http://youtube.com/watch?v=K_ARvhT6Gzc
Davvero interesssante questo articolo di Edge.
Partendo dall’assunto per cui il mercato dei videogiochi stia dando il meglio di sè in questi anni, spaventando tutte le altri grandi industrie tradizionali (da Hollywood al mercato dell’home video), perchè in grado di batterle sul campo delle vendite e dell’attenzione dei media, prosegue poi con la considerazione che questa crescita sia esponenziale e spietata nella sua espansione: addirittura Chris Charla parla di “un’esplosione più veloce di anno in anno” piuttosto che di una crescita.
Ma questo aumento sarebbe all’ origine di uno dei grandi errori dell’industria, quello di creare una mescolanza di temi concettualmente pericolosa, fissandosi sul concetto omnicomprensivo di “casual“.
Un problema di semantica dunque, ma che coinvolge in modo molto diretto gli sviluppatori, “costretti” a scegliere una definizione non propriamente corretta tutte quelle volte in cui si mettano al lavoro su un prodotto pensato per essere rivolto a una audience molto ampia.
Pensandoci bene, l’unico caso in cui si può davvero usare questo termine è quello in cui ci si trovi di fronte a una persona che giochi molto tempo, ma non interessata alla profondità o alle possibilità offerte da un titolo: che si metta quindi in gioco soltanto con l’idea di passare del tempo senza pensare a nulla di particolare, in “modalità relax“.
Nulla di male in questo, ma partendo da questa concezione si è allargata di molto l’idea di ciò che sia veramente “casual”, arrivando a comprendere titoli ben più complessi di un semplice puzzle game disponibile sul web, come ad esempio Rock Band.
Ebbene, come Charla osserva giustamente, “niente che costi 150 $ e richieda una console da altre 300 $ può essere considerata una prodotto casual“, e analogamente cita anche Wii Fit: secondo lui il termine migliore sarebbe di “prodotti per il mercato di massa“, cioè titoli di una grande profondità, che richiedano un impegno (economico e in termini ludici) più che consistente, ma senza un target definito (fa l’esempio della nonnina che si prende una pausa da Bejeweled o del ragazzo che interrompe un massacro in Resistance per farsi una schitarrata rilassante).
Ma in ogni caso quale è il vero problema? Il problema è che la parola “casual” non ha un grosso impatto sui giocatori, i media e quant’altri, ma ne ha un bel po’ sugli sviluppatori: nei meeting precedenti all’avvio dei lavori, se spuntasse fuori che il titolo è pensato per un pubblico casual ecco che la profondità svanirebbe, soppiantata da minigame e da semplificazioni banalotte.
Altro sarebbe se venisse chiaramente indicato come target quello di un pubblico quanto più ampio possibile (quello che nell’articolo di Edge è citato come “mass market”): un buon esempio in questo senso è rappresentato da Smash Bros Brawl, che può essere giocato da chiunque con mezzo minuto di esercizio, ma allo stesso modo tra contenuti sbloccabili, trofei, livelli bonus può essere impegantivo e duraturo anche per il più fanatico hardcore gamer.
Definire un prodotto come dedicato a un mercato di massa non ne mina (neanche concettualmente) nè il livello di dettaglio, nè quello di impegno necessario a divertirsi: quale titolo migliore di Street Fighter 2 in questo senso? Tutti lo hanno giocato e lo conoscono, anche chi prima della sua uscita non era un videogiocatore: è un gioco che ha tutto, dall’immeditezza e profondità, dall’appeal alla complessità. Ma se si fosse partiti nel progetto pensandolo per casual gamers cosa avremmo avuto?
Se quindi è inevitabile che si mercato si espanda verso nuovi lidi, è necessario che gli sviluppatori non cadano nell’errore (sematico ma di evidente attinenza pratica) di svilire le loro idee pensando di dedicarle a un pubblico limitato: sarebbe difficile tornare indietro e riconquistare il nocciolo duro perso per strada.
Nel video potete ammirare il Wii, la macchina che più d’ogni altra è entrata delle case dei non avvezzi al videogioco, spalancando davvero a chiunque questo mondo! E chi la sta usando in questo video…? Beh, qualcuno che è proprio vestito casual 
Lo zoccolo duro di fan di questo blog è fatto di netgamers. Io lo so, non vi preoccupate, e nonostante non parli spesso di ciò che succede nel mondo del netgaming italiano e mondiale in questi lidi, rimango comunque l’alfiere del multiplayer: sempre pronto a battermi per ottenere più spazio in manifestazioni, convegni, fiere, trasmissioni, video.
