Scritto da Fucktotum ( insidethegame.it )

Wrath of the Lich King: viva la fila!

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 14 Nov 2008 alle 17:48

Eh si, drammaticamente è successo di nuovo.

Quell’amico che vedevate tutte le sere e con cui avevate un’uscitina a quattro già pronta si è dato alla macchia… Il vostro fidato collega, quello dal cui lavoro dipende il vostro stipendio, clicca frenticamente col mouse guardando lo schermo come un invasato: sembrerebbe aver preso l’ennesimo compito lavorativo con un’eccesiva frenesia… Parole nuove affollano l’italico idioma (”farmare“, “expare“, “aggrare“): eppure le hai già sentite…Dove? Ma guarda, il tuo vicino di casa ha di nuovo quello strano tic all’indice destro: sembra che clicchi pure per chiamare l’ascensore… Se ne è accorto pure il professore universitario che qualcosa non va: all’appello del suo esame i nomi chiamati riecheggiano nel vuoto dell’aula deserta… Cosa ancor più grave, tutte le ragazze dei tuoi amici guardano il cerchio rosso sul calendario e scuotono la testa mormorando tra loro parole di conforto… Il megacapellone sostiene di essere andato dal barbiere… Difficile credergli, così su due piedi non si direbbe proprio… E poi ancora: “c’ho un albero di abilità nuove da paura, e ce sò pure gli achievements!!!” sostiene il nerdone deforme seduto sull’autobus, e riattacca a dare strani numeretti e statistiche prese da chissà dove al suo altrettanto deforme compagno di viaggio… Pure quella bella figliola laggiù, si quella con la minigonna, proprio lei, parla di “nuove mount” e causa in te una tipica reazione strettamente maschile…

Tutti sembrano parlare di una stessa cosa, pure i due bimbiminkia che portano fuori il cane, di cui percepisci solo un paio di frasi smozzicate: “…eh, adesso è cambiato tutto…” “… si, ma altri 10000 oggetti, io no so se ho il tempo di livellare pure il death knight…”

No, il mondo non è impazzito: sei TU che ti scordato di comprare l’espansione di World of Warcraft!

Nel video, la folle attesa con tanto di fila chilometrica e bizzarri tizi in costume avvenuta a Londra la notte del lancio di The Wrath of The Lich King!

Scritto da Fucktotum ( insidethegame.it )

Gears of War 2, come colpire al cuore

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 12 Nov 2008 alle 19:48

http://youtube.com/watch?v=hQSmmTtL1qQ

Quanti giochi sono passati sotto i ponti da quando posai i miei occhi per la prima volta su Gears of War… Da quando, cioè, mi resi conto dell’immenso potenziale delle console next gen: grafica da urlo, immediatezza e giocabilità altissime, possibilità di infinite partite in multiplayer, tutto in un unico, grande titolo.

L’uscita del secondo capitolo non poteva passare in sordina, perchè nonostante Marcus, Dom, Baird e Cole siano tra i personaggi più stereotipati mai visti, mi sono affezionato alle loro vicende e alla loro guerra contro le orde di locuste che cercano di affossare (nel vero senso della parola), la resistenza umana con ogni mezzo disponibile.

Tutto ciò che ci si potesse lecitamente attendere dal seguito di un titolo di grande calibro è stato inserito per creare un action/shooter di pregevole fattura, curato in ogni dettaglio e dannatamente coriaceo: più modalità multiplayer, sistema di matchmaking intelligente e versatile (anche se soggetto ad attese esasperanti che speriamo vengano al più presto limitate), uno sfavillante restyling dell’Unreal Engine 3 che comporta migliorie evidenti soprattutto in termini di deformazioni di superfici organiche (per farsi un’idea basti vedere il livello che, per non rovinarvi la sorpresa, chiamerò “Geppetto nella balena”), di avversari presenti su schermo contemporaneamente o di grandezza e profondità dell’area di gioco e tanta, tantissima azione pregna di epicità.

Insomma, ogni aspetto che può essere notato anche dopo una fugace occhiata è stato cesellato a dovere, anche per mantenere fede alle mille e più promesse dell’amato/odiato game designer del gioco Cliff Bleszinski (per inciso, a me sta simpatico grazie alle risate che ci facciamo con AKirA ad ogni sua uscita in video, fatta di frasette come “there are some bad guys and you’ll need to kick their asses“, uno dei modi più originali per descrivere la trama di uno shooter…), ma quello che qui più mi preme sottolineare sono i dubbi riguardanti uno degli aspetti di norma più sottovalutati dalla critica: la narrazione.

Lo sviluppo della trama è stato affidato da Epic a Joshua Ortega, autore del bestseller ((Frequencies)), purtroppo ancora privo di traduzione italiana, così come di un buon numero di fumetti Marvel e DC.

E’ quindi naturale che la narrazione sia evidentemente migliorata rispetto al primo episodio, in cui avevamo semplicemente un’enorme e impersonale minaccia e il solito manipolo di eroi tutti d’un pezzo e privi di esitazioni, ma è altrettanto vero che siamo di fronte a dei bellissimi colpi di scena creati ad arte (sempre per non spoilerare, ma per far capire a chi abbia già vissuto la campagna, vi cito i personaggi di Thai e Carmine, per non parlare del toccante ricongiungimento di Dom e Maria) seminati però sull’arido terreno del banale pop corn movie americano.

