Scritto da AKirA ( insidethegame.it )

I videogiochi e la mia educazione

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 29 Ott 2008 alle 18:42

Videogame

E oggi facciamo una cosa inedita! Hai visto? Quante emozioni. Prima il compleanno poi il rap (da pronunziarsi, ovviamente, rAp con la A) e ora una novità completa, alla quale spero che sempre più gente aderisca.

Io, lo sapete, non ho grandi pretese. Però mi piacerebbe essere considerato il “Beppe Grillo” dei videogiochi. Quello che “sveglia le menti” e porta a conoscenza la gente di fatti purtroppo sommersi da un informazione non per forza votata alla fuoriuscità della verità. Anche in campo videuludico, perchè no )

Mi sto montando la testa? Vabbè quando parlerò di “aprire le acque” oppure mi sentirete pronunciare frasi come “lasciate che i pargoli vengano a me“, fatemi un fischio e riportatemi sull’amata terra. In fondo ci sono ancora troppi videogiochi ai quali vorrei giocare prima di diventare il vostro dio ;)

Comunque oggi mi avvicino un po’ di più al mio sogno di beppegrillismo… per la prima volta pubblico un articolo di qualcun’altro, uscendo anche al di fuori del recinto dello staff. Daunt, terzo classificato al mondo con la sua squadra, gli Inferno eSports, durante il CPL World Tour 2007 nella specialità World In Conflict (ho parlato molto di questo evento sul blog, visto che sono stato testimone del trionfio degli italiani: trovate una preview dell’evento qui e un piccolo reso conto a questo link), è rimasto molto colpito dal mio articolo sul MOIGE di qualche giorno fa. Ha voluto dire la sua sull’argomento “videogiochi diseducativi” e questo spazio, Inside The Game, non aspettava altro che diventare megafono di una voce così autorevole. Dategli retta quindi, mi sembra un buon modo di spendere cinque minuti.

Testo:
“Il videogioco, lo sappiamo ormai, è stato fin dai suoi albori la strega su cui si è abbattuta l’inquisizione di una generazione di bacchettoni; tanto determinata a rompere con le tradizioni dei nonni negli anni ‘60, quanto decisa a conservare le proprie a  scapito dei loro figli che hanno trovato nella tecnologia un modo di emanciparsi.

La persecuzione è cominciata subito, fin dai tempi in cui i videogiochi erano costituiti da ammassi di pixel che mantenevano un legame labile con la realtà. All’epoca le critiche erano incentrate sul fatto che stare davanti ai videogiochi faceva male agli occhi. Ovviamente non veniva spiegato come mai la televisione si poteva guardare tranquillamente. Man mano che i videogiochi assumevano il realismo che tutti conosciamo, le critiche hanno iniziato a riguardare anche i loro contenuti.

E’ pur vero che viviamo in un paese in cui mostrare una tetta in prima serata poteva scatenare una guerra atomica, ma nel caso dei videogiochi ci troviamo di fronte a una palese e imbarazzante asimmetria informativa: i giocatori sono a conoscenza delle ragioni di chi denigra la loro passione, e sono pronti a smontarle pezzo per pezzo; viceversa, i genitori ansiosi (che, va detto, fanno tanto rumore ma non sono statisticamente così rilevanti) basano la sopravvivenza delle loro tesi sul sottrarsi al confronto, o lo affrontano da una posizione di superiorità.

Chi scrive ha visto e combattuto questa battaglia fin dai primi anni ‘90, quando il sangue nei videogiochi era per lo più costituito da pixel rossi che comparivano e sparivano. Non è cambiato molto. All’epoca la società si scandalizzava per Mortal Kombat, adesso per GTA. Eppure la gente ha continuato a giocare. Con decisamente scarsa sorpresa troviamo che la generazione irrimediabilmente plagiata dai videogiochi. è invece cresciuta normalmente. O almeno, è cresciuta meglio di quella attuale, con tutte le sue tutele. Come dire, quando non c’era il MOIGE che censurava Kubrick, non c’erano neanche ragazzi che devastavano un edificio pubblico per “noia”.

La prima generazione del videogioco di massa (che quindi esclude quella nata ai tempi dell’Amiga o del Commodore, meno rilevanti socialmente), in sintesi, adesso è adulta. Siamo dottori, avvocati, manager, operai, giornalisti… insomma, facciamo regolarmente parte del mondo che a suo tempo temeva per il nostro futuro. Potrebbe essere utile fare un bilancio di quanto i videogiochi hanno influito nella crescita di chi ne è stato un fruitore abituale: chi paventa effetti psicologici devastanti per i giocatori può prima di tutto analizzare la realtà, vedere l’effetto di 20 anni di videogiochi su una generazione ormai matura.

