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Scritto da AKirA ( insidethegame.it )

L’alfabeto di Halo!

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 31 Lug 2008 alle 15:04

Che vi ha trovato questa volta il mio prode StudioUnto?

Na cosa fichissima… ;) Concedetemi un pizzico della mia romanità.

Tutte le lettere dell’alfabeto riprodotte con i cadaveri di Halo 3 nel multiplayer. Incredibile ma vero! Potete scriverci quello che volete come io ho scritto Inside The Game! Sono entusiasta come un bambino! Praticamente un font fatto con cadaveri “virtuali”: LOL!

Nell’arena ne sucedono di tutti i colori.

Trovate tutto qui.

Scritto da Fucktotum ( insidethegame.it )

Storia di un videogiocatore indipendente

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 30 Lug 2008 alle 17:19

La prima affermazione farà scuotere la testa a molti: ho avuto e ho un sacco di nickname.

Spiegare il perchè è facile: non sono un netgamer, difficilmente mi sono cimentato in qualche disciplina online, se non per fraggare un po’ di amici: per me quella tra pc e console non è neanche una guerra, o almeno scelgo di non combatterla buttandomi a capofitto sulle seconde  (odio le installazioni, i problemi tecnici e tutti i casini che solo un pc sa regalare agli incompetenti come me).

Fino alle console di ultima generazione non avevo quindi un motivo valido per farmi un’identità digitale “seria”.
Se però dovessi citare solo uno dei miei “nomi”, sarebbe Fucktotum, giusto giusto quello che uso in questa sede (sull’Xbox Live ho TerroristCactus, la cui genealogia è abbastanza curiosa ma poco avvincente per essere raccontata: non c’è nè sesso nè violenza).

Gran parte della mia giovane (mooolto relativamente) esistenza l’ho passata coi nostri amati videogiochi, molto spesso in compagnia del nostro prode Simone, conosciuto in uno dei peggiori bar di Caracas quando eravamo poco più che infanti.
Il primo gioco che mi ha fatto “prelevare” (notare le virgolette) soldi dal portafoglio di mio padre è stato il coin op di Rastan Saga, l’ultimo è stato GTA IV (scherzetto, questo è falso).

L’amarezza più grande il nostro hobby me l’ha data con Dragon’s Lair: troppo piccolo per essere capace, guardavo rapito il più stupefacente esempio di dove saremmo arrivati grazie alla tecnologia applicata allo sterminio di goblin e orchetti. In mezzo c’è un epopea di titoli più o meno validi, preferibilmente su console Nintendo (anche se “grazie” al Wii ammetto che alcune certezze vacillino).

No, non sono razzista, è solo che i fatti della vita mi hanno portato attualmente su altri lidi, come l’Xbox360 o il fermaporte di Kyoto: poi si sa che le guerre di religione hanno sempre il loro fascino al giorno d’oggi.

Ogni epoca del videogioco su cui rifletto mi porta in mente vagonate di ricordi, legati principalmente ai periodi che affrontavo: per dirne una salvifico fu Diablo, che mi fece concentrare unicamente sul massacrare innocenti demoni pixellosi invece che su colpevoli demoniette in corna e ossa.

Questo per dire che è difficile scindere il binomio videogames/vissuto per me: contrariamente ai tanto decantati stereotipi di questi tempi non credo di essere pericoloso. Tranne quando perdo a Mario Kart!

Credo di incarnare un “genere” di videogiocatore molto diffuso, troppo spesso silenzioso: quello che gioca e vuole giocare per divertimento, per raggiungere un punteggione o per scoprire tutti i segreti in un titolo particolarmente avvincente, che si diverte a cercare legami con altri mezzi di intrattenimento, in barba a chi ci vede come pazzi e ai fantapsicologi (per cui sono un mostro: videogiocatore e amante dell’heavy metal=serial killer satanista).

Qualcosa di mio l’avete già letta, qualcos’altro arriverà: in pratica siete condannati, abbiate pazienza e vedrete che andremo sicuramente d’accordo, almeno fino al nostro primo incontro su Xbox Live…poi non garantisco!

Soundtrack: Righeira, No tengo dinero (notare la batteria nel video: i videogiochi sono dappertutto!!!)

