Sviluppato e pubblicato da Luc Bernard e Silver Sphere Studios| Piattaforme PC, Wii | Rilasciato il 31 Luglio 2008 (versione PC)

Ho atteso talmente tanto di mettere le mani su Eternity’s Child che non riesco a capacitarmi di doverne parlare male.
Luc Bernard è uno sviluppatore talentuoso e visionario… ma in questo caso si è dimenticato di curare il gameplay, oltre che di tentare di dare uno stile peculiare alla sua opera.
Già far partire il gioco con un papiro di testo scritto da leggere tutto d’un fiato, per conoscere la storia introduttiva è tutto dire. È ben scritto, per carità, ma dopo un po’ viene quasi voglia di aprire un libro e dedicarsi ad altra attività invece di giocare.
Si tratta di un dettaglio, ho pensato al primo avvio, in fondo va letto soltanto una volta…
Entrato in gioco sono rimasto subito affascinato dallo stile visivo dark-näif dello scenario e dei due gemelli protagonisti. A proposito, spiego brevemente come è strutturata l’azione per non far perdere nessuno per strada.
Eternity’s Child è un platform in cui si guidano due gemelli fuggiti dalle grinfie di una cattivissima Madre Natura. Il maschio sa soltanto saltare e può raccogliere gli oggetti, mentre la ragazza vola grazie a delle ali da pipistrello e può sparare dei globi di energia. I nemici vanno da torrette magiche a cuori-pipistrello, passando per grossi rapaci non ben identificati. Lo scopo di ogni livello è quello di raccogliere un certo numero di diamanti.
Il problema è che non funziona. Guardando oltre lo stile si scorge soltanto un platform di mediocre fattura e molto noioso. A cosa è dovuto un giudizio così categorico?
In primo luogo i controlli sono poco reattivi. Era da tanto che non mi capitava di trovarmi in difficoltà perché un personaggio ogni tanto si rifiuta di saltare. Cosa c’è che non va, caro? Non vuoi rovinarti le scarpette?
Il secondo problema è accentuato dal primo: alcuni salti richiedono una precisione assurda sin dalle prime fasi di gioco. Oltretutto i bordi delle piattaforme non sono ben definiti e spesso si cade di sotto anche quando sembra di aver preso una buona traiettoria. Capirete che sommando i due fattori l’unico risultato possibile è la frustrazione. Ma c’è di peggio, purtroppo.

Come dicevamo i livelli sono disegnati con un gran gusto, ma solo dal punto di vista estetico. Il level design è, invece, pessimo. Come già detto bisogna andare alla ricerca di diamanti nascosti nei livelli, che spesso si trovano in aree molto remote raggiungibili con innumerevoli salti. Immaginate ora di sbagliare un salto quando siete vicini alla meta (per causa del sistema di controllo nella maggior parte dei casi) e di ritrovarvi in fondo al livello o, peggio, morti affogati e costretti a rifare tutto dall’inizio! Bello, vero?
Altro immenso difetto è la mancanza di punti di riferimento che permettano di orientarsi tra le piattaforme tutte uguali. Inoltre, l’inquadratura ravvicinata può nascondere piattaforme importanti che conducono vero uno dei diamanti. Insomma, non vorrei essere cattivo ma molti livelli sembrano messi su a caso, senza una logica e senza una progettualità di fondo.
Ma almeno combattere è divertente? Assolutamente no e anzi posso dire che si tratta di un degli aspetti peggiori di Eternity’s Child. Semplicemente i combattimenti sono di una noia micidiale, soprattutto perché qualcuno ha deciso che per uccidere ogni nemico bisogna colpirlo con decine di colpi. Alcuni mostri molto coriacei possono richiedere interi minuti per essere abbattuti… e non sto parlando di boss di fine livello, ma di creature comuni sparse per i livelli! Spesso ci si limita a stare fermi e a sparare in una direzione sperando che, prima o poi, il mostro muoia… oppure che lo scoramento non costringa ad uscire dal gioco.
Peccato.
