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Scritto da AKirA ( insidethegame.it )

“Umano troppo umano”

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 28 Lug 2008 alle 18:12

Ho giocato la demo di Too Human su Xbox 360. Mi aspetto molto dal nuovo gioco di Silicon Knights, gli stessi di Eternal Darkness di cui Fucktotum ha parlato recentemente. Eppure ho trovato la demo deludente, cavolo, e lo dico con rammarico.

Il gioco è fondamentalmente pronto, uscirà il 19 Agosto, quindi tra due settimane eppure l’ho visto scarno, con poca verve. Ovviamente è un’idea che probabilmente verrà spazzata via dall’uscita del gioco: ho fiducia totale nei programmatori canadesi e soprattutto non ho potuto certo constatare da una demo la profondità della trama, da cui sicuramente non verremo delusi.

Certo però che questo tentativo di riprodurre un simil Diablo su console non mi sembra poi così interessante, almeno dalla demo. Lo schema di gioco in fondo è proprio quello: orde di mostri da trucidare con la spada (stick analogico destro) o con le armi, collezionare gli oggetti speciali che escono dai loro cadaveri e prepararsi alla prossima ondata con il migliore dei surf. Forse sono passati i troppi anni da Diablo 2, e quindi il genere non mi attira più, o forse il problema è proprio che in versione dimostrativa, un gioco di questo tipo non può certo mostrarsi con tutti i suoi assi nella manica. E’ basato sulla quantità di armi, magie, scenari ecc: dare mezzo livello non può essere indicativo del prodotto finale.

La presenza di una sola classe nella versione dimostrativa, inoltre, non fa che diminuirne l’appeal. Ammetto che un’esperimento simile su console è sicuramente un bel vedere: tra la massa di action game e sparatutto c’era proprio bisogno di qualcosa di diverso. Tra l’altro essendo un’esclusiva Xbox360, dove a forza di FPS ci hanno fatto venire la nausea, è ancora di più una piacevola sorpresa. Dall’estasi provocatami dai trailer, però, siamo giunti ad un picco negativo di attesa: mancano due settiman all’uscita e non soffro della mia classica sindrome “lo voglio, lo voglio, lo voglio”.

Ciò che mi chiedo quindi è… c’era bisogno di una demo per un gioco che fa della profondità la sua carta vincente? Siamo sicuri che non è addirittura controproducente, come è stato nel mio caso? In pochi minuti non si può mettere una bella trama e decine di armi diverse e mostri diversi ecc. Ringrazio personalmente Microsoft e Silicon Knights, comunque, per averci fatto provare il loro gioco in anteprima, ma siamo sicuri che ci abbiano guadagnato?

Personalmente comprerò sicuramente il titolo perchè sono sicuro che manterrà le promesse, ma non nego che il mio hype sia diminuito.

Nel video la modalità cooperativa di Too Human che, sicuramente, aggiungerà moltissimo al gioco: nella demo non c’era! ;)

Scritto da AKirA ( insidethegame.it )

Metal Gear Solid 4: un’eroe diverso

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 23 Lug 2008 alle 19:13

Sono pronto, sono puro: ho finito Metal Gear Solid 4: Guns of The Patriots. Ne posso parlare con cognizione di causa gridando al mondo cosa ne penso.

Se avessi cominciato a scrivere questo post due settimane fa, sicuramente i toni non sarebbero gli stessi: c’era più di una punta del mio scetticismo, “di serie”, verso un’opera videoludica che si affida ad un elemento passivo come i filmati per raggiungere il suo obiettivo: emozionare. Rimango ancora fortemente critico delle qualità esclusivamente ludiche di Metal Gear Solid 4: non percepisco tanta innovazione, non credo di vederci un genio del game design inteso come costruzione di meccaniche nuove.

Eppure l’ultima avventura di Solid Snake è un videogioco incredibile, che trascende spesso e volentieri i limiti stessi imposti dal mezzo grazie alla sua poesia e alla capacità di trattare temi adulti. Una killer application: un motivo più che sufficiente per acquistare Playstation 3.

Certo, bisogna partire preparati, ovviamente. Bisogna sapere che delle quaranta ore di gioco almeno 20 (se non di più) saranno dedicati a filmati di qualità assolutamente indiscutibile. In precedenza un simile peso dato a questi due aspetti in un’opera videoludica mi avrebbe fatto esclamare: “e no, se voglio vedere un film non accendo la console!!!“. L’epicità di Metal Gear Solid 4 mi ha fatto ricredere. In fondo è solo una questione di gusti. Non criticherò mai nessuno che, come me in precedenza, vuole stroncare un titolo del genere perchè si affida troppo ai filmati, escamotage abbastanza facile per portare avanti una trama. Però questi filmati, signori, dovete vederli. E non solo quelli.