Eh si, perchè a fronte di questi eccezionali picchi, di passi avanti narrativi c’è carenza non solo tra le fila dei Gears, ma in tutto l’universo videoludico.

Non è possibile che nel 2008 il primo motore immobile di ogni plot sia la sparizione/rapimento/cattura della solita donzella in difficoltà: era un grande tema per gli albori dei videogiochi, ma diamine è dall’Iliade che si affronta ogni minaccia per “salvare” una fanciulla! 

Titolo adulto non significa solo smembrare, sanguinare e massacrare a tutt’andare: significa dare profondità alle motivazioni, ai caratteri e in definitiva alle “persone” che ci viene chiesto di interpretare, composte non solo dal coraggio di piazzare una granata in gola a un mega pescione (scusate, qui ho spoilerato), ma anche di una esistenza al di là del campo di battaglia.

In Gears of War 2 il tentativo c’è, ed è un piccolo passo avanti in un genere che spesso offre come unico spunto quello del distruggere tutto ciò che si muove: ma se vogliamo davvero che il nostro passatempo preferito venga considerato un genere di intrattenimento paritario rispetto ad altri, non è sull’estetica che ci si dovrebbe concentrare, ma sulla narrazione.

Più si procede con titoli nuovi o innumerevoli seguiti e più la selezione naturale porterà i giocatori a scegliere quei giochi capaci di artigliarli al divano grazie al connubio tra sviluppo della trama e gameplay: il prossimo titolo davvero epocale non potrà prescindere da questo aspetto.

Nel video l’accorato discorso di un comandante COG alle sue legioni: un classico sempre d’impatto!

Scritto da AKirA ( insidethegame.it )

Left 4 Dead: Trailer e demo

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 11 Nov 2008 alle 19:33

Abbiamo parlato poco, in preview, del prossimo titolo Valve, in uscita addirittura il 21 Novembre, cioè tra pochissimo!!!

Personalmente oltre a questo fantastico trailer ho davvero poco da aggiungere se non che le aspettative per l’FPS cooperativo zombesco della casa di Washingnton, sarà sicuramente un giocone.

Per chi fosse scettico, oggi è stata pubblicata anche la demo su Xbox Live, per provare in anteprima a “sfraffare” carne morta ancora troppo mobile per i nostri gusti. Ma io non sono scettico, come dicevo poco sopra sono sicuro. Valve a mio avviso è una delle poche software house che non ha mai sbagliato un colpo.

Una volta, diciamo 5-6 anni fa, dicevo sempre che Blizzard, Nintendo, id Software e Valve sono gli unici geni dai quali non mi aspetto fallimenti. Analizzando la situazione ora, due su quattro dei nomi sovracitati rimangono nel mio immaginario come garanza assoluta di qualità videoludica. Nintendo, purtroppo, l’ho tolta da questo poker: oltre alle varie mosse commerciali e allo sfruttamento (diciamo pure abuso) delle serie e dei personaggi, sono rimasto comunque deluso da alcune ultime uscite nei loro ip più importanti. Diciamoci la verità: Twilight Princess è un bel gioco ma, come vi dirà Fucktotum in un prossimo post, Zelda merita qualcosa di più per il nome che porta. E’ una di quelle sage che, se continua a autocelebrarsi, scomparirà: ha bisogno di una rinfrescata. Da id Software, invece, non mi aspettavo la caduta di stile avuta con Doom 3: un FPS solido, adrenalinico e pauroso, a cui personalmente ho gradito moltissimo giocare, ma che non aggiunge veramente niente al genere, neanche dal punto di vista tecnico. Strano, per uno come Carmack che si era inventanto con Quake 3 Arena le superfici a poligoni curve.

E allora rimangono i due paladini del capolavoro sicuro: mamma Blizzard, la mamma di tutti i netgamers e papà Valve (guardacaso invischiato anche “lui” nel netgaming che conta; vi dice niente la parola Counterstrike?). Ovviamente è facile concepire e programmare solo perle se ti limiti a far uscire un gioco ogni 3-4 anni, quindi la grande B è facilitata dal compito grazie alla sua filosofia “uscirà quando sarà pronto”. Rendiamoci conto che Starcraft II ancora non ha una data.

E quindi, la valvola delle idee, sforna sempre e solo grandi giochi o grandi piattaforme (Steam). Nulla sotto lo standard raggiunto con il primo Half Life, un’esperienza che definirei mistica, per ogni giocatore che si rispetti. Chi non l’ha giocato, amato, finito e rifinito (io3 volte!), dovrebbe assolutamente rimediare.

Quindi bando alle ciance, dopo The Orange Box dell’anno scorso, premiato soprattutto per la quantità, oltre che per la qualità, tutti aspettano al varco Left 4 Dead. Un progetto ambizioso e originale che, chissà, potrebbe offrire una piccola rivoluzione in un genere, quello degli sparatutto, che ormai sembra aver detto tutto (attenzione in tal senso al nuovo lavoro DICE, Mirror’s Edge).

