Radeon HD 4850: il grande ritorno alla ribalta di ATI!
La mia più bella telecronaca
Lo zoccolo duro di fan di questo blog è fatto di netgamers. Io lo so, non vi preoccupate, e nonostante non parli spesso di ciò che succede nel mondo del netgaming italiano e mondiale in questi lidi, rimango comunque l’alfiere del multiplayer: sempre pronto a battermi per ottenere più spazio in manifestazioni, convegni, fiere, trasmissioni, video.
Battersi per il netgaming è la mia missione. L’ho sempre fatto e continuerò a farlo, perchè la passione non morirà mai, sono convinto. Nonostante questo ho dei periodi di single player molto intensi (come quello odierno) e ovviamente vi riporto i miei pensieri come mi vengono. Anche e soprattutto perchè questo blog è la mia valvola di sfogo, per certi versi, e siccome di netgaming parlo spesso nelle riviste per cui scrivo (Giochi per il mio Computer e Game Pro), qui mi piace scrivere ciò che penso dei videogiochi tout court. Ma non dimenticherò mai da dove vengo, non dimenticherò mai che ci sono migliaia di netgamer italiani intrappolati in una nicchia che pochi vogliono aiutare ad ampliare. Io sono uno di quei pochi e quindi, eccomi qui, oggi parlo di netgaming.
Lo faccio proponendovi un reperto “storico” o quasi, per cui devo ringraziare Fragbite, un non meglio precisato sito di una non meglio precisata nazione (credo la Svezia). C’era infatti qualcuno di questo portale a maneggare la telecamera che ha ripreso la mia più bella telecronaca di tutti i tempi.
World Cyber Games, edizione 2006, Monza. Olimpiadi dei videogiochi! Mi ero qualificato per Dawn of War come primo italiano (non è stato difficile, visto che al torneo di eliminazione ci siamo presentati in tre!); dovevo avere un posto in nazionale ma vi rinunciai. Potevo dimostare al mondo che ancora valevo qualcosa come player (nel 2005 sono stato primo della ladder mondiale di Dawn of War, anche se per un breve periodo di tempo), ma piuttosto che coprirmi di ridicolo (non valgo più nulla come player ad alti livelli da molto tempo… e probabilmente non sono mai stato un granchè) ho preferito prendere al volo una chance che non si sarebbe ripetuta. Essere la voce ufficiale italiana di quei World Cyber Games, insieme ad un pool di telecronisti proposti da me e da NGI. Nobsyde, Marauder e Yoyo.
Durante tutto il torneo io sono sempre stato scelto per commentare le partite sul “main stage”, il palco più grande. Grazie alla mia conoscenza di Starcraft, Warcraft III e Counter-Strike ho potuto imprimere nelle orecchie di tutti i presenti le mie emozioni, mentre sul mio schermino scorrevano partite divenute poi storiche come IloveoOv vs JulyZerg oppure Gostop vs Sky. Ma la partita più bella che ho visto è stata la finale di Counter-Strike tra NiP e Team Pentagram. Svezia contro Polonia.
I polacchi venivano dalle winner bracket, serviva un’impresa svedese per portarsi a casa il torneo: vincere due mappe di seguito. La prima i NiP se la sono portata a casa davvero, la seconda invece ha incoronato campioni i Pentagram, tra l’entusiasmo del pubblico presente: davvero tanto.
Dalla mia postazione, situata alla sinistra del palco, non mi interessava sapere quanti tra il pubblico capissero quanto stavo blaterando al microfono. Molti erano partecipanti al torneo, provenienti da 70 nazioni differenti, ma c’erano anche molti italiani: padri con figli, netgamers o semplici curiosi. Non mi interessava, dicevo, capire se mi comprendessero: ma la loro presenza lì, in massa, ha fatto scattare una molla che mi ha totalmente prosciugato la voce. Sentivo la partecipazione, i sospiri, gli applausi di centinaia di persone; qualcosa che forse non ritroverò più. Anzi, non ritroveremo più, perchè gran parte del merito per la “mia più bella telecronaca” è ovviamente di Nobsyde, l’uomo del “fagottino marrone” nonchè il mio compagno di merende, ai microfoni di Counter Strike di tutta Italia. L’intesa che c’era tra noi, rafforzata da una settimana particolare per entrambi, è letteralmente esplosa in questa telecronaca così come abbiamo letteralmente stupito i nostri colleghi americani e coreani, prodighi di complimenti per le nostre urla.