Innanzitutto perchè Metal Gear Solid 4 ha sicuramente qualcosa da dire a livello filmico, cinematografico. Riesce ad emozionare con una poetica dolce e amara allo stesso tempo. Le metafore proposte e i vari livelli di lettura, garantiscono qualità alla produzione a più livelli: va bene per un adolscente ed è ancora più bello per un adulto. Inoltre sempre a livello cinematografico, Kojima, che ha supervisionato ogni dettaglio del gioco ed ha scritto di suo pugno tutta la storia, ha dimostrato un coraggio mai visto e un’intelligenza rara. Non mi viene in mente un blockbuster del cinema moderno che proponga una figura femminile erigersi a leader per le sue capacità e la sua intelligenza senza far vedere almeno mezza tetta. Se vogliamo puntualizzare, a mio avviso le figure realmente chiave di tutta l’opera, quelle da cui più dipendono i destini della trama e quindi del mondo, sono proprio delle donne. Questo ribalta il solito concetto del corpo femminile nei videogiochi, sempre visto come bambolona prorompente o come principessa stupida da salvare, e propone un modello di donna “cazzuta” e carismatica. Un comandante, di cui fidarsi ciecamente! Non è poco per un prodotto che è arrivato in milioni di case. Ma c’è dell’altro: tutta l’epica dei filmati di Metal Gear Solid 4 affronta il tema del videogioco senza vergogna. Kojima è cosciente che non si devono rinnegare le proprie origini e non ha avuto paura di sembrare assurdo, fino ai limiti dei pixel. Anche quando succedono cose non realistiche, sono narrate con una coerenza spaventosa.

L’altro aspetto che mi piace sottolineare in Metal Gear Solid 4, non sono le tonnellate di armi, situazioni, le ambientazioni oppure le spettacolari sequenze “on rails”. Ciò che mi ha davvero fatto sobbalzare il cuore fino alla gola, è il personaggio principale. Il protagonista dei protagonisti. L’eroe leggendario di una saga leggendaria. Solid Snake è un eroe diverso, un eroe i cui pixel sono caduti a terra, mostrando un vero corpo di sangue e carne. Snake è una pedina, in mano al suo padrone, ma a volte è lui a scuotere attraverso il joypad il giocatore, toccando i nervi più nascosti e le emozioni più belle.

Snake mi ha fatto piangere, ridere, sobbalzare, ricordare, tornare bambino, pensare. Snake è stato al mio fianco, per quaranta ore e non avrei mai voluto abbandonare al suo destino di eroe di pixel, costretto ad ubbidire. E questa è una cosa rara, rarissima. Anzi, non mi era mai successa. E anche da questo punto di vista Kojima è furbo e sa di rivolgersi ad un pubblico di appasionati, quindi gioca delle carte che solo un videogiocatore può capire e metabolizzare, sentendosi appagato che una tale opera d’arte si rivolga alla sua specifica esperienza in maniera diretta.

Bene, io mi sento appagato,  questo è chiaramente l’aspetto più importante. E dietro a tutto questo c’è anche Metal Gear Online (anche se la stessa Konami si è scusata dei continui problemi sui suoi server) e una delle più belle produzioni di sempre. Graficamente eccellente, musicalmente superlativo, senza un bug o un qualcosa fuori posto per quanto riguarda la programmazione.

Se c’è là fuori qualcuno che ancora doveva decidere cosa comprarsi, ora la Playstation 3 ha finalmente un coniglio nel cilindro.

Anzi, un serpente.

Scritto da AKirA ( insidethegame.it )

Duecentesimo post: un blog collettivo!

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 17 Lug 2008 alle 19:23

Salve a tutti, lettori di Inside The Game! )

E’ con un po’ di emozione e tremarella nelle dita che mi appresto a scrivere il secondo post non videoludico di questo blog, dopo il primo riguardante l’anniversario dei 100 post, per il quale ho addirittura inaugurato la nuova veste grafica e il dominio attuale.

Sono emozionato perchè questo blog, volente o nolente, mi è scappato di mano. Non solo per i visitatori che continuano ad aumentare mese dopo mese (ora siete circa 260 al giorno, FISSI, che spettacolo…). Soprattutto sono emozionato per gli attestati di stima, i link da altri blog, i commenti d’affetto, le discussioni e tutto quello che si è consumato, in duecento post, su questi lidi. Ammetto che il blog mi sia costato fatica soprattutto in termini di tempo. Il problema è che non lo considero più facoltativo, bensì necessario. Mi piace esprimermi e trovo questa piazza telematica davvero grandiosa e voi un pubblico stratosferico. Per questo provo a non farvi mai mancare un post al giorno ed è per questo che ora sono qui a scrivere anzichè giocare a Metal Gear Solid 4. Perchè, davvero, siete nel mio cuore.

Ma voiglio sottolineare una differenza tra l’anniversario dei cento post e questo, una differenza che sancisce anche la nuova caratteristica di Inside The Game, che in verità avete già tutti sperimentato. All’inizio ero da solo, ora invece questo è ufficialmente un blog collettivo, quindi scritto a più mani. Senza l’aiuto degli altri blogger non ci sarei arrivato sano di mente a questo duecentesimo post! Ed è di questo che voglio parlarvi oggi, della creazione della pagina relativa allo staff (domani la pubblico), che sta rendendo questo spazio sempre più bello!

Come ho già detto, voi lettori non siete certo stupidi e quindi è un po’ che notate post di Fucktotum Nobsyde o Rev, in rigoroso ordine alfabetico. E’ dalle menti di questi tre “personaggi” che nascono comunque tutte le iniziative del blog. Non solo contenuti da leggere ma anche da ascoltare, da guardare ecc. Ovvio, quindi, che io debba ringraziarli e almeno citarli.

