Scritto da AKirA ( insidethegame.it )

L’arte è un piccolo grande pianeta.

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 3 Nov 2008 alle 18:23

Esce oggi nei negozi europei un videogioco molto importante, fondamentale direi: Little Big Planet.Da oggi il mondo dei videogiochi potrebbe essere cambiato.

Dopo mesi di anticipazioni, filmati e fantastiche coreografie conferenziali, il primo titolo basato completamente sull’UGC, lo User Generatad Content (contenuto creato dagli utenti) è realtà.

Esclusiva Sony PS3 il gioco è un editor di livelli “divertente” da usare con delle potenzialità davvero infinite. Il video che vi ho postato, scovato da Fucktotum, dimostra questo enorme potere: la creazione di Media Molecule è stata data all’istituto Parsons New School of Design di New York. In un giorno di lavoro questi studenti d’arte hanno ripreso l’idea di Shadow of The Colossus e l’hanno messa all’interno di Little Big Planet. Risultato: Sackzilla!

Già premiato con numerosi 10 dalla stampa specializzata LBP è stato fortemente voluto da  Sony in persona che ha il merito di aver creduto nel piccolo studio inglese e nella loro pazza idea, finanziandola. Un gioco, non gioco, in cui sono la creatività e la voglia di fare i veri motori del successo. Un titolo ambizioso come non mai che potrebbe fallire perchè magari non verrà compreso. Nononstante ci sia infatti  una modalità classica con quadri predefiniti, non sono sicuro che a tutti gli acquirenti basterà come pacchetto e soprattutto i più pigri potrebbero fermarsi all’apparenza. In questa “story mode” (chiamiamola così), Media Molecule ha fabbricati alcuni livelli forse anche per spiegare le possibilità di Little Big Planet: l’ispirazione dgrafica e sonora per le ambientazioni di questa parte del gioco è presa da luoghi reali del mondo.

Proprio questa ispirazione cosmopolita ha però quasi compromesso l’uscita del gioco sugli scaffali. Un membro della Playstation Community si era infatti lamentato del testo di una della canzoni dello scenario arabo, secondo lui offensivo nei confronti della religione Islamica. Nonostante l’autore della canzone fosse anch’egli musulmano, Sony ha ritenuto doveroso ritardare la data di uscita di qualche settimana per correggere la versione del gioco incisa nei Blu Ray. Praticamente assurdo (

Chiusa questa parentesi torniamo al gioco vero e proprio: finita la fase a livelli (denominata Play) ci sarà il vero divertimento per i game designer in erba, cioè “Create“, quella di creazione. In questa modalità ci si potrà letteralmente sbizzarrire con facilità: è riduttivo pensare solamente a Little Big Planet come ad un editori di livelli. Forse è più uno strumento di creazione di videogiochi vero e proprio, viste le virtualmente infinite possibilità d’azione.

Una volta creato qualcosa sarà il momento della condivisione e quindi della parte “Share“.  Un click e la propria creatura sarà a disposizione di tutti gli altri utenti che la potranno scaricare, giocare e votare. In un meccanismo che ricorda molto quello di youtube e della viralità di molte idee lanciate sul famoso portale di videosharing, i miei livelli potrebbero essere di ispirazione per migliaia di persone nel proseguimento di un certo tema o gameplay. Se Little Big Planet funzionerà l’effetto a catena potrebbe davvero farsi sentire per anni trasformando il titolo di Media Molecule in una vera e propria piattaforma.

Dipenderà da me, da voi, da tutti, cambiare il videogioco e renderlo più simile alle nostre volontà: come youtube sta facendo per la televisione. Pronti per l’ennesima sfida?

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Scritto da AKirA ( insidethegame.it )

Bioshock 2 teaser Trailer

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 16 Ott 2008 alle 17:25

La versione di PS3 di Bioshock, in uscita il 17 di questo mese (cioè domani),  contiene questo filmato. Un teaser trailer di Bioshock 2: Sea of Dreams!

C’è bisogno di aggiungere altro?

