Scritto da AKirA ( insidethegame.it )

Bollettino da Lucca: maltempo e divertimento

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 1 Nov 2008 alle 10:53

 lucca

Piove, governo ladro.

Piove sulla fiera di settore (fumetti) più importante d’Europa, piove sulle decine di migliaia di persone che sono intervenute al Lucca Comics & Games. Piove, ma ci si diverte, tanto, perchè la fiera quest’anno se possibile è ulteriormente migliorata.

Il padiglione Games, ad esempio, non è più caotico come quello dell’anno scorso, ma anzi sembra avere un organizzazione degli spazi. I videogiochi sono raggruppati nella loro area e gli stand proposti sono davvero di ottimo livello e molto spettacolari. Si possono provare le ultime novità del settore, oppure esibirsi su un palco ad un videogioco musicale. Ovviamente, se ci sono io ;) , non mancano i tornei: sia su console che, ovviamente, su PC, c’è molto carne al barbecue di chi ama la competizione.

Personalmente sono seduto ad un tavolo dello stand “Intel ESL Arena” (ovviamente tutto organizzato da Progaming Italia) dove, rigorosamente su PC, si gioca tantissimo. Solo a titoli Blizzard, visto che l’evento accoglie la presentazione ufficiale italiana di The Wrath of The Lich King (che ho potuto vedere in anteprima grazie ai due ragazzi di Blizzard venuti addirittura dalla Norvegia e dalla Spagna per far giocare chiunque, una mezz’ora, alla nuova espansione di WOW) anche se nel pomeriggio di oggi e di domani, invece, ci sarà la possibilità di vedere in azione i campioni della serie A italiana dei videogiochi, cioè la ESL Pro Series, con l’Intel Friday Night Game powered by Asus. Veceremo quindi un triangolare di Call of Duty 4 e domani sul palco saliranno tre squadre di Pro Evolution Soccer 2009.

Tornando a Blizzard e a World Of Warcraft, stiamo organizzando una piacevole iniziativa chiamata Level Contest: si parte tutti dal primo livello e in venti minuti, senza poter interferire uno con l’altro, si deve fare più esperienza degli avversari. Molto divertente, il pubblico sta apprezzando molto. Ma sono sicuro che molti di voi staranno leggendo queste righe nella speranza di carpire qualche informazione su The Wrath of The Lich King. Purtroppo non sono la persona più adatta a parlarne, visto che sono davvero digiuno di WoW. So solo che, chiedendo ai giocatori che lo stanno provando, l’entusiasmo è alle stelle.

La mia preoccupazione più grande, invece, è stato stressare per ore i ragazzi Blizzard chiedendogli, anche in ginocchio, di farmi vedere Starcraft 2. Avevano una beta chiusa al pubblico, cioè quella interna di chi sta lavorando sul gioco. Purtroppo non c’è stato verso: non ho messo le mie manine sulla “manna dal cielo” in campo videoludico, almeno secondo chi vi scrive. Mi hanno ovviamente detto che è una figata e sono anche riuscito ad estorcere le informazioni riguardanti la possibilità, ipotizzata negli scorsi “rumor”, della necessità di pagare per giocare. Mi hanno praticamente assicurato che non sarà così. Ci saranno servizi a pagamento, magari, qualcosa di aggiuntivo, ma non sarà neessario pagare Blizzard per sfidarsi nel seguito del videogioco che ha cambiato il mondo. Questa almeno è una buona notizia.

Per tutti i lettori del blog che in questi due giorni passassero a trovarmi: fatevi riconoscere!

Scritto da AKirA ( insidethegame.it )

Tanti auguri Inside The Game

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 23 Ott 2008 alle 19:14

Un anno fa nasceva Inside The Game.

Incredibile.

Non riesco a trovare le parole per esprimere come mi sento ad un anno di distanza dall’inizio di questa avventura. Sono sempre stato abbastanza bravo ad emozionare con la mia penna o con i miei video; in questo caso invece non ci riesco perchè l’esperienza di questo blog mi ha letteralmente travolto.

Non pensavo che internet fosse così potente. Non pensavo di poter sentire la vicinanza delle persone in maniera così forte e stretta. Non credevo che un blog potesse funzionare. Forse un anno fa, non sapevo neanche quantificare quanta potenza potesse avere uno spazio di pubblicazione autogestito. Mentre ora sono convinto che un giorno, se continuo a credere in me stesso e nell’aggiornamento di questo sito, si rivelerà la mia pensione.