Battersi per il netgaming è la mia missione. L’ho sempre fatto e continuerò a farlo, perchè la passione non morirà mai, sono convinto. Nonostante questo ho dei periodi di single player molto intensi (come quello odierno) e ovviamente vi riporto i miei pensieri come mi vengono. Anche e soprattutto perchè questo blog è la mia valvola di sfogo, per certi versi, e siccome di netgaming parlo spesso nelle riviste per cui scrivo (Giochi per il mio Computer e Game Pro), qui mi piace scrivere ciò che penso dei videogiochi tout court. Ma non dimenticherò mai da dove vengo, non dimenticherò mai che ci sono migliaia di netgamer italiani intrappolati in una nicchia che pochi vogliono aiutare ad ampliare. Io sono uno di quei pochi e quindi, eccomi qui, oggi parlo di netgaming.
Lo faccio proponendovi un reperto “storico” o quasi, per cui devo ringraziare Fragbite, un non meglio precisato sito di una non meglio precisata nazione (credo la Svezia). C’era infatti qualcuno di questo portale a maneggare la telecamera che ha ripreso la mia più bella telecronaca di tutti i tempi.
World Cyber Games, edizione 2006, Monza. Olimpiadi dei videogiochi! Mi ero qualificato per Dawn of War come primo italiano (non è stato difficile, visto che al torneo di eliminazione ci siamo presentati in tre!); dovevo avere un posto in nazionale ma vi rinunciai. Potevo dimostare al mondo che ancora valevo qualcosa come player (nel 2005 sono stato primo della ladder mondiale di Dawn of War, anche se per un breve periodo di tempo), ma piuttosto che coprirmi di ridicolo (non valgo più nulla come player ad alti livelli da molto tempo… e probabilmente non sono mai stato un granchè) ho preferito prendere al volo una chance che non si sarebbe ripetuta. Essere la voce ufficiale italiana di quei World Cyber Games, insieme ad un pool di telecronisti proposti da me e da NGI. Nobsyde, Marauder e Yoyo.
Durante tutto il torneo io sono sempre stato scelto per commentare le partite sul “main stage”, il palco più grande. Grazie alla mia conoscenza di Starcraft, Warcraft III e Counter-Strike ho potuto imprimere nelle orecchie di tutti i presenti le mie emozioni, mentre sul mio schermino scorrevano partite divenute poi storiche come IloveoOv vs JulyZerg oppure Gostop vs Sky. Ma la partita più bella che ho visto è stata la finale di Counter-Strike tra NiP e Team Pentagram. Svezia contro Polonia.
I polacchi venivano dalle winner bracket, serviva un’impresa svedese per portarsi a casa il torneo: vincere due mappe di seguito. La prima i NiP se la sono portata a casa davvero, la seconda invece ha incoronato campioni i Pentagram, tra l’entusiasmo del pubblico presente: davvero tanto.
Dalla mia postazione, situata alla sinistra del palco, non mi interessava sapere quanti tra il pubblico capissero quanto stavo blaterando al microfono. Molti erano partecipanti al torneo, provenienti da 70 nazioni differenti, ma c’erano anche molti italiani: padri con figli, netgamers o semplici curiosi. Non mi interessava, dicevo, capire se mi comprendessero: ma la loro presenza lì, in massa, ha fatto scattare una molla che mi ha totalmente prosciugato la voce. Sentivo la partecipazione, i sospiri, gli applausi di centinaia di persone; qualcosa che forse non ritroverò più. Anzi, non ritroveremo più, perchè gran parte del merito per la “mia più bella telecronaca” è ovviamente di Nobsyde, l’uomo del “fagottino marrone” nonchè il mio compagno di merende, ai microfoni di Counter Strike di tutta Italia. L’intesa che c’era tra noi, rafforzata da una settimana particolare per entrambi, è letteralmente esplosa in questa telecronaca così come abbiamo letteralmente stupito i nostri colleghi americani e coreani, prodighi di complimenti per le nostre urla.
Questo video è un riassunto, a pezzi, di ciò che successe all’autodromo di Monza durante quella partita. Un documento che un pò mi rattrista, perchè forse non ci sarà mai più una partita di un videogioco con tutto quel pubblico sul suolo italiano. Anche se la recente Pro Lan fa ben sperare e Lucca Comics and Games dello scorso anno ha dimostrato che c’è tanta curiosità intorno agli Sport Elettronici.
Ma oltre a rattristarmi mi rende davvero fiero di me stesso: durante l’ace di Walle (minuto 6:15) avrò perso almeno un polmone. Segno che l’emozione era davvero autentica, per noi, nel vedere una sfida ad un “giochino”.
La conferenza stampa di Nintendo (riferitami da Peppe, che ringrazio, e poi vista sui video del sito ufficiale www.e3expo.com), contrariamente a quella Microsoft di ieri e a quella Sony, tenutasi poco dopo (ne parliamo domani) ha inequivocabilmente dimostrato un fatto: Nintendo ha vinto.