Questo video è un riassunto, a pezzi, di ciò che successe all’autodromo di Monza durante quella partita. Un documento che un pò mi rattrista, perchè forse non ci sarà mai più una partita di un videogioco con tutto quel pubblico sul suolo italiano. Anche se la recente Pro Lan fa ben sperare e Lucca Comics and Games dello scorso anno ha dimostrato che c’è tanta curiosità intorno agli Sport Elettronici.
Ma oltre a rattristarmi mi rende davvero fiero di me stesso: durante l’ace di Walle (minuto 6:15) avrò perso almeno un polmone. Segno che l’emozione era davvero autentica, per noi, nel vedere una sfida ad un “giochino”.
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Grand Theft Auto 4: vivere a Liberty City
Ho finito Grand Theft Auto 4. Dopo aver postato innumerevoli volte sul capolavoro Rockstar, prima delle anticipazioni, poi l’agognata data di uscita, poi ancora un video e un racconto e infine una difesa a spada tratta dei suoi contenuti, finalmente posso esprimere cosa ne penso dal punto di vista ludico. Anzi; videoludico.
E si perchè Inside The Game non è il solito sito in cui le recensioni vengono fatte dopo appena poche ore di gioco perchè devono essere pronte subito dopo l’uscita (pratica alla quale anche io devo per forza sottostare, la mia recensione su Virgilio Giochi del titolo è stata scritta dopo poche ore di esperienza). Su questo blog si cerca di parlare con cognizione di causa e dal basso del mio 65% dei progressi di gioco, comunque, potrei anche avere poco da dire, secondo molti, su un gioco che ha già lasciato un segno indelebile sulla storia di questo mezzo.
Come i precedenti post sui giochi, comunque (come l’ultimo di Fucktotum su Ninja Gaiden 2), non si tratta di svolgere il compitino di una recensione, con i vari punti a grafica, sonoro e giocabilità : per quello trovate appunto la mia recensione su Virgilio Giochi, con un bel 10 stampato nel voto, ma ciò di cui voglio parlare adesso sono gli aspetti che più mi hanno colpito in questo titolo. Il primo è assolutamente sconvolgente e mi ha veramente lasciato di sasso. Grand Theft Auto 4 ha circa mezz’ora di titoli di coda!Â
Ciò su cui voglio puntare la vostra attenzione, quindi, è l’opera mastodontica che avete in vostro possesso. O quella che vi state perdendo lasciandola al negozio perchè non avete una console (aspettate la versione PC eh… ? bravi bravi
). Mezz’ora di titoli di coda: non ho mai visto tanti cognomi tutti insieme allo stesso tempo in vita mia. Prima di citare le persone in carne ed ossa, come i doppiatori o gli attori che hanno partecipato al motion capture, oppure le voci degli speaker delle radio, c’è una sfilza di programmatori, progettisti, designer, grafici, addetti al suono, capi progetto ecc lunga almeno quanto quella che di solito chiude un blockbuster cinematografico. Io mi sono letteralmente spaventato: è vero che GTA 4 è il gioco più costoso di sempre (e quello che ha infranto tutti i record di vendite diventando l’evento entertainment più grande nella storia dell’umanità ) ma se penso al lavoro che c’è voluto anche solo per organizzare una marea di professionisti come quella, mi sento male. Sono oltre mille persone, signori, MILLE! Davvero qualcosa di impensabile quando due bastoncini bianchi si lanciavano una pallina da una parte all’altra. Il primo plauso, quindi, è per la produzione di questo titolo, per cui dobbiamo tutti ringraziare tutti Take Two Interactive che ci ha messo i soldi, ma soprattutto Rockstar Games che ha saputo utilizzarli nel migliore dei modi.