Pensate voi, dalla non conoscenza del fenomeno alla totale abnegazione per esso. Ho passato notti a refreshare la pagina dei commenti a qualche post. Faccio un giro sulle statistiche svariate volte al giorno. Ho cercato di scrivere, scrivere e ancora scrivere anche contro tutto e contro tutti. Ho scritto sul blog al posto di lavorare. Ho scritto sul blog al posto di videogiocare. Ho scritto sul blog al posto di stare con la mia ragazza. Ho scritto sul blog al posto di stare con i miei amici.

Credo che quest’anno in un modo o nell’altro mi abbia fatto capire una cosa. Inside The Game per me è veramente importante e solo quando comunico tramite queste pagine mi sento davvero vicino alla “libertà”. Un giorno posso raccontare una storia, un altro scrivere una news, un altro in cui non ho voglia di scrivere posto un bel video e così via. Mai avrei immaginato trovare in un qualcosa di totalmente gratuito la passione dei vecchi tempi, quella che ti porta via.

E invece Inside The Game è una casa, un figlio, uno “zoo” e allo stesso tempo un esperimento che spero mi porti ancora più in alto. In un anno sul vecchio blog (ve lo ricordate? quello nero quasi illegibile? ;) ) abbiamo avuto 49,980 visite, non mi sembrano poche. Sul nuovo sono 43,033 il sorpasso è vicino!

Questo ci porta ad un totale di 93,013 visite, distribuite in 249 articoli, e alimentate da 2,628 commenti. Qualcosa rappresenta un risultato molto al di là delle mie più rosee aspettative ma che allo stesso tempo rappresenterà un obiettivo minimo da raggiungere nei prossimi 365 giorni.

So che è retorico e so che è un po’ melodrammatico ma non posso non cogliere nuovamente l’occasione per ringraziare dal profondo del mio cuore tutti voi lettori, nessuno escluso. In un modo o nell’altro siete voi la mia forza, la mia “skill”. Siete voi Inside The Game: “La foresta potrebbe non esistere senza nessuno che la guardasse”; allo stesso modo questo blog sarebbe morto prima di nascere, senza una nutrita schiera di “fan” ed è a voi che va il mio ringraziamento migliore, a voi tutti.

Nella fattispecie però non posso dimenticare di menzionare in particolar modo alcune persone. Mi permetto di fare ciò perchè è il compleanno del blog e mi scuso anticipatamente con tutti coloro che leggono questo spazio in cerca di notizie videoludiche e che non ne troveranno in questo post.

Volevo ringraziare innanzitutto Saverio Cannito, un mio collega. Fu lui a dirmi per la prima volta “Ma se ti piacciono così tanto i videogiochi… perchè non apri un blog?”. Probabilmente senza la sua spinta a questo punto non sarei qui a scrivervi il 250esimo articolo. Passo poi ai miei “beta tester”; vi ricordate che io annunciai l’apertura del mio blog molto dopo l’aver effettivamente cominciato a scriverci? In quel periodo non dissi a nessuno di questo spazio, neanche ai miei amici più stretti. Solo dopo qualche post chiesi il parere di persone che consideravo fidate, sempre in assoluta “segretezza”. Chicco79 è una di queste e l’altra è Menion che credo sia uno dei pochi ad essersi letto tutti post precedenti all’apertura ufficiale del blog. Poi, ovviamente, viene Fucktotum, il mio correttore di bozze, il mio collaboratore più stretto e fidato, il mio migliore amico. Il grazie più grande se lo becca in pieno e il lavoro che sta svolgendo per Inside The Game, a titolo ovviamente gratuito, sarà sempre una dimostrazione palpabile della stima che ci lega. Poi ci sono i soliti noti, quei lettori che a parte periodi di rottura del pc non hanno mai abbandonato questo spazio e non mi fanno mai mancare i loro commenti e il loro appoggio: Maverick, Secc0r, Raz3r, Killy77, Frantz, Tiamat e Templar. Poi tocca agli insospettabili, che per certi versi fanno ancora più piacere: sono quei lettori che non commentano mai ma che guardano, come angeli custodi, tutto ciò che succede su Inside The Game. Mage è un esempio di questa categoria (ho anche trovato un post dove consigliava questo blog ad altri, ma raramente c’è un commento), così come Pavel, T4lp4, Cloud, Daemon e Ashun e tanti altri amici. Ovviamente non posso dimenticare Rev, Sk0d3, Peg e Nobsyde, come potrei: sono o sono stati collaboratori del blog e quindi anche a loro va un abbraccio particolare, però il primo e l’ultimo non sono assidui lettori e quindi meritano anche una sculacciatina. Quasi dimenticavo Fabio Sussetto, che non legge non commenta e chissà che sta sito sta sviluppando in questo momento; la sua firma però è in calce a questa pagina ed è grazie a lui che questo sito è così “fico”!