Appena arrivo a casa mi scarico la demo, così potrò essere smentito, chissà.

O forse tornerò qui ancora più convinto della mia idea.


P.S. Nonostante questo mese non ci sia la mia column “Boom Headshot: c’è del cervello nella rete”, mi permetto comunque di segnalarvi l’uscita in edicola del nuovo numero di Game Pro, il diciassettesimo, che comprende tantissime interessanti recensioni come Fallout 3, Little Big Planet ecc.  Anche se siete dei miei fan sfegatati e comprate la rivista solo per la mia rubrica, fate un eccezione e sborsate sti 6 euri, non ve ne pentirete )

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Scritto da Fucktotum ( insidethegame.it )

Fracture o il moderno Prometeo

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 30 Ott 2008 alle 17:47

http://youtube.com/watch?v=G2V9PYlR0m8

Sin dal rilascio dei primi trailer di Fracture, Day 1 Studios si è affannata nel tentare di dimostrare quanto il gameplay del titolo, basato sulla capacità di deformare il terreno, fosse innovativo e  rompesse tutta una serie di clichè imposti dagli action/shooter.

Concetti come trincee e ripari sembravano ataviche rimembranze di epoche passate, soppiantate dall’abilità del giocatore di usare il Trinceratore (il fucile che dà l’abilità di alzare/abbassare il terreno) per creare lo scenario di guerra più utile alle sue necessità, garantendo copertura e posizioni strategiche fai da te in ogni momento.

Alla resa dei conti, cioè a titolo nei negozi, è evidente come qualcosa sia andato storto, soprattutto perchè questa celebrata abilità è sfruttata in modo poco omogeneo e interessante nel corso dei tre atti di cui si compone il gioco: chi pensava prima dell’uscita alle decine di tattiche diverse da attuare sul campo si è trovato davanti a una serie di situazioni predefinite dai suddetti programmatori, che addirittura tramite il nostro Generale di riferimento vengono consigliate passo passo, lasciando ben poco alla nostra inventiva.

“Scava qui”, “alza il terreno per distruggere quell’apparecchio” e tutta una serie di ordini gridati dalla ricetrasmittente scandiscono gli eventi di gioco, tarpando del tutto la creatività tattica del giocatore e lasciandogli solo la scelta di nascondersi per cercare riparo o creare una collina per arrivare in postazioni di tiro migliori: un po’ poco a fronte di un’idea tanto interessante.Si perchè in ogni caso la realizzazione tecnica legata al Trinceratore è impeccabile e una parte davvero consistente dell’area di gioco può essere modificata con esso. Sarebbe bastata solo una maggiore libertà per portare il treno di LucasArts sui binari del capolavoro. Eppure tutta l’esperienza scorre invece su una rotaia troppo predefinita: addirittura ci viene detto quando alzare il terreno per schiacciare i soldati nemici sul soffitto o la strategia per eliminare l’unico boss di fine livello… peccato.

Come da titolo, inoltre, Day 1 Studios si è comportata come il Barone Von Frankestein, prendendo pezzetti di altri giochi e fondendoli insieme per mettere al mondo la propria creatura.

Credo che qualche esempio possa essere emblematico: si guida un veicolo dalla forma e le caratteristiche curiose (anch’esso deforma il terreno), per allungare la longevità sono presenti i soliti oggetti nascosti da trovare (100 file di dati che sbloccano un’area dove testare le armi), c’è la piccola fase cecchino, si combatte contro soldati umani ma si finisce contro mostri di varia natura/dimensione ma, badate bene, non schizza neanche un pixellino rosso e, tanto per gradire, c’è un finale aperto che lascia spazio a un seguito.Insomma, nulla di nuovo e quel che è peggio è che l’unica cosa davvero interessante sia un po’ troppo relegata a mera curiosità…

Fortunatamente però non siamo di fronte a un altro lavoro indifendibile: Fracture ha delle qualità, a partire dall’ottimo comparto visivo fino al nostro arsenale. Sebbene composto anche dalle solite armi (fucile a pompa, cecchino, lanciarazzi) presenta un sacco di aggeggi divertenti da usare, come il cannone gelo (indovinate l’effetto…) e soprattutto il lancia-torpedini, simpatico perchè i suoi colpi viaggiano sotto terra e detonano quando trovano un ostacolo o alla pressione dell’apposito tasto. Premio arma più brutta degli ultimi anni va invece al fucile Rhino, che crea un enorme palla di detriti da usare per calpestare gli ignari avversari: brutta da vedere solo la metà si quanto non lo sia da utilizzare!

La trama è piuttosto interessante e vede uno scontro frontale tra stati Occidentali e Orientali degli USA, causati dalla volontà degli uni di avvalersi solo della tecnologia e degli altri di apportare modifiche genetiche all’uomo per renderlo l’arma definitiva: spesso narrata con un “effetto telegiornale” realistico e azzeccato, ha il solo difetto di metterci nei panni del soldato più stereotipato da tanto tempo a questa parte, sempre pronto a correre di qua e di là senza dubbi nè esitazioni (sembra il figlio illegittimo di Master Chief e Marcus Phoenix).