Scritto da AKirA ( insidethegame.it )

Super Chuck Norris Bros!

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 29 Lug 2008 alle 19:02

Grazie a StudioUnto, che citerò da adesso in poi per tutte le sue splendide segnalazioni, anche oggi vi faccio ridere!

Con un video, come al solito, tra l’altro abbastanza recente. La cosa fenomenale è che questo NON è il solito video di Super Mario Bros creato utilizzando After Effect o qualche altra “diavoleria” di montaggio. Questo è un gioco vero! )

Alcuni ragazzi si sono messi insieme e hanno unito la moda “Chuck Norris” che circola su internet insieme alla sempreverde bellezza del platform Nintendo. Questo è il risultato! Mentre un primo video dell’opera circola già dal 2006 (quello forse era un fake), questo è invece un trailer del gioco di circa sei mesi fa a cui non è allegato, purtroppo, nessun link per provare l’opera. Ma il sito ufficiale però è stato scoperto recentemente da Ripten, così che tutti noi possiamo divertirci con Chuck e i mattoncini.

Certo avremmo gradito funghetti di ogni tipo da donare al nostro protagonista… ma per ora accontentiamoci e divertiamoci!

Scritto da AKirA ( insidethegame.it )

“Umano troppo umano”

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 28 Lug 2008 alle 18:12

Ho giocato la demo di Too Human su Xbox 360. Mi aspetto molto dal nuovo gioco di Silicon Knights, gli stessi di Eternal Darkness di cui Fucktotum ha parlato recentemente. Eppure ho trovato la demo deludente, cavolo, e lo dico con rammarico.

Il gioco è fondamentalmente pronto, uscirà il 19 Agosto, quindi tra due settimane eppure l’ho visto scarno, con poca verve. Ovviamente è un’idea che probabilmente verrà spazzata via dall’uscita del gioco: ho fiducia totale nei programmatori canadesi e soprattutto non ho potuto certo constatare da una demo la profondità della trama, da cui sicuramente non verremo delusi.

Certo però che questo tentativo di riprodurre un simil Diablo su console non mi sembra poi così interessante, almeno dalla demo. Lo schema di gioco in fondo è proprio quello: orde di mostri da trucidare con la spada (stick analogico destro) o con le armi, collezionare gli oggetti speciali che escono dai loro cadaveri e prepararsi alla prossima ondata con il migliore dei surf. Forse sono passati i troppi anni da Diablo 2, e quindi il genere non mi attira più, o forse il problema è proprio che in versione dimostrativa, un gioco di questo tipo non può certo mostrarsi con tutti i suoi assi nella manica. E’ basato sulla quantità di armi, magie, scenari ecc: dare mezzo livello non può essere indicativo del prodotto finale.

La presenza di una sola classe nella versione dimostrativa, inoltre, non fa che diminuirne l’appeal. Ammetto che un’esperimento simile su console è sicuramente un bel vedere: tra la massa di action game e sparatutto c’era proprio bisogno di qualcosa di diverso. Tra l’altro essendo un’esclusiva Xbox360, dove a forza di FPS ci hanno fatto venire la nausea, è ancora di più una piacevola sorpresa. Dall’estasi provocatami dai trailer, però, siamo giunti ad un picco negativo di attesa: mancano due settiman all’uscita e non soffro della mia classica sindrome “lo voglio, lo voglio, lo voglio”.

Ciò che mi chiedo quindi è… c’era bisogno di una demo per un gioco che fa della profondità la sua carta vincente? Siamo sicuri che non è addirittura controproducente, come è stato nel mio caso? In pochi minuti non si può mettere una bella trama e decine di armi diverse e mostri diversi ecc. Ringrazio personalmente Microsoft e Silicon Knights, comunque, per averci fatto provare il loro gioco in anteprima, ma siamo sicuri che ci abbiano guadagnato?

Personalmente comprerò sicuramente il titolo perchè sono sicuro che manterrà le promesse, ma non nego che il mio hype sia diminuito.

Nel video la modalità cooperativa di Too Human che, sicuramente, aggiungerà moltissimo al gioco: nella demo non c’era! ;)

Scritto da Fucktotum ( insidethegame.it )

Oggi mi vesto…casual!

