http://youtube.com/watch?v=G2V9PYlR0m8
Sin dal rilascio dei primi trailer di Fracture, Day 1 Studios si è affannata nel tentare di dimostrare quanto il gameplay del titolo, basato sulla capacità di deformare il terreno, fosse innovativo e rompesse tutta una serie di clichè imposti dagli action/shooter.
Concetti come trincee e ripari sembravano ataviche rimembranze di epoche passate, soppiantate dall’abilità del giocatore di usare il Trinceratore (il fucile che dà l’abilità di alzare/abbassare il terreno) per creare lo scenario di guerra più utile alle sue necessità, garantendo copertura e posizioni strategiche fai da te in ogni momento.
Alla resa dei conti, cioè a titolo nei negozi, è evidente come qualcosa sia andato storto, soprattutto perchè questa celebrata abilità è sfruttata in modo poco omogeneo e interessante nel corso dei tre atti di cui si compone il gioco: chi pensava prima dell’uscita alle decine di tattiche diverse da attuare sul campo si è trovato davanti a una serie di situazioni predefinite dai suddetti programmatori, che addirittura tramite il nostro Generale di riferimento vengono consigliate passo passo, lasciando ben poco alla nostra inventiva.
“Scava qui”, “alza il terreno per distruggere quell’apparecchio” e tutta una serie di ordini gridati dalla ricetrasmittente scandiscono gli eventi di gioco, tarpando del tutto la creatività tattica del giocatore e lasciandogli solo la scelta di nascondersi per cercare riparo o creare una collina per arrivare in postazioni di tiro migliori: un po’ poco a fronte di un’idea tanto interessante.Si perchè in ogni caso la realizzazione tecnica legata al Trinceratore è impeccabile e una parte davvero consistente dell’area di gioco può essere modificata con esso. Sarebbe bastata solo una maggiore libertà per portare il treno di LucasArts sui binari del capolavoro. Eppure tutta l’esperienza scorre invece su una rotaia troppo predefinita: addirittura ci viene detto quando alzare il terreno per schiacciare i soldati nemici sul soffitto o la strategia per eliminare l’unico boss di fine livello… peccato.
Come da titolo, inoltre, Day 1 Studios si è comportata come il Barone Von Frankestein, prendendo pezzetti di altri giochi e fondendoli insieme per mettere al mondo la propria creatura.
Credo che qualche esempio possa essere emblematico: si guida un veicolo dalla forma e le caratteristiche curiose (anch’esso deforma il terreno), per allungare la longevità sono presenti i soliti oggetti nascosti da trovare (100 file di dati che sbloccano un’area dove testare le armi), c’è la piccola fase cecchino, si combatte contro soldati umani ma si finisce contro mostri di varia natura/dimensione ma, badate bene, non schizza neanche un pixellino rosso e, tanto per gradire, c’è un finale aperto che lascia spazio a un seguito.Insomma, nulla di nuovo e quel che è peggio è che l’unica cosa davvero interessante sia un po’ troppo relegata a mera curiosità…
Fortunatamente però non siamo di fronte a un altro lavoro indifendibile: Fracture ha delle qualità, a partire dall’ottimo comparto visivo fino al nostro arsenale. Sebbene composto anche dalle solite armi (fucile a pompa, cecchino, lanciarazzi) presenta un sacco di aggeggi divertenti da usare, come il cannone gelo (indovinate l’effetto…) e soprattutto il lancia-torpedini, simpatico perchè i suoi colpi viaggiano sotto terra e detonano quando trovano un ostacolo o alla pressione dell’apposito tasto. Premio arma più brutta degli ultimi anni va invece al fucile Rhino, che crea un enorme palla di detriti da usare per calpestare gli ignari avversari: brutta da vedere solo la metà si quanto non lo sia da utilizzare!
La trama è piuttosto interessante e vede uno scontro frontale tra stati Occidentali e Orientali degli USA, causati dalla volontà degli uni di avvalersi solo della tecnologia e degli altri di apportare modifiche genetiche all’uomo per renderlo l’arma definitiva: spesso narrata con un “effetto telegiornale” realistico e azzeccato, ha il solo difetto di metterci nei panni del soldato più stereotipato da tanto tempo a questa parte, sempre pronto a correre di qua e di là senza dubbi nè esitazioni (sembra il figlio illegittimo di Master Chief e Marcus Phoenix).
Poteva poi mancare il multiplayer? Quelle poche volte in cui sono riuscito a trovare giocatori, mi sono trovato davanti a un delirio di esplosioni e deformazioni continue: non certo un’esperienza da progamer, ma una possibilità di divertimento lasciata ai giocatori più intraprendenti e curiosi. Le modalità di gioco sono quelle, in fondo tutti i giochi le ripetono da 10 anni a questa parte: king of the hill, deathmatch e capture the flag sono sempre divertenti, ma se si pretende di fare un titolo originale si deve lavorare di più anche su questo fronte (anche se la modalità excavation non è male…).