SITO UFFICIALE

Prodotto e Sviluppato da Crackpot Entertainment | Piattaforme Nintendo DS, PC (diviso in episodi) | Rilasciato nel 2008

Ho provato a farmelo piacere, soprattutto per la storia degli ex-Lucas dei tempi d’oro che ci hanno lavorato, ma qualcosa non mi ha convinto sin dai primi momenti di gioco.
Insecticide è un platform con delle sezioni adventure che non riesce ad essere valido in nessuno dei due campi. L’atmosfera è quella di un noir di Chandler ma con protagonisti degli insetti. I dialoghi sono brillanti anche se piuttosto impegnativi da seguire se non si conosce molto bene l’Inglese (non esiste una versione in italiano).
Fin qui tutto bene, verrebbe da dire citando un film francese con il marito della Bellucci (scrivere il titolo pareva brutto), peccato però che si debba ancora giocare.
Il primo livello è una fase platform. Il verde è il colore dominante della metropoli in cui è ambientata l’avventura. Saltello qua e là inseguendo un criminale in fuga e mi trovo a fronteggiare altri suoi simili mal caratterizzati.
Gli scontri a fuoco sono di una noia mortale: manca testosterone e manca riflessione. Sono, per dirla in modo più intellegibile, “mosci”. Le mie armi sembrano non far male, mentre i nemici sono letteralmente imbalsamati. Oltre a raggiungere la fine del livello, devo anche recuperare delle bombe nascoste che fruttano degli extra.
Noto subito che le cadute troppo alte sono fatali per la protagonista. E qui mi viene da pensare che i videogiochi sono ingiusti e che nei mondi virtuali ludici un idraulico obeso può cadere di testa da una montagna senza farsi un graffio, mentre una formica non riesce a sopravvivere cadendo da un cornicione.
Faccio superare il primo, soporifero, livello alla povera sfigata e mi trovo alle prese con una sezione adventure. Bene, penso, gli sviluppatori dovrebbero essere dei maestri del genere e… finisce prima di iniziare. E qui l’atroce impressione diventa una certezza: Insecticide è un gioco mediocre, sigh.
I livelli platform successivi migliorano di poco l’impressione iniziale, che viene invece confermata a più riprese, mentre le frasi adventure, quattro in tutto, sono sempre troppo brevi per poter essere realmente incisive.
È solo la prima parte, ma la delusione è tanta. La commistione di due generi così distanti fra loro è un mezzo fallimento. Oltretutto la struttura mista ha anche penalizzato la narrazione in se, spesso “castrata” e poco ispirata a causa di alcune scelte di coerenza apparentemente necessarie (tutte le fasi platform nascono come inseguimenti). Il risultato finale è un collage di sequenze che, pur essendo legate tra loro, sembrano perdersi in mille rivoli senza portare a nulla.
Ovviamente sono cosciente che la parte due concluderà la storia, ma non è questo il punto.
Il problema vero è: chi ha voglia di giocare la seconda parte dell’avventura vista la mancanza di mordente della prima? Dobbiamo ancora spiegare come funziona il feuilleton? Non sarebbe stato meglio concentrarsi su un genere soltanto sfruttando gli input narrativi per mantenere alto l’interesse? Che senso hanno delle fasi adventure così semplici e “sbrigative”? Sembrano delle sveltine celebrative, più che un modo per rielaborare un genere.

Final Fantasy Crystal Chronicles: Ring of Fates l’ho giocato mille volte.
Aveva sempre nomi differenti, personaggi differenti e una trama leggermente differente, ma era sempre lo stesso gioco.
Me ne sono reso conto sin dall’avvio del gioco. Alla prima spadata contro il primo nemico l’impressione è diventata certezza e i contorni della ripetizione sono diventati netti.
La foschia è stata spazzata via dal vento e dalla pioggia.
Ring of Fates è lo stesso gioco che ho giocato mille altre volte.
I mostri che lo popolano non sono che maschere di creature stanche.
Respirano soltanto per essere massacrate.
Naufrago in acque che ben conosco, per l’ennesima volta.
Le spade fanno più danni dei bastoni e sicuramente sparerò palle di fuoco e fulmini.
Non presto molta attenzione ai personaggi e alla storia, insopportabilmente prevedibile.