Di Massimo “Fucktotum” Mallia che dire. E’ un mio amico di infanzia, quindi un raccomandato ) Sbagliatissimo; non lo è affatto, anzi. Molte delle opinioni o dei discorsi sui videogiochi che spesso mi vengono in mente, sono farina del suo sacco. Tante intuizioni, soprattutto, sono davvero interessanti e credo che lo stia dimostrando con i suoi post, anche se probabilmente non vuole ancora “strafare”. Si sta tenendo le bloggate migliori ancora nella manica ;) Tra l’altro è l’uomo che dovete ringraziare se i miei post non hanno errori di italiano o di battitura: non je sfugge niente! ) Ma non è solo uno che scrive, con lui ho condotto “La Zona X“, Radio Fragtime, spero non ve la siate dimenticata…

Marco “Nobsyde” Alice è invece un felice incontro dei miei ultimi anni di netgaming, quelli passati principalmente a lavorare nell’ambiente e non a giocare. E’ il volto/voce/verbo di Progaming Italia. In lui mi piace lo spirito d’intraprendenza e la voglia di scrivere bene, rileggendo ogni virgola e impostando ogni capoverso per un’emozione nuova. E’ colui con cui ho urlato la più bella telecronaca della mia carriera. Ed è un amico. Si è unito per ultimo al bus targato ITG ma è anche il primo che ha scritto una presentazione/post, molto piacevole da leggere. La passione, in gente come lui, sono sicuro che non morirà mai.

Last but not least, Gabriele “Revng” Palozzi, che ora sta al mare ed ha anche il computer rotto ) Non potrà leggere quindi queste righe ma sa benissimo che nonostante non abbia ancora voluto dimostrarsi un blogger efficace (spero che lo faccia presto, sia con una presentazione che con qualche post), è sicuramente molto importante per questo spazio. Il suo apporto divertente e spensierato, innestato nella trasmissione radiofonica Il Bar dell’eSport e Dintorni è stato essenziale. La continua voglia di migliorarsi ha rappresentato per me uno stimolo in più. Speriamo che quella iniziativa ritorni alla vita… vi faremo sapere. Per Rev provo un affetto davvero sincero, volevo farglielo sapere qui nonostante le differenti vedute )

Bene, ora quindi potete capire i perchè e i per come delle mie scelte nella creazione dello staff dietro ad Inside The Game e l’unica cosa da dire rimane: “buon lavoro a tutti“.

Ma prima di ricominciare a scrivere, scrivere, scrivere… festeggiamo! Il video postato è qui per questo: celebriamo Inside The Game e i suoi 200 post, i suoi 2.004 commenti (grazie ragazzi anche a voi di cuore), e i suoi 23.802 click totali solo della nuova versione che uniti ai 43.463 della vecchia fanno: un sacco di click!!!!!!!!!!

Cheers!


articoloP.S. E’ in edicola Game Pro 14, non perdetevi questo numero della rivista, mi raccomando. Trovate i suoi contenuti a questo link, ma soprattutto ci trovate la mia column di questo mese intitolata: Ecco come TV e videogiochi possono convivere.

Scritto da AKirA ( insidethegame.it )

E3 2008: Nintendo ha conquistato il mondo

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 15 Lug 2008 alle 22:29

La conferenza stampa di Nintendo (riferitami da Peppe, che ringrazio, e poi vista sui video del sito ufficiale www.e3expo.com), contrariamente a quella Microsoft di ieri e a quella Sony, tenutasi poco dopo (ne parliamo domani) ha inequivocabilmente dimostrato un fatto: Nintendo ha vinto.

Tutto il tono del discorso, attenzione sto parlando quindi della forma non della sostanza, faceva trasparire un’evidente “superiorità” territoriale e quindi ho notato poca voglia di far scrivere fiumi di inchiostro a blogger come me o alle riviste specializzate. In fondo, parliamoci chiaro, la casa di Kyoto prima del Nintendo DS era data per spacciata. Vendeva solo il GameBoy, mentre il suo Gamecube era semisconosciuto (non scherzo quanta gente conoscete che l’abbia posseduto anzichè avere una PS2?). Eppure in questa generazione ha speso meno dei suoi diretti concorrenti ed ha venduto il doppio, guadagnando molto di più. Wii e DS sono due prodotti che hanno totalmente fatto breccia in un mercato inseguito costantemente da Sony, ma mai raggiunto a forza di Eye Toy: sto parlando di coloro che non hanno mai videogiocato.

Prodotti come Brain Training o Wii Sports, hanno messo insieme giovani e anziani; Super Mario Galaxy ha dimostrato che la voglia di tenersi i fan ci sarebbe ancora. I risultati in comunicazione, comunque emblematici, dovuti ad un prezzo davvero competitivo dato a Wii, hanno creato un corto circuito in un mercato casalingo letteralmente dominato da PS2 dando ragione, per una volta nella storia, a chi ha avuto il coraggio di innovare. E questi risultati si vedono ad occhio nudo: quanti spot in televisione di giochi per Wii avete visto?