Poteva poi mancare il multiplayer? Quelle poche volte in cui sono riuscito a trovare giocatori, mi sono trovato davanti a un delirio di esplosioni e deformazioni continue: non certo un’esperienza da progamer, ma una possibilità di divertimento lasciata ai giocatori più intraprendenti e curiosi. Le modalità di gioco sono quelle, in fondo tutti i giochi le ripetono da 10 anni a questa parte: king of the hill, deathmatch e capture the flag sono sempre divertenti, ma se si pretende di fare un titolo originale si deve lavorare di più anche su questo fronte (anche se la modalità excavation non è male…).

Scopiazzare non è peccato, ma perchè farlo anche quando si ha avuto una grande idea di base?

Nel video, la presentazione di armi e avversari di Fracture.

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Scritto da Fucktotum ( insidethegame.it )

Quando non ci sarà più posto all’Inferno…

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 24 Ott 2008 alle 17:06

 http://youtube.com/watch?v=XbONVqZUbYw

i morti cammineranno sulla terra!

Questa la frase sulla locandina di uno dei miei film preferiti di sempre, Zombi di George A. Romero (nel video il trailer originale): peccato che il buon regista non potesse sapere all’epoca che oggi i morti barcollano ancor più di prima sulle texture di giochi di varia natura.

Proprio in questi giorni assistiamo a una notevole proliferazione di carcasse ambulanti, soprattutto grazie a due titoli coi quali non avrebbero molto a che spartire: GTA IV e World of Warcraft.

Per quanto riguarda GTA, con un’abile mossa i mitici sviluppatori Rockstar hanno dapprima diffuso dal sito del gioco uno screenshot con cui la polizia e la Eugenics Inc. davano la notizia che a Liberty City si stava diffondendo un non ben precisato contagio, rendendo obbligatoria la scelta di mettere l’area di Bohan in quarantena. Poco dopo, ecco la sorpresa: zombie che vagano per la città nelle sessioni multiplayer e, una volta uccisi, trasformano il nostro avatar in una controparte putrefatta, con tanto di skin sbloccata da attivare quando più ci piace (la vera novità è rappresentata dall’invasione, dato che già prima si poteva sbloccare la skin uccidendo online un programmatore Rockstar).

Sul fronte Blizzard invece, al posto di dar vita al solito evento a tema per Halloween e per fomentare ancora di più le masse che attendono il Lich King, sono state recapitate casse “a sorpresa” nella città portuale di Booty Bay: il contenuto? Una bella e contagiosa epidemia che trasforma NPC e personaggi in ghoul, da cui l’unica possibiltà di scampo è il farsi curare in fretta dai guaritori messi qua e là per l’occasione. Tra l’altro in questo secondo caso c’è un utilità ben maggiore, dato che le immonde creature hanno poteri e abilità proprie, da aggiungere a quelle del personaggio per rappresentare la sua nuova natura.

Devo confessare che accolgo sempre questo tipo di notizie con favore, anche perchè in questi casi specifici, marketing a parte, una certa utilità c’è: per GTA è rappresentata dalla necessità di ravvivare un po’ la community riportandola sulle viziose strade di Liberty City, mentre nel caso di WoW siamo di fronte a una sorte di dimostrazione di quello che accadrà su Azeroth dall’uscita di Wrath of the Lich King, in cui le trasformazioni saranno una delle feature più attese e finora meno approfondite sui forum del gioco.

Insomma torniamo all’ormai classico discorso fatto a suo tempo per Bungie col suo Halo 3 o per Age of Conan: per distinguersi dalla miriade di videogiochi in continua uscita non basta più creare un prodotto valido, ma bisogna accertarsi di dare a questo continua linfa vitale, soprattutto se si cerca il successo nell’affollato universo del multiplayer.

E poi ammettiamolo: gli zombi sono belli! In moltissime città del mondo si celebrano con lunghe passeggiate in costume le giornate dell’orgoglio zombi! Non ci credete? Guardate qui!

Scritto da Fucktotum ( insidethegame.it )

In autunno non cadono le foglie, ma videogiochi

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 17 Ott 2008 alle 17:04

 fl_autumn_leaves.jpg

Un mese: 30 giorni che, in presenza di impegni fastidiosi come esami o scadenze, scorrono in un lampo mettendoci di fronte alle nostre responsabilità; quando ci riservano super gioconi non si muove di un minuto più veloce, lasciandoci basiti a fissare il calendario.

I 30 giorni che da oggi ci porteranno al 17 Novembre saranno probabilmente l’ultimo florido periodo di uscite per quest’anno: arriveremo in un lampo al Natale sommersi sotto super giochi attesi da tanto, troppo tempo. Ho selezionato 12 titoli che non si possono ignorare e che finiranno con molta probabilità nella nostra super classifica di fine anno: vediamo quali e prepariamoci a suonare, creare nuovi mondi e a sparare a tutto ciò che troveremo dall’altro capo del fucile.

Little Big Planet (PS3): il 22 Ottobre faremo finalmente conoscenza del nuovo piccole eroe di Media Molecule, Sackboy, ma soprattutto con le dinamiche di costruzione dei livelli del suo mondo: platform si, ma con un editor spaventoso che metterà a dura prova la creatività di ogni giocatore.