Tutto il tono del discorso, attenzione sto parlando quindi della forma non della sostanza, faceva trasparire un’evidente “superiorità” territoriale e quindi ho notato poca voglia di far scrivere fiumi di inchiostro a blogger come me o alle riviste specializzate. In fondo, parliamoci chiaro, la casa di Kyoto prima del Nintendo DS era data per spacciata. Vendeva solo il GameBoy, mentre il suo Gamecube era semisconosciuto (non scherzo quanta gente conoscete che l’abbia posseduto anzichè avere una PS2?). Eppure in questa generazione ha speso meno dei suoi diretti concorrenti ed ha venduto il doppio, guadagnando molto di più. Wii e DS sono due prodotti che hanno totalmente fatto breccia in un mercato inseguito costantemente da Sony, ma mai raggiunto a forza di Eye Toy: sto parlando di coloro che non hanno mai videogiocato.
Prodotti come Brain Training o Wii Sports, hanno messo insieme giovani e anziani; Super Mario Galaxy ha dimostrato che la voglia di tenersi i fan ci sarebbe ancora. I risultati in comunicazione, comunque emblematici, dovuti ad un prezzo davvero competitivo dato a Wii, hanno creato un corto circuito in un mercato casalingo letteralmente dominato da PS2 dando ragione, per una volta nella storia, a chi ha avuto il coraggio di innovare. E questi risultati si vedono ad occhio nudo: quanti spot in televisione di giochi per Wii avete visto?
Adesso Nintendo non può permettersi di aspettare le mosse degli avversari, quindi continua a proporre a modo suo novità eclatanti. Animal Crossing per Wii promette già faville sul settore dell’online (qui potete vederlo), mentre ciò che state osservando, cioè Wii Music, arriva in un momento importantissimo per i giochi musicali e può raccogliere seneramente un’eredità difficile perchè è fatto bene.
L’annuncio del nuovo “sensorino”, come mi piace chiamarlo (il Wii Motion Plus), è comunque una ciliegina sulla torta e forse chiuderà la bocca a chi ha criticato Wii per i suoi controlli spacciati come rivoluzionari ma comunque non precisi (vedere per credere).
Ora però voglio tornare all’inizio del mio discorso: tutto quanto mostrato in questo attesissimo palconscenico dell’E3 2008, mi sembra comunque un “compitino” per chi ha rivoluzionato il mercato dei videogiochi. Non c’è stata la voglia di mostrare neanche un titolone per noi hardcore gamer; mi sarei aspettato almeno un nuovo uso della pedana Wii Fit unito ai normali Wii Mote e Nunchuck o qualche periferica davvero mai vista, invece nulla. Io in questo vedo l’aria di chi ha vinto e la dimostrazione viene dalla lunga disanima dei dati mondiali di vendite che vedono il Wii superare tutta la concorrenza, per non parlare delle copie di Nintendo DS sparse per il globo.
Insomma Nintendo; i tuoi fan vogliono che ti ricordi di loro. Vogliono giocare le innovazioni formali ma anche quelle stilistiche che vengono dalla “penna” di Miyamoto & co. I tuoi fan vogliono che tu sappia osare non solo nel casual, ma anche nel santuario dell’hardcore. Non ci bastano 3 giochi in un anno.
Forse siamo troppo esigenti? Da chi ha creato Mario, chiedere di meno, sarebbe un delitto.
Comunque sia, Wii Music è bellissimo!!!
E dopo GXT calcio (momentaneamente in pausa visto che sono finiti gli europei, preparetevi però alla stagione del campionato italiano di Serie A!) è arrivato il momento per il mio faccione di ritornare in TV! E che TV!
Da un pò è disponibile su YKS Channel (l’unico canale televisivo il cui contenuto è totalmente generato dagli utenti), raggiungibile sul canale 863 di Sky e su Alice in web streaming (nonchè su IPTV, cellulari ecc), il mio video di “Inside The Portal” che (ri)vedete qui sopra.
E’ chiaro che lavorando, come tutti sapete, a TheBlogTV, l’azienda editrice di YKS Channel, molti penseranno che per me è stato più “facile” far includere il mio video nella programmazione. Non è assolutamente così ed ho dovuto comunque superare i vari livelli di selezione: infatti è dopo quasi tre mesi dal lancio del canale che sono “on air” e contento di esserlo!