Adesso Nintendo non può permettersi di aspettare le mosse degli avversari, quindi continua a proporre a modo suo novità eclatanti. Animal Crossing per Wii promette già faville sul settore dell’online (qui potete vederlo), mentre ciò che state osservando, cioè Wii Music, arriva in un momento importantissimo per i giochi musicali e può raccogliere seneramente un’eredità difficile perchè è fatto bene.

L’annuncio del nuovo “sensorino”, come mi piace chiamarlo (il Wii Motion Plus), è comunque una ciliegina sulla torta e forse chiuderà la bocca a chi ha criticato Wii per i suoi controlli spacciati come rivoluzionari ma comunque non precisi (vedere per credere).

Ora però voglio tornare all’inizio del mio discorso: tutto quanto mostrato in questo attesissimo palconscenico dell’E3 2008, mi sembra comunque un “compitino” per chi ha rivoluzionato il mercato dei videogiochi. Non c’è stata la voglia di mostrare neanche un titolone per noi hardcore gamer; mi sarei aspettato almeno un nuovo uso della pedana Wii Fit unito ai normali Wii Mote e Nunchuck o qualche periferica davvero mai vista, invece nulla. Io in questo vedo l’aria di chi ha vinto e la dimostrazione viene dalla lunga disanima dei dati mondiali di vendite che vedono il Wii superare tutta la concorrenza, per non parlare delle copie di Nintendo DS sparse per il globo.

Insomma Nintendo; i tuoi fan vogliono che ti ricordi di loro. Vogliono giocare le innovazioni formali ma anche quelle stilistiche che vengono dalla “penna” di Miyamoto & co. I tuoi fan vogliono che tu sappia osare non solo nel casual, ma anche nel santuario dell’hardcore. Non ci bastano 3 giochi in un anno.

Forse siamo troppo esigenti? Da chi ha creato Mario, chiedere di meno, sarebbe un delitto.

Comunque sia, Wii Music è bellissimo!!!

Scritto da AKirA ( insidethegame.it )

Inside The Game su YKS!

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 3 Lug 2008 alle 14:20

E dopo GXT calcio (momentaneamente in pausa visto che sono finiti gli europei, preparetevi però alla stagione del campionato italiano di Serie A!)  è arrivato il momento per il mio faccione di ritornare in TV! E che TV!

Da un pò è disponibile su YKS Channel (l’unico canale televisivo il cui contenuto è totalmente generato dagli utenti), raggiungibile sul canale 863 di Sky e su Alice in web streaming (nonchè su IPTV, cellulari ecc), il mio video di “Inside The Portal” che (ri)vedete qui sopra.

E’ chiaro che lavorando, come tutti sapete, a TheBlogTV, l’azienda editrice di YKS Channel, molti penseranno che per me è stato più “facile” far includere il mio video nella programmazione. Non è assolutamente così ed ho dovuto comunque superare i vari livelli di selezione: infatti è dopo quasi tre mesi dal lancio del canale che sono “on air” e contento di esserlo!

Questo mi ha dato una spinta ulteriore a supportare le attività di questo canale ma soprattutto di questo blog con una nuova serie di video. Non che l’andare in TV sia per me un grande vanto, preferisco non condurre ma produrre, il vero vanto è poter offrire ai lettori anche una forma di video blogging e non solo. Dopo la web radio quindi, grazie all’aiuto di alcuni miei colleghi (tutti lettori del blog!) e sicuramente di Fucktotum, ci buttiamo sul video! Preparatevi ad una serie di videorecensioni o servizi che realisticamente dalla prossima settimana proveremo a realizzare, con cadenza di una ogni sette giorni.

E’ il momento di invadere l’etere, videogiocatori! Non solo internettiano ma anche televisivo! Da oggi in poi vedrete sulla destra il banner di YKS Channel, The Internet Generation Channel. Vi consiglio subito di andare a vedere di cosa si tratta, scommetto che vi terrà incollati, soprattutto se beccate i video di www.insidethegame.it!!! )

Scritto da AKirA ( insidethegame.it )

Super Mario Musical!

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 27 Giu 2008 alle 20:30

See more funny videos at CollegeHumor

Grazie al mitico Pizzicone di Dissacration ho scoperto questo nuovo video che va sparato di diritto come uno dei migliori della categoria gaming art!

Nonostante io sia molto legato a livello affettivo al machinima “I’m Still Seeing Breen”, questo “Perpetual Mario” è veramente sconvolgente.

Non ho idea di quanto lavoro ci possa essere dietro ma intuisco quanta genialità ci sia: veramente tanta. Un “musical” con i suoni dei videogiochi già sarebbe stato bellissimo e magari più facile. Usare solo Mario (notare i numeri che vengono eseguiti) vuol dire essere pazzi.

Ma in fondo si sa che il confine tra un genio e un pazzo è molto sottile )

[Fonte: Dissacration]

Scritto da AKirA ( insidethegame.it )

Grand Theft Auto 4: vivere a Liberty City

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 21 Giu 2008 alle 12:23

Ho finito Grand Theft Auto 4. Dopo aver postato innumerevoli volte sul capolavoro Rockstar, prima delle anticipazioni, poi l’agognata data di uscita, poi ancora un video e un racconto e infine una difesa a spada tratta dei suoi contenuti, finalmente posso esprimere cosa ne penso dal punto di vista ludico. Anzi; videoludico.