Cosa troverebbe? Troverebbe gente che ha giocato a Civilization, a Sim City, a Railroad Tycoon, a Colonization, Imperialism, Capitalism Plus, Panzer General e innumerevoli sequel e cloni, gente che con titoli del genere ha accresciuto la propria cultura generale (storia, geografia, economia, scienze…) tanto quanto una scuola non avrebbe mai potuto ambire di fare. Chi ha concluso la campagna di Railroad Tycoon II, capolavoro della compianta Top Pop Software, sa indicare in una cartina geografica dov’è Varsavia, dov’è Baltimora, dov’è Shangai. Chi ha finito Panzer General II, pietra miliare nella storia degli strategici a turni, sa riferire con precisione gran parte dei fatti accaduti tra il 1938 e il 1945. E non stiamo parlando di mosci titoli “educational” che in copertina hanno scritto “per imparare giocando“: qui si tratta di titoli che hanno tenuto svegli la notte molti di noi, perchè erano coinvolgenti e spesso emozionanti. E’ così che si apprendono le cose: pensando ad altro. Non si gioca a Panzer General per imparare la storia, si gioca per finire lo scenario. Eppure tutte le informazioni che ci serve processare mentalmente per vincere poi rimangono. Risultati del genere vanno oltre le più rosee aspettative del miglior pedagogo.

Altri generi hanno meriti diversi ma non per questo ignorabili. Chi di noi ha giocato a Ultima Online, Dark Age of Camelot e tutti i successori e cloni fino ad arrivare a World of Warcraft ha imparato qualcosa che da tempo immemore le scuole tentano di trasmettere: responsabilità, disciplina, rispetto. Il mondo di un MMORPG è altamente reattivo alle azioni del giocatore, perchè è formato da altre persone. Il giocatore sa che una sua cattiva azione gli provocherà una pessima fama, e sa che se non rispetta alla lettera gli ordini del suo capo durante un raid ci saranno delle conseguenze negative, per lui e per il gruppo. Altrettanto importante è imparare a gestire la leadership quando decine persone dipendono dai tuoi comandi, tutte cose che nella vita serviranno, e non poco.

Da non sottovalutare allo stesso modo la flessibilità mentale che uno strategico in tempo reale allena ad ogni partita, quasi paragonabile, nel migliore dei casi, allo sforzo che deve fare uno scacchista per trovare lo spiraglio giusto. Essere dei bravi giocatori di RTS richiede la consueta velocità di esecuzione propria di quasi tutti i giochi, ma prima di tutto esige rapidità di pensiero, di sintesi e di elaborazione: non esistono riflessi nei videogiochi, e tenere un ritmo di 150 apm significa prendere 150 decisioni al minuto. Indubbiamente qualcosa di più di quanto richiesto per sedersi in un divano, accendere la tv e subire supinamente quello che viene proposto.

Per i genitori che hanno delegato l’educazione dei loro figli a tv e videogiochi, il pericolo è in agguato ovunque. La realtà, osservata tramite la presunta generazione degenere degli anni ‘90, dice tutt’altro. E quasi mi dispiace, perchè le lacune di questi genitori meriterebbero di venire di più a galla.

Molto si può pensare riguardo il futuro dei videogiochi, e sul peso che i titoli “buoni” avranno in futuro nel mercato, ma questa è un’altra storia. Dopotutto, per la società in cui viviamo anche i titoli sopra menzionati sono tutti da condannare in quanto, semplicemente, videogiochi.

Ciò che è assodato, e che nessuno psicologo del MOIGE potrà mai evidentemente accettare, è che i videogiochi riescono dove il sistema educativo italiano fallisce. E questo pare essere difficile da mandare giù.” Corrado “Daunt” Bidoia

Scritto da AKirA ( insidethegame.it )

Video Store italiano in arrivo sul Live; finalmente!

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 28 Ott 2008 alle 19:00

Era ora, non se ne poteva più di aspettare. L’ultima ruota del carro verrà “riparata”.

Sto parlando della nostra Italietta, bistrattata spesso e volentieri dalle innovazioni tecnologiche e costretta a recuperare terreno in salita. In questo caso la grande M ci da una mano e finalmente, il 19 Novembre, con l’uscita mondiale della nuova dashboard, la “New Xbox Experience“, l’Italia beneficerà del Marketplace Video. Immagino che voi tutti sappiate di cosa parlo: il servizio per “affittare”, scaricandoli, film e serie tv in alta o bassa definizione; per l’esattezza la più grande piattaforma di vendita di contenuti HD al mondo (ma questo l’avevamo già detto in sede di E3).

Mentre Sony e Nintendo hanno dimostrato di credere sull’online, ma con riserva (almeno per ora). Microsoft è l’attore più interessato alla teatralità dietro allo scambio di dati tramite le ADSL di tutto il mondo.  E’ l’unico produttore di console che si fa pagare per giocare online (va però detto che si trovano sempre giocatori e in maniera molto veloce, cosa che non sempre accade su PSNetwork o con la connessione tramite Wii) ma è anche l’unico che ha un servizio straordinariamente completo, dove si possono scaricare intere demo, qualunque tipo di filmato di gioco o trailer e addirittura film.

