The Witcher: Rise of the White Wolf svelato per console

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 1 dic 2008 alle 22:22

Rise of the Wolf svelato per console

Se credevate che The Witcher sarebbe restato per sempre un’esclusiva PC a quanto pare vi sbagliavate, almeno stando al frutto di un mezzo pasticcio tra l’anticipazione del sito ufficiale e quanto rivelato dal magazine tedesco GamePro.

La rivelazione in questione sarebbe The Witcher: Rise of the Wolf, versione per PlayStation 3 e Xbox 360 dell’RPG di successo uscito circa un anno fa per PC e di recente tornato a far parlare di sé con la Enhanced Edition.

Mentre l’arrivo del gioco sulle console dovrebbe avvenire non prima della fine del 2009, consoliamoci con la notizia che l’intero gioco verrà migliorato anche rispetto alla versione riveduta e corretta uscita per PC, mentre chi vuole iniziare a vedere qualcosa può farlo col teaser trailer che ha iniziato a girare per la rete dopo lo pseudo-annuncio.

FONTE§: gamesblog.it

Posted in News\Avvisi\Film, RPG, Videogames   Tagged: console, RPG, The Witcher: Rise of the White Wolf   
Scritto da AKirA ( insidethegame.it )

La terra del gioco: The Gameland

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 1 dic 2008 alle 18:10

Locandina The Gameland

Questo week end, da sabato a lunedì (6, 7 e 8 Dicembre), sarò a The Gameland (all’Auditorium di Roma), come telecronista ufficiale di quello che, a detta dei comunicati stampa, è il più grande torneo Europeo di videogiochi. A questo link potete leggere uno di questi comunicati, qui sotto, invece, c’è la mia modesta opinione a meno di una settimana dall’inizio dell’evento.

In un modo o nell’altro questo The Gameland sarà un vero e proprio “piede di porco”; metafora azzardata per dire che questo evento potrebbe scardinare davvero molti preconcetti verso i videogiochi. Grazie all’evevata importanza mediatica che sta avendo e alla grandezza intrinseca dell’evento (montepremi mai visto in Italia: 80.000€, l’Auditorium di Roma come location, la presenza di moltissimi giocatori stranieri) sono convinto che The Gameland potrebbe convincere più di un genitore che i videogiochi sono qualcosa di più, non un semplice passatempo.

Questo a sei giorni da un evento che, però, è giusto ricordarlo, è stato organizzato da persone non proprio “nell’ambiente” dei videogiochi competitivi. Anzi, direi proprio da una società che tutto tratta tranne che videogiochi: si occupa di comunicazione e organizzazione eventi che si chiama Equa. E’ un bene o un male? Sicuramente è un bene: perchè per certi versi vuol dire che stiamo cominciando ad interessare (come target per simili manifestazioni) non solo a chi investe nel settore. D’altra parte, ovviamente, l’organizzazione si troverà a gestire un torneo di videogiochi praticamente mai visto in Italia per dimensione (allo SmauILP 2003 di Milano c’erano più di 1000 PC, quindi comunque il record di postazioni spetta ancora alla kermess meneghina) e gli eventuali “imprevisti” saranno all’ordine del minuto.

Non si sono però affidati alle sole loro forze anzi, alcune scelte che hanno fatto mi sembrano molto azzeccate. Il direttore tecnico dell’evento è quel Lapo Matteoni che io ho intervistato; oltre a essere un campione di olimpionico di GoW (ha partecipato nel 2007, a Seattle, alla finale dei World Cyber Games), è un grande lavoratore. Ho avuto modo di conoscerlo e mi sembra che non stia lasciando nulla al caso. Inoltre dietro i tornei ci saranno F.N.I.V. (Federazione Nazionale Italiana Videogiocatori) e ESC (Electronic Sports Center). La prima è uno dei migliori organizzatori di tornei di PES in Italia, con molta esperienza nel campo console; la seconda si sta battendo per riconoscere i videogiochi competitivi come Sport e come fenomeno di aggregazione sociale.