Il grazie finale, quello strappalacrime, in verità non è commovente e soprattutto non è riferito ad una persona ma ad un mezzo: internet, l’invenzione più importante dell’umanità nell’ultimo centennio. Senza la grande rete, senza il world wide web, questa avventura starebbe ancora caricando nel vano della console ed io non sarei un blogger ma al limite un frogger, impegnato a schivare gli ostacoli della mia vita con meno serenità e meno carica di quella che questo blog mi conferisce ogni giorno.

Scusate. Meno carica di quella che voi mi conferite ogni giorno.

Ancora grazie a tutti.

Thinking…
Simone “AKirA” Trimarchi

Scritto da AKirA ( insidethegame.it )

Moige VS videogiochi -> Metalmark VS Moige -> Moige Vs Metalmark

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 22 Ott 2008 alle 18:53

Copertina Game Pro

E’ uscita nelle edicole di tutta Italia Game Pro numero 16 (mmm, non tutte, visto che molti si lamentano dell’irreperibilità), la rivista di cui sono “columnist” e in cui scrivo mensilmente (informazione di servizio per tutti coloro che comprassero la rivista per le mie righe, nel prossimo numero, il diciassettesimo, il mio articolo non ci sarà).

Ovviamente non sono certo qui a scrivere per fare pubblicità a questa rivista (c’è addirittura la copertina nella sidebar per quello) ma semplicemente  perchè c’è qualcosa che mi ha molto colpito: una lettera del Moige che Metalmark (trovate la sua “Mark Caverna” nel blogroll qui a destra), editor della rivista, pubblica in Borderline, l’angolo della posta.

Cosa è il Moige? Wikipedia salvaci tu. L’acronimo sta per Movimento Italiano Genitori. Quindi, avrete già capito di che tipo di movimento si tratta e di quali argomenti si interessi. Si parla di videogiochi da cui i minori andrebbero protetti e di un medium ritenuto “pericoloso” o almeno a cui prestare la massima attenzione. Questo movimento, nell’occasione della conferenza stampa per la presentazione della campagna “Mony e Joy“, ha presentato un rapporto abbastanza allarmante, almeno grazie a come è stato comunicato, sulla situazione italiana. Al prestigioso tavolo dei “relatori” c’era un brillante psicoterapeuta dell’età evolutiva, Federico Bianchi di Castelbianco, la cui ipotesi era la seguente “I videogiochi non sono divertenti”. Ogni ipotesi, per diventare tesi, ha bisogno di una dimostrazione (sono laureato in Ingegneria, fatemi sfoggiare queste piccole perle di saggezza matematica); ecco quella dell’esperto di cui sopra: “Entrate in una salagiochi e vedrete che nessuno ride“.

Fortunatamente, alle normali sedie degli spettatori, c’era anche qualcuno che io mi permetto di definire senza paura “esperto” in materia di videogiochi, cioè Metalmark, rappresentante dell’unica rivista di settore intervenuta all’evento. Cosa è successo dopo potete trovarlo sul resoconto stilato da Marco sul suo blog; riassumo per i più pigri: le circostanziate critiche al castelbianchi pensiero non sono state nemmeno prese in considerazione e parole come “ignorante” sono volate dal prestigioso tavolo alle normali sedie.

Ovviamente anche su GamePro, in seguito, si è parlato dell’evento del Moige, tra l’altro con parole che non mi sembravano poi così sprezzanti oppure inadeguate. A quell’articolo ha fatto eco la lettera di cui sopra, pubblicata nell’edizione di questo mese, che sostanzialmente accusa la mia rivista preferita di avvicinarsi con molti pregiudizi alle tematiche del Moige. Ovviamente alla lettere segue una risposta del “padrone di casa” abbastanza dura, ma che comunque mi sento di condividere.

Ho raccontato cosa è successo per informare chi non avesse idea di tutta questa polemica di ciò che succede nell’edulcorato mondo della stampa specializzata (entrateci anche voi!!!), ma soprattutto per tirare una conclusione.

E’ importante e doveroso sottolineare che, in un modo o nell’altro, questa lettera del Moige, scritta addirittura a mò di comunicato stampa (che però termina con l’antipatica frase “con richiesta di pubblicazione“), è un apertura al dialogo verso un mondo sconosciuto e pieno di insidie, quello dei videogiochi e dei videogiocatori. Sconosciuto per chi non lo vuole conoscere e pieno di insidie per chi non ha neanche un amico che con un po’ di pazienza si metta a spiegare cosa c’è di bello nell’essere parte del Popolo del Joystick. Ed è questo il punto.