Far Cry 2 (PC/PS3/XBOX360): livelli vastissimi, tante munizioni da sprecare e una grafica sensazionale: a mio parere sarà schiacciato dalle altre produzioni, ma un suo spazio questo fps se lo ricaverà di certo tra i fan del genere: dal 24 Ottobre nei negozi.

Fable 2 (XBOX360): action/rpg di Lionhead che promette tantissimo: un mondo vasto e pieno di possibilità, un sistema di controllo intuitivo e di facile utilizzo, la possibilità di fare quest con un amico online. Se mantenesse fede anche solo a metà delle promesse di Moulyneux sapete dove trovarmi il 24 Ottobre: ad Albion!

Dead Space (PS3/PC/XBOX360): vedremo quanti siti, blog e riviste useranno come titolo “nello spazio nessuno può sentirti urlare“… Spaventoso, bellissimo graficamente e violento il giusto (cioè tanto!): sopravvivere a bordo della USG Ishimura sarà un’esperienza definitiva. Terzo gioco a uscire il 24 Ottobre: come diavolo faremo?

Fallout 3 (PS3/PC/XBOX360): è dall’uscita del secondo episodio che lo attendo. Perchè? Perchè i primi due erano semplicemente i migliori Rpg occidetali mai visti. Questo aggiunge i muscoli della next gen alle meccaniche classiche della serie: se l’ambientazione post atomica sarà sporca e pericolosa come sempre, Oblivion sarà finalmente superato. Giorno da segnare sul calendario? 31 Ottobre.

Guitar Hero World Tour (PS2/PS3/WII/XBOX360): approdiamo a Novembre, al 7 per l’esattezza, e il rock tornerà a infiammare i nostri salotti. Microfono, batteria,editor per i brani e una tracklist eterogenea per una delle mode recenti che ha avuto più impatto sui non giocatori: successo annunciato.

Gears of War 2 (XBOX360): Marcus, Dom e gli altri gears tornano, motosega in pugno, per mettere fine alla guerra contro le locuste. Azione continua e sparatorie portate all’eccesso, battaglie di massa e tutto il fascino nel sentirsi duri, sporchi, cattivi e dalla parte giusta della barricata: dall’11 novembre nei negozi per inondare di piombo le schiere nemiche.

Mirror’s Edge (PS3/PC/XBOX360): un altro action, ma stavolta si spara assai meno e si corre molto di più simulando la “disciplina” del parkour in un mondo in cui le comunicazioni sono tutte sotto controllo del governo: colori accesi e altezze incredibili da cui lanciarsi fanno da contorno a un titolo che potrebbe rappresentare una bella sorpresa e che certamente il 13 Novembre andrà provato.

Wrath of the Lich King (PC/MAC): chi è interessato al più importante MMORPG vive nell’attesa del 13 Novembre, quando finalmente potrà sbarcare sul continente di Northrend e provare il Death knight, la nuova classe di questa espansione per World of Warcraft: qualche dubbio su quale sarà il MMORPG dell’anno?

Call of Duty: World at War (DS/WII/PC/PS2/PS3/XBOX360): dopo la parentesi “contemporanea” del 4, si torna alla Seconda Guerra Mondiale, stavolta però sul fronte del Pacifico: multiplayer solido come il granito e story mode sfizioso quanto basta condizioneranno di certo il 14 Novembre di molti videogiocatori. Piccola provocazione: attenti che non lo sviluppa Infinity Ward…

Wii Music (WII): suonatori di piffero e zampogna siete avvisati: il 14 Novembre esce il gioco musicale di Nintendo, col suo mare di strumenti e la sua playlist fatta di grandi classici della musica classica o delle colonne sonore made in Kyoto. Semplice e per tutti, varrà la pena di cercarsi un amico casual gamer per scroccargli qualche partita.

Left 4 Dead (XBOX360/PS3/PC): arriviamo alla fine del nostro iper mese, quindi al 17 Novembre, per massacrare un po’ dei nostri bersagli preferiti, i poveri zombi. Occhio però, perchè ci verrà data la chance di vendicare anni anni di cervelli spappolati interpretando anche un bel cadavere ambulante: sopravvivenza non vuol dire solo sparare, ma anche…mangiare!

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Scritto da Fucktotum ( insidethegame.it )

BlizzCon 2008: divide et impera

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 13 Ott 2008 alle 16:53

 http://youtube.com/watch?v=gSjRXI5XHw8

Quando si tratta di creare attenzione verso i propri brand, ritengo che Blizzard non sia seconda a nessuno.

Ti aspetti notizie su Wrath of the Lich King e Starcraft 2 e loro ti annunciano Diablo 3, come successo all’E3. Fai mente locale sulle loro uscite dopo l’annuncio della tanto attesa data d’uscita dell’ espansione di WoW e loro mettono su la loro fiera personale, il BlizzCon, e ti seppelliscono di materiale.