Ma i conti si fanno con l’oste. Quindi per capire se The Gameland vincerà o perderà servirà aspettare 7 giorni. Lunedì prossimo, quando avrò finito di commentare l’ultima finale, se tornerò stanco e soddisfatto a casa, vorrà dire che ho preso parte ad un evento con la E maiuscola.

Chi vivrà giocherà.

Voglio solo ricordare a tutti i romani che questo week end, se siete veramente amanti dei videogiochi, avete un appuntamento imperdibile. Non solo con i tornei di Gears of War 2, Halo 3, PES 2009, Call of Duty 4 (unico titolo per PC), Guitar Hero 3 e SBK e relative telecronache, bensì con spettacoli di cabaret, musica, danze e cultura (qui il programma completo). E già, ci saranno anche 3 conferenze disegnate dal pennello di Alberto “Eldacar” Belli, coordinatore scientifico della manifestazione e nome noto della ambiente videoludico. Lui e lo staff di Eurogamer.it seguiranno quindi la parte più videoludica con tre incontri sui temi riguardanti i videogiochi: “Fra sport e discipline sportive virtuali” (a cui parteciperò anche io), “Il videogioco: intrattenimento moderno e salubre o minaccia elettronica?” (a questo tavolo si siederà invece il MOIGE, ci sarà da divertirsi) e l’ultima relativa all’industria.

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Scritto da AKirA ( insidethegame.it )

Siamo così? Immersi

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 28 nov 2008 alle 18:15

Questo video non ha bisogno di parole: è sicuramente una bellissima opera d’arte.

Non entro nel merito del suo significato: vuole criticarci? Vuole, come al solito, sparare a zero sui gamers?

Io credo di no, per me è un ritratto, veritiero, della “gaming generation” in erba.

Lo ha pubblicato il New York Times e il suo titolo è “Immersion“.

Vedetelo tutto.

Me lo ha fatto scoprire studiounto.


P.S. Come scritto una riga qui sopra ho scoperto questo video tramite un mio collega. Questo non toglie però che Drink l’aveva postato ben prima ed è brutto arrivare dopo senza citare. Allora sai che ho pensato: mi sbizzarrisco e scrivo una recensione, per ridere, di Fallout 3 e chiedo ad Emix se me la posta sul suo blog, dove la satira videoludica è di casa. L’ha fatto, così posso linkarlo: potete quindi leggere qui la mia fantastica recensione satirica di Fallout 3.

P.P.S. Ho cominciato due settimane a pubblicare la mia personale storia dei World Cyber Games (le olimpiadi dei videogiochi) e della nazionale italiana su www.progaming.it. Ieri è uscita la seconda puntata; per chi fosse interessato, il link da seguire è questo. Per la cronaca si parla di WCG 2002 e 2003, in quest’ultimo l’Italia vinse un oro! Lettura consigliatissima.

Scritto da Fucktotum ( insidethegame.it )

Buon compleanno stazione Sogno!

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 27 nov 2008 alle 18:10

Dreamcast

Questa non è una lapide.

Questo vuole essere un tributo ad una macchina da gioco eccezionale e un po’ sfigata, a suo tempo all’avanguardia rispetto a qualsiasi altra. Oggi infatti è il decennale del lancio (giapponese) del Dreamcast, ovvero il canto del cigno di Sega nel campo dell’hardware.

Schiacciato dalla concorrenza della Playstation e da un prezzo piuttosto considerevole, il gufo nipponico (non vi sembra un gufo? Mettete il pad sotto la console e vi ricrederete…forse ;)) aveva tutto o quasi quello che ognuno di noi richiede ad una console di oggi, con la piccola differenza che già lo possedeva dieci anni fa.