Sono sempre stato calmo, simpatico e tranquillo, non ho mai aperto una polemica o un flame. Cerco sempre di placare gli animi e mi piace il quieto vivere. Adoro chi non litiga, odio chi attacca e infama. Ma questa volta non mi va di trattenermi.

Io non voglio parlare, rispondere o spiegare NULLA sul videogioco a persone che non vogliono ascoltare. E mi dispiace dirlo, ma il Moige non vuole ascoltarmi, perchè parte da un presupposto profondamente sbagliato. Il voler tutelare i minori dai videogiochi.

Già questo ha un sapore di profonda ghettizzazione del mezzo, solo il voler provare a percorrere questa strada mette la parola “paura” tra i videogiochi e i loro utenti. Se qualcuno deve essere tutelato da qualcosa, quel qualcosa deve essere dannoso, o no? Avete mai sentito di campagne per tutelare i minori dal Cinema? Non mi pare. Al limite dal cinema Horror… già avrebbe più senso.

Inoltre i minori dovrebbero essere tutelati innanzitutto dai propri genitori, spesso irresponsabili e snaturati, visto che usano “la plaistescion” come una babysitter, lasciando i loro pargoli per ore da soli a giocare. Eppure il Moige è il movimento italiano genitori… non il movimento italiano contro i genitori.

In seconda battuta, se parliamo veramente del bene dei figli degli uomini, allora dovremmo veramente metterci in testa che i minori andrebbero “tutelati” praticamente da tutto, se si ha a cuore realmente la loro incolumita psicofisica. Ad esempio dalla pubblicità, che fa danni enormi ed ha un effetto pauroso su chi non riesce a distinguerla dal cartone animato che stava appena vedendo. Ma ci sono mille altri esempi (l’inquinamento, il traffico, i cibi ecc)

Insomma, un bambino non cresce bene o male a seconda se non ha videogiocato oppure si. Un bambino cresce bene o male a seconda dell’educazione che riceve, dalle esperienze che condivide con il mondo, da quanto i compagni di scuola lo prendono in giro. A seconda di chi eravamo, i videogiochi hanno avuto effetti diversi su di noi, di cui non si può fare della famosa erba un fascio. Io personalmente senza videogiochi sarei meno stimato e sconosciuto: non capisco perchè a 6 anni un organo extra familiare avrebbe dovuto “tutelarmi” da qualcosa che mio padre aveva fatto entrare in casa di sua spontanea volontà.

Concludendo, signori, di che cosa stiamo parlando? Viviamo in un pianeta che accetta e legalizza ogni sorta di barbarie, purchè abbia un fine, spesso economico. Le guerre, le sevizie sugli animali, i genocidi. Eppure il vero pericolo sono i videogiochi? Un mezzo già  passato scrupolosamente sotto una lente di ingrandimento chiamata Pegi che ne impedisce ogni passetto in qualunque direzione, imprigionandoli (a ragione, direi) in un “rating” di età che chiarisce ogni dubbio.

Forse bisognerebbe impegnarsi un po’ di più a costruire un futuro più roseo per gli uomini del domani. Avendo a cuore il risparmio energetico, le energie rinnovabili e una politica di integrazione e trasmettendo questi concetti ai propri pargoli. Forse bisognerebbe puntare a formare una classe di genitori responsabili che non prendano a schiaffoni i propri figli ma che anzi risolvano i conflitti in altri modi. Forse sarebbe utile insegnare il rispetto verso la vita e la tolleranza, magari con una bella campagna ad evitare che i minori entrino negli stadi, dove invece questi due argomenti vengono stravolti e le bocche si trasformano in fogne. Forse, e dico forse, ci sono problemi un po’ più grandi a cui gradirei che il Movimento Italiano Genitori pensasse, mentre sul sito ufficiale www.genitori.it non trovo grande utilità nelle campagne elencate. E infatti l’unico risultato “famoso” che il Moige è riuscito ad ottenere è il ritiro della pubblicità di Rocco Siffredi delle patatine; “achievement” che dice molto sulla derivazione cattolico perbenista del movimento e sui “perchè” della scelta dei videogiochi come strega da cacciare.

“Non c’è più sordo di colui che non vuol sentire” ma soprattutto “Chi ha orecchie per intendere…”

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Scritto da AKirA ( insidethegame.it )

Bioshock 2 teaser Trailer

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 16 Ott 2008 alle 17:25

La versione di PS3 di Bioshock, in uscita il 17 di questo mese (cioè domani),  contiene questo filmato. Un teaser trailer di Bioshock 2: Sea of Dreams!

C’è bisogno di aggiungere altro?

