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Scritto da Lorenzo Mosna ( wiitalia.it )

Lego Indiana Jones: Le Avventure Originali

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 11 Ago 2008 alle 09:33
Indiana Jones arriva per la quarta volta sul grande schermo e, al contempo, si fa letteralmente a pezzi per noi in Lego Indiana Jones: Le Avventure Originali.

Scritto da Lorenzo Mosna ( wiitalia.it )

Ninja Reflex

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 8 Ago 2008 alle 09:43
Electronic Arts cavalca l’onda dei training-game con Ninja Reflex, un trainer che promette di mettere a dura prova i nostri riflessi. Ci riuscirà?

Scritto da Davide Fabbri ( wiitalia.it )

Ghost Squad

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 23 Giu 2008 alle 13:31
L'originale Ghost Squad debutta in sala giochi nel 2004 e a distanza di quattro anni arriva anche su Wii, forte di un’ inedita modalità multiplayer. Basta questo o il gioco risente degli anni che ha sulle spalle?

Guitar Hero: World Tour

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 20 Giu 2008 alle 18:00
Sulla scia delle novità introdotte da Electronic Arts con il suo nuovo Rock Band, Activision ha pensato bene di dare una rispolverata ad uno dei suoi franchise di maggiore successo.

Speed Racer

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 18 Giu 2008 alle 16:10
Quello dei Racing Game non è certo tra i generi più floridi disponibili per Nintendo Wii. Un Tie-in sarà in grado di colmare questa lacuna?

Scritto da Nicolò Testi ( wiitalia.it )

No More Heroes

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 14 Giu 2008 alle 11:26

Moe!

No more heroes è la nuova produzione Grasshopper diretta da Suda 51 che, riprendendo stile e tematiche del suo precedente lavoro Killer 7, catapulta il giocatore in quello che si può definire come un hack and slash non convenzionale.

No More Heroes per Nintendo Wii

L’intro del gioco, volutamente sbrigativa, è utilizzata per spiegare attraverso un breve filmato le motivazioni (alquanto flebili e per questo volutamente ironiche) della scesa in campo del protagonista.

Il nostro alter-ego, Travis Touchdown, è un character decisamente atipico: nonostante il suo aspetto attraente, i suoi vestiti alla moda ed il suo fare da sbruffone vive la sua vita in uno squallida stanza d’albergo di un’altrettanto squallido motel di Santa Destroy , diviso tra la passione per il wrestling e il collezionismo sfrenato di action figure tipico degli otaku (fenomeno tipicamente giapponese, gli otaku sono appassionati maniacali di anime e manga dei quali collezionano i più svarianti gadget).

Abbordato dalla bella Sylvia Christel durante una sbronza in un bar accetterà da quest’ultima, sotto la poco velata promessa di una notte di sesso, l’invito a diventare il killer numero uno del paese iscrivendosi all’associazione da lei capeggiata e scalando le posizioni occupate dai suoi associati eliminandoli inevitabilmente uno per uno.

Sebbene a primo acchito le tematiche trattate appaiano adulte non si può non notare la vena umoristica che permea tutto l’affresco creato da Suda, portandoci a scovare le numerose citazioni cinematografiche inserite all’interno della sua creazione, star wars su tutte, e a bearci delle situazioni surreali con le quali dovremo confrontarci per raggiungere il tanto agognato primo posto.

Da una premessa del genere non poteva che uscire una storia completamente fuori di testa, almeno per quanto riguarda i temi trattati e i freak che si muovono e recitano all’interno di essa, infatti gli avversari che Travis si troverà ad affrontare nella sua ascesa al rank n.1 sono quanto di più stravagante una mente umana possa concepire e abbracciano tutta una serie i stereotipi stilistici e caratteriali mantenendo inalterata la sete di sangue che, da buoni assassini, li contraddistingue.

Assodato quindi che in No more heroes il carico carismatico dei personaggi e la follia della storia narrata sono di per sé uno stimolo sufficiente a farci avventurare in prima persona nella città fittizia di Santa Destroy mettiamo mano ai comandi e cominciamo la nostra odissea a tinte cineree( o cremisi, come originariamente concepito, a seconda che decidiate di comprare la versione import USA che non presenta censure nelle scene di combattimento).