Questo mi ha dato una spinta ulteriore a supportare le attività di questo canale ma soprattutto di questo blog con una nuova serie di video. Non che l’andare in TV sia per me un grande vanto, preferisco non condurre ma produrre, il vero vanto è poter offrire ai lettori anche una forma di video blogging e non solo. Dopo la web radio quindi, grazie all’aiuto di alcuni miei colleghi (tutti lettori del blog!) e sicuramente di Fucktotum, ci buttiamo sul video! Preparatevi ad una serie di videorecensioni o servizi che realisticamente dalla prossima settimana proveremo a realizzare, con cadenza di una ogni sette giorni.
E’ il momento di invadere l’etere, videogiocatori! Non solo internettiano ma anche televisivo! Da oggi in poi vedrete sulla destra il banner di YKS Channel, The Internet Generation Channel. Vi consiglio subito di andare a vedere di cosa si tratta, scommetto che vi terrà incollati, soprattutto se beccate i video di www.insidethegame.it!!! 

Pensavo Fucktotum mi avesse illuso.
E invece mi sbagliavo.
Blizzard ha comunicato una “ipotetica” data di uscita per Starcraft 2.
E’ nel 2008! Giorno: 3 dicembre!
Il mio gioco più atteso dell’anno, a questo punto, cambia drasticamente!
[Fonte Destructoid]

Almeno secondo il “motto” (o claim, in linguaggio pubblicitario) di questa neonata “Fiera del videogioco” che sul campo, per ora, ha tutto da dimostrare.
Ne sono venuto a conoscenza grazie ad Alessandro (che ogni tanto commenta qui sul blog) che alla Pro Lan v2, mi ha sottoposto questo evento. Interessante, almeno sulla carta, ma con tante aspettative e cose da dimostrare. Io comunque, ad un evento di socializzazione tra videogiocatori, un pò di pubblicità la faccio, sperando di poter anche presenziare e vedere come i ragazzi milanesi allestiranno il Datch Forum dal 21 al 23 novembre. Evento sponsorizzato da più parti e patrocinato addirittura del comune di Milano.
Si vede che gli echi del GameCon, il salone del gioco a tutto tondo non solo video, cominciano a farsi sentire e dopo l’esplosione di presenze nel corso dell’ultimo Lucca Comics & Games, proprio al padiglione giochi, anche Milano non si fa attendere e propone questo appuntamento a metà tra Lan Party e semplice spazio fieristico, questo stando a sentire i comunicati stampa che trovate qui.
Solo videogiochi, quindi: riusciranno gli organizzatori a riempire un palazzetto? Beh, innanzitutto ci stanno provando e questo è già tanto. Come? Con varie iniziative. Un’area LAN, appunto, un area Wii Sport dove poter divertirsi e sudare un pò, un’area Microsoft che crediamo sarà piena di Xbox 360 e un modding contest, dove poter esprimere la propria creatività “ingegneristica” mettendo a punto PC dal desing incredibile.
Certo definirsi già come l’unica fiera del videogioco in Italia mi sembra quasi provocatorio: ancora non leggo nel programma nessun appuntamento ad esempio con la cultura del videogioco o qualche minima conferenza. Spero si provveda. Al Gamecon, ad esempio, c’è stato Game in Italy, la prima conferenza nazionale di sviluppatori di videogiochi, di cui la rivista Game Pro è stata promotrice (l’organizzatore della conferenza è stato Marco Accordi Rickards).
Mi aspetto quindi qualcosa di più, ma c’è tanto tempo per rimediare da questo punto di vista, intanto lancio a tutti l’appuntamento: dal 21 al 23 novembre al DatchForum di Milano! Ne riparleremo, intanto a destra trovate un bel banner!
Dove c’è Lan Party c’è AKirA!
O almeno ci sono i suoi banner 

Come molti sanno, chiunque abbia letto il mio profilo credo, non sono solo un “esperto” nelle tematiche del netgaming e in particolare degli Sport Elettronici ma ho anche un pallino più sfidante: portare i videogiochi in TV. Sono un autore (o almeno cerco di esserlo), lavoro per una società di produzione televisiva che si chiama The Blog TV e ho sempre lottato per convincere i miei capi del fatto che il divertimento elettronico sia uno spettacolo. Uno spettacolo abbastanza divertente da poter arrivare al piccolo (e perchè no anche al grande) schermo per essere fruito, chissà, da milioni di persone.
In precedenza, ho supportato con i miei testi L33T (insieme ad Andrea “Tiamat77″ Canigiani), una trasmissione di Rai Futura creata da Mario Bellina, Michele Bertocchi, Andrea Materia e Francesca Romana Ronchi. Sono il telecronista e-sportivo per eccellenza ed ho prodotto qualche video simpatico su youtube ;). Una trasmissione “tutta mia” in televisione ancora doveva arrivare e finalmente è giunto il momento.