Scritto da AKirA ( insidethegame.it )

Kotaku: la potenza del videogame

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 15 Ott 2008 alle 19:02

 

La rubrica Gamingblog non è certo morta! Dopo le “recensioni” di due blog interessantissimi in iltaiano a tema videogiochi, metalmark.wingsofmagic.infodrink.splinder.com, è il momento di inchinarsi ai piedi del gigante in materia, il primo blog videoludico del mondo: Kotaku.com.

Chi non conosce Kotaku? Davvero pochi credo e spero. Per farvi capire però l’entità del blog in questione, mettiamo nero su bianco qualche dato. Avete presente quando sentite al telegiornale o sui giornali che il blog di Beppe Grillo è tipo “il diciottesimo blog del mondo”? Come si fa a valutare una simile classifica? Dal traffico? In realtà non è proprio così: per mettere in riga i circa 8 milioni e passa di blog che esistono al mondo c’è un meccanismo chiamato “authority” e un sito chiamato Technorati.com.

Mentre andavo a vedere quanto fosse salita o scesa la mia di authority (a proposito, è d’obbligo diventare FAN di Inside The Game su Technorati, iscrivetevi e poi clikkate su “favorite it“; mi raccomando!), ho voluto dare un occhiata ai più potenti blog al mondo. Sapere che c’è un italiano tra i primi 30 è un gran motivo di orgoglio, soprattutto perchè il blog di Grillo è consultabile praticamente solo nella lingua di Dante. Certo che però è un blog molto appetibile: è generalista e parla di tutto ciò che non si trova sugli altri siti. Questo significa che tutti lo visitano. Posizione 29 per lui.

Kotaku invece parla solo ad una “nicchia”, così ci chiamano. I videogiocatori secondo i media tradizionali sono pochi, o quantomeno non sono talmente tanti da allarmarsi ;) I blog come Inside The Game si rivolgono solo agli appassionati, quelli veri, di un medium in continua ascesa ma ancora non compreso e digerito dalla stragrande maggioranza del genere umano. Io non faccio certo “numeroni”, anche se sono molto soddisfatto di come stiamo andando (grazie ancora a tutti i lettori); probabilmente se parlassi di sesso, politica, calcio o argomenti simili avrei il quadruplo delle visite, chissà.

Bene signori. Mentre navigavo i blog più influenti del pianeta ho trovato che Kotaku occupa la posizione 18. Wow!!! Non me lo sarei mai aspettato.

Nella blogosfera mondiale, quindi, c’è un blog totalmente dedicato ai videogiochi che è talmente tanto autorevole e seguito da essere molto sopra a blog di personaggi famosi, giornalisti, importanti aziende. Come? Con un pizzico di umorismo, che contraddistingue da sempre gli articoli di Kotaku e la leggerezza classica di chi si approccia con passione ad un argomento.

I ragazzi  di questo blog, ormai diventati veri e propri guru nell’editoria specializzata, hanno saputo essere sempre onesti, fino alle estreme conseguenze ed anche questo li ha aiutati ad ottenere una leadership mondiale inaspettata, sfatando il mito che bisogna per forza vendersi per ottenere qualcosa. Kotaku si è messo addirittura contro Sony, pubblicando un articolo che il colosso nipponico gli aveva espressamente chiesto di non mettere online. Inoltre il blog è soprattutto pieno di curiosità e di rumor, argomenti molto gettonati anche dai non giocatori.

Ecco perchè vi consiglio assolutamente di leggere ogni giorno le “perle di videludicità” che escono da Kotaku. Sia per trarre ispirazione per i vostri blog, sia soprattutto per essere i primi a sapere una determinata notizia, visto che il sito è anche tra i più veloci a pubblicare gli aggiornamenti.

E quando lo leggete, pensate a quel diciottesimo posto al mondo che i videogiocatori, senza neanche sforzarsi troppo, occupano nella blogosfera! Numero 1… stiamo arrivando!

Scritto da AKirA ( insidethegame.it )

Lego Wii!

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 14 Ott 2008 alle 18:24

Si parla solo di Lego Batman, Lego Indiana Jones (leggete qui cosa ne pensa Inside The Game) o Lego Star Wars. Cioè giochi parodia creati con il concept dei geniali mattoncini. Un’idea riscitissima che a suo modo sta rivoluzionando il mondo del marketing: Lego vende pochi mattoncini, ma data la frequenza delle uscite di questo tipo di giochi, deve vendere molti videogiochi.

Nessuno però parla delle console create a partire dai mattoncini! Ma pensa tu, che discriminazione! Ci penso io con un video trovato su internet a dir poco strepitoso.

A quando Lego Game and Watch? )

Scritto da AKirA ( insidethegame.it )

Patatine alla Castle Crashers.