Da quest’aspetto, tra l’altro, viene fuori una considerazione davvero interessante: il campo della nuova sperimentazione artistica audio/video, dove i creativi moderni possono finalmente esprimersi senza limiti o quasi, sono proprio i videogiochi. E’ impensabile che in una serie TV come Lost una battuta sia “fuori posto”, quindi ogni rilettura della sceneggiatura sarà scandita da tagli e freni alle menti che l’hanno pensata. Cercate invece di chiudere gli occhi e di immaginarvi nella stanza dove Dan Hauser e i suoi ragazzi si sono inventati tutte le battute degli speaker delle radio di GTA. Ma quanta roba fuori di testa hanno partorito?
Sono convinto che si siano divertiti da morire a farci ascoltare Iggy Pop (esattamente lui: è uno degli speaker delle radio di GTA) mentre scandisce ai microfoni di Liberty Rock Radio l’ultima notizia strampalata o la pubblicità del sito in cui si possono comprare i bambini al posto di farli. Io credo che questa gente, questi sceneggiatori, magari saranno meno pagati di David Koepp (lo sceneggiatore, ad esempio, dell’ultimo Indiana Jones) e i suoi colleghi di hollywood, ma di talento ne hanno da vendere. Ma soprattutto sono stati cento volte più liberi di scrivere ciò che gli passava per la testa nella facciata e nei bassifondi di Liberty City, una città virtuale dalla quale è difficile separarsi.
Si perchè ad esempio io, che di solito quando finisco un gioco, per mere questioni di tempo, difficilmente lo rigioco, sento che Liberty City già mi manca. Vedere gli amici, uscire per uno spogliarello, guidare all’imbrunire ascoltando 1979 degli Smashing Pumpkins, guardare il panorama sul ponte di Broker, mangiare un panino a cinque dollari dagli ambulanti a middle park o un’aletta di pollo al Clukin Bell sulla via principale, rimorchiare una bella ragazza su internet… sento che tutto questo faceva parte della mia vita, ed ora che non c’è più ne sento la mancanza. La grande cura per i dettagli, maniacale direi, che Rockstar Games ha saputo infondere al suo capolavoro assoluto, mi ha portato a desiderare di non uscire mai da quel mondo: la cura a base di forti emozioni e soddisfazioni celebrali a cui per due mesi sono stato sottoposto è cibo per la mente il cui sapore difficilmente si dimentica. Soprattutto perchè non ho potuto materialmente vedere e ascoltare tutto: mi sarò perso sicuramente qualche bello scorcio di città , qualche esilarante frase alla radio, decine di siti, programmi TV, persone, macchine, moto. E’ questo il cuore dell’esperienza di GTA, creare una città in cui si può davvero vivere per tanto tempo senza lamentarsi che tutto è generato da un computer. Un gioco totale, dove guidi, spari, risolvi enigmi, viaggi, senti musica, vedi film, ecc e non ti stanchi mai!
Anzi, ho quasi paura che Rockstar Games, grazie ai contenuti scaricabili in arrivo, abbia deciso che sulle nostre console deve girare un solo ed unico disco, per sempre: quello di GTA 4.
E noi saremo là , joypad in mano, pronti a raccogliere la sfida.
Io però ora sono “dovuto” andare in altri mondi virtuali, forse non altrettanto belli o vasti, ma altrettanto interessanti (sto giocando a Metal Gear Solid 4, e mi sembra davvero bellissimo). Fortuna che c’è Frantz (grazie!) che mi ha scattato una foto mentre ero a Liberty City, così da ricordarmi per sempre della più bella città virtuale di tutti i tempi.