Scopiazzare non è peccato, ma perchè farlo anche quando si ha avuto una grande idea di base?
Nel video, la presentazione di armi e avversari di Fracture.
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Era ora, non se ne poteva più di aspettare. L’ultima ruota del carro verrà “riparata”.
Sto parlando della nostra Italietta, bistrattata spesso e volentieri dalle innovazioni tecnologiche e costretta a recuperare terreno in salita. In questo caso la grande M ci da una mano e finalmente, il 19 Novembre, con l’uscita mondiale della nuova dashboard, la “New Xbox Experience“, l’Italia beneficerà del Marketplace Video. Immagino che voi tutti sappiate di cosa parlo: il servizio per “affittare”, scaricandoli, film e serie tv in alta o bassa definizione; per l’esattezza la più grande piattaforma di vendita di contenuti HD al mondo (ma questo l’avevamo già detto in sede di E3).
Mentre Sony e Nintendo hanno dimostrato di credere sull’online, ma con riserva (almeno per ora). Microsoft è l’attore più interessato alla teatralità dietro allo scambio di dati tramite le ADSL di tutto il mondo. E’ l’unico produttore di console che si fa pagare per giocare online (va però detto che si trovano sempre giocatori e in maniera molto veloce, cosa che non sempre accade su PSNetwork o con la connessione tramite Wii) ma è anche l’unico che ha un servizio straordinariamente completo, dove si possono scaricare intere demo, qualunque tipo di filmato di gioco o trailer e addirittura film.
Personalmente stavo attendendo da molto tempo questa notizia: non vedo l’ora di provare la nuova dashboard ma il tutto si sarebbe ridotto in un restyling grafico e all’aggiunta dell’avatar (un simili Mii), oltre che alla chat da 8 persone. Con il MarketPlace Video è tutto diverso. Parliamoci chiaro, l’hd non è ancora lo standard di definizione del presente. Andando in un qualunque videoteca i blu ray da affitto scarseggiano e gli hd dvd sono morti. Sky si fa pagare a palate il suo televisivo standard, per l’HD bisogna addirittura pagare qualcosa in più. E allora quale è la soluzione, legale, per sfruttare al meglio il mio televisorone? Affittare film tramite Xbox Live suona bene. Download rapido, console già attaccata al televisore e, si spera, contenuti di qualità. Chiaramente infatti un tale servizio avrà la chiave del successo non certo nelle funzionalità, bensì nella rosa di film da poter scaricare: non chiedo certo la pellicola indipendente polacca che ha rivoluzionato il surrealismo cinematografico, però spero in un po’ di elasticità e di non vedere i soliti quattro film di cassetta scontati.
Detto questo l’appuntamento è per il 19 Novembre. Nel frattempo mi sarà passata la voglia di vedere qualunque film perchè starò giocando a Fallout 3 e sarò semplicemente estasiato.
Ma questa è un’altra storia 
Oggi vi faccio un regalo, giustamente abbiamo festeggiato il compleanno di Inside The Game e qualcuno dovrebbe ricevere un regalo, o no?
Tradizione vorrebbe che dovevate essere VOI a farlo a ME, ma siccome noi siamo contro le tradizioni e contro il vecchio che avanza, allora facciamo il contrario.
Il video qui sopra è parte del vostro regalo. E’ già di per se un bel presente ma non sarebbe abbastanza senza il testo della canzone. E’ stata dura trovare le lyrics, esistevano su un unico sito in tutta internet (c’ho messo un’ora a trovarle, per poi scoprire che erano ben stampate sulle informazioni del video di youtube
), ma per voi questo ed altro, visto che meritano un casino. I meno anglofoni ora, non dovranno fare i salti mortali per capire cosa dice questo “Halo 3 Uber Rap” che ovviamente parla del capolavoro Bungie ma non solo. Anzi una lettura e un ascolto sono consigliati soprattutto ai netgamers perchè il testo prende in giro proprio quel tipo di pubblico, bonariamente si intende. Tra l’altro i frag nel video sono allucinanti!!!
Io mi sto ancora sbellicando dalle risate!!! Se riderete anche voi, postatelo su qualche forum di amanti di 360, sono convinto che vi faranno i complimenti!
Il pezzo si chiama, Oh No Where do we go? Tutto ad opera di Mason Storm per WarpedCorp. Qui sotto il testo, come detto.
Enjoy!