Poco da dire, questi ragazzi ci sanno fare: hanno capito il mercato e ci si muovono alla grandissima, sempre un passo davanti agli altri. Vediamo cosa intendono fare riguardo ai loro titoli stand-alone, attesi con fremiti d’ansia sempre più difficili da tenere a bada.

Diablo 3 è in uno stadio di sviluppo ben più avanzato di quanto credessi, come dimostra la demo offerta in pasto alla fiera che ha presentato il  terzo dei personaggio giocabili (dopo il barbaro e lo sciamano), il mago. Presenza ovvia nel roster di qualsiasi gioco fantasy, è in grado di controllare il tempo e gli elementi atmosferici per spezzare i suoi nemici: avrà il solito sputo di vita e sarà, immagino, il supporto ideale per ogni altra classe. Qualche problemino da risolvere sulla modalità cooperativa, perchè un numero troppo elevato di giocatori potrebbe rovianare il gameplay: la demo era per un massimo di 4 players ma pare che l’intenzione sia quello di portarlo a 8, per una distruzione davvero su larga scala. Aggiungete a questo il fatto che il presidente di Blizzard, Mike Morhain, lascia aperta la porta su un’eventuale conversione su console e il titolo prende tutto un altro sapore.

Poi, la bomba su Starcraft 2: sarà infatti diviso in tre campagne rilasciate separatamente: si parte con Terrans-Wings of Liberty, poi sarà il turno di Zerg-Heart of Swarm e il tutto si chiude con Protoss-Legacy of the Void. Ogni campagna avrà una modalità single player con missioni e storia diverse per ogni razza, col multiplayer ovviamente unico e completo per tutti.

Ecco il motivo per il titolo del post: divide et impera.

Ancora oggi questa tattica funziona, almeno in termini di marketing puro: centuplica l’attesa, le chiacchiere e le illazioni, costringerà a spendere di più in cambio di un prodotto di sicuro livello.
Una vera e propria svolta, inattesa e per certi versi sconvolgente.

Ancora ignote tempistiche e date di rilascio, ma questo è altro un aspetto su cui Blizzard eccelle da anni.

Piccoli cenni qua e là infine per alcune informazioni “sfuggite” a Mike Morhaime, come il fatto che la compagnia stia valutando di cambiare l’impostazione base di Battle.net, rendendolo a pagamento (o quantomeno aprendo alla pubblicità su di esso per massimizzare i suoi ricavi), oppure che i loro piani prevedono il rilascio di un’espansione all’anno per WoW.

Ultimissima: forse è stata posta la pietra tombale sul destino di Starcraft Ghost, progetto al momento accantonato. Riposa in pace e…a lungo!

Scritto da Fucktotum ( insidethegame.it )

Sony: un leone ferito?

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 10 Ott 2008 alle 17:56

http://youtube.com/watch?v=IctfU47RYG0

Brutto periodo per i fanboy Sony, almeno a una prima occhiata.

Già all’E3 aveva mostrato una line up deludente, che si reggeva sul solo Little Big Planet (imminente…evviva!) e sui vari multipiattaforma (Fallout3 e Resident Evil 5 in primis), e in quell’occasione aveva dovuto subire gli annunci targati Microsoft sulle esclusive strappate a suon di dollaroni.

Purtroppo l’emorragia è continuata senza soste: da ieri sappiamo che anche Tekken 6 sarà spartito con gli acerrimi rivali americani.

Ma non è tutto perduto, amici “sonari”: soprattutto se, come noi, amate anche i giochi meno chiassosi e pompati.

In apertura quindi, spazio ai seguiti di due esclusive PSP che sembrano poter superare i genitori e diventare imperdibili: Locoroco 2 e Patapon 2 portano avanti i concetti già visti e si mostrano più belli e complessi di quanto osassimo sperare.

Poi c’è il gioco che più d’ogni altro ha trascinato in alto le vendite del portatile Sony: Monster Hunter Portable 2nd G sbarcherà infatti in Occidente, dove senza dubbio continuerà a fare proseliti perchè dotato di un gameplay intrigante e soprattutto additivo, dimostrando come Capcom sia la software house che più d’ogni altra sforna  franchise di straordinario successo, a prescindere dal genere. 

Sempre sul fronte portatile, doppia razione di Final Fantasy grazie a Final Fantasy XIII e Dissidia: Final Fantasy: quest’ultimo che mi incuriosisce non poco, essendo un picchiaduro 1 vs 1 con un cast preso a piene mani dall’intera saga (si, Cloud e Sephiroth sono già annunciati!).

Restiamo ancorati a Square Enix grazie a Kingdom Hearts: Birth by Sleep, nuovo capitolo di una serie che si è ritagliata ormai stabilmente uno suo spazio tra i GdR.

Per PS3 abbiamo il solito mare di multipiattaforma o titoli di cui abbiamo già parlato (come Resistance 2 o Killzone 2): occhio però anche a Lumines Supernova e Puzzle Quest, entrambi puzzle game profondi e complessi, come anche a Bayonetta o Demon’s Soul, perchè tra un anno potremmo pentirci di averli sottovalutati.