Innanzitutto un servizio online, garantito dal suo velocissimo (si fa per dire) modem interno, fondamentale per giocare a quel capolavoro che era Phantasy Star Online, antesignano dei MMORPG. E’ stata la prima console a supportare i 60 Hz, altro aspetto che ad oggi si dà per scontato. Tecnicamente era un gioiellino, capace di sfornare giochi di grande pregio, alcuni dei quali girano ancora oggi su PS Network e XBox Live: vi dicono niente Rez (ne abbiamo parlato qui) e Ikaruga? Due piccoli prodigi in forma ludica, due grandissimi giochi nati proprio sotto le ali del suddetto gufetto, con un terzo pronto a tornare: il leggendario Marvel vs Capcom 2, conversione epocale da coin op.

Ma non solo: chi ha avuto la fortuna di scorazzare per i sette mari nei panni di Ecco The Dolphin (riedizione della versione 2D per Megadrive, questa volta con 3 dimensioni) ricorda ancora la difficoltà e il fascino di quell’ambientazione sommersa, dannatamente dettagliata e ipnotica…E ancora Space Channel 5, rhythm game tra i più assurdi mai visti, Soul Calibur e Sonic Adventure, episodi importanti nelle rispettive serie e poi…E poi i due episodi di Shenmue, ovvero come trasferirsi gratis in Giappone e vivere una storia intensissima a base di onore, vendette e arti marziali. Un progetto unico, un titolo mitico, che ancora oggi spinge persone di tutto il mondo a firmare petizioni online per avere il terzo e ultimo capitolo di una saga scolpita nella leggenda dei videogiochi.

Troppo spesso ci si scorda di questa console sfortunata e affascinante, troppo spesso è stata derisa da chi al tempo scelse Sony perchè “i giochi se scaricano a gratise“.

Buon compleanno gufetto!

Scritto da AKirA ( insidethegame.it )

Guitar Hero World Tour: io sono un batterista!

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 26 nov 2008 alle 18:44

Rock and Roll!

Ieri mi è arrivato Guitar Hero World Tour: l’ho aspettato tanto questo momento e finalmente è arrivato.

Non che io volessi in particolar modo mettere le mani sul nuovo episodio del franchise Activision dedicato al rock; semplicemente non vedevo l’ora di jammare come una vera band con i miei amici. Soprattutto volevo finalmente rimettermi a suonare la batteria e siccome questo è uno strumento didattico per imparare a ripetere le gesta di Lars Ulrich o Mike Portnoy direi che fa proprio al caso mio. L’anno scorso avrei voluto prendere Rock Band, di Electronic Arts, ma il suo prezzo europeo proibitivo ha allontanato me e molti altri dall’acquisto.

Guitar Hero World Tour, invece, costa 199€ nel suo Band Bundle, cioè comprensivo di microfono, chitarra, batteria e ovviamente gioco. Dopo aver saputo il prezzo e dopo averlo visto per la prima volta alla fiera di Lucca Comics and Games, comprarlo è stato un attimo.

Ieri quindi mi sono ritrovato con 7 amici, non uno, a casa mia: abbiamo suonato fino all’una di notte alternandoci a tutti gli strumenti. C’era ovviamente Fucktotum e il mitico Peppe, entrambi conosciuti qui sul blog. Non riuscivamo letteralmente a staccarci dalla modalità carriera.

Ovviamente dovrete aspettare un po’ per un post più approfondito sulle qualità meno superficiali del gioco (che comunque giudicherò valido o meno soprattutto dalla tracklist e dalla qualità dei suoi strumenti di plastica): per ora c’è solo un’iniezione di divertimento e soprattutto la voglia di rimettersi a suonare una batteria vera, facendo pratica su quella finta. Non solo suonare la batteria, comunque, anche cantare visto che Guitar Hero 4 è anche un “karaoke” versione rocckettara!

Insomma aspettatevi che da un momento all’altro io chiuda il blog e mi ributti anima e corpo in una passione talmente tanto trascinante da non consentire sconti: la musica.

Rock and roll!!!!!!!