Oh No Where do we go you just got your motherfuckin ass kicked at Halo
Oh No Where do we go you just got your motherfuckin ass kicked at Halo
First you log in - message all your friends - Choose Lone Wolf and let the game begin
You need a warm - up because you’re rusty - And you dont want to play me like that man trust me
But if you insist then - Ill oblige - Throw down the flare and block out your eyes
You grab the Brute Shot - cause you’re a dope - Then you rush me and get no scoped
Oh No Where do we go you just got your motherfuckin ass kicked at Halo
Oh No Where do we go you just got your motherfuckin ass kicked at Halo
I aint no joke - Ive told you this - You try to snipe me but always miss
You grab the turret and go to town - Then I get pissed off and- you get beat down
You just cant touch this - Im way too fast - Im in first place and you’re in dead last
You make excuses saying that you lagged - So guess what you get teabagged
Oh No Where do we go you just got your motherfuckin ass kicked at Halo
Oh No Where do we go you just got your motherfuckin ass kicked at Halo
In Team Slayer - Im MVP - 12 beat downs and a shotty spree
You finally killed me - in a close shave - But I killed you too straight from the grave
Now your team rushes - and I bust your grill - Toss some nades out and get an ultra kill
Hop in the Ghost and see the bodies tattered - Then I hit the jets and bitch you get splattered
Oh No Where do we go you just got your motherfuckin ass kicked at Halo
Oh No Where do we go you just got your motherfuckin ass kicked at Halo
Travel with a Team mate and man you’re in trouble - Ill bust out the rockets and get another double
Veto this shit! You beg and you plead - 3 more achievements its all that I need!
I cant help you son you aint got the skills - You’re just a liutenent and cant get no kills
Sorry little boy go drink your juice - Or Ill run you down on a Mongoose
Oh No Where do we go you just got your motherfuckin ass kicked at Halo
Oh No Where do we go you just got your motherfuckin ass kicked at Halo
Go get the sword - Ill let you too - Try to cut me down and Ill get the bull true
Pick up the Mauler and hide behind the shield - Find another Mauler HA HA its duel wield
Then Ill grab the Laser my favorite little toy - Find your team leader and get the Killjoy
I grab the Hammer and wait behind the tree - Assassinating bitches that try to smoke me
Oh No Where do we go you just got your motherfuckin ass kicked at Halo
Oh No Where do we go you just got your motherfuckin ass kicked at Halo
Break Time
God Damn Ninja Oddball; Fuck man Veto this. I dont want to play this. No hes like 13 years old or something. Hes killing everybody. I fucking hate little kids. Wish I could just bitch slap his mom fucking slut.
Oh No Where do we go you just got your motherfuckin ass kicked at Halo
Oh No Where do we go you just got your motherfuckin ass kicked at Halo
Slayer The Pit yep I rock them all - Pistol whip your head and watch your ass fall
You got the Rockets and I got the flag - And Ill beat you down because you’re a fag
Jump in the Warthog honking the horn - My gunner jumps in back and now your anus is torn
You’re trying to run kid dont be afraid - What the hell I just got betrayed
Oh No Where do we go you just got your motherfuckin ass kicked at Halo
Oh No Where do we go you just got your motherfuckin ass kicked at Halo
Man I told you you didnt want to play me dude. Naw you gotta get some skills first you gotta learn how to play this game. Well thats what Im saying you know maybe this isnt your game, maybe you should go play some Fusion Frenzy or something Ha ha ha! Later Bitch!
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http://youtube.com/watch?v=XbONVqZUbYw
…i morti cammineranno sulla terra!
Questa la frase sulla locandina di uno dei miei film preferiti di sempre, Zombi di George A. Romero (nel video il trailer originale): peccato che il buon regista non potesse sapere all’epoca che oggi i morti barcollano ancor più di prima sulle texture di giochi di varia natura.
Proprio in questi giorni assistiamo a una notevole proliferazione di carcasse ambulanti, soprattutto grazie a due titoli coi quali non avrebbero molto a che spartire: GTA IV e World of Warcraft.
Per quanto riguarda GTA, con un’abile mossa i mitici sviluppatori Rockstar hanno dapprima diffuso dal sito del gioco uno screenshot con cui la polizia e la Eugenics Inc. davano la notizia che a Liberty City si stava diffondendo un non ben precisato contagio, rendendo obbligatoria la scelta di mettere l’area di Bohan in quarantena. Poco dopo, ecco la sorpresa: zombie che vagano per la città nelle sessioni multiplayer e, una volta uccisi, trasformano il nostro avatar in una controparte putrefatta, con tanto di skin sbloccata da attivare quando più ci piace (la vera novità è rappresentata dall’invasione, dato che già prima si poteva sbloccare la skin uccidendo online un programmatore Rockstar).
Sul fronte Blizzard invece, al posto di dar vita al solito evento a tema per Halloween e per fomentare ancora di più le masse che attendono il Lich King, sono state recapitate casse “a sorpresa” nella città portuale di Booty Bay: il contenuto? Una bella e contagiosa epidemia che trasforma NPC e personaggi in ghoul, da cui l’unica possibiltà di scampo è il farsi curare in fretta dai guaritori messi qua e là per l’occasione. Tra l’altro in questo secondo caso c’è un utilità ben maggiore, dato che le immonde creature hanno poteri e abilità proprie, da aggiungere a quelle del personaggio per rappresentare la sua nuova natura.