Nonostante non avrà titoli di coda con cui controllare la mia presenza nel programma (sigh
), da domani, sabato sette giugno, andrà in onda sul prestigioso canale satellitare GXT (bouquet Sky 146 e 147 in modalità “+1“) la prima puntata di GXT Calcio, un format assolutamente rivoluzionario che costruisce spettacolo, appunto, partendo dalle immagini di un videogioco. Si tratta di un esperimento assolutamente non banale, come invece potrebbe sembrare da una prima occhiata: utilizzare solamente le immagini di un prodotto videoludico (senza inframezzarle con volti, uno studio o qualunque scenografia), per creare un programma televisivo da 22 minuti a puntata, potrebbe essere addirittura qualcosa di storicamente mai realizzato. La partenità dell’idea, comunque, è del team produttivo di GXT: io non mi sono inventato nulla di GXT Calcio, ma ne ho curato personalmente tutti gli aspetti di trasmissione.
Si tratta delle partite degli europei “simulate” grazie allo splendido FIFA 08 di Electronic Arts, “complice” quanto The Blog TV in questo appuntamento seminale di televisione. Io ho giocato le partite, supervisionato il montaggio scegliendo le azioni migliori e controllando che non ci fossero errori. Supervisionato il “missaggio” audio video e finalizzato in post produzione la trasmissione. Sento già i commenti negativi del popolo più incallito dei videogamers che magari speravano che a giocare delle partite televisiva di FIFA fosse qualche “campione” del gioco appena citato. La verità è che una partita tra grandi giocatori del titolo non è assolutamente adatta allo scopo dell’intrattenimento calcistico e televisivo. Non è realistica, per intendersi, succedono eventi impossibili per una partita vera e i risultati, spesso tennistici, non corrispondono assolutamente a ciò che uno spettatore di calcio vuole vedere. Lo scopo, infatti, è ottenere qualcosa che simuli già uno spettacolo presente “in natura”, cioè una partita di calcio. Con i suoi momenti di stanca, le sue sostituzioni tattiche e il suo “batti e ribatti” di emozioni. Tutte le partite infatti sono state prima “studiate” a tavolino e poi giocate, anche se sarebbe meglio dire appunto “simulate”. L’opera ha richiesto molta fatica da parte di tutte le persone che ci hanno lavorato, ma il risultato è assolutamente divertente e spero che incollerà al televisore più spettatori possibili, per una nuova vittoria dei videogiochi in campo televisivo.
Mi permetto di annoiarvi un altro pò con i nomi delle persone che hanno lavorato a questo progetto, sperando che questo post rimanga “ad imperitura memoria” per chiunque veda la trasmissione e voglia cercare, su internet, chi l’ha creata, montata, prodotta ecc. Per prima cosa volevo citare Massimo “Fucktotum” Mallia e Fabrizio “Killout” Salmi per aver giocato con me queste prime partite (il format segue lo svolgimento degli europei di calcio, quindi ci saranno altre partite durante il mese di giugno). La trasmissione è stata montata da Cristina D’Eredità (per una puntata ci ha aiutato anche Francesca Mallozzi, con cui ho montato in notturna
), a cui va un ringraziamento particolare per la sua professionalità e velocità: ha chiuso quattro puntate in due giorni, un vero record! Grazie anche a Pierluigi Pardo e Stefano De Grandis, i telecronisti di GXT Calcio: la loro bravura è sotto gli occhi di tutti per chi segue le partite su SKY, con GXT Calcio si sono confrontati con una sfida se vogliamo ancora più difficile, rendere emozionante il calcio “finto”. Obiettivo centrato in pieno!!! La produzione è stata curata da Lia Chiovari, altra persona che mi ha aiutato moltissimo, soprattutto dal punto di vista umano: senza il suo conforto e sorriso difficilmente sarei arrivato “sano di mente” a questo punto. Inutile dire che senza Giuliano Tranquilli e Alessandra Valente di GXT, non esisterebbe nessun GXT Calcio: da loro ho ricevuto i consigli migliori e un’assistenza costante e continua, ma soprattutto hanno creduto in noi di The Blog TV. Così come ringrazio Bruno Pellegrini, CEO di The Blog TV, che ha affidato a me la trasmissione: spero che adesso si possa battere sempre di più il ferro finchè è caldo, in maniera da cambiare ancora la Televisione non solo con l’UGC ma anche con i videogiochi! Special thanks finali, d’obbligo ad Electronic Arts e soprattutto a Daniele Francilia che ha curato tutta la parte legale con i suoi colleghi; con lui il rapporto è stato franco e simpatico e quindi lavorare insieme è stato eccezionale.