E si perchè Inside The Game non è il solito sito in cui le recensioni vengono fatte dopo appena poche ore di gioco perchè devono essere pronte subito dopo l’uscita (pratica alla quale anche io devo per forza sottostare, la mia recensione su Virgilio Giochi del titolo è stata scritta dopo poche ore di esperienza). Su questo blog si cerca di parlare con cognizione di causa e dal basso del mio 65% dei progressi di gioco, comunque, potrei anche avere poco da dire, secondo molti, su un gioco che ha già lasciato un segno indelebile sulla storia di questo mezzo.

Come i precedenti post sui giochi, comunque (come l’ultimo di Fucktotum su Ninja Gaiden 2), non si tratta di svolgere il compitino di una recensione, con i vari punti a grafica, sonoro e giocabilità: per quello trovate appunto la mia recensione su Virgilio Giochi, con un bel 10 stampato nel voto, ma ciò di cui voglio parlare adesso sono gli aspetti che più mi hanno colpito in questo titolo. Il primo è assolutamente sconvolgente e mi ha veramente lasciato di sasso. Grand Theft Auto 4 ha circa mezz’ora di titoli di coda! 

Ciò su cui voglio puntare la vostra attenzione, quindi, è l’opera mastodontica che avete in vostro possesso. O quella che vi state perdendo lasciandola al negozio perchè non avete una console (aspettate la versione PC eh… ? bravi bravi ) ). Mezz’ora di titoli di coda: non ho mai visto tanti cognomi tutti insieme allo stesso tempo in vita mia. Prima di citare le persone in carne ed ossa, come i doppiatori o gli attori che hanno partecipato al motion capture, oppure le voci degli speaker delle radio, c’è una sfilza di programmatori, progettisti, designer, grafici, addetti al suono, capi progetto ecc lunga almeno quanto quella che di solito chiude un blockbuster cinematografico. Io mi sono letteralmente spaventato: è vero che GTA 4 è il gioco più costoso di sempre (e quello che ha infranto tutti i record di vendite diventando l’evento entertainment più grande nella storia dell’umanità) ma se penso al lavoro che c’è voluto anche solo per organizzare una marea di professionisti come quella, mi sento male. Sono oltre mille persone, signori, MILLE! Davvero qualcosa di impensabile quando due bastoncini bianchi si lanciavano una pallina da una parte all’altra. Il primo plauso, quindi, è per la produzione di questo titolo, per cui dobbiamo tutti ringraziare tutti Take Two Interactive che ci ha messo i soldi, ma soprattutto Rockstar Games che ha saputo utilizzarli nel migliore dei modi.

Da quest’aspetto, tra l’altro, viene fuori una considerazione davvero interessante: il campo della nuova sperimentazione artistica audio/video, dove i creativi moderni possono finalmente esprimersi senza limiti o quasi, sono proprio i videogiochi. E’ impensabile che in una serie TV come Lost una battuta sia “fuori posto”, quindi ogni rilettura della sceneggiatura sarà scandita da tagli e freni alle menti che l’hanno pensata. Cercate invece di chiudere gli occhi e di immaginarvi nella stanza dove Dan Hauser e i suoi ragazzi si sono inventati tutte le battute degli speaker delle radio di GTA. Ma quanta roba fuori di testa hanno partorito? ) Sono convinto che si siano divertiti da morire a farci ascoltare Iggy Pop (esattamente lui: è uno degli speaker delle radio di GTA) mentre scandisce ai microfoni di Liberty Rock Radio l’ultima notizia strampalata o la pubblicità del sito in cui si possono comprare i bambini al posto di farli. Io credo che questa gente, questi sceneggiatori, magari saranno meno pagati di David Koepp (lo sceneggiatore, ad esempio, dell’ultimo Indiana Jones) e i suoi colleghi di hollywood, ma di talento ne hanno da vendere. Ma soprattutto sono stati cento volte più liberi di scrivere ciò che gli passava per la testa nella facciata e nei bassifondi di Liberty City, una città virtuale dalla quale è difficile separarsi.

Si perchè ad esempio io, che di solito quando finisco un gioco, per mere questioni di tempo, difficilmente lo rigioco, sento che Liberty City già mi manca. Vedere gli amici, uscire per uno spogliarello, guidare all’imbrunire ascoltando 1979 degli Smashing Pumpkins, guardare il panorama sul ponte di Broker, mangiare un panino a cinque dollari dagli ambulanti a middle park o un’aletta di pollo al Clukin Bell sulla via principale, rimorchiare una bella ragazza su internet… sento che tutto questo faceva parte della mia vita, ed ora che non c’è più ne sento la mancanza. La grande cura per i dettagli, maniacale direi, che Rockstar Games ha saputo infondere al suo capolavoro assoluto, mi ha portato a desiderare di non uscire mai da quel mondo: la cura a base di forti emozioni e soddisfazioni celebrali a cui per due mesi sono stato sottoposto è cibo per la mente il cui sapore difficilmente si dimentica. Soprattutto perchè non ho potuto materialmente vedere e ascoltare tutto: mi sarò perso sicuramente qualche bello scorcio di città, qualche esilarante frase alla radio, decine di siti, programmi TV, persone, macchine, moto. E’ questo il cuore dell’esperienza di GTA, creare una città in cui si può davvero vivere per tanto tempo senza lamentarsi che tutto è generato da un computer. Un gioco totale, dove guidi, spari, risolvi enigmi, viaggi, senti musica, vedi film, ecc e non ti stanchi mai!