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 25 Lug 2008 alle 16:24

 http://youtube.com/watch?v=K_ARvhT6Gzc

Davvero interesssante questo articolo di Edge.

Partendo dall’assunto per cui il mercato dei videogiochi stia dando il meglio di sè in questi anni, spaventando tutte le altri grandi industrie tradizionali (da Hollywood al mercato dell’home video), perchè in grado di batterle sul campo delle vendite e dell’attenzione dei media, prosegue poi con la considerazione che questa crescita sia esponenziale e spietata nella sua espansione: addirittura Chris Charla parla di “un’esplosione più veloce di anno in anno” piuttosto che di una crescita.

Ma questo aumento sarebbe all’ origine di uno dei grandi errori dell’industria, quello di creare una mescolanza di temi concettualmente pericolosa, fissandosi sul concetto omnicomprensivo di “casual“.

Un problema di semantica dunque, ma che coinvolge in modo molto diretto gli sviluppatori, “costretti” a scegliere una definizione non propriamente corretta tutte quelle volte in cui si mettano al lavoro su un prodotto pensato per essere rivolto a una audience molto ampia.

Pensandoci bene, l’unico caso in cui si può davvero usare questo termine è quello in cui ci si trovi di fronte a una persona che giochi molto tempo, ma non interessata alla profondità o alle possibilità offerte da un titolo: che si metta quindi in gioco soltanto con l’idea di passare del tempo senza pensare a nulla di particolare, in “modalità relax“.

Nulla di male in questo, ma partendo da questa concezione si è allargata di molto l’idea di ciò che sia veramente “casual”, arrivando a comprendere titoli ben più complessi di un semplice puzzle game disponibile sul web, come ad esempio Rock Band.

Ebbene, come Charla osserva giustamente, “niente che costi 150 $ e richieda una console da altre 300 $ può essere considerata una prodotto casual“, e analogamente cita anche Wii Fit: secondo lui il termine migliore sarebbe di “prodotti per il mercato di massa“, cioè titoli di una grande profondità, che richiedano un impegno (economico e in termini ludici) più che consistente, ma senza un target definito (fa l’esempio della nonnina che si prende una pausa da Bejeweled o del ragazzo che interrompe un massacro in Resistance per farsi una schitarrata rilassante).

Ma in ogni caso quale è il vero problema? Il problema è che la parola “casual” non ha un grosso impatto sui giocatori, i media e quant’altri, ma ne ha un bel po’ sugli sviluppatori: nei meeting precedenti all’avvio dei lavori, se spuntasse fuori che il titolo è pensato per un pubblico casual ecco che la profondità svanirebbe, soppiantata da minigame e da semplificazioni banalotte.

Altro sarebbe se venisse chiaramente indicato come target quello di un pubblico quanto più ampio possibile (quello che nell’articolo di Edge è citato come “mass market”): un buon esempio in questo senso è rappresentato da Smash Bros Brawl, che può essere giocato da chiunque con mezzo minuto di esercizio, ma allo stesso modo tra contenuti sbloccabili, trofei, livelli bonus può essere impegantivo e duraturo anche per il più fanatico hardcore gamer.

Definire un prodotto come dedicato a un mercato di massa non ne mina (neanche concettualmente) nè il livello di dettaglio, nè quello di impegno necessario a divertirsi: quale titolo migliore di Street Fighter 2 in questo senso? Tutti lo hanno giocato e lo conoscono, anche chi prima della sua uscita non era un videogiocatore: è un gioco che ha tutto, dall’immeditezza e profondità, dall’appeal alla complessità. Ma se si fosse partiti nel progetto pensandolo per casual gamers cosa avremmo avuto?

Se quindi è inevitabile che si mercato si espanda verso nuovi lidi, è necessario che gli sviluppatori non cadano nell’errore (sematico ma di evidente attinenza pratica) di svilire le loro idee pensando di dedicarle a un pubblico limitato: sarebbe difficile tornare indietro e riconquistare il nocciolo duro perso per strada.