OK ho concluso, spero che vediate e apprezziate la trasmissione che, come ho già detto, andrà in onda da sabato 7 giugno in poi, tutti i giorni ai seguenti orari: dal lunedì al venerdì alle 13.35, 16.10, 18.40, 19.55, 22.30 e il sabato e domenica alle 12.50, 17.05, 19.35, 20.00 e 22.20. Ovviamente su GXT, canali 146 e 147 di Sky. E forza azzurri!!! Chissà che faranno virtualmente in GXT Calcio…
E chissà che faranno in verità!
Nel virtuale o nel reale, comunque, hanno il nostro supporto! 
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Per un week end il blog rimarrà “incastrato” a rimandare il segnale della mitica Progaming.TV, web tv dedicata al netgaming prima e unica nel suo genere in Italia. Perchè? Perchè questo week end, da venerdì sera a domenica pomeriggio, ci sarà una non stop di partite emozionantissime ai più importanti videogiochi del netgaming italiano: si tratta delle finali delle ESL Pro Series, la massima serie degli Sport Elettronici italiani. Un pugno di netgamers si contenderà il montepremi di 30.000€!!!!
Installate quindi il plugin per lo streaming su Windows Media Player e non perdetevele! Io sarò il telecronista ufficiale, come in ogni edizione, insieme ai miei colleghi Marco “Nobsyde” Alice e Gabriele “revng” Palozzi. Ripeto: non mancate! Gli orari delle varie partite li trovate in video: tutto sarà in diretta quindi non vi lamentate per i ritardi!
Per chi non sapesse di cosa stiamo parlando, facciamo un pò di “glossario”. Se avete un amico e volete introdurlo alla nostra fantastica passione, fategli leggere quanto segue!
Netgaming: dicesi della pratica di utilizzare internet per connettersi e divertirsi in qualunque videogioco, sia competitivo che cooperativo. Il “movimento” del netgaming nasce nel 1996 con Quake ed “esplode” già dal 1997/1998 con la pubblicazione di veri e propri capostipiti del genere come Starcraft, Counterstrike e Ultima Online. Da queste quattro ruscelli nascono veri e propri mari: gli RTS online, gli FPS “da duello” (spesso chiamati pure FPS), gli FPS tattici (a squadre) e i MMORPG. E’ nel netgaming che sono nati clan, gilde, associazioni, portali, LAN Party, raduni ecc. Ma questa definizione è solo tecnica: per capire cosa è veramente il netgaming bisogna viverlo in prima persona! Assaporarne la passione, la socialità, la sfida!
Sport Elettronici: dicesi dei più importanti titoli del netgaming, utilizzati come campo da gioco per un nuovo tipo di discipline sportive, i “Cyber Sport“. Non si tratta minimamente di muoversi dalla sedia, quindi niente atletica e quini non sono veri sport; per il resto le qualità richieste ad un “professionista” di mouse e tastiera sono le stesse richieste ad un tennista nel giorno di un torneo del circuito ATP. Adrenalina, nervi saldi, tanto tanto sacrificio e allenamento. Sebbene gli Sport Elettronici non abbiano una standardizzazione mondiale (ci sono decine di tornei diversi ognuno con le sue regole e modalità) e in molti paesi del mondo, come l’Italia, siano poco più che un sommerso, la loro pratica continua ad affermarsi. Con l’arrivo di web TV e vere e proprie trasmissioni su satellite, il competitive gaming si sta diffondendo a macchia d’olio: da gioco a spettacolo.
ESL: la Electronic Sports League è la più famosa lega, al momento, per gli Sport Elettronici in Europa. E’ un portale dove gli utenti (solamente PC, anche se esiste la versione per console) possono iscriversi gratuitamente e partecipare alle decine di migliaia di tornei presenti su tutti i titoli conosciuti dove ci si possa sfidare (compresi i giochi per MSN). E’ anche un social network per gamers, con funzioni di guestbook, upload video e messaggeria. Si entra come “novizi” e si comincia la carriera verso tornei più importanti, i quali spesso hanno dei premi in hardware. La ESL è assolutamente una realtà consolidata dove è nata, in Germania, dove ha circa mezzo milione di iscritti.