Colpisco con la spada, salto, gestisco il party, uccido mostri, elimino boss, leggo le parole pronunciate dai personaggi, combatto il male, mi convinco di stare dalla parte del bene e così via.
L’ho già fatto innumerevoli volte.
Lo sto facendo ora.
Lo rifarò ancora.
Anche questo mondo si esaurirà, come gli altri.

Se c’ un aspetto indiscutibile riguardo all’E3 è che, nonostante mantenga sempre un fascino notevole, non è più la più importante sede in cui vengono presentati i nuovi giochi.
Non più tardi di oggi Miyamoto ha confidato che non ritiene (e quindi Nintendo con lui) che la fiera di Los Angeles sia la sede più adatta per mostrare i core games, cioè i giochi fondamentali per il suo pubblico più fedele.
Ciò non toglie che in questa settimana ne abbiamo viste delle belle: oggi anzichè disquisire di vittorie e sconfitte, console war o dati di vendita, cercheremo di dare uno sguardo d’insieme ai titoli più interessanti che vedremo di qui a breve.
Innanzitutto abbiamo quei giochi che occorre definire “per molti ma non per tutti“, nel senso che pur essendo multipiattaforma non approderanno sui lidi di una o più delle macchine principali.
Menzione d’onore dunque per Final Fantasy XIII, perchè è ovvio che si tratti di un titolo pesante per sua gloriosa storia, ma che è anche chiamato ad ogni uscita a far gridare al miracolo. Square Enix sembra assolutamente in grado di raccogliere questa sfida, sfornando di sicuro un prodotto eccellente.
Come dubito che fallirà Capcom, che ha mostrato al mondo in versione giocabile Resident Evil 5. Graficamente spaventoso e con la straordinaria novità del cooperativo: per il resto sembra di trovarsi di fronte a una versione super potenziata del quarto episodio. Restando su questi lidi, cresce bene il progetto Street Figher IV: abbiamo ormai visto quasi tutto, manca solo l’occasione di provarlo perchè sembra super giocabile e particolarmente gradevole dal punto di vista estetico.
Di Fallout 3 ho quasi paura di parlare, per paura che il minimo sussurro me lo mandi in frantumi: lo sogno da anni, l’ho visto in forma smagliante, non vedo l’ora di giocarlo e rigiocarlo.
Arriviamo così al gioco con la data d’uscita più vicina, cioè Dead Space: lo abbiamo visto crescere nei mesi e quanto mostrato in settimana fa ben sperare per Halloween (la data d’uscita ufficiale). Una grande ambientazione e un’innovativa tecnica di affrontare le creature che ci si pareranno davanti sembrano i suoi punti di forza mentre gli unici rischi derivano dagli enigmi, croce e delizia dei survival horror.
Rise of the Argonauts è un action Rpg “alla moda”, tutto sta nel capire quanto sarà approfondito il sistema di combattimento, dato che il fascino della sua ambientazione mitologica è innegabile.
In ultimo mi aspetto tantissimo da Dragon Age:Origins, innanzitutto perchè Bioware non fallisce mai un colpo, secondo poi perchè è inevitabile paragonare quanto visto a uno dei più grandi successi della software house, cioè Baldur’s Gate. Sembra proprio che il sistema di combattimento sia un avanzamento sulla retta tracciata da quel mitico titolo, con la possibilità di mettere in pausa per valutare le strategie da adottare. Il tutto in un ricco mondo fantasy come copione impone.
Passando alla sponda Pc, buone notizie per i fan di Dawn Of War: il seguito è stato mostrato e sembra davvero migliore rispetto al predecessore, con l’unico limite della spada di Damocle di Starcraft 2 a incombere sul suo futuro (soprattutto pensando al multiplayer): qualche limatura al gameplay e un’impostazione leggermente modificata, basata più su piccole squadre che su una guerra totale.
Per il resto è ovvio che anche in quest’anno spopoleranno l’espansione di World of Warcraft e, almeno secondo il mio punto di vista, anche Spore, titolo destinato probabilmente a scatenare una mania collettiva simile a quella per i Sims.