Scritto da AKirA ( insidethegame.it )

MTV Game Awards: Kojima premio alla carriera

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 25 nov 2008 alle 18:22

Mentre in Italia si discute tanto dell‘Isola dei Famosi, un altro di quegli strumenti nati con il preciso scopo di instupidire la nostra popolazione, alla televisione musicale e giovane per eccellenza prendono vita “Gli oscar dei videogiochi“, altrimenti definiti MTV Game Awards.

Non amo la TV, lo sapete. La creo ma non la amo, pensate che paradosso. Trovo il modello televisivo assolutamente superato da opere audiovisive di più ampio respiro come il cinema, i corti o gli stessi videogiochi. Non si impara a fare TV dalla TV, a parte qualche raro caso.

Però questa volta mi sento di schierarmi dalla parte di MTV, che “stranamente” in Italia non se ne esce con la stessa passione per il medium interattivo. Questi Game Awards sono bellissimi, li ho visti principalmente su Youtube, ma hanno qualcosa di magico oltre alla bellissima presentatrice Jade Raymond (producer di Assassin’s Creed e gran bella …).

Cosa mi ha colpito? Il fatto che, contrariamente agli oscar normali o ai telegatti (bleah) o a manifestazioni simili, siano ancora prevalentemente “sani”. I gamer, si sa, sono una platea smaliziata, acculturata e soprattutto molto esigente; abituata ad essere trattata “male” dai media tradizionali ha sviluppato una sorta di autodifesa che poi sfocia nel boicottaggio. Essendo ancora prevalentemente una platea di appassionati… agli appassionati non si la si fa! Quindi meglio farseli amici che nemici e non prenderli in giro.

Ed ecco quindi che viene consegnato nelle mani di Hideo Kojima un premio alla carriera meritatissimo e per niente politico. In fondo, si sa, per molti è un game designer “scomodo”, addirittura secondo il sottoscritto! In fondo Kojima è il miglior autore dei giochi non giochi, dei film interattivi più da guardare che da utilizzare. Ma ciononostante rimane uno dei più geniali di Game Designer di tutti i tempi e soprattutto un icona spendibile a livello mediatico proveniente dal nostro fantastico, ed edulcorato, mondo dei videogiochi.

Hail to the king, quindi: grande Hideo. Sei un mito! Sono anche contento che ti sei ritirato con un titolo superlativo dalla saga che ti ha reso famoso, quel Metal Gear Solid da cui è uscita fuori un’icona più riconoscibile di te. Un certo fumatore accanito di nome Solid Snake, un eroe diverso con il quale ho provato emozioni indescrivibili.

Continua però a produrre videogiochi: abbiamo bisogno del tuo estro. Voglio ancora stupirmi come un bambino come quando, venticinquenne, rimasi a bocca aperta davanti a PsychoMantis.

Scritto da AKirA ( insidethegame.it )

Three Minutes of Game

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 22 nov 2008 alle 17:07


3MoG, Star Wars: The force unleashed
by 3mog

E’ con estremo orgoglio che vi presento, per la prima volta sugli schermi televisivi, un format ideato, scritto e condotto dal sottoscritto.

Grazie a YKS Channel, cioè al canale multipiattaforma (in onda sull 863 di Sky, sui telefonini tramite Babelgum, in streaming su yks.virgilio.it e on demand su dailymotion),  di The Blog TV, sono riuscito a realizzare un mio piccolo sogno: parlare di videogiochi in televisione da gamer a gamer. Come? Con Three Minutes of Game, da adesso in poi abbreviato 3MoG, un Vlogshow del primo canale totalmente User Generated del mondo. UGC è la filosofia del canale per quanto riguarda tutta la programmazione, una serie di pillole generate dagli utenti, cioè create e messe in condivisione su internet, segnalate alla redazione e poi mandate in onda se ritenute meritevoli. I blogger particolarmente influenti possono invece inventarsi un “Vlogshow”, una sorta di contenuto premium: questo è il mio caso.