EPS: le Pro Series di ESL sono l’equivalente del campionato di Serie A di calcio. Il torneo più importante dove giocano solamente i migliori ai giochi più seguiti (quest’anno sono Call of Duty 4, Counterstrike Source, Pro Evolution Soccer 2008, DOTA e Trackmania Nations. Come tutti i tornei di ESL si svolge online sotto forma di campionato. Le squadre, aiutate dagli admin e dai community manager, utilizzano il portale per sfidarsi e devono giocare una partita a settimana. Si organizzano, si danno appuntamento su un server e poi: Boom! Headshot. Chi vince guadagna tre punti, chi perde zero. Più che somigliare alla Serie A, però, la EPS somiglia ad un campionato americano perchè ha i Playoff, cioè le finali tra i quattro migliori classificati di ogni titolo supportato. Queste finali hanno un’altra importanitissima differenza con gli altri tornei di ESL: si giocano in LAN, dal vivo, guardando in faccia i propri avversari! Ci sono due stagioni all’anno per le EPS e quindi ci sono due finali all’anno. Inoltre queste finali hanno un premio in denaro che ogni stsagione si fa più interessante. Ora per l’Italia è diventato di 30.000€. Tra l’altro la vittoria delle Pro Series italiane da la possibilità di partecipare alle EMS, l’equivalente della “Champions League“, cioè la sfida contro i vincitori delle altre EPS in tutti i paesi.
Progaming Italia: è la società detentrice dei diritti per la ESL italiana (e non solo, anche in Ucraina). L’ultimo baluardo di organizzatori disposti a credere nel netgaming competitivo italiano (che vive di eventi online come ESL, sicuramente, ma anche e soprattutto di Lan Party), mai veramente decollato come negli altri stati. Ora però, grazie ai ragazzi di Bolzano capitanati da Daniel Schmidhofer, Holger Schopf e Fabio Camastra, gli Sport Elettronici possono farsi quantomeno ammirare in web streaming. Clikkate qui per il sito ufficiale.

E’ con molto piacere ed estrema soddisfazione personale che vi annuncio una nuova grande conquista del netgaming italiano, che dopo aver cominciato a prendere spazi sulle più importanti riviste nazionali ora approda, finalmente, sulla migliore e più adulta pubblicazione di videogiochi in Italia.
Sto parlando di Game Pro (è anche sulla wiki!!!), rivista “capitanata” da Marco Accordi Rickards che dal numero 13, quello in edicola in questi giorni, ha un nuovo prestigiosissimo angolo dedicato al multiplayer online. Vi consiglio caldamente di acquistarla, costa 6€ ma li vale tutti!
Spendiamo prima due parole sul magazine. Game Pro è l’edizione italiana di Edge, la più autorevole rivista di videogiochi del mondo (inglese, per la precisione). Nasce dalle ceneri dell’ex Videogiochi; col passaggio di consegne da Future a Sprea ha cambiato nome e direzione, soprattutto grazie al succitato editor che ha umanizzato una pubblicazione forse troppo “distante” dai lettori. Grazie al suo spirto e al suo lavoro, ora Game Pro è piena di calore, discussioni, fumetti originali e soprattutto articoli interessantissimi, tradotti spesso da Edge, così come le recensioni.
Passando invece alla rubrica in questione, si trova addirittura tra le famose “column”, gli unici articoli firmati della rivista o quasi. Questi spazi sono curati dai più importanti “giornalisti” di settore come ad esempio Matteo Bittanti oppure da personalità di spicco dell’industria del videogioco in Italia come Bonaventura Di Bello o Roberto Recchioni (sulla rivista scrivono anche Francesco Alinovi o Alberto Belli). Insomma per intenderci le column sono i più prestigiosi spazi della rivista meglio costruita d’Italia, l’unica che personalmente ho sempre seguito (dal numero 1 di Videogiochi). L’unica a trattare in maniera interessante ed adulta il videogioco, anche grazie ai suoi alfieri migliori, come quelli citati qualche riga qui sopra.
Eccoci al dunque: mi sono auto regalato uno dei migliori presenti che avrei mai potuto ricevere. Grazie al duro lavoro e alla passione trascinante per il netgaming. Circa due mesi fa contattai Marco Accordi Rickards (clikkate qui per il suo blog) per chiedergli se ci fosse la possibilità di parlare di multiplayer su Game Pro, magari proprio nelle column. All’inizio il nostro amico metallaro (Metal Up Your Ass ‘bro e soprattutto, grazie!) era un pò scettico, doveva valutare. Poi ha visto il mio blog, forse ha letto chi ero su qualche sito internet o forse è stato colpito dal mio primo articolo. Ciò che è successo dopo ormai è “storia”: i miei articoli appariranno da ora in poi sulla rivista dove avrei sempre voluto scrivere. Ecco anche spiegato perchè da ora in poi il blog avrà un banner per pubblicizzare l’uscita della rivista nelle edicole.
Concludendo sono orgoglioso di comunicare che da ora in poi c’è un nuovo posto dove leggere fatti e tematiche del netgaming e questo posto è la rivista Game Pro, che sarà d’obbligo comprare
Ogni mese troverete una column intitolata Boom! Headshot - C’è del cervello nella Rete, dove dei netgamers come voi potranno trovare pane per i vostri denti, ma soprattutto parole per i vostri cervelli. Riflessioni e pensieri dal mondo del multiplayer online e dagli Sport Elettronici, conditi dalla voglia di esserci. La column è redatta dal sottoscritto, Simone “AKirA” Trimarchi e come al solito è dedicata a voi, netgamers della notte.