Anzi, ho quasi paura che Rockstar Games, grazie ai contenuti scaricabili in arrivo, abbia deciso che sulle nostre console deve girare un solo ed unico disco, per sempre: quello di GTA 4.

E noi saremo là, joypad in mano, pronti a raccogliere la sfida.

Io però ora sono “dovuto” andare in altri mondi virtuali, forse non altrettanto belli o vasti, ma altrettanto interessanti (sto giocando a Metal Gear Solid 4, e mi sembra davvero bellissimo). Fortuna che c’è Frantz (grazie!) che mi ha scattato una foto mentre ero a Liberty City, così da ricordarmi per sempre della più bella città virtuale di tutti i tempi.

GTA IV

Scritto da AKirA ( insidethegame.it )

Perchè non bisogna temere GTA4

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 12 Giu 2008 alle 15:58

Mi scuso anticipatamente per la lunghezza di questo post (chi avrà voglia lo leggerà, chi non si sentirà interessato invece andrà al prossimo), ma voglio dire una cosa importante e la voglio supportare con dati, citazioni, esempi e opinioni (ho fatto pure la rima).

Ho letto / sentito /visto cose, in questi due mesi dall’uscita di GTA4, che avevo assolutamente previsto. Mi aspettavo tutto: attacchi via radio (Fiorello e Baldini, addirittura, che a me sono ufficialmente calati: non ascolterò più Viva Radio 2 dopo questo scivolone, programma che ritenevo fantastico), TV (i soliti noti: i TG), carta stampata, associazioni dei consumatori (Codacons). Non mi hanno nemmeno sorpreso le reazioni delle persone che mi stanno intorno. Semmai mi hanno incuriosito. Laura, la mia ragazza, è rimasta letteralmente scioccata dalla brutalità del gioco: in particolare la possibilità di uccidere degli “innocenti” passanti per qualche dollaro, l’ha davvero infastidita.

Il motivo è semplice da spiegare, ed è lo stesso che mi spinge a pensare che non bisogna assolutamente temere GTA4 o le sue conseguenze sui più giovani utilizzatori, nonostante sia convinto che sia un prodotto che non dovrebbe raggiungere le mani degli under 18. Ciò in cui differisco, però, è perchè.

Un videogioco è un mezzo interattivo, dinamico; lo stato mentale diffuso, invece, è che sia come la TV, o il cinema. Non è esatto. Il videogioco è ANCHE tv e cinema, ma SOPRATTUTTO è gioco. Voglio azzardare un paragone che forse farà discutere: il videogioco è oggi l’equivalente della settimana enigmistica ieri, mentre internet potrebbe essere la nuova TV (anche se è molto di più). Da una parte c’è lo svago mentale, dall’altra l’accesso all’informazione. Questo paragone mi serve per spiegare meglio a Laura, e a tutti quelli come lei, che si commette uno sbaglio a raccontare o valutare il videogioco senza, appunto, giocarlo.

In un libro che sto leggendo in questi giorni “Tutto quello che fa male ti fa bene”, scritto da Steven Johnson, uno dei più famosi neuropsichiatri americani, c’è un esempio davvero efficace e significativo dell’errore che commettono, giornalisti, conduttori tv, psicologi ecc nel limitarsi a parlare del contesto dei videogiochi, cioè di ciò che si vede e si sente. E’ come valutare il contesto di un problema di matematica con gli strumenti della critica letteraria.

Proviamoci!

“Simone vuole fare un esperimento di probabilità. Sceglie a caso un cartellino da una serie di cartellini numerati da 1 a 100 e poi lo rimette nel gruppo. Vuole estrarre il cartellino con il suo numero preferito, il 21. Non è riuscito a estralo dopo 99 tentativi.
Quali sono le proabilità che estragga il suo numero al 100°?”

[Esame valutativo di matematica per la scuola superiore del Massachusetts]

Scrive Johnson:…questo brano, sarebbe un totale fallimento. Chi è questo Simone? Non sappiamo niente di lui; per noi non è nessuno, è come un oggetto. La prosa non presenta espressioni fiorit, bensì nudi fatti, descrivendo un’attività davvero inutile. Perchè ci si dovrebbe mettere a numerare cento cartellini e poi tentare di estrarre a caso un numero preferito? Quale è la motivazione di Simone?” Aggiungo io in romanesco: “e pe levasse sta curiosità nun poteva chiede a google, invece da numerasse 100 cartoncini?”