Npd: Le vendite di Maggio

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 14 Giu 2008 alle 10:04

NpdNpd ha reso note le vendite hardware e software relative al mese di Maggio su territorio Americano.

Hardware

1. Wii - 675.100
2. Nintendo DS - 425.600
3. PlayStation 3 - 208.700
4. Xbox 360 - 186.600
5. PlayStation Portable - 182.300

Software

1. Grand Theft Auto IV (Xbox 360) — 871.300
2. Mario Kart Wii (Wii) — 787.400
3. Wii Fit (Wii) — 687.700
4. Grand Theft Auto IV (Ps3) — 442.900
5. Wii Play (Wii) — 294.600
6. Super Smash Bros. Brawl (Wii) — 171.100
7. Iron Man (Ps2) — 130.600
8. Guitar Hero III: Legends of Rock (Wii) — 116.800
9. Pokemon Mistery Dungeon: Explorers of Darkness (Ds) — 107.000
10. Pokemon Mistery Dungeon: Explorers of Time (Ds) — 102.000

Altri Dati

11. Call of Duty 4 (Xbox 360)
12. Iron Man (PSP)
13. We Ski (Wii)
14. Mario Kart (Ds)
15. New Super Mario Bros. (Ds)
16. God of War 2 (PS2)
17. Game Party (Wii)
18. Guitar Hero III (PS2)
19. Haze (PS3)
20. Super Mario Galaxy (Wii)

L’analisi

Alla fine, contrariamente a tutte le previsioni, Grand Theft Auto IV non è riuscito a scuotere il mercato delle console provocando quell’incremento di vendite per le console next-gen che molti prospettavano. Pur continuando a riscuotere un successo clamoroso in quanto a vendite, l’ultimo titolo della Rockstar porta a casa dei risultati sorprendenti (871.300 per Xbox 360 e 442.900 per Ps3) in grado di giovare, però, alla sola software-house. La console Sony questo mese riesce a superare la sua avversaria più agguerrita piazzando 208.700 console contro le 186.600 piazzate da Microsoft anche se con un irrisorio vantaggio di poco più di ventimila unità. Tuttavia la battaglia tra i due colossi continua ad andare avanti a suon di piccoli scarti da ormai diversi mesi mentre il Wii continua a correre per la sua strada riuscendo a vendere anche per questo mese poco meno di 700.000 unità.

Sul versante delle console portatili primeggia ancora una volta il Nintendo Ds, che con 425.600 unità vendute mantiene ancora altissimo lo scarto con la Psp che a Maggio vende 182.300 unità.

Da segnalare la scomparsa dalla classifica della PlayStation2. Sony comunica tramite una press release che la regina della scorsa generazione ha venduto 132.708 unità.

Interessantissima la classifica software: il primo posto continua ad essere occupato da Grand Theft Auto IV nella sua versione per Xbox 360 che vende 871.300 copie contro la corrispettiva versione per Ps3 che ne vende circa la metà (442.900) piazzandosi al quarto posto. Seguono Mario Kart Wii che registra un ottimo risultato con  787.400 copie vendute, superando Wii Fit che si piazza al quarto posto con 687.700 copie vendute. Nonostante si tratti di un numero molto alto c’era da aspettarsi una performance migliore per la nuova periferica Nintendo. Questi numeri, tuttavia, potrebbero essere dovuti ai soliti problemi di distribuzione che hanno coinvolto anche l’Europa (dove in questi giorni è perennemente in sold-out).

Le seguenti posizioni sono occupate ancora da titoli Nintendo: l’immancabile Wii Play ha venduto  294.600 copie mentre Super Smash Bros. Brawl  ne ha vendute 171.100. Curiosa apparizione al settimo posto di Iron Man nella sua versione per Ps2 che può vantare dalla sua parte un prezzo budget rispetto alle corrispettive versioni per le altre console. Guitar Hero III in versione Wii continua ad essere presente nella Top10 americana vendendo 116.800 copie. Chiudono la classifica le due versioni di Pokémon Mistery Dungeon per Ds che vendono rispettivamente 107.000 e 102.000 copie.

