Scritto da matrixneo84 ( gamerbrain.net )

Nostro Canale Video su Youtube

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 18 Nov 2008 alle 17:42

Da alcuni giorni è disponibile il nuovo canale video di Gamerbrain su Youtube , la grafica per ora è provvisoria. E’ raggiungibile al seguente indirizzo http://it.youtube.com/user/gamerbrainnet e nel canale per ora c’è solo un video su Crysis, lo sparatutto della Crytek, la casa che ha creato Far Cry . Buona visione!

Ora gamerbrain sbarca su youtube! Videorecensioni e trailer

Ora gamerbrain sbarca su youtube! Videorecensioni e trailer

Tagliate le sequenze filmate (Crysis Warhead inside)!

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 28 Ott 2008 alle 13:51

Sinceramente potevano risparmiarsi il sottotitolo Warhead. È Crysis, si gioca come Crysis, gira più o meno come Crysis (è leggermente migliorato, ma non aspettatevi di vederlo andare fluido se il precedente vi girava a 3 fps) ed è rozzo come Crysis.

In realtà Crysis mi è piaciuto parecchio, nonostante gli si possa imputare di aver generato il più grande numero di masturbazioni by forum della storia di internet, avendo regalato agli onanisti tecnologici materiale per chiacchiere e teorizzazioni assurde che neanche lo scontro Doom 3 vs Half-Life 2 si era sognato.

Anche Warhead mi è piaciuto… essendo praticamente identico a Crysis, ma più corto e lineare nel level design.

Quello di cui voglio però parlare, è la sua profonda rozzezza narrativa. Una delle sequenze filmate teoricamente più drammatiche del gioco, ma invero ridicola oltre ogni standard, è quella della rabbia del protagonista (mr. Psycho) per la morte di un marine chiamato… marine.

Ora, immaginate la scena (se non ci avete giocato): si è fatta un sacco di strada per stare dietro a un treno che trasporta un coso alieno di una certa importanza, ora fermo su un ponte, e nel mentre arriva un elicottero con sopra il cattivone di turno che tiene in ostaggio il marine marine. Il nostro eroe la butta lì e la spara grossa accusando il malvagio coreano di violare nientemeno che la Convenzione di Ginevra (per la seconda volta, oltretutto, visto che la Convenzione in questione era già stata citata in una brutta sequenza filmata precedente). Già questo basterebbe per far assumere alla sequenza un tono surreale.

Ma continuiamo.

Il nostro Psycho, omino sempre incarognito, dopo la lezione di diritto internazionale, si trova a dover salvare il marine marine, lanciato di sotto dal coreano cattivo. Nel farlo perde il telecomando dell’esplosivo che ha piazzato sotto il convoglio e finisce appeso al ponte insieme al marine marine. Per farla breve il coreano cattivo si ruba il coso alieno, Psycho riesce a recuperare il telecomando, nel frattempo insidiato da un soldato coreano, al prezzo di lasciare andare marine marine (te la caverai, gli urla). Il nostro burbero eroe riesce a far scoppiare il ponte, ma non c’è niente da fare.

Si ritrova quindi nel fiume sottostante dove cerca di far rinvenire marine marine praticandogli un massaggio cardiaco e la respirazione bocca a bocca, in una scena estremamente gay visti gli energumeni protagonisti (oltretutto la tutina nanotecnologica che indossa fa molto Village People, ammettiamolo).

Purtroppo marine marine muore. A quel punto Psycho si accorge che il coreano che voleva rubargli il telecomando è ancora vivo. Preso da una rabbia incontrollata per la morte di marine marine si dirige verso il malcapitato, grugnendo più del solito. Il coreano, preso dalla disperazione, recupera una pistola e inizia a sparargli. Il nostro avanza indifferente ai proiettili, anche se ha il volto scoperto. Il coreano non riesce a prendere bene la mira, neanche quando Psycho gli è a 10cm di distanza e lo colpisce sempre al petto (in uno Star Wars avrebbe avuto un futuro radioso).