Scritto da AKirA ( insidethegame.it )

Dead Space color Argento

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 24 Set 2008 alle 15:38

Che bella notizia. Dario Argento, uno dei registi italiani in attività più conosciuto all’estero, presterà la sua tenebrosa voce ad un personaggio del prossimo sci-fi horror di Electronic Arts, Dead Space. Il titolo promette non bene, benissimo. Non vedo l’ora di metterci le mani sopra anche se in quei giorni usciranno talmente tanti giochi spettacolari che non saprò davvero da che parte cominciare. Mi darò malato una settimana va ;)

Detto questo parliamo della notizia di oggi. Nonostante telegiornali, giornali o radio continuino a dare notizie false e tendenziose sui videogiochi, la potenza dell’industria mostra i denti anche in Italia. Per una voce di un personaggio secondario è stato contattato addirittura Argento che ha rilasciato dichiarazioni davvero interessanti sul videogioco, anche se sembrano un po’ echi dei comunicati stampa.

“Dead Space è in grado di riproporre lo spirito dell’horror come pochi altri prodotti di entertainment: non solo è il videogioco più terrificante che abbia mai giocato, ma è anche un titolo che tutti i fan dell’horror sapranno apprezzare“. Io spero proprio che il “maestro” abbia davvero giocato a Dead Space e non voglia solo spingerlo, anche se purtroppo ne dubito. Nonostante questo sono convinto che abbia ragione sull’ultima frase: questo titolo fa paura, tanta paura, e credo che chi non è abituato alle emozioni forti avrà dei problemi seri nel proseguire i vari livelli dell’astronave “Ishimura“.

Certo che,  come dicevo in apertura, questa è un’altra prova di forza dei pixel rispetto agli altri media: nel mio lavoro, la televisione, che tutti vedono come potentissima, spesso i soldi per fare le cose “fatte bene” non ci sono. E se si può si rinuncia al prestigio che potrebbe portare una persona come Dario Argento se il lavoro da lui svolto lo potrebbe fare qualcun’altro a meno soldi. Invece i videogiochi ormai puntano in alto, sempre di più.

E noi con loro, non vediamo l’ora di arrivare in cima.

Il video è un vecchio trailer del gioco, bellissimo, soprattutto per la musica.


P.S. Come potete vedere come al solito a destra, è uscito in edicola il nuovo numero di Game Pro, il 15. Troverete come al solito la mia column questa volta basata su fatti realmenti accaduti… su internet e sulla risposta da fornire alla “disinformazione videoludica”. Lo trovate nelle migliori edicole (speriamo anche nelle peggiori).

Scritto da AKirA ( insidethegame.it )

Fischiare nei mattoncini di Tetris

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 20 Set 2008 alle 12:20

Quando mi capita di vedere un video del genere, non posso non postarlo (anche se fosse vecchio di anni, in questo caso invece il “parto” di questi tre burloni è abbastanza recente)! La segnalazione l’ho avuta dal mio collega “L’idiota del villaggio” e ovviamente è ben lontana dalla pazzia della sigletta di Mario eseguita con le bottiglie e una macchina radiocomandata, ma merita comunque un vostro click.

Si tratta della canzoncina di Tetris, usata in lungo e in largo anche nella musica techno di tanti anni fa (e per qualche coro da stadio: “…Tommasino Hassler Gol”), riproposta sempre tramite delle bottiglie. La modalità è però ben diversa, qui basta soffiare in maniera coordinata per avere il risultato voluto.

Scritto da AKirA ( insidethegame.it )

Machinima italiani? Da ridere!

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 27 Ago 2008 alle 15:15

E questa volta non è certo una critica, bensì una vera e propria esaltazione dei grandi artisti italiani nell’arte digitale. Oddio, forse ora ho un pò esagerato, però mi è capitato per le mani questo video e… non potevo non segnalarvelo. E non potevo non esaltarmi.

E’ una parodia del famoso 300, fantastico fumetto di Frank Miller, prima e film di Snyder, poi, tutta eseguita con  tecniche di ripresa all’interno di un videogioco. Si tratta quindi di un machinima, una decontestualizzazione di un mezzo interattivo per un uso differente e cioè passivi.

Io credo che non sia per niente male, sia come machinima che come parodia. A me ha fatto ridere, ad esempio e ho notato comunque una gran voglia di fare nella “recitazione”, virtuale, delle varie parti.