Qualche annuncio infine sulle nuove diavolerie da sfruttare (speriamo presto) sulle nostre console: PlayStation Home lotterà con la nuova dashboard di Microsoft sia in termini di features utili che inutili, ma farà parlare molto di sè perchè intelligente e innovativa: ormai la console war è arrivata alla guerriglia casa per casa!

Annunciata infine la tanto agognata connettività di PSP al PlayStation Store: in Giappone si parte dal 15 Ottobre (E noi? Mistero!), ma decisamente a tutta forza, perchè tutti i titoli sviluppati internamente per l’handheld saranno disponibili in digital delivery (compresi i suddetti Locoroco 2 e Patapon 2).

Attenzione dunque a Sony, perchè si sa che un leone ferito è molto più pericoloso…

Nel video, tutta l’insana pazzia della musichina di Patapon 2

Scritto da Fucktotum ( insidethegame.it )

Da Redmond a Tokyo: Microsoft al TGS

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 9 Ott 2008 alle 20:16

Una bella fiera apre i battenti, tante notizie molto attese e una certezza ci travolgono: Microsoft le sta mettendo in pratica davvero tutte per sfondare sul mercato nipponico.

Ci prova dal 2005 e le sue strategie sono state al momento tutte vanificate per una serie infinita di motivi, principalmente culturali e di marketing. Innanzitutto ha due colossi “di bandiera” contro cui confrontarsi, ma non bisogna tralasciare il fatto che dove il parco titoli pieno di fps dà (USA ed Europa), il parco titoli toglie (Giappone, dove il genere non ha molti seguaci).

E’ in quest’ottica che vanno inquadrate molte delle manovre recenti, che sono passate dal rilascio di GdR di impostazione tipicamente nipponica (Lost Odyssey e Blue Dragon), alla guerra senza esclusione di colpi per sottrarre preziose esclusive a Sony (Devil May Cry e Final Fantasy). Nel frattempo, tra i due litiganti il terzo (Nintendo) gode, e pure parecchio.

In ogni caso a questo Tokyo Game Show l’offensiva riparte alla grande e, nell’attesa delle repliche dal fronte PS3, ci godiamo quello che più ci interessa, cioè i giochi presentati. Tralasciando quelli di cui abbiamo parlato in precedenza, come Resident Evil 5 di cui abbiamo un nuovo filmato, vediamo come le manovre di cui sopra non sono ancora state abbandonate e si combinano tutte in una strategia inattaccabile.

I giocatori giapponesi vogliono GdR? Microsoft ci darà in pasto le centinaia di ore di gioco di Star Ocean: The Last Hope e di Last Remnant (entrambi da Square Enix) , col secondo in uscita a fine Novembre, mentre per il primo dovremo aspettare i primi di Marzo.

Non alzatevi, perchè abbiamo appena cominciato: il secondo aspetto suddetto riguardava le esclusive strappate… Stavolta a venire sepolta da verdi banconote sarà Namco Bandai, che rilascerà in contemporanea su PS3 e XBox360 Tekken 6! Un picchiaduro che ha fatto scuola in virtù di modelli 3d paurosamente realistici e a un gameplay complesso,  in grado di attirare un numero enorme di fans in tutto il mondo: altro passo per avvicinare gli scettici che ritengono l’Xbox una macchina monotematica (ma anche un’ammissione di colpa in un certo senso…).

E poi c’è Bungie: vi ricordate? Aspettavamo all’E3 un nuovo annuncio, i poveri programmatori erano stati estromessi all’ultimo momento dalla conferenza americana e si erano risentiti non poco…Non senza ragioni, perchè avevano pronto l’annuncio e il trailer di Halo 3 Recon!

Il nome fa presagire un’impostazione diversa per questa nuova campagna, probabilmente incentrata su dinamiche di squadra: a me per il momento basta il filmato di debutto, il nome e la garanzia di qualità che esso porta con sè, tanto per il resto c’è tempo, dato che l’uscita è fissata per il tardo 2009. Su Halo Wars, Rts ambientato nell’universo di Master Chief, non proferisco verbo: il nostro Akira sarà l’uomo giusto per dirci se, e come, un gioco di strategia in tempo reale possa essere valido su console come su pc.

Se poi, come me, cominciavate ad essere un po’ preoccupati dalla data d’uscita della nuova XBox Experience (la nuova dashboard), potete finalmente iniziare a contare i giorni che ci separano dal rilascio: sono 41, perchè sarà scaricabile dal 19 Novembre e porterà molte novità, come gli avatar (anche questa mossa strizza l’occhio ad Oriente…) o la possibilità di installare i giochi (per cui sarà sempre necessario il dvd) e accorciare sensibilmente i caricamenti, proprio come succede ad oggi su PS3.

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Scritto da AKirA ( insidethegame.it )

Too Human: un lavoro indifendibile

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 7 Ott 2008 alle 18:35

A me non è mai piaciuto stroncare nessuno. Difficilmente avete trovato un’opinione fortemente negativa su questo blog, soprattutto perchè si cerca sempre di parlare di videogiochi interessanti e quindi necessariamente c’è già una selezione in partenza. Oltre a questo motivo, come ho detto nella frase d’apertura, criticare il lavoro degli altri con una stroncatura totale è sempre scorretto. Chi si impegna, si sbatte, cerca di dare il meglio nel suo lavoro, in un modo o nell’altro va comunque elogiato, soprattutto perchè spesso è questione di gusti. E “de gustibus non disputandum est”, anche se è un gusto autorevole.