Psycho si avventa quindi sul coreano, lo afferra e lo affoga. Bene, marine marine è vendicato e lui può di nuovo partire al recupero del coso alieno.

Ora qualcuno mi deve spiegare da qualche lobo cerebrale è uscita questa roba. Perché il giocatore dovrebbe provare empatia per marine marine, ovvero per un personaggio senza nome anonimo come le centinaia di vittime causate per tutto il gioco? Perché Psycho ha questa reazione esagerata? Era suo fratello? Erano amici d’infanzia? Avevano condiviso la stessa donna? Si amavano?

Oppure… ma la Convenzione di Ginevra! Ecco, è la sua violazione ad averlo fatto infuriare! Non ci sono altre spiegazioni, anche perché vorrei capire dove si trovano le motivazioni recondite del personaggio che ne dovrebbero giustificare tale rabbia incontrollabile. Qualcuno ha spiegato agli sceneggiatori che in una storia non si può buttare lì un tizio assolutamente anonimo (almeno dategli un nome), costruirgli introno un dramma e pretendere che sia credibile? Qualcuno gli ha spiegato che sequenze del genere, per funzionare, devono nascere dalla caratterizzazione maggiore dei personaggi e da una descrizione più ampia dei loro rapporti interpersonali (per semplificare il discorso… non è neanche così semplice, in realtà)?

Non fraintendete, non sto dicendo che Crysis Warhead è brutto, sto solo dicendo che se devono inserire sequenze narrative così rozze, inutili e francamente ridicole, è meglio che lascino solo il gioco, definiscano gli obiettivi da raggiungere e lascino che l’azione faccia il suo corso. Vedere l’adrenalinica sequenza del treno essere ricompensata in questo modo, fa venire voglia di aiutare i cattivi. Passino i momenti di razzismo puro, passi la cretineria generale dei personaggi… ma questo è troppo.

Crysis incontra Mirror’s Edge

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 16 Set 2008 alle 16:29

http://www.hwupgrade.it/immagini/crysis140907_1.jpg

Dopo Portal, anche Crysis si fonde con Mirror’s Edge grazie a un mod sviluppato con l’editor Sandbox2. Nel video, chiamato Crysis Edge, viene mostrato il risultato ottenuto, davvero sorprendente e non a caso apprezzato anche sul forum di Crymod.com.

Il creatore di questo mod? Più vicino di quanto voi pensiate visto che si tratta del nostro prode lettore (nonché moderatore) Il Druido. Se avete anche voi dei mod o quant’altro da voi creato segnalatelo ai ragazzi di gamesblog.it: potrebbe essere oggetto di una nuova rubrica di Gamesblog dedicata alle vostre creazioni )

FONTE: gamesblog.it

Scritto da 800A ( gaming.800a.ws )

Crysis Warhead: nuovo trailer e requisiti di sistema

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 18 Ago 2008 alle 16:24
Crysis Warhead è ormai vicino all’uscita mondiale fissata per il 12 Settembre. Nel frattempo Crytek, tramite EA Store, rilascia i requisiti minimi di sistema con un nuovo trailer tutto da gustare (in basso a fine post). Gli sviluppatori avevano promesso che Crysis Warhead sarebbe stato meno esigente del primo Crysis, garantendo il supporto per PC [...]
Scritto da 800A ( gaming.800a.ws )

Crysis Warhead: data di uscita, immagini e gameplay video

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 13 Ago 2008 alle 19:43
Poche settimane fa vi segnalavamo il trailer ufficiale di Crysis Warhead con le prime informazioni rilasciate da EA e Crytek. Adesso arrivano nuovi dettagli, assieme alla data di uscita ufficiale fissata per il 12 Settembre, dunque tra un mese esatto in esclusiva PC Windows. Questa “espensione indipendente” (Expansion pack) della saga Crysis assicura una grafica [...]