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 8 Ott 2008 alle 19:25

Patatine alla Castle Crashers

I videogiochi guadangano sempre più terreno. Sempre di più!

Oggi venivo al lavoro con la macchina, come tutti i giorni, ed ho visto uno con una maglietta con un portale sul davanti blu e di dietro ne aveva uno rosso. Era ovviamente una T-Shirt di Portal, il miglior gioco del 2007 secondo questo blog.

I fan dei VG si moltiplicano sempre di più: stiamo conquistando il mondo…. li annienteremo un giorno, i maledetti non videogiocatori!!!!!

Certo però che in America la situazione è ancora più evidente, come ho detto nel post delle mie vacanze e ve lo ribadisco grazie a questo “menù”. Si tratta di un fast food abbastanza noto negli stati uniti, Trader Joe’s che propone le Ridge Cut Potato Chips e Virgil’s Root Beer ispirate al fantastico hack and slash di Behemoth di cui ha già ampiamente parlato bene Fucktotum.

A quando una bella costoletta di alieno alla Dead Space (o mio dio, esce tra una settimana, non vedo l’ora)? )

La notizia l’ho appresa dal blog www.kotaku.com.

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Scritto da AKirA ( insidethegame.it )

Too Human: un lavoro indifendibile

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 7 Ott 2008 alle 18:35

A me non è mai piaciuto stroncare nessuno. Difficilmente avete trovato un’opinione fortemente negativa su questo blog, soprattutto perchè si cerca sempre di parlare di videogiochi interessanti e quindi necessariamente c’è già una selezione in partenza. Oltre a questo motivo, come ho detto nella frase d’apertura, criticare il lavoro degli altri con una stroncatura totale è sempre scorretto. Chi si impegna, si sbatte, cerca di dare il meglio nel suo lavoro, in un modo o nell’altro va comunque elogiato, soprattutto perchè spesso è questione di gusti. E “de gustibus non disputandum est”, anche se è un gusto autorevole.

Ma questo blog ha anche un’altra grande differenza rispetto ai soliti siti di videogiochi. Non fa delle recensioni dopo mezza giornata di prova di un titolo; non ha fretta di stare sulla notizia. Piuttosto credo che la trasparenza nei confronti dei lettori sia una qualità encomiabile di www.insidethegame.it che abbiamo sempre mantenuto e contineremo a mantenere. Addirittura io spero che questa sia la caratteristica principale del nostro lavoro che involgia più di trecento persone al giorno (in continua crescita) a leggere queste righe. Qui trovate approfondimenti e quindi postiamo qualcosa su un gioco se l’abbiamo finito, oppure se ci sta talmente tanto coinvolgendo da non poter fare a meno di mettere nero su bianco la nostra passione.

Questa premessa è doverosa, come doverose sono delle scuse relative al “ritardo” con il quale la mia bloggata su Too Human esce in una data così lontana dall’uscita del gioco. Questo è stato un periodo molto stressante e difficile. Credo si sia notato dalla frequenza degli aggiornameni al blog o dalle frasi su msn. Periodo che sta continuando ma contro cui, comunque, voglio lottare in maniera forte almeno aggiornando per bene questo spazio, con articoli sempre più interessanti. Ma basta premettere… perchè il nuovo titolo Silicon Knights è un lavoro indifendibile?

Innanzitutto partiamo da questo: perchè stiamo parlando di Too Human se non è un gioco che Inside The Game si sente di consigliare? Ovviamente perchè gli autori dietro a questa esclusiva Xbox360 sono gli stessi di quel gioiello indimenticabile che è Eternal Darkness, di cui abbiamo già parlato. Ovvio quindi che l’attesa per questo titolo, addirittura concepito dieci anni fa, era alle stelle, come dimostrato da questo mio post estivo.

Ho finito Too Human circa un mese fa ed ho cercato, fino all’ultimo quadro, un motivo per salvarlo e per cercare di consigliarvi questo pezzo di software. Il motivo dietro questa mia ricerca è presto spiegato: adoro i giochi originali e questo titolo è qualcosa di veramente mai visto, soprattutto su console. Un hack’n’slash atipico, con dei comandi innovativi e con dei livelli maestosi: architetture giganti che si snodano sotto i piedi del protagonista in maniera fluida e ambiziosa. Purtroppo però qui finiscono gli aspetti positivi.

Too Human soffre il confronto grafico col tempo, ma difficilmente a me sta a cuore il lato tecnico: le musiche però sono poco ispirate… e questo già è un aspetto che mi interessa di più. Il problema vero è che il nuovo titolo dei cavalieri di silicone è la noia. Grazie alla pressione di una leva in una direzione si possono attaccare i nemici, anche lontani. Inclinandola dall’altro lato si fa partire una combo. Questo meccanismo semplicistico rende praticamente piatto qualsiasi scontro, anche con i mostri un pochino più grossi. Praticamente si può anche evitare di guardare lo schermo.