I possessori di XBox 360 hanno di che stare tranquilli grazie a Peter Molyneux e al suo Fable 2: gioco molto ambizioso ma che ormai è pronto all’uscita. Se i difetti del primo capitolo (che erano stati tutti creati dalle eccessive aspettative e dai proclami di Lionhead) saranno limitati, questo è un Rpg davvero interessante.
Nota a margine per il piccolo Geometry Wars 2 che, dopo il vero e proprio miracolo del primo, torna a stupirci col suo cooperativo a 4 giocatori contemporanei: uno stillicidio per gli occhi ma assolutamente imperdibile.
Tutto l’hype per Sony era concentrato sulle sorprese, invece la nota migliore arriva da Little Big Planet. Ancora le sue dinamiche sono poco chiare, ma anche qui vale quanto detto per Spore: dare agli utenti finali l’occasione di creare i propri livelli di gioco e condividerli col mondo potrebbe essere una mossa davvero vincente perchè il titolo è bellissimo , il protagonista è già un classico e promette un’eternità di modifiche. Uno dei migliori titoli visti all’E3.
Strano a dirsi, ma entrambi gli altri titoli attesi erano fps: Killzone 2 è graficamente spaventoso, ma l’aver mostrato il ricco multiplayer può essere indice di ritardi nello sviluppo per un gioco mostrato la prima volta a Los Angeles nel 2005.
L’altro è Resistance 2, che deve andare assolutamente al di là di quanto fatto vedere dal diretto predecessore. E’ comunque zeppo di potenzialità, sperando che non si finisca per poi buttarlo subito in un angolo.
Chiudiamo con Nintendo che, come detto sopra, rinuncia a mostrare titoli complessi in favore di una line up molto particolare. Wii Music non può essere ritenuto un rivale per Guitar Hero o Rock Band, prechè non ne ha le pretese: vuole semplicemente essere un gioco immediato e divertente per piccoli gruppi di persone, ma se non dovesse avere una set list accuratamente scelta rischia di fallire. Wii Sport Resort si impone il fine di superare i clamorosi limiti di Wii Sport, soprattutto grazie al multi online che dovrebbe supportarne la longevità: tutto sta nello scegliere accuratamente le discipline, perchè il lancio del freesbee al cane non è proprio il massimo (ed è già previsto!).
In ultimo un titolo che ho amato molto, cioè Animal Crossing per Wii: qualche anno fa poteva anche essere innovativo, purtroppo ora la maggior parte delle attività possibili è stato introdotto in svariati MMORPG, il rischio quindi è di essere un po’ schiacciato da un’agguerrita concorrenza, soprattutto perchè ormai siamo al terzo episodio e sembra sempre di trovarsi di fronte a un mero upgrade.
Interrompiamo qui il discorso, già sapendo che di progetti e giochi di cui parlare ne avremmo ancora a decine: non scordatevi però che tra un mesetto scatta la Games Convention e anche in quella sede avremo di che rifarci gli occhi!
Eccoci giunti all’ultimo gigante dell’industria dell’intrattenimento elettronico, quel leone sempre pericoloso, ma ora mezzo addormentato. Sony, divisione Computer Entertainment, i geni che hanno trasformato un passatempo per alcuni in un costume di massa grazie a Playstation, uno e due.
La tre sta andando male, dicono i numeri. Eppure è più bella, più silenziosa e più potente, della console Microsoft, sua diretta antagonista. Ha un fantastico lettore blu ray e la potenza del “Full HD“, un sistema molto aperto con cui si può fare di tutto (c’è un browser con cui io spesso guardo i commenti sul blog) e un nome che non fa sconti. This is living, signori; eppure perchè le vendite arrancano?
Perchè la conferenza Sony dell’E3 è stata la più deludente in termini di titoli presentati? Sony pensa davvero che basti un trailerino di God of War 3, in cui peraltro non si vede neanche un secondo di gioco, e un’ennesima anteprima di Killzone 2 (mostrato un anno fa all’E3 2007… ma comunque davvero impressionante)? No, assolutamente non bastano i titoli per i blogger di mezzo mondo e le novità presentate, comunque, non fanno gridare al miracolo. Arriva addirittura tardissimo rispetto alla concorrenza l’annuncio delle vendite di film online su Playtstation Network. Insomma niente di veramente succoso.