Radeon HD 4850: il grande ritorno alla ribalta di ATI!

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 8 Ago 2008 alle 12:26
Diciamocelo: dopo la tanto acclamata fusione tra ATI e AMD, avvenuta ormai quasi due anni fa, il mercato delle schede video è stato sempre dominato da Nvidia, che è sempre riuscita a sfornare schede competitive che stracciavano la concorrenza. D’altro canto, le schede e le cpu AMD/ATI hanno subito un taglio drastico dei prezzi, che [...]

Le promesse di Crysis Warhead

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 27 Giu 2008 alle 22:41
Crytek rilascia alcune informazioni sulla prima espansione indipendente di Crysis. Secondo questa, il gameplay sarà molto più movimentato e frenetico del primo, tant’è che la trama avrà un ritmo più sostenuto, eliminando molti dei classici momenti morti. Ma sicuramente la dichiarazione che interessa di più è quella relativa alla grafica: imparando dagli errori compiuti con [...]

Programmare bene

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 26 Giu 2008 alle 04:17

Da quando è uscito Crysis (ma anche da prima) continuo a leggere questa frase:

Crysis è programmato male perchè sul mio uber-pc scatta con tutto al massimo“.

Cosa possiamo dire di Crysis? Probabilmente che le stime di crescita della potenza dei PC sono state troppo ottimistiche.

Possiamo dire che sia stato programmato male? No. Perchè no? Perchè programmare bene non vuol dire programmare in modo che il gioco sia veloce. Quello è solo un punto, nemmeno probabilmente il più importante.

Vediamo cosa altresì è importante. Un gioco è ben programmato se segue le regole della buona programmazione che valgono per ogni software:

- Codice documentato;

- Accoppiamento tra i moduli al minimo possibile;

- Sviluppo il più possibile Data-Driven;

- Chiarezza;

- Solidità;

- Ottimizzazione.

Prima si affronta il design, poi si scrive il codice nella maniera migliore possibile in modo che rispetti le richieste e infine, se il collo di bottiglia si trova nei nostri listati, si procede con l’ottimizzazione.

Consideriamo in dettaglio tutti i punti.

CODICE COMMENTATO

Se il codice non è commentato e la documentazione non viene scritta, qualora il suo autore dovesse abbandonare l’azienda, con lui andrà perso anche il suo know-how. Questo non deve succere, perchè una qualunque modifica al software nella parte di sua competenza sarebbe estremamente complessa e di certo genererebbe grossi bug di arduo tracciamento. Il codice va dunque commentato e la documentazione redatta. Crysis soddisfa questo punto? Siccome l’engine viene venduto, possiamo desumere che venga venduto con documentazione annessa. In passato ho lavorato con Renderware e tutto era documentato, sia nel codice sia nella documentazione allegata. Non vedo perchè Crysis avrebbe dovuto toppare su questo punto, ma siccome non possiamo saperlo, lasciamolo lì dov’è.

ACCOPPIAMENTO TRA I MODULI AL MINIMO POSSIBILE

Supponiamo che la sezione dell’input ad un certo punto voglia usare un pezzo del gioco, che gestisce magari il suono delle collisioni tra due oggetti.

E’ così creato un accoppiamento tra due moduli. Ciò può portare a mille problemi: ad esempio se modifico la collisione, di colpo l’input potrebbe non funzionare più. Per tale ragione si cerca di tenere gli accoppiamenti al minimo, limitandoli a ciò che è logicamente collegato ed ai tipi base.

Un esempio estremo: se ho un dato condiviso da più moduli e uno di questi lo modifica, magari il programmatore nemmeno immagina che questo viene utilizzato da qualcos’altro, quindi questo qualcos’altro non funzionerà più. Errori del genere portano via giorni. Crysis è a posto o ha tanti accoppiamenti? Se leggiamo le feature, notiamo che non può essere che con pochi accoppiamenti: una tale struttura permette un fortissimo riutilizzo dei componenti (giacchè vivono in maniera autonoma). Già la sola integrazione perfetta con un ambiente di authoring ci fa capire che i moduli sono distinti.