Allora pensavo che il lavoro sulle armi e soprattutto sulle abilità fosse stato curato a dovere. Si parla di un gioco alla Diablo, dove il raccattare oggetti per poi provarne i devastanti effetti sul nemico deve essere una goduria, così come l’aggiunta di una nuova abilità al nostro personaggio. Già dieci anni fa l’action game Blizzard rendeva questa pratica interessante e additiva: non si riusciva a smettere di cercare oggetti e si voleva rigiocare il titolo per vedere tutte le abilità. Too Human invece fallisce miseramente anche questa sfida: non si prova granchè soddisfazione a cambiare armatura (i cambiamenti non sono evidenti) ma soprattutto le abilità sono davvero sconcertanti. Non sono combinabili con oggetti vari, difficilmente lo sono tra di loro e soprattutto manca lo stupore nel vedere cosa il proprio guerriero ha creato. Quando ho sbloccato l’ultima abilità mi sentivo preso in giro: la mia arma che si sdoppia e colpisce da sola il nemico? Ma dai!!!Io che volevo uno spirito uscire dalla terra per afferrare e scaraventare ovunque i mostriciattoli. Oppure almeno un colpo in salto potentissimo che facesse un rumore devastante. Niente di tutto questo…

Bene signori. Niente soddisfazioni = niente videogioco. I meccanismi sinaptici su cui il medium interattivo si basa sono proprio basati sulla capacità di offrire all’utente un appagamento intelletivo, cosa che spinge chjiunque ad andare avanti e a divertirsi. Durante l’ultimo quadro di Too Human, lo ammetto, andavo avanti solo per gli achievement e una volta raggiunti gli stessi ho pensato ho spento l’Xbox e levato il DVD, per riporlo il più lontano possibile dal vano della mia console… cioè a casa di Fucktotum, dove tutt’ora il gioco risiede.

La modalità multiplayer, ovviamente, è carina. Detto questo, a voi la parola. Il video è una recensione americana dove si dice la stessa

Scritto da AKirA ( insidethegame.it )

Chi è Loseven7: da un paesino alla celebrità

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 6 Ott 2008 alle 17:56

Sono reduce da uno dei migliori eventi videoludici a cui io abbia mai preso parte. E ne ho fatti di eventi. Come giocatore, come giornalista e come organizatore, sono ben 11 anni che sono in giro (dal 1997, pensate) eppure le finali World Cyber Games di Roma, tenutesi all’interno della fiera Romics, sono state davvero impressionanti (per le foto, così vi renderete conto da soli, clikkate qui). Hanno avuto una partecipazione “popolare” davvero mai vista: sarà stata la città, sarà stata la fiera, dite quello che volete, ma così tanta gente ad ammirare lo spettacolo offerto da Progaming Italia in un evento, io non l’avevo mai vista. Per la finale di Warcraft III e di Starcraft, giochi di solito un po’ ostici addirittura al pubblico delle lan, le sedie erano tutte occupate. Ma il vero spettacolo è stato Guitar Hero ed è di questo che vi voglio parlare.

Ho conosciuto Loseven7, un “ragazzino” di 17 anni che viene da un paesino vicino Subiaco che a sua detta fa circa 700 abitanti. E chi è Loseven7? Lorenzo Castelli, all’anagrafe, è un campione di Guitar Hero 3. Anzi mi correggo, non è un campione e basta: è uno dei cinque più forti giocatori DEL MONDO, di Guitar Hero 3. I suoi record hanno scalato le classifiche di ScoreHero, il più grande sito per i punteggi dedicati a questo gioco e ora, avendo stracciato completamente i suoi avversari senza neanche farli gareggiare (faceva il quadruplo del punteggio, in media), avrà la possibilità di partecipare ai World Cyber Games a Colonia e di cercare di portare a casa qualche medaglia. Oltre che qualche soldino ;)

Avere un super campione del mondo in Italia già farebbe notizia e infatti Lorenzo è stato intervistato da tutti i telegiornali possibili e immaginabili. Ma a me della stampa generalista non interessa niente. In fondo ad un presunto “giornalista” basta dire: “intervista quello che è il campione del mondo” e anche se non fosse vero, ovviamente, il nostro cronista non andrebbe mai a controllare le fonti. A me interessa un altro particolare. Cioè questo!

Se avete clikkato lì sopra avrete la pagina dei canali “director” di Youtube più sottoscritti d’Italia. C’è Beppe Grillo, c’è la Rai e altri “colossi” simili… e al sesto posto c’è Loseven7!!!!