Realizzata dai chaotichPERFECTION Italia (non saprei dire se l’errore nella prima parola è voluto o meno), un clan di Call of Duty 4 su PS3 (pensate un pò… e i miei amici netgamer su PC un machinima quando me lo fanno vedere? ;) ), il cui sito ufficiale ora come ora non funziona e di cui ho trovato solo questo link, su un forum a me sconosciuto. Ve lo dico perchè se volete fargli i complimenti, come ho fatto io, almeno sapete dove andare.

Intanto io mi rivedo il video e mi faccio altre quattro risate! M I T I C I! )

Scritto da AKirA ( insidethegame.it )

Super Chuck Norris Bros!

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 29 Lug 2008 alle 19:02

Grazie a StudioUnto, che citerò da adesso in poi per tutte le sue splendide segnalazioni, anche oggi vi faccio ridere!

Con un video, come al solito, tra l’altro abbastanza recente. La cosa fenomenale è che questo NON è il solito video di Super Mario Bros creato utilizzando After Effect o qualche altra “diavoleria” di montaggio. Questo è un gioco vero! )

Alcuni ragazzi si sono messi insieme e hanno unito la moda “Chuck Norris” che circola su internet insieme alla sempreverde bellezza del platform Nintendo. Questo è il risultato! Mentre un primo video dell’opera circola già dal 2006 (quello forse era un fake), questo è invece un trailer del gioco di circa sei mesi fa a cui non è allegato, purtroppo, nessun link per provare l’opera. Ma il sito ufficiale però è stato scoperto recentemente da Ripten, così che tutti noi possiamo divertirci con Chuck e i mattoncini.

Certo avremmo gradito funghetti di ogni tipo da donare al nostro protagonista… ma per ora accontentiamoci e divertiamoci!

Scritto da AKirA ( insidethegame.it )

Metal Gear Solid 4: un’eroe diverso

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 23 Lug 2008 alle 19:13

Sono pronto, sono puro: ho finito Metal Gear Solid 4: Guns of The Patriots. Ne posso parlare con cognizione di causa gridando al mondo cosa ne penso.

Se avessi cominciato a scrivere questo post due settimane fa, sicuramente i toni non sarebbero gli stessi: c’era più di una punta del mio scetticismo, “di serie”, verso un’opera videoludica che si affida ad un elemento passivo come i filmati per raggiungere il suo obiettivo: emozionare. Rimango ancora fortemente critico delle qualità esclusivamente ludiche di Metal Gear Solid 4: non percepisco tanta innovazione, non credo di vederci un genio del game design inteso come costruzione di meccaniche nuove.

Eppure l’ultima avventura di Solid Snake è un videogioco incredibile, che trascende spesso e volentieri i limiti stessi imposti dal mezzo grazie alla sua poesia e alla capacità di trattare temi adulti. Una killer application: un motivo più che sufficiente per acquistare Playstation 3.

Certo, bisogna partire preparati, ovviamente. Bisogna sapere che delle quaranta ore di gioco almeno 20 (se non di più) saranno dedicati a filmati di qualità assolutamente indiscutibile. In precedenza un simile peso dato a questi due aspetti in un’opera videoludica mi avrebbe fatto esclamare: “e no, se voglio vedere un film non accendo la console!!!“. L’epicità di Metal Gear Solid 4 mi ha fatto ricredere. In fondo è solo una questione di gusti. Non criticherò mai nessuno che, come me in precedenza, vuole stroncare un titolo del genere perchè si affida troppo ai filmati, escamotage abbastanza facile per portare avanti una trama. Però questi filmati, signori, dovete vederli. E non solo quelli.