Da lunedì quindi andrà in onda 3MoG: una puntata di 3 minuti ad ogni settimana. Una videorecensione di un titolo nel poco tempo messo a disposizione, comunque sufficiente per farvi emozionare e per dare un voto, quindi un consiglio, un giudizio. Ogni settimana quindi, di sabato, ci sarà il post relativo alla trasmissione che quindi potete vedere qui, dall’embed di Dailymotion. Come in questo post, dove potete vedere la prima puntata dedicata a Star Wars The Force Unleashed.

Se volete invece commentare questo è il link su youtube della prima puntata.

Che dire di più? Come al solito grazie a voi lettori del blog del supporto, ma grazie soprattutto a The Blog TV e a TeknoDeka, che la puntata l’ha montata e al solito Fucktotum, che ha collaborato ai testi. Grazie anche ad Activision per il gioco.

Scritto da Fucktotum ( insidethegame.it )

Spider Man: da una grande licenza…

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 21 nov 2008 alle 20:45

 http://youtube.com/watch?v=LLS3M4Y8o7E 

…deriverebbe la responsabilità di sfruttarla a dovere.

Anche perchè oggi la popolarità del personaggio tocca picchi vertiginosi (come testimoniato dal traguardo dei 500 numeri che l’edizione italiana sta per tagliare), potendo vantare tre film discutibili ma di notevole successo di pubblico.

Ampia libertà sul taglio da dare alla vicenda di Web of Shadows dunque: la decisione di sceglierne uno ampiamente fumettistico è legittima, ma si dirige verso una strada sbagliata.
Abbiamo di recente parlato di narrazione nel medium videoludico grazie a Gears of War 2: nel caso di Spidey: WoS purtroppo ritorniamo nella media delle produzioni di questi tempi.
L’attacco dei simbionti alieni a New York rappresenta il mero escamotage narrativo per lanciarci di grattacielo in grattacielo appesi a una bella ragnatela, il tutto in una struttura analoga a quella di GTA, fatta di incontri con personaggi non giocanti che non hanno voglia di pestare criminali e quindi delegano il tutto al buon Peter Parker.
Peccato che per fare di un titolo “aperto” un vero capolavoro sia necessaria estrema varietà di missioni e situazioni, cosa che in questo caso manca del tutto.
Se poi mi si vuole far provare davvero il piacere di volteggiare, saltare e fare evoluzioni a 100 metri dal suolo avrei bisogno di una telecamera che inquadri l’azione senza procurarmi una nausea devastante o un’emicrania lancinante…
Lo stesso dilemma alla base del titolo, cioè la scelta tra costume nero e classico (che corrispondono all’atteggiamento tenuto da Spidey verso le varie minacce e verso le due donne che lo contendono, MJ e la Gatta Nera), non è altro che un modo per far rigiocare il titolo una volta finito per assistere a un diverso finale (4 in tutto).
Mi trovo davvero spiazzato, perchè amo l’Uomo Ragno e vorrei potermi godere un titolo a lui dedicato: non necessariamente un capolavoro, ma un qualcosa simile a quello per Megadrive (pieno di difetti, per carità, ma anche dotato di spunti interessanti: che volete, avrò avuto 12 anni quando svolazzavo da quelle parti!): in questo caso il fan che è in me si è irritato dopo circa 5 minuti di gioco, quando il nostro eroe davanti a dei paramedici che assistono Mary Jane ferita inizia a chiacchierare con la mitica rossa come se non ci fossero astanti, o come se lui non fosse mascherato…
 Per un gioco dedicato ai più giovani o ai fan inossidabili del personaggio si rendono necessari piccoli tocchi di classe: come si possono pescare i comprimari (Wolverine a parte) tra quelli meno affascinanti del Marvel Universe (Luke Cage in primis)?
Perchè poi rischiare di andare contro ai pesi massimi videoludici scesi in campo in questo mese di fuoco?