Arrivo al dunque: chi osserva i videogiochi senza utilizzarli ne parla guardando un lato che non è quello importante, che non è quello con cui interagiscono con i nostri cervelli. L’attività nel risolvere i problemi che la nostra materia grigia utilizza, le connessioni mentali che mettiamo in atto, l’introspezione psicologica del pensare come un protagonista. Questo è ciò che si dovrebbe valutare prima di tutto in un testo video ludico. Non certo se come contorno ci sono buffi funghi da schiacciare o realistici uomini da massacrare. Il cervello di chi gioca è impegnato in ben altri pensieri: è concentrato su come arrivare al livello successivo, compito di certo non sempre facile: bisogna prendere l’oggetto A e metterlo in B, prima però bisogna prendere la chiave K per il dungeon O dove si trovano le scarpe che permettono di saltare e prendere A. Il resto può essere considerato per certi versi marginali e potrebbe anche essere eliminato, nonostante a mio avviso aggiunga moltissimo all’esperienza (a tal proposito si ricordi la famosa frase di John Carmack, mr id Software: “La trama nei videogiochi è come quella dei film porno”; un’accessorio). Io personalmente sono uno dei più grandi sostenitori delle belle trame nei videogiochi, ma questo non toglie nulla alla veridicità delle affermazioni precedenti.

E allora non si dovrebbe temere un videogioco! E’ qualcosa che “stimola” continuamente le funzioni cerebrali. Rubando un’altra frase ad un grande personaggio della stampa specializzata italiana (e non solo, clikkate sul suo nome per il collegamento alla wiki), Matteo Bittanti: “il videogioco non istiga alla violenza; fa molto di peggio. Istiga a pensare!”. Un bambino non è impegnato a vedere le prostitute o a sentire le parolacce di GTA4: un bambino è impegnato a finire il gioco, pensando a come riuscire a superare la prossima missione.

Che la smettano le associazioni genitori o il codacons o chi per loro di arruffare accuse senza capo ne coda, già smentite per altro da ricerche di ogni tipo e dati ufficiali (la criminalità giovanile è scesa negli ultimi 25 anni, dall’avvento dei videogiochi, e non salita vertiginosamente come vorrebbero farci credere: è anche chiaro perchè, i ragazzini non hanno il tempo di delinquere, stanno sempre a giocare ;) !). Anche qui permettetemi una nuova citazione, dal saggio “Videogiochi e Violenza”.

Negli Stati Uniti, in Giappone e in Europa, i tre principali mercati, il tasso di criminalità giovanile non è mai stato così basso da trent’anni a questa parte. Detto altrimenti, nel periodo intercorso tra l’introduzione dei primi videogame sul mercato, nei primi Anni ‘70, fino al lancio di Xbox 360, il numero di minori arrestati per crimini violenti è diminuito in maniera sistematica.

Ma c’è un altro motivo per cui non temo che questo gioco faccia male: anche e soprattutto perchè è fatto bene. Manhunt, dal canto suo, è molto più “pericoloso” perchè, strano a dirsi, molto più realistico. Grand Theft Auto 4, nonostante i suoi toni più scuri rispetto ai precedenti episodi, rimane comunque grottesco anche come contesto. A chi verrebbe mai in mente di andare in giro aprendo le maniglie delle altre auto per rubarle con un bel calcio al guidatore? Personalmente penso che se ci provassi mi darebbero tante di quelle botte… Ma poi che fai? Ti metti a fuggire per le vie della città novello Liboni? E la polizia dopo che la semini non ti insegue più? Suvvià, è completamente e volutamente esagerato: può un solo uomo sgominare migliaia e migliaia di nemici sempre da solo? E i dialoghi? i personaggi? Niente di più ridicolo: anzi per l’esattezza satirico.

Insomma io non ho paura di Grand Theft Auto e non ne dovrebbe avere neanche un genitore che per caso si imbatte in questo kilometrico post. In conclusione vorrei provare a rivolgermi proprio agli esponenti di quest’ultima categoria con un invito: non comprate GTA4 ai vostri figli! Come detto in precedenza sono fermamente convinto che l’opera non dovrebbe finire nelle loro mani. Non per paura di ipotetiche conseguenze, ovviamente! Piuttosto perchè questo non è un gioco che una persona non matura può capire fino in fondo, anzi è adulto nei contenuti perchè è quello il target del prodotto. I continui riferimenti letterari, cinematografici e soprattutto politici sono parte integrante dell’esperienza, e l’eleganza del gioco si perderebbe senza fruirne appieno. Se io fossi un bambino perchè mi dovrebbe importare di scorrazzare per Liberty City sentendomi i Motorhead (un gruppo degli anni 60′)? Oppure di osservare la fantastica televisione nel gioco, o il cabaret? Inoltre il gioco è provocatorio (ricordate che Laura s’era addirittura infastidita, centinaia di righe più sopra? ecco una provocazione di Rockstar che ha centrato il bersaglio!), la sua più bella qualità; non mi sembra giusto provocare un bambino.

Per loro ci deve essere ancora tanto spazio per mondi fatati da immaginare mentre si legge, Goku e i suoi amici alla TV e Super Mario Galaxy nel Wii che in fondo, forse, è anche meglio di GTA4.

Nel video un’esplosione di creativ… ehm, scusate, volevo dire ovviamente di violenza, scatenata da GTA! ;) Old, ma sempre attuale!

Scritto da AKirA ( insidethegame.it )

Bevute di videogiochi: Drink!

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 5 Giu 2008 alle 17:36

Inauguro una nuova categoria (ormai ne penso una al giorno) per segnalarvi anche qualche blog interessante inerente al divertimento elettronico. GamingBlog vi terrà compagnia con blog italiani o esteri che non siano semplici aggregatori di notizie, ma vere e proprie “riviste” con all’interno opinioni di prima mano e non solo sterili comunicati stampa. Un pò come www.insidethegame.it!