Scritto da Lorenzo Mosna ( wiitalia.it )

Worms: Verm’Odissea nello Spazio

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 13 Giu 2008 alle 10:45

La serie Worms è probabilmente una delle idee più originali e divertenti nella storia dei videogames. Abituati da decenni di guerre fra navicelle spaziali o soldati in due dimensioni, nel 1995 Team 17 portò una ventata di aria fresca nei giochi di azione strategica a turni mettendo dei vermi a fare la guerra. La cosa potrebbe sembrare alquanto paradossale dato un paradigma videoludico che cercava sempre più realismo grafico, tuttavia il gioco vendette 12 milioni di copie e decretò il successo degli sviluppatori. A 13 anni di distanza da quell’originale Worms del ‘95 eccoci qui a commentare il tredicesimo sequel, questa volta in esclusiva per Nintendo Wii.

worms-verm-odissea-nello-spazio-wii_09

Squadra che vince non si cambia

Ciò che letteralmente spaventa chi si accinge a giocare per l’ennesima volta a un titolo della serie Worms è l’assoluta staticità evolutiva della serie. Worms: Verm’Odissea nello Spazio non presenta alcuna trasformazione segnalabile da un punto di vista delle meccaniche di gioco: lo scopo è sostanzialmente quello di fare fuori tutti gli avversari con l’uso delle più svariate armi e di sopravvivere ai loro contrattacchi. Ogni verme è dotato di una quantità di energia espressa da un numero visualizzato sopra la sua testa: quando, a seguito degli attacchi, questo numero raggiunge lo zero il verme si autodistrugge. Il level design, come di consueto, è caratterizzato da un terreno completamente distruttibile sospeso su uno specchio d’acqua. I vermi su questo terreno possono muoversi liberamente, a patto di lanciare la propria arma entro 60 secondi dall’inizio del turno. A proposito delle armi, queste sono in numero molto elevato e includono normalissimi razzi o devastanti bombe a mano per arrivare ad armi non convenzionali quali le esilaranti pecore esplosive.

Scritto da Lorenzo Mosna ( wiitalia.it )

Boom Blox

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 10 Giu 2008 alle 22:59

Cinema e videogames hanno un rapporto di odio e amore. Per qualche oscura ragione, quando il videogioco si ispira a un grande film si ottengono risultati mediocri; viceversa, solo pochi film tratti dai videogames hanno messo d’accordo sia la critica che il pubblico. In questi due campi, però, vi sono altri tipi di interscambio: talvolta, cinema e arte videoludica sviluppano una sinergia dettata dalle idee di qualche grande creativo, dando luogo a giochi dalle trame hollywoodiane o a personaggi straordinariamente cinematografici. Altre volte, invece, le idee di un grande personaggio del cinema sono messe al servizio di qualcosa di estremamente originale, pur essendo difficilmente inseribile all’interno di un paradigma cine-videoludico. Questo è il caso di Boom Blox, puzzle-game ideato dal premio Oscar Steven Spielberg.

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Elogio della semplicità

Boom Blox non è il titolo che una persona comune potrebbe aspettarsi dal regista di E.T. e Jurassic Park: Spielberg ha in realtà dato la luce a un semplicissimo puzzle game, spoglio di qualsiasi elemento narrativo o caratteriale e incentrato esclusivamente sul gameplay. L’intero meccanismo del gioco, di fatto, può essere spiegato con poche parole: nella sua modalità principale, Boom Blox richiede al giocatore di far cadere alcuni blocchi posti in bilico su altri mediante il lancio di alcune palline o sfilandoli con le mani, in una sorta di mix tra il “tiro ai barattoli” dei luna park e il gioco da tavolo Jenga, il tutto utilizzando il minor numero di palline o mosse. Questo meccanismo base è arricchito da blocchi esplosivi, inamovibili, in grado di sparire se sfiorati o capaci di abbassare il punteggio se fatti cadere, da palline più leggere, più pesanti o deflagranti, da alleati e nemici che vogliono difendere o rubare dei preziosi blocchi-gemma.