Eppure signori, il leone ha ancora voglia di correre dietro alla gazzella. Un tempo era il re della foresta, ora deve combattere contro altre forze per il predominio territoriale; il metodo però c’è e Sony lo sa bene. Questa console war sarà la più lunga e si può ancora vincere!
Come? Innanzitutto la comunicazione del colosso nipponico è sicuramente la migliore (anche se tutti e tre i brand hanno fatto passi da gigante nell’ultimo periodo). Il video che state vedendo testimonia in pieno quanto asserito: i dati di vendita sono stati forniti tramite un livello giocabile di Little Big Planet, un titolo per cui la console meriterebbe l’acquisto, visto che potrebbe sconvolgere il sangue del mondo dei videogiochi iniettando un po’ di sano User Generated Content (come farà Spore, su PC).
In seconda battuta, Microsoft si è letteralamente “fregata” (non è una cosa negativa, ma anzi una cosa positiva della casa di Redmond che ora ha convinto chiunque ad investire su Xbox) un sacco di esclusive Playstation a suon di milioni di dollari, ma i brand che rimangono sulla stazione da gioco, quanto sono potenti? Non sono forse addirittura il manifesto del videogioco moderno? Quando finalmente uscirà Gran Turismo 5 cosa succederà? L’impatto di God of War 3 sarà devastante per le altre console, come i colpi di Kratos? Il prossimo Wipeout richiamerà al centro commerciale milioni di fan?
Metal Gear Solid 4 ha dimostrato proprio questo: un’incremento di vendite spaventoso. Chi non aveva ancora scelto, probabilmente appena ha sentito “Solid Snake” ha acquistato Playstation. Purtroppo è difficile far pendere verso Fable 2 milioni di ex acquirenti di PS2, nonostante il titolo Lionhead mi sia sembrato davvero unico. Ed ecco il bandolo della matassa: Sony non è solo PS3! Sony è PS2 e anche PSP. La prima in alcune parti del mondo vende ancora molto di più di Xbox360 (scusate se è poco). Faccio notare che i giochi per Wii continuano ad uscire anche su PS2, quindi non dite che non escono più giochi.
La seconda è in crescita costante ed ha un appeal clamoroso.
E allora chi è che sta vincendo? Quale è il nome che nel 2008 bisogna dare alla propria “console” per parlare con i “non giocatori” (maledetti!!! Eh giocate ragazzi, su!!!!!). Bisogna ancora chiedere al proprio padre: “Papà, papà, a natale voglio giocare al Nintendo“, come negli anni 80/90? Oppure i giovani d’oggi giocano “alla plaistescion” e identificano questo termine con console?
Io dico questo: grazie ai dati di vendita globali, mi sembra che abbiano vinto tutti! Publisher inclusi
E voi che ne pensate? Il mazziere ha servito le carte. Signori: fate il vostro gioco.
Qua trovate tutta la conferenza sempre scirtta in tramite live blogging.
La conferenza stampa di Nintendo (riferitami da Peppe, che ringrazio, e poi vista sui video del sito ufficiale www.e3expo.com), contrariamente a quella Microsoft di ieri e a quella Sony, tenutasi poco dopo (ne parliamo domani) ha inequivocabilmente dimostrato un fatto: Nintendo ha vinto.
Tutto il tono del discorso, attenzione sto parlando quindi della forma non della sostanza, faceva trasparire un’evidente “superiorità” territoriale e quindi ho notato poca voglia di far scrivere fiumi di inchiostro a blogger come me o alle riviste specializzate. In fondo, parliamoci chiaro, la casa di Kyoto prima del Nintendo DS era data per spacciata. Vendeva solo il GameBoy, mentre il suo Gamecube era semisconosciuto (non scherzo quanta gente conoscete che l’abbia posseduto anzichè avere una PS2?). Eppure in questa generazione ha speso meno dei suoi diretti concorrenti ed ha venduto il doppio, guadagnando molto di più. Wii e DS sono due prodotti che hanno totalmente fatto breccia in un mercato inseguito costantemente da Sony, ma mai raggiunto a forza di Eye Toy: sto parlando di coloro che non hanno mai videogiocato.