Devo confessare che accolgo sempre questo tipo di notizie con favore, anche perchè in questi casi specifici, marketing a parte, una certa utilità c’è: per GTA è rappresentata dalla necessità di ravvivare un po’ la community riportandola sulle viziose strade di Liberty City, mentre nel caso di WoW siamo di fronte a una sorte di dimostrazione di quello che accadrà su Azeroth dall’uscita di Wrath of the Lich King, in cui le trasformazioni saranno una delle feature più attese e finora meno approfondite sui forum del gioco.
Insomma torniamo all’ormai classico discorso fatto a suo tempo per Bungie col suo Halo 3 o per Age of Conan: per distinguersi dalla miriade di videogiochi in continua uscita non basta più creare un prodotto valido, ma bisogna accertarsi di dare a questo continua linfa vitale, soprattutto se si cerca il successo nell’affollato universo del multiplayer.
E poi ammettiamolo: gli zombi sono belli! In moltissime città del mondo si celebrano con lunghe passeggiate in costume le giornate dell’orgoglio zombi! Non ci credete? Guardate qui!
Un anno fa nasceva Inside The Game.
Incredibile.
Non riesco a trovare le parole per esprimere come mi sento ad un anno di distanza dall’inizio di questa avventura. Sono sempre stato abbastanza bravo ad emozionare con la mia penna o con i miei video; in questo caso invece non ci riesco perchè l’esperienza di questo blog mi ha letteralmente travolto.
Non pensavo che internet fosse così potente. Non pensavo di poter sentire la vicinanza delle persone in maniera così forte e stretta. Non credevo che un blog potesse funzionare. Forse un anno fa, non sapevo neanche quantificare quanta potenza potesse avere uno spazio di pubblicazione autogestito. Mentre ora sono convinto che un giorno, se continuo a credere in me stesso e nell’aggiornamento di questo sito, si rivelerà la mia pensione.
Pensate voi, dalla non conoscenza del fenomeno alla totale abnegazione per esso. Ho passato notti a refreshare la pagina dei commenti a qualche post. Faccio un giro sulle statistiche svariate volte al giorno. Ho cercato di scrivere, scrivere e ancora scrivere anche contro tutto e contro tutti. Ho scritto sul blog al posto di lavorare. Ho scritto sul blog al posto di videogiocare. Ho scritto sul blog al posto di stare con la mia ragazza. Ho scritto sul blog al posto di stare con i miei amici.
Credo che quest’anno in un modo o nell’altro mi abbia fatto capire una cosa. Inside The Game per me è veramente importante e solo quando comunico tramite queste pagine mi sento davvero vicino alla “libertà”. Un giorno posso raccontare una storia, un altro scrivere una news, un altro in cui non ho voglia di scrivere posto un bel video e così via. Mai avrei immaginato trovare in un qualcosa di totalmente gratuito la passione dei vecchi tempi, quella che ti porta via.
E invece Inside The Game è una casa, un figlio, uno “zoo” e allo stesso tempo un esperimento che spero mi porti ancora più in alto. In un anno sul vecchio blog (ve lo ricordate? quello nero quasi illegibile?
) abbiamo avuto 49,980 visite, non mi sembrano poche. Sul nuovo sono 43,033 il sorpasso è vicino!
Questo ci porta ad un totale di 93,013 visite, distribuite in 249 articoli, e alimentate da 2,628 commenti. Qualcosa rappresenta un risultato molto al di là delle mie più rosee aspettative ma che allo stesso tempo rappresenterà un obiettivo minimo da raggiungere nei prossimi 365 giorni.
So che è retorico e so che è un po’ melodrammatico ma non posso non cogliere nuovamente l’occasione per ringraziare dal profondo del mio cuore tutti voi lettori, nessuno escluso. In un modo o nell’altro siete voi la mia forza, la mia “skill”. Siete voi Inside The Game: “La foresta potrebbe non esistere senza nessuno che la guardasse”; allo stesso modo questo blog sarebbe morto prima di nascere, senza una nutrita schiera di “fan” ed è a voi che va il mio ringraziamento migliore, a voi tutti.
Nella fattispecie però non posso dimenticare di menzionare in particolar modo alcune persone. Mi permetto di fare ciò perchè è il compleanno del blog e mi scuso anticipatamente con tutti coloro che leggono questo spazio in cerca di notizie videoludiche e che non ne troveranno in questo post.