Anzichè fare un titolo all’anno ispirato a uno dei personaggi più amati dal pubblico (rabbrividisco ripensando a Spiderman: Friend or Foe), non sarebbe meglio farne uno strabiliante?
Tante domande senza risposte, perchè è l’insieme complessivo a non essere all’altezza dei palati più fini: salvo volentieri il primo scontro con l’Avvoltoio (che potete vedere nel video in alto), da combattere in aria in una rutilante girandola di spade e ragnatele, ma purtroppo ancora una volta esco deluso prima ancora che da videogiocatore da appassionato lettore…
 

Scritto da AKirA ( insidethegame.it )

Peta, videogiochi e il diritto alla vita animale

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 18 nov 2008 alle 21:09

Mama Kills Animals

Grazie a ViewtifulMee per la segnalazione, anche se ormai è di “dominio pubblico”. In verità avevo questo articolo in caldo da venerdì, ma volevo postare Fallout e quindi molti altri blog e network mi hanno preceduto. Tuttavia a mio avviso non è una gara a chi posta per primo; piuttosto a chi blogga meglio…

Entriamo nel vivo del post da subito dando a tutti un ammonimento: il gioco qui sopra (basta clikkare sull’immagin per giocarci) contiene scene che, per gli stomaci deboli, forse possono risultare scioccanti. Spero leggiate queste righe prima di aver fatto una partita; comunque sia niente di trascendentale, in fondo si tratta di un videogioco e ne avete viste di cotte e di crude (questo è il caso di dirlo!). Solo che qui si rappresenta la realtà.

Avete presente Cooking Mama di Nintendo per DS e Wii? Beh, immagino di no; voi siete hardcore gamer!!! Invece trovereste i due titoli molto divertenti e dal concept davvero bizzarro: cucinare. Non si tratta di ricette di cucina narrate dalla console (è arrivato anche questo signori, purtroppo) bensì di un gioco di abilità, velocità e precisione dove bisogna  preparare deliziosi manicaretti virtuali.

La PETA, People for the Ethical Treatment of Animals (l’associazione mondiale per i diritti degli animali), ha proposto una sua versione.

Si tratta di un videogioco “parodia”, dove però si ride molto poco. Al posto di cucinare ingredienti animali, in Mama Kills Animals bisogna proprio procurarseli alla fonte, questi elementi. A partire dal tacchino per il giorno del ringraziamento, che bisogna prima spennare, poi svuotare delle interiora, ecc…

Cosa significa questo videogioco? Innanzitutto è una mossa di comunicazione alquanto riuscita: ne stanno parlando tutti e tutti lo stanno giocando. E cosa intende comunicare? Che la barbarie sugli animali, utilizzati per saziare i nostri stomaci alla stregua di oggetti, deve finire. Ci deve essere un modo più etico e moralmente più accettabile di mangiare.

Personalmente mi sento di sposare in toto l’iniziativa della PETA: sono un animalista convinto e provo orrore nel modo in cui vengono trattati polli, maiali, orsi, cani per il puro fine di riempirsi la pancia. Anche io, tramite questo blog, voglio unirmi all’urlo di Mama Kills Animals: una straziante verità, narrata tramite un videogame, che ciu racconta quanto siamo infami. Una volta chi aveva un maiale o i polli, ci teneva a farli vivere in un ambiente più sano e, perchè no, il più felice possibile: al momento di mangiare i propri animali era quasi logico ammazzarli nel modo più indolore, in fondo li si vedeva crescere per anni.

Purtroppo però da parte mia non riesco di certo a seguire fino in fondo i dettami animalisti della PETA che, a quanto mi sembra, non propone un’alternativa se non il vegetarianesimo. Personalmente non è questa la mia strada anche se da una parte la vorrei intraprendere: semplicemente sono troppo debole, non ce la faccio, adoro la carne. Ho il massimo rispetto per i vegetariani anche se, come si dice spesso, Hitler era uno di loro (così come Gandhi, però, cioè uno dei miei idoli), però non ho mai pensato di trasformarmi in uno di loro.