Prodotti come Brain Training o Wii Sports, hanno messo insieme giovani e anziani; Super Mario Galaxy ha dimostrato che la voglia di tenersi i fan ci sarebbe ancora. I risultati in comunicazione, comunque emblematici, dovuti ad un prezzo davvero competitivo dato a Wii, hanno creato un corto circuito in un mercato casalingo letteralmente dominato da PS2 dando ragione, per una volta nella storia, a chi ha avuto il coraggio di innovare. E questi risultati si vedono ad occhio nudo: quanti spot in televisione di giochi per Wii avete visto?
Adesso Nintendo non può permettersi di aspettare le mosse degli avversari, quindi continua a proporre a modo suo novità eclatanti. Animal Crossing per Wii promette già faville sul settore dell’online (qui potete vederlo), mentre ciò che state osservando, cioè Wii Music, arriva in un momento importantissimo per i giochi musicali e può raccogliere seneramente un’eredità difficile perchè è fatto bene.
L’annuncio del nuovo “sensorino”, come mi piace chiamarlo (il Wii Motion Plus), è comunque una ciliegina sulla torta e forse chiuderà la bocca a chi ha criticato Wii per i suoi controlli spacciati come rivoluzionari ma comunque non precisi (vedere per credere).
Ora però voglio tornare all’inizio del mio discorso: tutto quanto mostrato in questo attesissimo palconscenico dell’E3 2008, mi sembra comunque un “compitino” per chi ha rivoluzionato il mercato dei videogiochi. Non c’è stata la voglia di mostrare neanche un titolone per noi hardcore gamer; mi sarei aspettato almeno un nuovo uso della pedana Wii Fit unito ai normali Wii Mote e Nunchuck o qualche periferica davvero mai vista, invece nulla. Io in questo vedo l’aria di chi ha vinto e la dimostrazione viene dalla lunga disanima dei dati mondiali di vendite che vedono il Wii superare tutta la concorrenza, per non parlare delle copie di Nintendo DS sparse per il globo.
Insomma Nintendo; i tuoi fan vogliono che ti ricordi di loro. Vogliono giocare le innovazioni formali ma anche quelle stilistiche che vengono dalla “penna” di Miyamoto & co. I tuoi fan vogliono che tu sappia osare non solo nel casual, ma anche nel santuario dell’hardcore. Non ci bastano 3 giochi in un anno.
Forse siamo troppo esigenti? Da chi ha creato Mario, chiedere di meno, sarebbe un delitto.
Comunque sia, Wii Music è bellissimo!!!
Ci siamo!
Domani comincia la nuova edizione dell’Electronic Entertainment Expo: una delle più importanti fiere di videogiochi al mondo. Un tempo unica, sola e gigantesca, ora semplicemente goccia in un mare di eventi bellissimi, a cui publisher e software house partecipano con molto entusiasmo per presentare i propri prodotti.
L’E3 di Los Angeles è un sogno, per molti. Io ad esempio non ci sono mai andato e ho sempre sbavato sulle anteprime delle riviste (e ora dei siti): mi piacerebbe tantissimo andarci! Purtroppo l’America è troppo lontana… probabilmente mi concederò una gitarella in quel di Lipsia, chissà, per la Games Convention che probabilmente adesso è ancora più grande.
Ma il fascino della fiera in California è molto più grande. Da sempre le anteprime, i più stupefacenti annunci, i migliori giochi, vengono presentate nei palchi dei mega stand dell’E3. Ma niente di “enorme” quest’anno: dal 2007 la fiera ha subito una pesante riorganizzazione poichè era troppo costosa. Tra l’altro ora è solo ad invito e non ha più quei 50.000, 60.000 visitatori dell’edizione 2004, ad esempio. Ciò non toglie che la sostanza vale più della forma; a me personalmente non interessa molto che Nintendo abbia o non abbia un super palco con 100 booth babes una meglio dell’altra (forse queste un pò mi interessano… il video è una dimostrazione
). Io voglio vedere grandi giochi in anteprima! Anzi voglio giocarli in mezzo a migliaia di fan come me! Nel tempio del divertimento elettronico dal 1995 (anno della prima edizione della fiera).