SVILUPPO IL PIU’ POSSIBILE DATA-DRIVEN

Ed è qui che i fanatici dell’ottimizzazione gridano: una gestione data driven è più lenta di una gestione code-driven. Questo perchè il dato va letto, interpretato e gestito, mentre se piazzato direttamente nel codice, questo è già pronto quando il gioco si compila.

Ad esempio: di che colore vogliamo le scritte sullo schermo? Se mettiamo il colore nel codice, questo sarà nell’eseguibile, pronto ad essere assegnato quando richiesto. Se lo mettiamo in un XML, questo andrà letto e interpretato, per poi prendere il dato e metterlo nella variabile dopo, magari, una conversione di tipo.

Ma quindi, perchè si fa? In primo luogo perchè se la lettura del file si realizza in maniera oculata (ad esempio con un parser SAX invece che DOM per l’XML, oppure con un parsing in memoria per un binario), allora allungherà i tempi di startup di un tempo risibile, e inoltre in secondo luogo renderà il gioco immensamente più modificabile e tunabile per i designer ed i grafici (oltre che per l’utente). Pensiamo solo alle mesh: cosa succederebbe se il programmatore mettesse tutte le posizioni dei vertici nei sorgenti? Succederebbe che se al grafico una mesh non piace, bisognerebbe cambiare il dato a mano e ricompilare; ovviamente non ha senso: ha molto più senso che il grafico modifichi la mesh incriminata in 3dStudio Max, la riesporti e la ricarichi in gioco. Oppure pensiamo ad un designer che voglia inserire i nomi dei giocatori in un titolo calcistico, o ad un programmatore che intenda scrivere un nuovo shader.

Insomma, i benefici nei tempi di sviluppo sono talmente enormi che le perdite in fase di inizializzazione vengono del tutto riassorbiti. Se consideriamo che il concetto di gioco data-driven risultava già ben presente ai tempi del C64, possiamo facilmente notare quanto sia importante.

Crysis è provvisto di tale approccio? In maniera massiccia: abbiamo editor per gli effetti, editor per gli stati, editor per i menù, editor per il gioco, editor per l’AI, editor per l’audio, editor per tutto D Non c’è niente di hardcodato, tutto è data driven, per la massima modificabilità senza dover ricompilare alcunché. Questo ne conferma anche la modularità: il fatto che possiamo mettere vari moduli per creare degli effetti ci fa intuire che essi siano ben distinti e non connessi tra loro.

CHIAREZZA

Quando si scrive un programma, lo si deve fare pensando che saranno degli occhi umani a leggerlo. Il compilatore non ha molto interesse nella chiarezza: lui prende tutto quello che la grammatica del linguaggio accetta.

Se iniziamo a indentare il codice a caso e a dare alle variabili nomi inconsistenti (come ad esempio “deltaT” a variabili che indicano il tempo assoluto), allora andremo incontro a sessioni di debug molto faticose. Parimenti, se abusiamo del preprocessore dovremo affrontare simili avversità.

Crysis soddisfa questo requisito? Boh, spero che i lead controllino il codice, ma immagino di sì D

SOLIDITA’

Un software è solido quando, di fronte a tutti gli usi previsti dall’interfaccia d’uso, dagli input e dali output, rimane funzionante e operativo nei tempi richiesti. Se di fronte ad una sequenza di input considerata corretta, il software entra in deadlock o crasha, allora non può essere ritenuto solido.

La solidità viene valutata con test mirati a stressare il sistema, come ad esempio saturare l’input, oppure lasciare il gioco a girare per giorni e giorni.