A voi che, spero, non smetterete mai di fraggare.
A voi che, sono sicuro, non smetterete mai, come me, di sognare!

Ebbene si! Siamo arrivati alla fine, come un treno che arriva in stanzione anche noi siamo arrivati al capolinea di questa prima stagione de “Il Bar dell’Esport“, una trasmissione nata dall’idea di Simone “AKirA” Trimarchi che un giorno se ne uscì così: “Gabriele, ho un idea, perchè non facciamo un programma in radio?“. Da una frase è nata una trasmissione che ha accompagnato noi e voi netgamers per 6 mesi e che puntata dopo puntata ha cercato sempre più di coinvolgere, informare e dare voce ai giocatori online.
Questa ultima puntata arriva in un giorno speciale, un giorno di riflessione per l’ideatore di questa trasmissione che in anni ed anni ha contribuito con la sua passione a far si che il netgaming non fosse solo un attività di nicchia, ma facendo vedere all’esterno cosa c’e’ dietro a dei semplici giochi; oggi è il giorno dei trenta anni di AKirA a cui vanno gli auguri di tutta la redazione del Bar!
Come in ogni compleanno, qualcosa di speciale c’e’ sempre sia per noi “autori”, sia per il festeggiato che naturalmente per voi ascoltatori: in questa puntata infatti oltre ad avere ospiti incredibili, cambieremo il format della nostra trasmissione, infatti dal ruolo di conduttore, AKirA passerà dall’altra parte del microfono per ricevere le domande dei nostri ospiti e di voi ascoltatori per estrapolare dai suoi trent’anni d’esperienza pillole di saggezza e di riflessione.
Dopo questa parte introduttiva non voglio farvi attendere ancora l’annuncio degli ospiti che avremo questa sera al Bar:
Partiremo subito con un personaggio di grande importanza nel netgaming italiano, uno dei player storici della serie Call of Duty e leader di uno dei team più longevi in Italia, stiamo parlando di Amir “George” Hajar, che abbiamo già avuto ospite al Bar e che ripasserà stasera a dare il suo saluto ai “clienti” del bar e gli auguri al sommo barista!
Passiamo poi ad un vero regalone per voi netgamers, questa sera per la puntata conclusiva del Bar avremo niente popò di meno che un accoppiata d’eccezione…. Nicola “Forrest” Geretti accompagnato da Alessandro “Stermy” Avallone! Esatto non avete letto male, due pezzi da 90 in un colpo solo sono la giusta ciliegina sulla torta per concludere al meglio questa stagione e noi non ci facciamo mancare nulla al Bar dell’Esport!
Concluderemo con la leggenda del Counter Strike italiano, leader dei pluri campioni italiani Cubesports, Andrea “Skizzo” Nasari, per la prima volta al Bar, un occasione per parlare anche della grande sfida che avverrà nel prossimo week-end a Bolzano per le finali delle ESL Pro Series.
Se non vi bastano questi nomi per convincervi a seguire l’ultima puntata de “Il Bar dell’Esport e Dintorni” vi annuncio che, contrariamente alla tradizione che vuole che al festeggiato si portino doni, saremo noi “baristi” a farvi dei bei regali grazie a Fragtime e Creative che metteranno a disposizione 5 Lettori mp3 Creative Zen a chi risponderà correttamente a 5 domande che faremo nel corso della puntata. Se volete vincerli non vi resta che seguirci e sperare nella fortuna…
Saluto personalmente tutti gli ascoltatori del Bar dell’Esport ed in generale tutti coloro che hanno avuto una parola di apprezzamento per questa idea. E’ Grazie a voi che la nostra voglia si è alimentata fino alla giornata odierna, in cui chiudiamo la prima “serie” di appuntamenti. Un ringraziamento a Peg e Sk0d3 che da un giorno all’altro hanno creduto in questa trasmissione e che senza alcuna remunerazione hanno deciso di dare una mano a me ed AKirA nel preparare ogni settimana la puntata.
Non so se questo sarà un addio o un arrivederci alla prossima stagione, ma di certo sono sicuro che il Bar nel suo piccolo ha lasciato una traccia nella storia del netgaming italiano e spero che da questa idea ne possano nascrere molte altre sempre in quest’ambito per dare la possibilità alla nostra passione di acquisire sempre più importanza.
A stasera… 21.30 sulle frequenze Radio 181 Fragtime.
Contattaci: il.bar@fragtime.it