Nel video potete ammirare il Wii, la macchina che più d’ogni altra è entrata delle case dei non avvezzi al videogioco, spalancando davvero a chiunque questo mondo! E chi la sta usando in questo video…? Beh, qualcuno che è proprio vestito casual )

Scritto da AKirA ( insidethegame.it )

La mia più bella telecronaca

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 22 Lug 2008 alle 18:47

Lo zoccolo duro di fan di questo blog è fatto di netgamers. Io lo so, non vi preoccupate, e nonostante non parli spesso di ciò che succede nel mondo del netgaming italiano e mondiale in questi lidi, rimango comunque l’alfiere del multiplayer: sempre pronto a battermi per ottenere più spazio in manifestazioni, convegni, fiere, trasmissioni, video.

Battersi per il netgaming è la mia missione. L’ho sempre fatto e continuerò a farlo, perchè la passione non morirà mai, sono convinto. Nonostante questo ho dei periodi di single player molto intensi (come quello odierno) e ovviamente vi riporto i miei pensieri come mi vengono. Anche e soprattutto perchè questo blog è la mia valvola di sfogo, per certi versi, e siccome di netgaming parlo spesso nelle riviste per cui scrivo (Giochi per il mio Computer e Game Pro), qui mi piace scrivere ciò che penso dei videogiochi tout court. Ma non dimenticherò mai da dove vengo, non dimenticherò mai che ci sono migliaia di netgamer italiani intrappolati in una nicchia che pochi vogliono aiutare ad ampliare. Io sono uno di quei pochi e quindi, eccomi qui, oggi parlo di netgaming.

Lo faccio proponendovi un reperto “storico” o quasi, per cui devo ringraziare Fragbite, un non meglio precisato sito di una non meglio precisata nazione (credo la Svezia). C’era infatti qualcuno di questo portale a maneggare la telecamera che ha ripreso la mia più bella telecronaca di tutti i tempi.

World Cyber Games, edizione 2006, Monza. Olimpiadi dei videogiochi! Mi ero qualificato per Dawn of War come primo italiano (non è stato difficile, visto che al torneo di eliminazione ci siamo presentati in tre!); dovevo avere un posto in nazionale ma vi rinunciai. Potevo dimostare al mondo che ancora valevo qualcosa come player (nel 2005 sono stato primo della ladder mondiale di Dawn of War, anche se per un breve periodo di tempo), ma piuttosto che coprirmi di ridicolo (non valgo più nulla come player ad alti livelli da molto tempo… e probabilmente non sono mai stato un granchè) ho preferito prendere al volo una chance che non si sarebbe ripetuta. Essere la voce ufficiale italiana di quei World Cyber Games, insieme ad un pool di telecronisti proposti da me e da NGI. Nobsyde, Marauder e Yoyo.

Durante tutto il torneo io sono sempre stato scelto per commentare le partite sul “main stage”, il palco più grande. Grazie alla mia conoscenza di Starcraft, Warcraft III e Counter-Strike ho potuto imprimere nelle orecchie di tutti i presenti le mie emozioni, mentre sul mio schermino scorrevano partite divenute poi storiche come IloveoOv vs  JulyZerg oppure Gostop vs Sky. Ma la partita più bella che ho visto è stata la finale di Counter-Strike tra NiP e Team Pentagram. Svezia contro Polonia.

I polacchi venivano dalle winner bracket, serviva un’impresa svedese per portarsi a casa il torneo: vincere due mappe di seguito. La prima i NiP se la sono portata a casa davvero, la seconda invece ha incoronato campioni i Pentagram, tra l’entusiasmo del pubblico presente: davvero tanto.

Dalla mia postazione, situata alla sinistra del palco, non mi interessava sapere quanti tra il pubblico capissero quanto stavo blaterando al microfono. Molti erano partecipanti al torneo, provenienti da 70 nazioni differenti, ma c’erano anche molti italiani: padri con figli, netgamers o semplici curiosi. Non mi interessava, dicevo, capire se mi comprendessero: ma la loro presenza lì, in massa, ha fatto scattare una molla che mi ha totalmente prosciugato la voce. Sentivo la partecipazione, i sospiri, gli applausi di centinaia di persone; qualcosa che forse non ritroverò più. Anzi, non ritroveremo più, perchè gran parte del merito per la “mia più bella telecronaca” è ovviamente di Nobsyde, l’uomo del “fagottino marrone” nonchè il mio compagno di merende, ai microfoni di Counter Strike di tutta Italia. L’intesa che c’era tra noi, rafforzata da una settimana particolare per entrambi, è letteralmente esplosa in questa telecronaca così come abbiamo letteralmente stupito i nostri colleghi americani e coreani, prodighi di complimenti per le nostre urla.