Come si ottiene la stabilità? In primo luogo con la disciplina: tutte le variabili allocate vanno prima o poi (quando serve) disallocate. Tutte le risorse hardware vanno rilasciate quando non servono più e tutto il sistema deve pensare di avere una serie di check per valutare che queste condizioni siano rispettate. In genere un gioco stabile è un gioco programmato con attenzione, come tutti i software e comunque per qualunque opera di ingegneria. Un ponte non crolla se è stato progettato con attenzione, giusto?

Quando d’altro canto un software è instabile? Quando di fronte ad una precisa sequenza di operazioni considerate “safe” il programma inaspettatamente si blocca (nel caso in cui un software funzioni in multithreading, questa sequenza potrebbe non essere sempre riproducibile con facilità, rendendo il debug un autentico bagno di sangue).

Per evitare tali eventualità, si cerca di tenere il codice il più semplice possibile, tralasciando voli pindarici o ottimizzazioni spinte sulla macchina (tanto quelle ottimizzazioni il compilatore le sa fare meglio di noi, quindi perchè preoccuparci?).

In Crysis è così? Non possiamo saperlo. Ma il gioco è stabile? Per quanto ho visto, funziona su una pletora di configurazioni senza crashare per molte ore di fila. Un miracolo, su PC.

OTTIMIZZAZIONE

Quando si trova un collo di bottiglia, si cerca di eliminarlo ottimizzando. Già in passato abbiamo visto che l’ottimizzazione sull’assembly senza cambiare algoritmo porta a guadagni tanto risibili da non avere senso.

Sì, amighisti, sì, lo so che sul vostro Amiga girava Lionhead: anche lì non pensiate che l’ottimizzazione sia stata fondamentalmente sulla macchina, bensì è stata effettuata su algoritmi custom e appositamente sviluppati per l’uso richiesto. Sono quelle le cose che consentono di ottimizzare tanto e davvero.

Vediamo: se c’è un collo di bottiglia sul processing dei pixel shader che si fa? Si controlla in quale luogo: nei conti degli shader o nei campionamenti delle texture? Se nei campionamenti, la scelta giusta consiste nell’ottimizzare le dimensioni delle texture: texture piccole per la roba lontana o piccola. Se è nei vertex shader, stessa cosa: sono i conti o il fatto che le mesh hanno una barca di vertici? E così via, per tutti i reparti del gioco.

Per Crysis, proviamo a pensarci: dov’è il collo di bottiglia? Ovviamente sui dati: si vuole mostrare sullo schermo TROPPO. Se vi fosse stata la necessità di andare più veloci, al fine di rendere l’insieme più gestibile, allora si sarebbe proceduto ad una scrematura, adoperando mesh meno dense e così via. Non può essere altro: il solo fatto che tutta quella roba SI MUOVA e sia giocabile in tempo reale ci fa capire che è stato fatto tutto nel modo migliore.

E la faccenda dei multicore? Beh, la solita fregnaccia da redattore (anche se in questo caso è peggio: da redattore esperto di hardware). Ne parliamo prossimamente, ok?

CONCLUSIONI

In definitiva che possiamo dire? Possiamo sostenere che Crysis sia programmato male? No, perchè quello che si vede è fatto in maniera eccezionale, mentre quello che non si vede non lo possiamo sapere.

E ora via col flame!

Sui Finali

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 19 Giu 2008 alle 11:19

Leggendo questo articolo mi sono rivenuti in mente moltissimi ricordi. Brutti ricordi. Una delle esperienze più frustranti inerenti all’ambito videoludico è un finale non all’altezza delle aspettative. Ne ricordo con orrore alcuni di giochi del Commodore 64 o dell’Amiga: delle schermate nere con testi che, immancabilmente, esordivano con “Congratulations”… e a volte questa parola era l’unica ad apparire sullo schermo.

Dopo ore passate a superare schermate o livelli (ricordando al mondo che prima i videogiochi erano mediamente molto più difficili di quelli attuali) era brutto vedere con quanto fastidio veniva svolta e archiviata la pratica del finale. Tanta fatica per niente.