Pur restando imbrigliato in un meccanismo di gioco estremamente semplice, Boom Blox sorprende per la sua duttilità e per l’elevato tasso di assuefazione. Lo stesso meccanismo di gioco, infatti, si autodeclina in numerosi approcci completamente diversi tra loro: da un livello all’altro ci troviamo dal dover dosare con cura il numero di palline, al lanciarne in elevata quantità per allontanare i nemici, dallo studiare con precisione il punto migliore ove colpire, al tentare grossolanamente di abbattere una torre prima che i nostri alleati vengano tutti eliminati dalla difesa avversaria. Allo stesso modo, i livelli che non fanno uso delle palline ma che prediligono l’uso delle mani (denominate “strumento presa”) sono estremamente variegati: dalla semplice caduta delle gemme si passa alla costruzione di una scala per un alleato, dal congiungere blocchi chimici per causare una reazione esplosiva si arriva allo spostare oggetti per aprire la via in un labirinto.

Scritto da Ugo Ottolenghi ( wiitalia.it )

Toki Tori

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 9 Giu 2008 alle 14:09

A metà strada fra un platform bidimensionale e un puzzle game, Toki Tori incarna al meglio la filosofia del nuovo servizio WiiWare: semplicità e divertimento ad un prezzo accessibile. Con soli 900 Wii points, infatti, possiamo portarci a casa questo remake di un vecchio titolo per Game Boy Color, un gioco davvero stimolante adatto a tutta la famiglia.

Toki Tori per WiiWare - Nintendo Wii

Il nostro compito è quello di guidare Toki Tori, un simpaticissimo pulcino, nel suo viaggio alla raccolta di tutte le uova presenti nei numerosi livelli. Ogni livello è costruito come un piccolo ma complesso labirinto, pieno zeppo di nemici e ostacoli che ci impediscono di svolgere serenamente il nostro lavoro. Per fortuna abbiamo a disposizione una serie di improbabili strumenti che ci vengono affidati man mano che avanziamo nel gioco: ponti che ci permettono di raggiungere piattaforme altrimenti inarrivabili, un aspirapolvere speciale per lumache, bolle con cui galleggiare in acqua e altro ancora. Questi oggetti, però, vanno usati con saggezza e parsimonia, dato che partiamo sempre equipaggiati con lo stretto indispensabile per completare il quadro. Il gioco, quindi, richiede parecchio spirito d’osservazione, e se per portare a termine i primi livelli basta un minimo d’intuito, più avanti le difficoltà aumentano e solo spremendoci le meningi riusciamo ad arraffare le tanto agognate uova. Spesso rimarremo bloccati, provando anche un po’ di frustrazione, maledicendo quel sadico sviluppatore che ha progettato questa trappola per volatili. Ma i livelli sono ben congegnati, mai impossibili, e riuscire a trovare il bandolo della matassa con le proprie forze regala sempre una grande soddisfazione.

Graficamente il gioco mette in scena un ottimo 2D, pulito e coloratissimo. Le quattro ambientazioni, sebbene non brillino per originalità, sono disegnate con una cura notevole, e anche le animazioni del pulcino sono rese in modo fluido e risultano piuttosto piacevoli da guardare.

L’accompagnamento musicale funziona, sottolineando l’atmosfera particolare di ogni mondo con brani ritmati e gioiosi, sempre ascoltabili e che non infastidiscono mai il giocatore, nemmeno nei momenti di massima concentrazione.

Toki Tori si lascia giocare senza grossi problemi. Volendo si può usare solamente il Wiimote, indicando con il puntatore il luogo in cui vogliamo far andare il pulcino (come nelle avventure grafiche), ma questo sistema trasmette spesso al giocatore l’impressione di non avere il totale controllo sul personaggio. Basta comunque collegare il Nunchuk al telecomando per un sistema di controllo più classico e funzionale. In alternativa è supportato anche il classic controller.

Esiste inoltre la possibilità di tracciare dei segni sullo schermo con un secondo Wiimote, caratteristica che sarebbe stata senz’altro utile per prendere degli appunti sul livello che stiamo affrontando, se questi segni non scomparissero dopo pochi secondi.

Conclusioni

Alla fine, quello cui ci trovaimo di fronte è un prodotto che non punta certo sull’innovazione, ma che fa della meccanica di gioco semplice ed immediata e della freschezza del level design i suoi cavalli di battaglia. Un gioco godibile da persone di ogni età, capace di divertire per un buon numero di ore. Consigliato a tutti coloro che non si tirano indietro quando è il momento di mettere in moto il cervello.