Questo video è un riassunto, a pezzi, di ciò che successe all’autodromo di Monza durante quella partita. Un documento che un pò mi rattrista, perchè forse non ci sarà mai più una partita di un videogioco con tutto quel pubblico sul suolo italiano. Anche se la recente Pro Lan fa ben sperare e Lucca Comics and Games dello scorso anno ha dimostrato che c’è tanta curiosità intorno agli Sport Elettronici.

Ma oltre a rattristarmi mi rende davvero fiero di me stesso: durante l’ace di Walle (minuto 6:15) avrò perso almeno un polmone. Segno che l’emozione era davvero autentica, per noi, nel vedere una sfida ad un “giochino”.

Scritto da AKirA ( insidethegame.it )

Duecentesimo post: un blog collettivo!

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 17 Lug 2008 alle 19:23

Salve a tutti, lettori di Inside The Game! )

E’ con un po’ di emozione e tremarella nelle dita che mi appresto a scrivere il secondo post non videoludico di questo blog, dopo il primo riguardante l’anniversario dei 100 post, per il quale ho addirittura inaugurato la nuova veste grafica e il dominio attuale.

Sono emozionato perchè questo blog, volente o nolente, mi è scappato di mano. Non solo per i visitatori che continuano ad aumentare mese dopo mese (ora siete circa 260 al giorno, FISSI, che spettacolo…). Soprattutto sono emozionato per gli attestati di stima, i link da altri blog, i commenti d’affetto, le discussioni e tutto quello che si è consumato, in duecento post, su questi lidi. Ammetto che il blog mi sia costato fatica soprattutto in termini di tempo. Il problema è che non lo considero più facoltativo, bensì necessario. Mi piace esprimermi e trovo questa piazza telematica davvero grandiosa e voi un pubblico stratosferico. Per questo provo a non farvi mai mancare un post al giorno ed è per questo che ora sono qui a scrivere anzichè giocare a Metal Gear Solid 4. Perchè, davvero, siete nel mio cuore.

Ma voiglio sottolineare una differenza tra l’anniversario dei cento post e questo, una differenza che sancisce anche la nuova caratteristica di Inside The Game, che in verità avete già tutti sperimentato. All’inizio ero da solo, ora invece questo è ufficialmente un blog collettivo, quindi scritto a più mani. Senza l’aiuto degli altri blogger non ci sarei arrivato sano di mente a questo duecentesimo post! Ed è di questo che voglio parlarvi oggi, della creazione della pagina relativa allo staff (domani la pubblico), che sta rendendo questo spazio sempre più bello!

Come ho già detto, voi lettori non siete certo stupidi e quindi è un po’ che notate post di Fucktotum Nobsyde o Rev, in rigoroso ordine alfabetico. E’ dalle menti di questi tre “personaggi” che nascono comunque tutte le iniziative del blog. Non solo contenuti da leggere ma anche da ascoltare, da guardare ecc. Ovvio, quindi, che io debba ringraziarli e almeno citarli.

Di Massimo “Fucktotum” Mallia che dire. E’ un mio amico di infanzia, quindi un raccomandato ) Sbagliatissimo; non lo è affatto, anzi. Molte delle opinioni o dei discorsi sui videogiochi che spesso mi vengono in mente, sono farina del suo sacco. Tante intuizioni, soprattutto, sono davvero interessanti e credo che lo stia dimostrando con i suoi post, anche se probabilmente non vuole ancora “strafare”. Si sta tenendo le bloggate migliori ancora nella manica ;) Tra l’altro è l’uomo che dovete ringraziare se i miei post non hanno errori di italiano o di battitura: non je sfugge niente! ) Ma non è solo uno che scrive, con lui ho condotto “La Zona X“, Radio Fragtime, spero non ve la siate dimenticata…

Marco “Nobsyde” Alice è invece un felice incontro dei miei ultimi anni di netgaming, quelli passati principalmente a lavorare nell’ambiente e non a giocare. E’ il volto/voce/verbo di Progaming Italia. In lui mi piace lo spirito d’intraprendenza e la voglia di scrivere bene, rileggendo ogni virgola e impostando ogni capoverso per un’emozione nuova. E’ colui con cui ho urlato la più bella telecronaca della mia carriera. Ed è un amico. Si è unito per ultimo al bus targato ITG ma è anche il primo che ha scritto una presentazione/post, molto piacevole da leggere. La passione, in gente come lui, sono sicuro che non morirà mai.