Non che uno pretendesse chissà cosa (i limiti surclassavano ampiamente le possibilità); andava bene un finale anche molto semplice, come quello di Target Renegade, in cui il protagonista beve al bar insieme alla ragazza che ha appena salvato, oppure come quello di Turrican, in cui esplode la torre fallica dove è ambientato l’ultimo livello, con relativa fuga dell’eroe su una navicella spaziale.

Insomma, ci si accontentava… ma non di tutto. Dopo aver faticato sette camicie per finire Ghouls’n’Ghosts su C64 era brutto trovarsi di fronte al nulla. Neanche un’immagine fissa per ripagare il povero giocatore?

Oggi le cose sono cambiate e più che di “assenza” per i finali di molti videogiochi moderni si potrebbe parlare di “bruttezza endemica”.

Chi ha studiato un po’ di letteratura sa che il finale non è indifferente al resto del romanzo e può essere utilizzato come chiave di lettura di tutta l’opera. È lo spartiacque della visione dell’autore, il momento che determina la problematicità o la consolatorietà di un testo. Se alla fine di “Madame Bovary” Emma non morisse e l’ingenuo e onesto marito non impazzisse, trarremmo conclusioni molto diverse sul senso dell’opera di Flaubert.

I finali dei videogiochi moderni sono spesso semplicemente osceni e, nonostante siano ormai sempre presenti, sono frettolosi e poco curati come quelli dei videogiochi antichi (tenendo sempre presenti le diverse proporzioni). Prendo come esempio Mask of the Betrayer, espansione per Neverwinter Nights 2, che ho giocato di recente. Il gioco in se è splendido, con tocchi di classe notevoli e una trama ben congegnata e appassionante, nonostante la povertà dei mezzi narrativi impiegati (soprattutto testo). Peccato che, dopo tanta fatica e tanti discorsi parafilosofici sulla morte, sull’amore e sul tradimento, arriva il finale in cui: [SPOILER]il protagonista torna al suo villaggio, si sposa e vive felice e contento vivendo mille altre avventure.[FINE SPOILER]

Non si poteva proprio inventare niente di meglio? Qualcosa di meno “soffice” intendo. Lo stesso discorso si potrebbe fare per i finali di molti altri giochi (mi vengono in mente Lost Odyssey, Mass Effect, Gears of War, Final Fantasy XII: Revenant Wings, Blacksite e molti altri). Ma perché non citare anche Bioshock che vede proprio nel finale frettoloso e retorico il suo più grande punto debole (fanno schifo entrambi, sia quello positivo che quello negativo)?

Menzione a parte meritano quei giochi che, per motivi vari, non hanno un finale vero e proprio. Ad esempio Half-Life 2, che lascia intendere senza mezzi termini il suo essere incompiuto per dare spazio ai vari seguiti, oppure Assassin’s Creed, che tronca la narrazione in modo brutale e traumatico rimandando anch’esso ad un probabile seguito. Lo stesso discorso è fattibile per Crysis, che spreca la sua eccellenza tecnologica per un impianto narrativo banale e dal finale scontato e incompiuto.

Il male di cui soffrono molti videogiochi tripla A è quello dell’eccessiva pianificazione del brand più che la cura del singolo prodotto, che porta a creare finali ad hoc per lasciare in sospeso il discorso.

Qualcuno parla di “finali aperti” sbagliando. Sarebbe meglio definirli “finali sospesi”, in modo da rendere meglio l’esplicita la volontà di alcune opere di creare una sospensione narrativa non interpretabile ma chiusa e conclusa dall’immancabile seguito.

Crysis Warhead: secondo capitolo di Crysis… o altro?

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 23 Mag 2008 alle 12:52
Dopo un bel pò di pausa post-laurea (mi ci voleva proprio ), ricomincio a scrivere qualche post sul blog. La domanda che mi pongo oggi è: Crysis Warhead: cos’è? Non si sa di preciso: è questo che la rete si chiede, dopo che la Crytech ha annunciato la sua uscita per il 19 settembre [...]