Ma questo blog ha anche un’altra grande differenza rispetto ai soliti siti di videogiochi. Non fa delle recensioni dopo mezza giornata di prova di un titolo; non ha fretta di stare sulla notizia. Piuttosto credo che la trasparenza nei confronti dei lettori sia una qualità encomiabile di www.insidethegame.it che abbiamo sempre mantenuto e contineremo a mantenere. Addirittura io spero che questa sia la caratteristica principale del nostro lavoro che involgia più di trecento persone al giorno (in continua crescita) a leggere queste righe. Qui trovate approfondimenti e quindi postiamo qualcosa su un gioco se l’abbiamo finito, oppure se ci sta talmente tanto coinvolgendo da non poter fare a meno di mettere nero su bianco la nostra passione.

Questa premessa è doverosa, come doverose sono delle scuse relative al “ritardo” con il quale la mia bloggata su Too Human esce in una data così lontana dall’uscita del gioco. Questo è stato un periodo molto stressante e difficile. Credo si sia notato dalla frequenza degli aggiornameni al blog o dalle frasi su msn. Periodo che sta continuando ma contro cui, comunque, voglio lottare in maniera forte almeno aggiornando per bene questo spazio, con articoli sempre più interessanti. Ma basta premettere… perchè il nuovo titolo Silicon Knights è un lavoro indifendibile?

Innanzitutto partiamo da questo: perchè stiamo parlando di Too Human se non è un gioco che Inside The Game si sente di consigliare? Ovviamente perchè gli autori dietro a questa esclusiva Xbox360 sono gli stessi di quel gioiello indimenticabile che è Eternal Darkness, di cui abbiamo già parlato. Ovvio quindi che l’attesa per questo titolo, addirittura concepito dieci anni fa, era alle stelle, come dimostrato da questo mio post estivo.

Ho finito Too Human circa un mese fa ed ho cercato, fino all’ultimo quadro, un motivo per salvarlo e per cercare di consigliarvi questo pezzo di software. Il motivo dietro questa mia ricerca è presto spiegato: adoro i giochi originali e questo titolo è qualcosa di veramente mai visto, soprattutto su console. Un hack’n’slash atipico, con dei comandi innovativi e con dei livelli maestosi: architetture giganti che si snodano sotto i piedi del protagonista in maniera fluida e ambiziosa. Purtroppo però qui finiscono gli aspetti positivi.

Too Human soffre il confronto grafico col tempo, ma difficilmente a me sta a cuore il lato tecnico: le musiche però sono poco ispirate… e questo già è un aspetto che mi interessa di più. Il problema vero è che il nuovo titolo dei cavalieri di silicone è la noia. Grazie alla pressione di una leva in una direzione si possono attaccare i nemici, anche lontani. Inclinandola dall’altro lato si fa partire una combo. Questo meccanismo semplicistico rende praticamente piatto qualsiasi scontro, anche con i mostri un pochino più grossi. Praticamente si può anche evitare di guardare lo schermo.

Allora pensavo che il lavoro sulle armi e soprattutto sulle abilità fosse stato curato a dovere. Si parla di un gioco alla Diablo, dove il raccattare oggetti per poi provarne i devastanti effetti sul nemico deve essere una goduria, così come l’aggiunta di una nuova abilità al nostro personaggio. Già dieci anni fa l’action game Blizzard rendeva questa pratica interessante e additiva: non si riusciva a smettere di cercare oggetti e si voleva rigiocare il titolo per vedere tutte le abilità. Too Human invece fallisce miseramente anche questa sfida: non si prova granchè soddisfazione a cambiare armatura (i cambiamenti non sono evidenti) ma soprattutto le abilità sono davvero sconcertanti. Non sono combinabili con oggetti vari, difficilmente lo sono tra di loro e soprattutto manca lo stupore nel vedere cosa il proprio guerriero ha creato. Quando ho sbloccato l’ultima abilità mi sentivo preso in giro: la mia arma che si sdoppia e colpisce da sola il nemico? Ma dai!!!Io che volevo uno spirito uscire dalla terra per afferrare e scaraventare ovunque i mostriciattoli. Oppure almeno un colpo in salto potentissimo che facesse un rumore devastante. Niente di tutto questo…

Bene signori. Niente soddisfazioni = niente videogioco. I meccanismi sinaptici su cui il medium interattivo si basa sono proprio basati sulla capacità di offrire all’utente un appagamento intelletivo, cosa che spinge chjiunque ad andare avanti e a divertirsi. Durante l’ultimo quadro di Too Human, lo ammetto, andavo avanti solo per gli achievement e una volta raggiunti gli stessi ho pensato ho spento l’Xbox e levato il DVD, per riporlo il più lontano possibile dal vano della mia console… cioè a casa di Fucktotum, dove tutt’ora il gioco risiede.

La modalità multiplayer, ovviamente, è carina. Detto questo, a voi la parola. Il video è una recensione americana dove si dice la stessa