Questo mi rende addirittura colpevole verso le barbarie che gli essere umani commettono? Io spero davvero di no, PETA mia. Spero che questo non sia un messaggio contro chiunque mangi la carne. In fondo c’è anche il consumo critico, che dovrebbe essere esercitato ogni volta che si spende un euro. Io ad esempio cerco di comprare polli ruspanti e non di allevamento, preferisco prosciutti e salami italiani artigianali piuttosto che industriali e nella vaschetta ecc.

Chiaro che questo sia comunque un discorso davvero troppo complesso, non esauribile in un post e di cui, sinceramente, non sono neanche adatto a parlare. So molto poco dell’argomento, non sono un esperto.

Mi piacerebbe solo non venire a conoscenza che da qualche parte nel nostro fottuto mondo c’è un posto dove si torturano per anni gli orsi per trasformare la loro bile in un profumo. Oppure credere che i polli possano vivere in un recinto di 3 metri per 4 piuttosto che in una gabbia di 20 cm quadrati la loro intera vita. Vorrei solo liberarmi dal peso di sapere che gli esseri umani non sono peggio delle bestie.

E invece non è così, anzi: la realtà è sempre più brutale di ogni incubo videoludico. Anche di questo.

Scritto da AKirA ( insidethegame.it )

Fallout 3, il mio futuro postatomico

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 17 nov 2008 alle 19:22

Dopo 43 ore e 24 minuti sono pronto a dare il mio giudizio, la mia “blogcensione”, al mio personale gioco dell’anno; l’ho già eletto tale. Anche se in sede di post riepilogativo, tipo “I migliori giochi del 2007” (che quest’anno conterrà anche la versione “video” totale e non solo del primo posto) sarò comunque obiettivo.

Dopo circa un anno da questo post del 28 novembre 2007, finalmente, il 30 Ottobre ho messo le mani sul nuovo titolo di Bethesda Softworks; solo a scrivere queste parole, solo a ripensare all’inizio del gioco, mi stanno venendo i brividi. Sono completamente innamorato dei giochi della software house americana; li gioco da Daggerfall (Elder Scrolls 2) e sono un fanboy dell’universo di Fallout. Le premesse per un gioco che mi piacese c’erano tutte.

Fallout 3 è commovente: uno dei giochi più belli su cui i miei polpastrelli abbiano messo mano in tutta la mia vita. Non è perfetto solo perchè è gigantesco, come Grand Theft Auto 4, ed è questo il suo valore reale: dentro ad un dvd c’è un’intera esperienza con tutte le sue sfumature, non solo con quelle previste dai programmatori.

L’aspetto più stupefacente di Fallout 3 è che non è un RPG con una spruzzata di sparatutto ambientato in un mondo postatomico. No. Fallout 3 è la TUA storia ambientata in un futuro postatomico e allo stesso tempo è la MIA ed è la LORO ecc… Chiunque si approccia a questo gioco lo fa in maniera diversa, sensibile, umana. Una vera e propria simulazione di racconto virtuale.

Molti diranno: allora perchè non giocare ad un MMORPG, è la stessa cosa ma connesso a milioni di utenti, sarà ovviamente meglio. Ed è qui che sta la differenza, è qui che, per chi vi scrive, il single player vince: un mondo virtuale persistente come World Of Warcraft non racconta la nostra storia, fa vivere la nostra vita in un ambiente differente e con scopi differenti.Un MMORPG non è capace a narrare una trama che valga la pena vivere in prima persona, perchè, con tutto il rispetto dovuto, quella storia è raccontata dagli stessi utenti. Questo è un limite o una grandissima potenza, dipende dai punti di vista.

Bethesda Softworks invece crea sia i mondi virtuali più ambiziosi che il nostro medium abbia mai conosciuto, sia le storie da vivere al loro interno, narrate con lucidità ed emozione, con genialità e carisma. Nonostante abbiano un filo conduttore, un inizio e una fine, i loro videogiochi puntano all’obiettivo più difficile da raggiungere in questo campo: dare al giocatore la libertà totale di interazione con l’ambiente circostante e gli avvenimenti. Ed ecco che ognuno torna a vivere il suo Fallout 3: c’è chi decide di far esplodere Megaton e chi di salvarla, chi opta per il corpo a corpo chi per le armi a distanza, chi inventa di tutto e chi invece compra tutto, chi spende 100 ore in questo mondo per non perdersi nessuna delle chicche e chi invece finisce la quest principale e poi passa ad altro.

