o creature).
Per me che ho adorato le buffe creature già nella loro prima incarnazione, è inutile dire che si tratti di manna dal cielo, soprattutto perchè è molto diverso dalle uscite di questi tempi, in cui se non si crivella qualcuno non ci si diverte: tra l’altro, almeno per l’ambientazione (il giardino), mi ricorda lo strepitoso Pikmin e lenisce un pochino la mancanza del Capitano Olimar…
Trama a parte (il cattivo che incasina tutto e noi poveretti costretti a porre rimedio) il gameplay è quello tipico di molti gestionali: con buona cura dei dettagli e approfondita conoscenza degli strumenti a nostra disposizione dovremo far crescere un rigoglioso giardino per ospitare le specie più rare e preziose di…pinata (si, quelle piene di dolcetti da picchiare bendati con un bastone nodoso, però…senzienti!). Ora, le nostre creature hanno bisogno di un terreno adatto (erba alta/bassa,ghiaccio o sabbia) e di qualche incentivo… gastronomico per scegliere di restare con noi: i requisiti per ognuna sono sempre consultabili e proprio su questo aspetto ruota la magia del gioco.
Se le prime richieste sono molto semplici (per avere la pinata-verme basta avere tanta erbetta), col passare del tempo queste variano estremamente, portandoci a far crescere alberi, piante o pinata per il solo scopo di convincere a restare quelle più interessanti: un po’ come con la reale catena alimentare, ogni creatura prospera solo a condizione che le sue preferenze siano soddisfatte, anche se queste comportano il nutrirsi alle spalle dei più deboli. Uno stimolo per gettarci a fare il duro lavoro che ci aspetta è certamente dato dalla bellezza delle creature, sempre dai colori vividi e dalle animazioni divertenti, ma sarebbe riduttivo notare questo titolo solo per il suo “bestiario”.
Se una delle caratteristiche fondamentali di ogni videogioco è quello di farci sentire appagati nel risolvere i problemi che solleva, allora Viva Pinata è un continuo stimolo a fare di più e meglio: proprio come i migliori puzzle game, è in grado di farci tardare a un appuntamento perchè “innaffio solo questa e poi vado…Oh, ma c’è una pinata cattiva da convertire…Ehi ma quel fiore è secco” e così via fino alle tre di notte. Si tratta quindi di un sistema di gioco rilassante, di rado impegnativo: a noi spetta scegliere come e quando apportare migliorie o tentare la scoperta delle varianti di alberi o animaletti, senza pressione data da elementi come i limiti di tempo. Ritmi compassati dunque, a patto di fare le cose senza farsi prendere la mano: piantare 100 fiori diversi o tentare di accogliere tutte le specie che si presentano porta velocemente ad avere un giardino sovraffollato e caotico, ma soprattutto poco piacevole da vedere.
Per questo non è un gioco per tutti: non si spara, si uccide poco e interagire con le pinata non è come impartire ordini in un RTS: possiamo dare qualche comando (”vai da qui a lì” o “mangia questo” ad esempio), ma ogni bestiola tenderà a comportarsi come la sua testolina di carta le suggerisce (litigi compresi).
E’ probabile che io sia stato colpito dalla “sindrome di Madre Natura“, ma il solo vedere certi tipi di cuccioli di carta mi appaga e mi spinge a tentare nuovi incroci, sfruttando le possibilità a disposizione in una girandola continua di esperimenti.
Un gioco sempre uguale o sempre diverso, a seconda dello spirito con cui ci si avvicina: questo è quello che Viva Pinata: Trouble in Paradise è capace di offrire ai suoi fedeli giardinieri.
Gears Of War 2 (Xbox360)
Yakuza 2, un sequel praticamente perfetto
Arriva finalmente anche nel nostro continente il seguito di uno dei giochi più apprezzati di tutta la storia della Playstation 2. Uscito in Giappone addirittura nel 2006, questo gioco targato Sega non delude le aspettative. Le potenzialità della Playstation 2 sono sfruttate al massimo, la grafica è a dir poco curata e lo storyboard avvincente. Un Action Game di spessore, sia per la trama che per la quantità impressionante di missioni e sottomissioni da svolgere tra le strade di Tokio, Osaka e dintorni. Il sistema di combattimento è uno dei migliori visti in un Action Game, il protagonista (Kazuma Kiryu) dispone di un repertorio di mosse più o meno scenografiche da gestire in tempo reale.
Ultima, ma non meno importante caratteristica di questo Yakuza 2 è la totali libertà di azione: potrete passare il tempo giocando a bowling, frequentando ragazze o addirittura cimentandovi nella carriera del gigolò. Soldi, bella vita, azione e una storia appassionante rendono Yakuza 2 uno dei titoli ” must have” della sempreverde Playstation 2.
Annunciato Inazuma Eleven 2
Il software sbarcherà nella Terra del Sol Levante nel corso del 2009: attendiamo, ora, nuove informazioni al proposito.