Volevo ringraziare innanzitutto Saverio Cannito, un mio collega. Fu lui a dirmi per la prima volta “Ma se ti piacciono così tanto i videogiochi… perchè non apri un blog?”. Probabilmente senza la sua spinta a questo punto non sarei qui a scrivervi il 250esimo articolo. Passo poi ai miei “beta tester”; vi ricordate che io annunciai l’apertura del mio blog molto dopo l’aver effettivamente cominciato a scriverci? In quel periodo non dissi a nessuno di questo spazio, neanche ai miei amici più stretti. Solo dopo qualche post chiesi il parere di persone che consideravo fidate, sempre in assoluta “segretezza”. Chicco79 è una di queste e l’altra è Menion che credo sia uno dei pochi ad essersi letto tutti post precedenti all’apertura ufficiale del blog. Poi, ovviamente, viene Fucktotum, il mio correttore di bozze, il mio collaboratore più stretto e fidato, il mio migliore amico. Il grazie più grande se lo becca in pieno e il lavoro che sta svolgendo per Inside The Game, a titolo ovviamente gratuito, sarà sempre una dimostrazione palpabile della stima che ci lega. Poi ci sono i soliti noti, quei lettori che a parte periodi di rottura del pc non hanno mai abbandonato questo spazio e non mi fanno mai mancare i loro commenti e il loro appoggio: Maverick, Secc0r, Raz3r, Killy77, Frantz, Tiamat e Templar. Poi tocca agli insospettabili, che per certi versi fanno ancora più piacere: sono quei lettori che non commentano mai ma che guardano, come angeli custodi, tutto ciò che succede su Inside The Game. Mage è un esempio di questa categoria (ho anche trovato un post dove consigliava questo blog ad altri, ma raramente c’è un commento), così come Pavel, T4lp4, Cloud, Daemon e Ashun e tanti altri amici. Ovviamente non posso dimenticare Rev, Sk0d3, Peg e Nobsyde, come potrei: sono o sono stati collaboratori del blog e quindi anche a loro va un abbraccio particolare, però il primo e l’ultimo non sono assidui lettori e quindi meritano anche una sculacciatina. Quasi dimenticavo Fabio Sussetto, che non legge non commenta e chissà che sta sito sta sviluppando in questo momento; la sua firma però è in calce a questa pagina ed è grazie a lui che questo sito è così “fico”!
Il grazie finale, quello strappalacrime, in verità non è commovente e soprattutto non è riferito ad una persona ma ad un mezzo: internet, l’invenzione più importante dell’umanità nell’ultimo centennio. Senza la grande rete, senza il world wide web, questa avventura starebbe ancora caricando nel vano della console ed io non sarei un blogger ma al limite un frogger, impegnato a schivare gli ostacoli della mia vita con meno serenità e meno carica di quella che questo blog mi conferisce ogni giorno.
Scusate. Meno carica di quella che voi mi conferite ogni giorno.
Ancora grazie a tutti.
Thinking…
Simone “AKirA” Trimarchi

E’ uscita nelle edicole di tutta Italia Game Pro numero 16 (mmm, non tutte, visto che molti si lamentano dell’irreperibilità), la rivista di cui sono “columnist” e in cui scrivo mensilmente (informazione di servizio per tutti coloro che comprassero la rivista per le mie righe, nel prossimo numero, il diciassettesimo, il mio articolo non ci sarà).
Ovviamente non sono certo qui a scrivere per fare pubblicità a questa rivista (c’è addirittura la copertina nella sidebar per quello) ma semplicemente perchè c’è qualcosa che mi ha molto colpito: una lettera del Moige che Metalmark (trovate la sua “Mark Caverna” nel blogroll qui a destra), editor della rivista, pubblica in Borderline, l’angolo della posta.
Cosa è il Moige? Wikipedia salvaci tu. L’acronimo sta per Movimento Italiano Genitori. Quindi, avrete già capito di che tipo di movimento si tratta e di quali argomenti si interessi. Si parla di videogiochi da cui i minori andrebbero protetti e di un medium ritenuto “pericoloso” o almeno a cui prestare la massima attenzione. Questo movimento, nell’occasione della conferenza stampa per la presentazione della campagna “Mony e Joy“, ha presentato un rapporto abbastanza allarmante, almeno grazie a come è stato comunicato, sulla situazione italiana. Al prestigioso tavolo dei “relatori” c’era un brillante psicoterapeuta dell’età evolutiva, Federico Bianchi di Castelbianco, la cui ipotesi era la seguente “I videogiochi non sono divertenti”. Ogni ipotesi, per diventare tesi, ha bisogno di una dimostrazione (sono laureato in Ingegneria, fatemi sfoggiare queste piccole perle di saggezza matematica); ecco quella dell’esperto di cui sopra: “Entrate in una salagiochi e vedrete che nessuno ride“.
Fortunatamente, alle normali sedie degli spettatori, c’era anche qualcuno che io mi permetto di definire senza paura “esperto” in materia di videogiochi, cioè Metalmark, rappresentante dell’unica rivista di settore intervenuta all’evento. Cosa è successo dopo potete trovarlo sul resoconto stilato da Marco sul suo blog; riassumo per i più pigri: le circostanziate critiche al castelbianchi pensiero non sono state nemmeno prese in considerazione e parole come “ignorante” sono volate dal prestigioso tavolo alle normali sedie.