Ovviamente il suo potere è nel fatto che, facendo video sui pezzi di Guitar Hero da lui eseguiti, colpisce un target “mondiale” non certo solo italico, ma questo non toglie davvero niente al valore della mia riflessione. I videogiochi sono potenti, lo dico da sempre e su questo blog l’ho ripetuto spesso, eppure ancora una volta vengo investito da una notizia simile e mi stupisco io stesso del “quanto”. Un giovincello può prendere la sua chitarrina di plastica, la sua passione, tirare fuori il proprio potenziale e diventare celebre! Magari non in Italia, magari in TV, magari non lo intervisterà Fazio, eppure è innegabile che ci siano nel mondo centinaia di migliaia di persone (se non un milioncino) di persone che conoscono chi “sia” Lorenzo.

Tutto questo grazie ad un mezzo dalle infinite possibilità, ovviamente, prima che grazie ai videogiochi. Senza internet infatti il campionissimo sarebbe rimasto lì vicino Subiaco e le sue performance al limite sarebbero state ascoltate da qualche suo amico. Grazie ai tornei online e a tutto ciò che sta intorno al nostro hobby preferito, sabato alla fine dell’esibizione di Through The Fire and Flames (dei DragonForce) da parte di Loseven sul palco del WCG italiano a Romics, si è levato un applauso incredibile. Io tremavo dall’emozione per lui.

Ora speriamo solo che a Colonia li spacchi tutti! Daje Italia Daje!


P.S. Ovviamente non dimentico gli altri ragazzi della nazionale italiana, un in bocca al lupo a tutti i quattordici componenti della nazionale italiana videogames che sono convinto daranno il massimo tra un mesetto in Germania. Per sapere chi siano, qui c’è il sito ufficiale.

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Scritto da AKirA ( insidethegame.it )

Da oggi al Romics: World Cyber Games

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 3 Ott 2008 alle 13:42

Rivedere questo video, in un modo o nell’altro, mi fa venire i brividi.

Per chi non sapesse di cosa si tratta, e non lo capisse dalle immagini, è un video “memorabilia” dei World Cyber Games 2005 a Singapore, ai quali partecipai come giocatore di Warhammer 40.000 Dawn of War. La mia esperienza ludica fu triste: sono uscito al girone, visto che avevo coloro che sono arrivati rispettivamente primo e secondo. Ma l’esperienza umana fu ovviamente splendida, ho visto un posto molto fico, ho conosciuto gente da paura, mi sono divertito ed ho arricchito me stesso, tutto grazie ai videogiochi.

E si in fondo senza videogiochi, se ci penso è davvero, non sarei neanche qui dove sono (al lavoro in una società di produzione televisiva, a scrivere in un blog che sta diventando importante, columinst sulla mia rivista preferita e secondo me migliore nel panorama italiano ecc). Anzi, devo fare un’appunto a quanto scritto prima, non “senza videogiochi”, bensì senza “World Cyber Games”. E’ stata proprio la mia prima esperienza in Corea, a seguito della mia vittoria alle eliminatorie di Starcraft italiane, a farmi capire quale doveva essere la mia strada nella vita. Vedere la prima edizione delle olimpiadi dei videogiochi mi ha talmente tanto convinto ad investire parte del mio tempo in questo fenomeno che in un modo o nell’altro devo a quella spedizione una parte di me, la stessa parte che ora metto nelle telecronache o nel blog.

E da oggi alla fiera del fumetto di Roma (Romics), per i più “coraggiosi” di voi, potrebbe essere l’occasione giusta per seguire lo stesso cammino, se vi interessa ovviamente ;) Ci sono infatti le eliminatorie italiane dei World Cyber Games da oggi, venerdì a domenica, giorno in cui si disputeranno le finali. Gli appassionati di Starcraft, Warcraft III, Age of Empires III, Halo 3, Guitar hero 3 (oh cavolo, ho appena notato che sono tutti giochi col 3: mannaggia ai sequel!), Fifa 08, Need For Speed e Carom3D potranno giocarsi la possibilità di incere un viaggio a Colonia, in Germania, per disuptare la finale 2008 dei World Cyber Games, a cui ci sono 450.000$ di montepremi.

Io chiaramente vi aspetto allo stand WCG e nel frattempo vi invito a leggere questo mio articolo su Progaming.it che spiega l’evoluzione di questo tipo di tornei dal 2001 ad oggi. E questa evoluzione si vede davvero chiaramente al padiglione dieci della nuova fiera di Roma, dove lo spettacolo organizzato è davvero di altissimo livello.

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