Il primo è quello di Emiliano Ribaudo, che ogni tanto posta nei commenti di ITG. Da quando l’ho conosciuto non posso fare a meno di leggerlo, essendo molto leggero (articoli corti o semplici battute), fresco, originale ma soprattutto divertente. E si perchè, Drink, che trovate all’indirizzo drink.splinder.com (peccato doversi registrare a Splinder per lasciare un commento col nick ( grrr) è soprattutto un magazine videoludico “assurdo”. Cioè totalmente nonsense ed importanto allo scherzo, alla risata.

Molti dei post parlano di “fanta notizie” accadute nel mondo dei videogiochi. Altri prendono spunto da notizie vere per poi utilizzare una satira tagliente per prendere in giro l’industria e le sue forze (o debolezze). Altri ancora sono solo costriuti con un’immagine presa dal web.
Insomma, se il futuro dell’editoria sono i blog e io di questo sono più che convinto, allora Drink sta all’informazione videoludica come Panariello sta alla pubblicità dei videogiochi.

Per concludere: volete farvi quattro risate sulla vostra passione preferita (con un pizzico di autoironia su noi nerd)? Fatevi un drink! Da ora in poi lo trovate anche nel BlogRoll qui a destra.

Scritto da AKirA ( insidethegame.it )

Netgaming su GamePro: Boom Headshot!

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 27 Mag 2008 alle 19:00

Boom Headshot!

E’ con molto piacere ed estrema soddisfazione personale che vi annuncio una nuova grande conquista del netgaming italiano, che dopo aver cominciato a prendere spazi sulle più importanti riviste nazionali ora approda, finalmente, sulla migliore e più adulta pubblicazione di videogiochi in Italia.

Sto parlando di Game Pro (è anche sulla wiki!!!), rivista “capitanata” da Marco Accordi Rickards che dal numero 13, quello in edicola in questi giorni, ha un nuovo prestigiosissimo angolo dedicato al multiplayer online. Vi consiglio caldamente di acquistarla, costa 6€ ma li vale tutti!

Spendiamo prima due parole sul magazine. Game Pro è l’edizione italiana di Edge, la più autorevole rivista di videogiochi del mondo (inglese, per la precisione). Nasce dalle ceneri dell’ex Videogiochi; col passaggio di consegne da Future a Sprea ha cambiato nome e direzione, soprattutto grazie al succitato editor che ha umanizzato una pubblicazione forse troppo “distante” dai lettori. Grazie al suo spirto e al suo lavoro, ora Game Pro è piena di calore, discussioni, fumetti originali e soprattutto articoli interessantissimi, tradotti spesso da Edge, così come le recensioni.

Passando invece alla rubrica in questione, si trova addirittura tra le famose “column”, gli unici articoli firmati della rivista o quasi. Questi spazi sono curati dai più importanti “giornalisti” di settore come ad esempio Matteo Bittanti oppure da personalità di spicco dell’industria del videogioco in Italia come Bonaventura Di Bello o Roberto Recchioni (sulla rivista scrivono anche Francesco Alinovi o Alberto Belli). Insomma per intenderci le column sono i più prestigiosi spazi della rivista meglio costruita d’Italia, l’unica che personalmente ho sempre seguito (dal numero 1 di Videogiochi). L’unica a trattare in maniera interessante ed adulta il videogioco, anche grazie ai suoi alfieri migliori, come quelli citati qualche riga qui sopra.

Eccoci al dunque: mi sono auto regalato uno dei migliori presenti che avrei mai potuto ricevere. Grazie al duro lavoro e alla passione trascinante per il netgaming. Circa due mesi fa contattai Marco Accordi Rickards (clikkate qui per il suo blog) per chiedergli se ci fosse la possibilità di parlare di multiplayer su Game Pro, magari proprio nelle column. All’inizio il nostro amico metallaro (Metal Up Your Ass ‘bro e soprattutto, grazie!) era un pò scettico, doveva valutare. Poi ha visto il mio blog, forse ha letto chi ero su qualche sito internet o forse è stato colpito dal mio primo articolo. Ciò che è successo dopo ormai è “storia”: i miei articoli appariranno da ora in poi sulla rivista dove avrei sempre voluto scrivere. Ecco anche spiegato perchè da ora in poi il blog avrà un banner per pubblicizzare l’uscita della rivista nelle edicole.

Concludendo sono orgoglioso di comunicare che da ora in poi c’è un nuovo posto dove leggere fatti e tematiche del netgaming e questo posto è la rivista Game Pro, che sarà d’obbligo comprare ;) Ogni mese troverete una column intitolata Boom! Headshot - C’è del cervello nella Rete, dove dei netgamers come voi potranno trovare pane per i vostri denti, ma soprattutto parole per i vostri cervelli. Riflessioni e pensieri dal mondo del multiplayer online e dagli Sport Elettronici, conditi dalla voglia di esserci. La column è redatta dal sottoscritto, Simone “AKirA” Trimarchi e come al solito è dedicata a voi, netgamers della notte.

A voi che, spero, non smetterete mai di fraggare.

A voi che, sono sicuro, non smetterete mai, come me, di sognare!