Ovviamente anche su GamePro, in seguito, si è parlato dell’evento del Moige, tra l’altro con parole che non mi sembravano poi così sprezzanti oppure inadeguate. A quell’articolo ha fatto eco la lettera di cui sopra, pubblicata nell’edizione di questo mese, che sostanzialmente accusa la mia rivista preferita di avvicinarsi con molti pregiudizi alle tematiche del Moige. Ovviamente alla lettere segue una risposta del “padrone di casa” abbastanza dura, ma che comunque mi sento di condividere.
Ho raccontato cosa è successo per informare chi non avesse idea di tutta questa polemica di ciò che succede nell’edulcorato mondo della stampa specializzata (entrateci anche voi!!!), ma soprattutto per tirare una conclusione.
E’ importante e doveroso sottolineare che, in un modo o nell’altro, questa lettera del Moige, scritta addirittura a mò di comunicato stampa (che però termina con l’antipatica frase “con richiesta di pubblicazione“), è un apertura al dialogo verso un mondo sconosciuto e pieno di insidie, quello dei videogiochi e dei videogiocatori. Sconosciuto per chi non lo vuole conoscere e pieno di insidie per chi non ha neanche un amico che con un po’ di pazienza si metta a spiegare cosa c’è di bello nell’essere parte del Popolo del Joystick. Ed è questo il punto.
Sono sempre stato calmo, simpatico e tranquillo, non ho mai aperto una polemica o un flame. Cerco sempre di placare gli animi e mi piace il quieto vivere. Adoro chi non litiga, odio chi attacca e infama. Ma questa volta non mi va di trattenermi.
Io non voglio parlare, rispondere o spiegare NULLA sul videogioco a persone che non vogliono ascoltare. E mi dispiace dirlo, ma il Moige non vuole ascoltarmi, perchè parte da un presupposto profondamente sbagliato. Il voler tutelare i minori dai videogiochi.
Già questo ha un sapore di profonda ghettizzazione del mezzo, solo il voler provare a percorrere questa strada mette la parola “paura” tra i videogiochi e i loro utenti. Se qualcuno deve essere tutelato da qualcosa, quel qualcosa deve essere dannoso, o no? Avete mai sentito di campagne per tutelare i minori dal Cinema? Non mi pare. Al limite dal cinema Horror… già avrebbe più senso.
Inoltre i minori dovrebbero essere tutelati innanzitutto dai propri genitori, spesso irresponsabili e snaturati, visto che usano “la plaistescion” come una babysitter, lasciando i loro pargoli per ore da soli a giocare. Eppure il Moige è il movimento italiano genitori… non il movimento italiano contro i genitori.
In seconda battuta, se parliamo veramente del bene dei figli degli uomini, allora dovremmo veramente metterci in testa che i minori andrebbero “tutelati” praticamente da tutto, se si ha a cuore realmente la loro incolumita psicofisica. Ad esempio dalla pubblicità, che fa danni enormi ed ha un effetto pauroso su chi non riesce a distinguerla dal cartone animato che stava appena vedendo. Ma ci sono mille altri esempi (l’inquinamento, il traffico, i cibi ecc)
Insomma, un bambino non cresce bene o male a seconda se non ha videogiocato oppure si. Un bambino cresce bene o male a seconda dell’educazione che riceve, dalle esperienze che condivide con il mondo, da quanto i compagni di scuola lo prendono in giro. A seconda di chi eravamo, i videogiochi hanno avuto effetti diversi su di noi, di cui non si può fare della famosa erba un fascio. Io personalmente senza videogiochi sarei meno stimato e sconosciuto: non capisco perchè a 6 anni un organo extra familiare avrebbe dovuto “tutelarmi” da qualcosa che mio padre aveva fatto entrare in casa di sua spontanea volontà.
Concludendo, signori, di che cosa stiamo parlando? Viviamo in un pianeta che accetta e legalizza ogni sorta di barbarie, purchè abbia un fine, spesso economico. Le guerre, le sevizie sugli animali, i genocidi. Eppure il vero pericolo sono i videogiochi? Un mezzo già passato scrupolosamente sotto una lente di ingrandimento chiamata Pegi che ne impedisce ogni passetto in qualunque direzione, imprigionandoli (a ragione, direi) in un “rating” di età che chiarisce ogni dubbio.
Forse bisognerebbe impegnarsi un po’ di più a costruire un futuro più roseo per gli uomini del domani. Avendo a cuore il risparmio energetico, le energie rinnovabili e una politica di integrazione e trasmettendo questi concetti ai propri pargoli. Forse bisognerebbe puntare a formare una classe di genitori responsabili che non prendano a schiaffoni i propri figli ma che anzi risolvano i conflitti in altri modi. Forse sarebbe utile insegnare il rispetto verso la vita e la tolleranza, magari con una bella campagna ad evitare che i minori entrino negli stadi, dove invece questi due argomenti vengono stravolti e le bocche si trasformano in fogne. Forse, e dico forse, ci sono problemi un po’ più grandi a cui gradirei che il Movimento Italiano Genitori pensasse, mentre sul sito ufficiale www.genitori.it non trovo grande utilità nelle campagne elencate. E infatti l’unico risultato “famoso” che il Moige è riuscito ad ottenere è il ritiro della pubblicità di Rocco Siffredi delle patatine; “achievement” che dice molto sulla derivazione cattolico perbenista del movimento e sui “perchè” della scelta dei videogiochi come strega da cacciare.