Innanzitutto perchè Metal Gear Solid 4 ha sicuramente qualcosa da dire a livello filmico, cinematografico. Riesce ad emozionare con una poetica dolce e amara allo stesso tempo. Le metafore proposte e i vari livelli di lettura, garantiscono qualità alla produzione a più livelli: va bene per un adolscente ed è ancora più bello per un adulto. Inoltre sempre a livello cinematografico, Kojima, che ha supervisionato ogni dettaglio del gioco ed ha scritto di suo pugno tutta la storia, ha dimostrato un coraggio mai visto e un’intelligenza rara. Non mi viene in mente un blockbuster del cinema moderno che proponga una figura femminile erigersi a leader per le sue capacità e la sua intelligenza senza far vedere almeno mezza tetta. Se vogliamo puntualizzare, a mio avviso le figure realmente chiave di tutta l’opera, quelle da cui più dipendono i destini della trama e quindi del mondo, sono proprio delle donne. Questo ribalta il solito concetto del corpo femminile nei videogiochi, sempre visto come bambolona prorompente o come principessa stupida da salvare, e propone un modello di donna “cazzuta” e carismatica. Un comandante, di cui fidarsi ciecamente! Non è poco per un prodotto che è arrivato in milioni di case. Ma c’è dell’altro: tutta l’epica dei filmati di Metal Gear Solid 4 affronta il tema del videogioco senza vergogna. Kojima è cosciente che non si devono rinnegare le proprie origini e non ha avuto paura di sembrare assurdo, fino ai limiti dei pixel. Anche quando succedono cose non realistiche, sono narrate con una coerenza spaventosa.

L’altro aspetto che mi piace sottolineare in Metal Gear Solid 4, non sono le tonnellate di armi, situazioni, le ambientazioni oppure le spettacolari sequenze “on rails”. Ciò che mi ha davvero fatto sobbalzare il cuore fino alla gola, è il personaggio principale. Il protagonista dei protagonisti. L’eroe leggendario di una saga leggendaria. Solid Snake è un eroe diverso, un eroe i cui pixel sono caduti a terra, mostrando un vero corpo di sangue e carne. Snake è una pedina, in mano al suo padrone, ma a volte è lui a scuotere attraverso il joypad il giocatore, toccando i nervi più nascosti e le emozioni più belle.

Snake mi ha fatto piangere, ridere, sobbalzare, ricordare, tornare bambino, pensare. Snake è stato al mio fianco, per quaranta ore e non avrei mai voluto abbandonare al suo destino di eroe di pixel, costretto ad ubbidire. E questa è una cosa rara, rarissima. Anzi, non mi era mai successa. E anche da questo punto di vista Kojima è furbo e sa di rivolgersi ad un pubblico di appasionati, quindi gioca delle carte che solo un videogiocatore può capire e metabolizzare, sentendosi appagato che una tale opera d’arte si rivolga alla sua specifica esperienza in maniera diretta.

Bene, io mi sento appagato,  questo è chiaramente l’aspetto più importante. E dietro a tutto questo c’è anche Metal Gear Online (anche se la stessa Konami si è scusata dei continui problemi sui suoi server) e una delle più belle produzioni di sempre. Graficamente eccellente, musicalmente superlativo, senza un bug o un qualcosa fuori posto per quanto riguarda la programmazione.

Se c’è là fuori qualcuno che ancora doveva decidere cosa comprarsi, ora la Playstation 3 ha finalmente un coniglio nel cilindro.

Anzi, un serpente.

Scritto da AKirA ( insidethegame.it )

Super Mario Musical!

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 27 Giu 2008 alle 20:30

See more funny videos at CollegeHumor

Grazie al mitico Pizzicone di Dissacration ho scoperto questo nuovo video che va sparato di diritto come uno dei migliori della categoria gaming art!

Nonostante io sia molto legato a livello affettivo al machinima “I’m Still Seeing Breen”, questo “Perpetual Mario” è veramente sconvolgente.

Non ho idea di quanto lavoro ci possa essere dietro ma intuisco quanta genialità ci sia: veramente tanta. Un “musical” con i suoni dei videogiochi già sarebbe stato bellissimo e magari più facile. Usare solo Mario (notare i numeri che vengono eseguiti) vuol dire essere pazzi.

Ma in fondo si sa che il confine tra un genio e un pazzo è molto sottile )

[Fonte: Dissacration]

Confini incerti

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 17 Giu 2008 alle 13:22

E li leggi quei commenti, quelle recensioni, quelle anteprime e c’è sempre una domanda che ti opprime: perché?

“Questo videogioco è arte!”… Perché?