Che giocatore sei? Fallout 3 te lo dirà. Che uomo sei? Il titolo Bethesda forse ti dirà anche questo: sei buono o cattivo? Rendersti mai schiava una persona per il tuo enorme profitto? Vivrai sull’onda delle azioni o delle conseguenze? Fantastico, questo è il mio giudizio, un mondo virtuale dove tutto è possibile, dove le regole possono essere spezzate, dove lo sterminio/salvataggio di un’intera comunità è una scelta, come nella vita reale.

Sorvolo, per non spoilerare a nessuno, su tutte le esperienze nell’esperienza che possono essere vissute. Su tutte le sottotrame. Storie di fantasmi, allucinazioni, realtà fittizie, viaggi on the road e tour culturali. Quando sembrano finiti gli argomenti e le novità, scopri quella località che non avevi trovato, quella città che ti era sfuggita… con i suoi abitanti, i suoi problemi, e la sua ambientazione.

Ed ecco l’altro punto cruciale della bellezza di un gioco simile. Poco narrabile e contestualizzabile a parole ma la potenza di ambientare Fallout 3 a Washington D.C. (sede, tra l’altro, di Bethesda Softworks…), cioè in una città reale, è la vera marcia in più rispetto ai lavori precedenti della software house della Capitale, peraltro tutti acclamati come capolavori.

Mi sono sempre chiesto, come sarà il futuro postatomico? Come Kenshiro? Come Akira? Come Fallout? Probabilmente, a livello di società e storia, nessuno dei tre esempi ha la risposta giusta. Ma come sarà… a vedersi?

Ora lo so, finalmente l’ho visto. Ci sono andato in giro, ho camminato su un’autostrada semidistrutta, vedendo a perdita d’occhio intorno a me: desolazione, assenza di speranza, deserto totale. Poi sono arrivato alle rovine dell’antica città: ho visto i grattacieli spezzati, il campidoglio bombardato, la statua di Lincoln senza testa; allora ho fatto un salto in periferia, dove c’erano le case basse, i residui di colori, i briganti e i loro letti di fortuna. Ora ho stampato nella retina l’aspetto di un drive-in, di un campo da football, di un supermarket, di una piscina, dopo l’esplosione di una bomba nucleare. Ho dedicato almeno 10 ore alla pura esplorazione e contemplazione del mondo virtuale che Bethesda ha creato, stupendomi e rimanendo a bocca aperta ad ogni passo.

Non voglio annoiarvi e preferisco smettere di scrivere qui, ci sarebbe tantissimo altro da dire: le musiche e la colonna sonora che mi hanno fatto scoprire pezzi anni 50 deliziosi, le armi “creative”, l’integrazione del combattimento a turni, il design del pip boy, le bellissime abilità speciali, i richiami ai primi due Fallout, il cane Dogmeat ecc ecc.

Basta così, ora è tempo di giocare, per voi. Con due avvertenze. La prima: ovviamente Fallout 3 è un gioco ultra violento, quindi non adatto ai minori di 18 anni. La seconda: è un RPG bello “complesso”, per chi legge questo posto e non è un grande amante del divertimento elettronico forse è meglio guardare ad altro.

Ed ora l’uinca critica: Bethesda, ti prego, rispondimi. Atari Italia, se leggi questo blog, questo mio personale urlo, metti un commento: perchè? Perchè? PERCHE‘??????? Perchè il livello massimo raggiungibile è il ventesimo? ARGHHHHHHHHH Io ne voglio ancora. Ne ho bisogno )

In video un montaggio davvero bellssimo dei migliori momenti del gioco, conditi con una musica tutta particolare.