“Non c’è più sordo di colui che non vuol sentire” ma soprattutto “Chi ha orecchie per intendere…”
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A quanto pare, entro la fine dell’anno, sentiremo ancora parlare di Half-Life. Così dichiara Doug Lombardi, responsabile della divisione marketing di Valve. Episode 3 sta richiedendo un grande impegno ai programmatori, che hanno come scopo primario quello di creare un prodotto che si riveli “il migliore”, rispetto ai precedenti episodi. Valve promette, infatti, che ci [...]

Un mese: 30 giorni che, in presenza di impegni fastidiosi come esami o scadenze, scorrono in un lampo mettendoci di fronte alle nostre responsabilità; quando ci riservano super gioconi non si muove di un minuto più veloce, lasciandoci basiti a fissare il calendario.
I 30 giorni che da oggi ci porteranno al 17 Novembre saranno probabilmente l’ultimo florido periodo di uscite per quest’anno: arriveremo in un lampo al Natale sommersi sotto super giochi attesi da tanto, troppo tempo. Ho selezionato 12 titoli che non si possono ignorare e che finiranno con molta probabilità nella nostra super classifica di fine anno: vediamo quali e prepariamoci a suonare, creare nuovi mondi e a sparare a tutto ciò che troveremo dall’altro capo del fucile.
Little Big Planet (PS3): il 22 Ottobre faremo finalmente conoscenza del nuovo piccole eroe di Media Molecule, Sackboy, ma soprattutto con le dinamiche di costruzione dei livelli del suo mondo: platform si, ma con un editor spaventoso che metterà a dura prova la creatività di ogni giocatore.
Far Cry 2 (PC/PS3/XBOX360): livelli vastissimi, tante munizioni da sprecare e una grafica sensazionale: a mio parere sarà schiacciato dalle altre produzioni, ma un suo spazio questo fps se lo ricaverà di certo tra i fan del genere: dal 24 Ottobre nei negozi.
Fable 2 (XBOX360): action/rpg di Lionhead che promette tantissimo: un mondo vasto e pieno di possibilità, un sistema di controllo intuitivo e di facile utilizzo, la possibilità di fare quest con un amico online. Se mantenesse fede anche solo a metà delle promesse di Moulyneux sapete dove trovarmi il 24 Ottobre: ad Albion!
Dead Space (PS3/PC/XBOX360): vedremo quanti siti, blog e riviste useranno come titolo “nello spazio nessuno può sentirti urlare“… Spaventoso, bellissimo graficamente e violento il giusto (cioè tanto!): sopravvivere a bordo della USG Ishimura sarà un’esperienza definitiva. Terzo gioco a uscire il 24 Ottobre: come diavolo faremo?
Fallout 3 (PS3/PC/XBOX360): è dall’uscita del secondo episodio che lo attendo. Perchè? Perchè i primi due erano semplicemente i migliori Rpg occidetali mai visti. Questo aggiunge i muscoli della next gen alle meccaniche classiche della serie: se l’ambientazione post atomica sarà sporca e pericolosa come sempre, Oblivion sarà finalmente superato. Giorno da segnare sul calendario? 31 Ottobre.
Guitar Hero World Tour (PS2/PS3/WII/XBOX360): approdiamo a Novembre, al 7 per l’esattezza, e il rock tornerà a infiammare i nostri salotti. Microfono, batteria,editor per i brani e una tracklist eterogenea per una delle mode recenti che ha avuto più impatto sui non giocatori: successo annunciato.
Gears of War 2 (XBOX360): Marcus, Dom e gli altri gears tornano, motosega in pugno, per mettere fine alla guerra contro le locuste. Azione continua e sparatorie portate all’eccesso, battaglie di massa e tutto il fascino nel sentirsi duri, sporchi, cattivi e dalla parte giusta della barricata: dall’11 novembre nei negozi per inondare di piombo le schiere nemiche.
Mirror’s Edge (PS3/PC/XBOX360): un altro action, ma stavolta si spara assai meno e si corre molto di più simulando la “disciplina” del parkour in un mondo in cui le comunicazioni sono tutte sotto controllo del governo: colori accesi e altezze incredibili da cui lanciarsi fanno da contorno a un titolo che potrebbe rappresentare una bella sorpresa e che certamente il 13 Novembre andrà provato.