Last but not least, Gabriele “Revng” Palozzi, che ora sta al mare ed ha anche il computer rotto ) Non potrà leggere quindi queste righe ma sa benissimo che nonostante non abbia ancora voluto dimostrarsi un blogger efficace (spero che lo faccia presto, sia con una presentazione che con qualche post), è sicuramente molto importante per questo spazio. Il suo apporto divertente e spensierato, innestato nella trasmissione radiofonica Il Bar dell’eSport e Dintorni è stato essenziale. La continua voglia di migliorarsi ha rappresentato per me uno stimolo in più. Speriamo che quella iniziativa ritorni alla vita… vi faremo sapere. Per Rev provo un affetto davvero sincero, volevo farglielo sapere qui nonostante le differenti vedute )

Bene, ora quindi potete capire i perchè e i per come delle mie scelte nella creazione dello staff dietro ad Inside The Game e l’unica cosa da dire rimane: “buon lavoro a tutti“.

Ma prima di ricominciare a scrivere, scrivere, scrivere… festeggiamo! Il video postato è qui per questo: celebriamo Inside The Game e i suoi 200 post, i suoi 2.004 commenti (grazie ragazzi anche a voi di cuore), e i suoi 23.802 click totali solo della nuova versione che uniti ai 43.463 della vecchia fanno: un sacco di click!!!!!!!!!!

Cheers!


articoloP.S. E’ in edicola Game Pro 14, non perdetevi questo numero della rivista, mi raccomando. Trovate i suoi contenuti a questo link, ma soprattutto ci trovate la mia column di questo mese intitolata: Ecco come TV e videogiochi possono convivere.

Scritto da AKirA ( insidethegame.it )

E3 2008: Sony press conference

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 16 Lug 2008 alle 20:23

Eccoci giunti all’ultimo gigante dell’industria dell’intrattenimento elettronico, quel leone sempre pericoloso, ma ora mezzo addormentato. Sony, divisione Computer Entertainment, i geni che hanno trasformato un passatempo per alcuni in un costume di massa grazie a Playstation, uno e due.

La tre sta andando male, dicono i numeri. Eppure è più bella, più silenziosa e più potente, della console Microsoft, sua diretta antagonista. Ha un fantastico lettore blu ray e la potenza del “Full HD“, un sistema molto aperto con cui si può fare di tutto (c’è un browser con cui io spesso guardo i commenti sul blog) e un nome che non fa sconti. This is living, signori; eppure perchè le vendite arrancano?

Perchè la conferenza Sony dell’E3 è stata la più deludente in termini di titoli presentati? Sony pensa davvero che basti un trailerino di God of War 3, in cui peraltro non si vede neanche un secondo di gioco, e un’ennesima anteprima di Killzone 2 (mostrato un anno fa all’E3 2007… ma comunque davvero impressionante)? No, assolutamente non bastano i titoli per i blogger di mezzo mondo e le novità presentate, comunque, non fanno gridare al miracolo. Arriva addirittura tardissimo rispetto alla concorrenza l’annuncio delle vendite di film online su Playtstation Network. Insomma niente di veramente succoso.

Eppure signori, il leone ha ancora voglia di correre dietro alla gazzella. Un tempo era il re della foresta, ora deve combattere contro altre forze per il predominio territoriale; il metodo però c’è e Sony lo sa bene. Questa console war sarà la più lunga e si può ancora vincere!

Come? Innanzitutto la comunicazione del colosso nipponico è sicuramente la migliore (anche se tutti e tre i brand hanno fatto passi da gigante nell’ultimo periodo). Il video che state vedendo testimonia in pieno quanto asserito: i dati di vendita sono stati forniti tramite un livello giocabile di Little Big Planet, un titolo per cui la console meriterebbe l’acquisto, visto che potrebbe sconvolgere il sangue del mondo dei videogiochi iniettando un po’ di sano User Generated Content (come farà Spore, su PC).