Starò a casa come voi, peccato in un certo senso. Ma da una parte sono comunque contento di discutere qui sul blog delle novità che verranno presentetate in questi quattro giorni, da lunedì 14 a giovedì 17. Preparatevi a vedere finalmente Fallout 3, Project Origin, Dragon Age, Mortal Kombat vs DC Comics e tanti altri. Sul blog proverò a embeddare lo streaming di GameSpot, se ci sarà, così da commentare davvero in diretta tutti i titoloni attesi per questo autunno. Se fosse come quello 2007, sarebbe SUPER!
L’E3, rinunciando alle gnocche, ha perso l’ultimo fattore filosofico che gli dava un senso. Da quando la fiera non è più addobbata da ragazzine semi-nude vestite in modo astratto, l’evento ha perso il suo ruolo, messo irrimediabilmente in crisi dal web.
Sembra paradossale ma è così. Se tutti i publisher si mettessero d’accordo e, in un giorno prestabilito, rilasciassero su internet il materiale che si portano in fiera, nessuno si accorgerebbe della chiusura della stessa.
L’E3 ha perso appeal, è stato spostato a Luglio (prima si svolgeva a Maggio), non è più sede di grandi annunci, che arrivano sempre ampiamente annunciati su internet (ma che bel gioco di parole).
Quest’anno stiamo tutti fremendo per… Flock! Cazzo è Flock?
Magari la Nintendo presenterà una guida al sesso necrofilo per Nintendo DS, con Mario che si accoppia con il cadavere di Luigi… chi può dirlo.
Rimane il fatto che l’attesa spasmodica del videogiocatore, ansioso di conoscere le novità in produzione per la sua macchina, si è fatta sempre più tiepida fino a diventare fredda.
L’unico motivo d’interesse vero di queste manifestazioni potrebbe essere l’incontro con qualche big dell’industria, ma anche vedere qualcuno della Sony che fa figuracce sul palco non sarebbe male (chi se la ricorda le presentazione del Sixaxis? Fu un momento atroce).
Il fatto è che per gli incontri, a parte le chat erotiche, c’è la GDC che detta legge, almeno per quanto riguarda il livello degli ospiti e degli interventi, mentre per vedere qualche personaggio eccentrico, come il Puglisi, conviene andare a Lipsia più che a Los Angeles.
Insomma, l’unica speranza che nutro è quella di vedere un nuovo modello di Nintendo DS, perché il mio è partito e devo ricomprarlo… riprendere lo stesso modello mi metterebbe addosso una forte tristezza.
A parte gli scherzi, speriamo che almeno le tre press conference dei big dell’industria siano interessanti…

Lo so, siete rimasti delusi perchè guardando il video qua sopra non avete visto il mio faccione volare giù da un “Bungie” Jumping eh?
Ma Bungie Day non sta assolutamente a significare il giorno del mio primo salto con corda in qualche precipizio. Oggi è il Bungie Day 08, e per tutti i possessori di Xbox360 è il momento di scaricare qualche bel “gadget” virtuale per questa celebrazione. Ogni anno infatti i creatori di Halo danno vita ad una serie di eventi online e regalano mappe oppure sfondi e temi per un periodo di tempo limitato.
Affrettatevi quindi ad accendere la vostra console Microsoft e a connettervi ad internet: vi aspetta l’ultimo Map Pack di Halo 3 (Legendary Map Pack) a prezzo scontato e una manciata di immagini esclusive, scaricabili esclusivamente nella giornata odierna (non preoccupatevi, avete tempo, in America le lancette dell’orologio non sono nella stessa posizione che in Italia). Troverete addirittura una mappa completamente nuova, Cold Storage.
Basta chiaccherare quindi, mettete in pausa il video e correte a scaricare tutto ciò che riuscite; dopodichè tornate qui e fatevi quattro grasse risate con questa celebrazione del Bungie Day da parte di alcuni birichini di Youtube.
Nel machinima (realizzato come Red Vs Blue, ve lo ricordate?) che vi ho postato si ride molto, quindi dategli una chance: riguardatelo con attenzione e senza leggere!