Non c’è mai un perché ed è anche dannoso chiederlo pena sciorinata di motivazioni risibili che vanno dalla bella “storia” al fatto che il commentarecensoreanteprimista di turno si è “emozionato”giocando.
Tutto è arte ma non si sa più cos’è l’arte e allora niente è arte e vaffanculo.

Nessuno accetta più le definizioni, ma l’arte la si trova proprio all’interno delle definizioni. Mi dispiace scoppiare i sogni con uno spillo ma è così.

La tanto rimpianta arte del passato era catalogata in modo perfetto e non lasciava spazi per interpretazioni. C’erano arti maggiori e arti minori, ma non c’erano fraintendimenti. L’arte era tale quando rientrava dentro le definizioni e non accadeva mai il contrario. Oggi uno che si riprende mentre rutta davanti allo specchio può pretendere di essere un grande artista senza che nessuno possa opporre ragioni abbastanza valide dal farlo desistere. Non rimpiango il passato ma non mi piacciono i rutti, non posso farci nulla.

Nell’epoca del web 2.0 l’arte è un gruppo di persone che, per ottenere più commenti alle proprie opere, commentano a qualsiasi altra cosa gli capiti sottomano. Oppure è una macchina che produce cacca vera simulando il lavoro dello stomaco e dell’intestino.

In uno scenario come questo, di cui i confini sono nebbia, come possiamo definire arte un videogioco senza incorrere nel paradosso? Un videogioco come Okami è arte quanto è arte una tela tagliata?

Oppure abbiamo sbagliato bersaglio e ci stiamo auto-ingannando cercando di far rientrare tutto in una categoria globalizzante che non ha più senso di esistere?

Scritto da AKirA ( insidethegame.it )

Nuovo Trailer per Resident Evil 5

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 3 Giu 2008 alle 17:27

In Giappone la saga si chiama “Biohazard”, da noi è sempre stata: Resident Evil. Un vero e proprio sconvolgimento nei monitor e tv di mezzo mondo. Nata come “clone” di Alone In The Dark (quello del 1992, non quello che sta per uscire), la serie è diventata il sinonimo di survival horror a cui tutti si sono dovuti per forza di cose ispirare. L’allievo ha superato il maestro e i designer giapponesi, capitanati da Shinji Mikami, hanno superato sicuramente le interazioni francesi di Infogrames (creatori, appunto, di AITD che rimane comunque il capostipite del genere).

Ora dopo il quarto episodio, acclamatissimo dalla critica ma non vincente al “botteghino” poichè esclusiva Gamecube (poi convertito anche per PS2 e PC) è in dirittura d’arrivo il primo Resident Evil next gen di cui quello che state vedendo è il secondo trailer rilasciato. Allucinante vero?

Il gioco, come al solito, è stato già in grado di guadagnarsi gli “orrori” della cronaca. Ai soliti benpensanti, ignoranti in materia, è bastato vedere che si sparava a uomini di colore per attaccare a spada tratta il titolo, definendolo razzista e, chiaramente, diseducativo. Abbiamo addirittura parlato con Fucktotum di queste polemiche in una puntata della Zona X; chiaramente inutile aggiungere come la penso su queste accuse. La loro sterilità è evidente: fino ad oggi si era visto solo un trailer e nessuno probabilmente ha giocato ad un solo minuto del titolo. Inoltre, se la il mio sesto senso non mi inganna, molto probabilmente i cattivi del gioco non avranno la pelle nera, ma americana. Capcom ci ha sempre deliziato con riflessioni assolutamente adulte e contestualizzate nei suoi giochi (basta giocare a Dead Rising per rendersene conto); dubito fortemente che a Resident Evil 5 si andrà in giro per un villaggio di poveri africani a sterminare persone senza un perchè. Chissà che la loro malattia, visto che sono praticamente degli zombie come gli spagnoli del precedente capitolo (su cui non era volata una polemica; questo mi fa pensare una cosa: i veri razzisti sono coloro che hanno l’hanno attaccato), non sia causata da qualche multinazionale in cerca di fortuna nel terzo mondo.

Chiaramente lo vedremo, per ora devo cercare di raccogliere la mia mascella dopo la visione di questo trailer. Questo gioco sembra già un capolavoro!!!!! In uscita su Xbox 360 e Ps3.