In seconda battuta, Microsoft si è letteralamente “fregata” (non è una cosa negativa, ma anzi una cosa positiva della casa di Redmond che ora ha convinto chiunque ad investire su Xbox) un sacco di esclusive Playstation a suon di milioni di dollari, ma i brand che rimangono sulla stazione da gioco, quanto sono potenti? Non sono forse addirittura il manifesto del videogioco moderno? Quando finalmente uscirà  Gran Turismo 5 cosa succederà? L’impatto di God of War 3 sarà devastante per le altre console, come i colpi di Kratos? Il prossimo Wipeout richiamerà al centro commerciale milioni di fan?

Metal Gear Solid 4 ha dimostrato proprio questo: un’incremento di vendite spaventoso. Chi non aveva ancora scelto, probabilmente appena ha sentito “Solid Snake” ha acquistato Playstation. Purtroppo è difficile far pendere verso Fable 2 milioni di ex acquirenti di PS2, nonostante il titolo Lionhead mi sia sembrato davvero unico. Ed ecco il bandolo della matassa: Sony non è solo PS3! Sony è PS2 e anche PSP. La prima in alcune parti del mondo vende ancora molto di più di Xbox360 (scusate se è poco). Faccio notare che i giochi per Wii continuano ad uscire anche su PS2, quindi non dite che non escono più giochi. ) La seconda è in crescita costante ed ha un appeal clamoroso.

E allora chi è che sta vincendo? Quale è il nome che nel 2008 bisogna dare alla propria “console” per parlare con i “non giocatori” (maledetti!!! Eh giocate ragazzi, su!!!!!). Bisogna ancora chiedere al proprio padre: “Papà, papà, a natale voglio giocare al Nintendo“, come negli anni 80/90? Oppure i giovani d’oggi giocano “alla plaistescion” e identificano questo termine con console?

Io dico questo: grazie ai dati di vendita globali, mi sembra che abbiano vinto tutti! Publisher inclusi )

E voi che ne pensate? Il mazziere ha servito le carte. Signori: fate il vostro gioco.

Qua trovate tutta la conferenza sempre scirtta in tramite live blogging.

Scritto da AKirA ( insidethegame.it )

E3 2008: Nintendo ha conquistato il mondo

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 15 Lug 2008 alle 22:29

La conferenza stampa di Nintendo (riferitami da Peppe, che ringrazio, e poi vista sui video del sito ufficiale www.e3expo.com), contrariamente a quella Microsoft di ieri e a quella Sony, tenutasi poco dopo (ne parliamo domani) ha inequivocabilmente dimostrato un fatto: Nintendo ha vinto.

Tutto il tono del discorso, attenzione sto parlando quindi della forma non della sostanza, faceva trasparire un’evidente “superiorità” territoriale e quindi ho notato poca voglia di far scrivere fiumi di inchiostro a blogger come me o alle riviste specializzate. In fondo, parliamoci chiaro, la casa di Kyoto prima del Nintendo DS era data per spacciata. Vendeva solo il GameBoy, mentre il suo Gamecube era semisconosciuto (non scherzo quanta gente conoscete che l’abbia posseduto anzichè avere una PS2?). Eppure in questa generazione ha speso meno dei suoi diretti concorrenti ed ha venduto il doppio, guadagnando molto di più. Wii e DS sono due prodotti che hanno totalmente fatto breccia in un mercato inseguito costantemente da Sony, ma mai raggiunto a forza di Eye Toy: sto parlando di coloro che non hanno mai videogiocato.

Prodotti come Brain Training o Wii Sports, hanno messo insieme giovani e anziani; Super Mario Galaxy ha dimostrato che la voglia di tenersi i fan ci sarebbe ancora. I risultati in comunicazione, comunque emblematici, dovuti ad un prezzo davvero competitivo dato a Wii, hanno creato un corto circuito in un mercato casalingo letteralmente dominato da PS2 dando ragione, per una volta nella storia, a chi ha avuto il coraggio di innovare. E questi risultati si vedono ad occhio nudo: quanti spot in televisione di giochi per Wii avete visto?