Wrath of the Lich King (PC/MAC): chi è interessato al più importante MMORPG vive nell’attesa del 13 Novembre, quando finalmente potrà sbarcare sul continente di Northrend e provare il Death knight, la nuova classe di questa espansione per World of Warcraft: qualche dubbio su quale sarà il MMORPG dell’anno?
Call of Duty: World at War (DS/WII/PC/PS2/PS3/XBOX360): dopo la parentesi “contemporanea” del 4, si torna alla Seconda Guerra Mondiale, stavolta però sul fronte del Pacifico: multiplayer solido come il granito e story mode sfizioso quanto basta condizioneranno di certo il 14 Novembre di molti videogiocatori. Piccola provocazione: attenti che non lo sviluppa Infinity Ward…
Wii Music (WII): suonatori di piffero e zampogna siete avvisati: il 14 Novembre esce il gioco musicale di Nintendo, col suo mare di strumenti e la sua playlist fatta di grandi classici della musica classica o delle colonne sonore made in Kyoto. Semplice e per tutti, varrà la pena di cercarsi un amico casual gamer per scroccargli qualche partita.
Left 4 Dead (XBOX360/PS3/PC): arriviamo alla fine del nostro iper mese, quindi al 17 Novembre, per massacrare un po’ dei nostri bersagli preferiti, i poveri zombi. Occhio però, perchè ci verrà data la chance di vendicare anni anni di cervelli spappolati interpretando anche un bel cadavere ambulante: sopravvivenza non vuol dire solo sparare, ma anche…mangiare!
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La versione di PS3 di Bioshock, in uscita il 17 di questo mese (cioè domani), contiene questo filmato. Un teaser trailer di Bioshock 2: Sea of Dreams!
C’è bisogno di aggiungere altro?
http://youtube.com/watch?v=IctfU47RYG0
Brutto periodo per i fanboy Sony, almeno a una prima occhiata.
Già all’E3 aveva mostrato una line up deludente, che si reggeva sul solo Little Big Planet (imminente…evviva!) e sui vari multipiattaforma (Fallout3 e Resident Evil 5 in primis), e in quell’occasione aveva dovuto subire gli annunci targati Microsoft sulle esclusive strappate a suon di dollaroni.
Purtroppo l’emorragia è continuata senza soste: da ieri sappiamo che anche Tekken 6 sarà spartito con gli acerrimi rivali americani.
Ma non è tutto perduto, amici “sonari”: soprattutto se, come noi, amate anche i giochi meno chiassosi e pompati.
In apertura quindi, spazio ai seguiti di due esclusive PSP che sembrano poter superare i genitori e diventare imperdibili: Locoroco 2 e Patapon 2 portano avanti i concetti già visti e si mostrano più belli e complessi di quanto osassimo sperare.
Poi c’è il gioco che più d’ogni altro ha trascinato in alto le vendite del portatile Sony: Monster Hunter Portable 2nd G sbarcherà infatti in Occidente, dove senza dubbio continuerà a fare proseliti perchè dotato di un gameplay intrigante e soprattutto additivo, dimostrando come Capcom sia la software house che più d’ogni altra sforna franchise di straordinario successo, a prescindere dal genere.
Sempre sul fronte portatile, doppia razione di Final Fantasy grazie a Final Fantasy XIII e Dissidia: Final Fantasy: quest’ultimo che mi incuriosisce non poco, essendo un picchiaduro 1 vs 1 con un cast preso a piene mani dall’intera saga (si, Cloud e Sephiroth sono già annunciati!).
Restiamo ancorati a Square Enix grazie a Kingdom Hearts: Birth by Sleep, nuovo capitolo di una serie che si è ritagliata ormai stabilmente uno suo spazio tra i GdR.
Per PS3 abbiamo il solito mare di multipiattaforma o titoli di cui abbiamo già parlato (come Resistance 2 o Killzone 2): occhio però anche a Lumines Supernova e Puzzle Quest, entrambi puzzle game profondi e complessi, come anche a Bayonetta o Demon’s Soul, perchè tra un anno potremmo pentirci di averli sottovalutati.
Qualche annuncio infine sulle nuove diavolerie da sfruttare (speriamo presto) sulle nostre console: PlayStation Home lotterà con la nuova dashboard di Microsoft sia in termini di features utili che inutili, ma farà parlare molto di sè perchè intelligente e innovativa: ormai la console war è arrivata alla guerriglia casa per casa!
Annunciata infine la tanto agognata connettività di PSP al PlayStation Store: in Giappone si parte dal 15 Ottobre (E noi? Mistero!), ma decisamente a tutta forza, perchè tutti i titoli sviluppati internamente per l’handheld saranno disponibili in digital delivery (compresi i suddetti Locoroco 2 e Patapon 2).
Attenzione dunque a Sony, perchè si sa che un leone ferito è molto più pericoloso…
Nel video, tutta l’insana pazzia della musichina di Patapon 2!