Adesso Nintendo non può permettersi di aspettare le mosse degli avversari, quindi continua a proporre a modo suo novità eclatanti. Animal Crossing per Wii promette già faville sul settore dell’online (qui potete vederlo), mentre ciò che state osservando, cioè Wii Music, arriva in un momento importantissimo per i giochi musicali e può raccogliere seneramente un’eredità difficile perchè è fatto bene.

L’annuncio del nuovo “sensorino”, come mi piace chiamarlo (il Wii Motion Plus), è comunque una ciliegina sulla torta e forse chiuderà la bocca a chi ha criticato Wii per i suoi controlli spacciati come rivoluzionari ma comunque non precisi (vedere per credere).

Ora però voglio tornare all’inizio del mio discorso: tutto quanto mostrato in questo attesissimo palconscenico dell’E3 2008, mi sembra comunque un “compitino” per chi ha rivoluzionato il mercato dei videogiochi. Non c’è stata la voglia di mostrare neanche un titolone per noi hardcore gamer; mi sarei aspettato almeno un nuovo uso della pedana Wii Fit unito ai normali Wii Mote e Nunchuck o qualche periferica davvero mai vista, invece nulla. Io in questo vedo l’aria di chi ha vinto e la dimostrazione viene dalla lunga disanima dei dati mondiali di vendite che vedono il Wii superare tutta la concorrenza, per non parlare delle copie di Nintendo DS sparse per il globo.

Insomma Nintendo; i tuoi fan vogliono che ti ricordi di loro. Vogliono giocare le innovazioni formali ma anche quelle stilistiche che vengono dalla “penna” di Miyamoto & co. I tuoi fan vogliono che tu sappia osare non solo nel casual, ma anche nel santuario dell’hardcore. Non ci bastano 3 giochi in un anno.

Forse siamo troppo esigenti? Da chi ha creato Mario, chiedere di meno, sarebbe un delitto.

Comunque sia, Wii Music è bellissimo!!!

Scritto da AKirA ( insidethegame.it )

E…uno. E… due. E3!!!

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 13 Lug 2008 alle 21:17

Ci siamo!

Domani comincia la nuova edizione dell’Electronic Entertainment Expo: una delle più importanti fiere di videogiochi al mondo. Un tempo unica, sola e gigantesca, ora semplicemente goccia in un mare di eventi bellissimi, a cui publisher e software house partecipano con molto entusiasmo per presentare i propri prodotti.

L’E3 di Los Angeles è un sogno, per molti. Io ad esempio non ci sono mai andato e ho sempre sbavato sulle anteprime delle riviste (e ora dei siti): mi piacerebbe tantissimo andarci! Purtroppo l’America è troppo lontana… probabilmente mi concederò una gitarella in quel di Lipsia, chissà, per la Games Convention che probabilmente adesso è ancora più grande.

Ma il fascino della fiera in California è molto più grande. Da sempre le anteprime, i più stupefacenti annunci, i migliori giochi, vengono presentate nei palchi dei mega stand dell’E3. Ma niente di “enorme” quest’anno: dal 2007 la fiera ha subito una pesante riorganizzazione poichè era troppo costosa. Tra l’altro ora è solo ad invito e non ha più quei 50.000, 60.000 visitatori dell’edizione 2004, ad esempio. Ciò non toglie che la sostanza vale più della forma; a me personalmente non interessa molto che Nintendo abbia o non abbia un super palco con 100 booth babes una meglio dell’altra (forse queste un pò mi interessano… il video è una dimostrazione ;) ). Io voglio vedere grandi giochi in anteprima! Anzi voglio giocarli in mezzo a migliaia di fan come me! Nel tempio del divertimento elettronico dal 1995 (anno della prima edizione della fiera).

Starò a casa come voi, peccato in un certo senso. Ma da una parte sono comunque contento di discutere qui sul blog delle novità che verranno presentetate in questi quattro giorni, da lunedì 14 a giovedì 17. Preparatevi a vedere finalmente Fallout 3, Project Origin, Dragon Age, Mortal Kombat vs DC Comics e tanti altri. Sul blog proverò a embeddare lo streaming di GameSpot, se ci sarà, così da commentare davvero in diretta tutti i titoloni attesi per questo autunno. Se fosse come quello 2007, sarebbe SUPER!