Personalmente stavo attendendo da molto tempo questa notizia: non vedo l’ora di provare la nuova dashboard ma il tutto si sarebbe ridotto in un restyling grafico e all’aggiunta dell’avatar (un simili Mii), oltre che alla chat da 8 persone. Con il MarketPlace Video è tutto diverso. Parliamoci chiaro, l’hd non è ancora lo standard di definizione del presente. Andando in un qualunque videoteca i blu ray da affitto scarseggiano e gli hd dvd sono morti. Sky si fa pagare a palate il suo televisivo standard, per l’HD bisogna addirittura pagare qualcosa in più. E allora quale è la soluzione, legale, per sfruttare al meglio il mio televisorone? Affittare film tramite Xbox Live suona bene. Download rapido, console già attaccata al televisore e, si spera, contenuti di qualità. Chiaramente infatti un tale servizio avrà la chiave del successo non certo nelle funzionalità, bensì nella rosa di film da poter scaricare: non chiedo certo la pellicola indipendente polacca che ha rivoluzionato il surrealismo cinematografico, però spero in un po’ di elasticità e di non vedere i soliti quattro film di cassetta scontati.

Detto questo l’appuntamento è per il 19 Novembre. Nel frattempo mi sarà passata la voglia di vedere qualunque film perchè starò giocando a Fallout 3 e sarò semplicemente estasiato.

Ma questa è un’altra storia )

Scritto da AKirA ( insidethegame.it )

Halo 3 Uber Rap! F-A-N-T-A-S-T-I-C-O!!

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 27 Ott 2008 alle 16:57

Oggi vi faccio un regalo, giustamente abbiamo festeggiato il compleanno di Inside The Game e qualcuno dovrebbe ricevere un regalo, o no?

Tradizione vorrebbe che dovevate essere VOI a farlo a ME, ma siccome noi siamo contro le tradizioni e contro il vecchio che avanza, allora facciamo il contrario.

Il video qui sopra è parte del vostro regalo. E’ già di per se un bel presente ma non sarebbe abbastanza senza il testo della canzone. E’ stata dura trovare le lyrics, esistevano su un unico sito in tutta internet (c’ho messo un’ora a trovarle, per poi scoprire che erano ben stampate sulle informazioni del video di youtube ( ), ma per voi questo ed altro, visto che meritano un casino. I meno anglofoni ora, non dovranno fare i salti mortali per capire cosa dice questo “Halo 3 Uber Rap” che ovviamente parla del capolavoro Bungie ma non solo. Anzi una lettura e un ascolto sono consigliati soprattutto ai netgamers perchè il testo prende in giro proprio quel tipo di pubblico, bonariamente si intende. Tra l’altro i frag nel video sono allucinanti!!! ;)

Io mi sto ancora sbellicando dalle risate!!! Se riderete anche voi, postatelo su qualche forum di amanti di 360, sono convinto che vi faranno i complimenti!

Il pezzo si chiama, Oh No Where do we go? Tutto ad opera di Mason Storm per WarpedCorp. Qui sotto il testo, come detto.

Enjoy! )

Oh No Where do we go you just got your motherfuckin ass kicked at Halo
Oh No Where do we go you just got your motherfuckin ass kicked at Halo
First you log in - message all your friends - Choose Lone Wolf and let the game begin
You need a warm - up because you’re rusty - And you dont want to play me like that man trust me
But if you insist then - Ill oblige - Throw down the flare and block out your eyes
You grab the Brute Shot - cause you’re a dope - Then you rush me and get no scoped

Oh No Where do we go you just got your motherfuckin ass kicked at Halo
Oh No Where do we go you just got your motherfuckin ass kicked at Halo
I aint no joke - Ive told you this - You try to snipe me but always miss
You grab the turret and go to town - Then I get pissed off and-  you get beat down
You just cant touch this - Im way too fast - Im in first place and you’re in dead last
You make excuses saying that you lagged - So guess what you get teabagged

Oh No Where do we go you just got your motherfuckin ass kicked at Halo
Oh No Where do we go you just got your motherfuckin ass kicked at Halo
In Team Slayer - Im MVP - 12  beat downs and a shotty spree
You finally killed me - in a close shave - But I killed you too straight from the grave
Now your team rushes - and I bust your grill - Toss some nades out and get an ultra kill
Hop in the Ghost and see the bodies tattered - Then I hit the jets and bitch you get splattered

Oh No Where do we go you just got your motherfuckin ass kicked at Halo
Oh No Where do we go you just got your motherfuckin ass kicked at Halo
Travel with a Team mate and man you’re in trouble - Ill bust out the rockets and get another double
Veto this shit! You beg and you plead - 3 more achievements its all that I need!
I cant help you son you aint got the skills - You’re just a liutenent and cant get no kills
Sorry little boy go drink your juice - Or Ill run you down on a Mongoose

Oh No Where do we go you just got your motherfuckin ass kicked at Halo
Oh No Where do we go you just got your motherfuckin ass kicked at Halo
Go get the sword - Ill let you too - Try to cut me down and Ill get the bull true
Pick up the Mauler and hide behind the shield - Find another Mauler HA HA its duel wield
Then Ill grab the Laser my favorite little toy - Find your team leader and get the Killjoy
I grab the Hammer and wait behind the tree - Assassinating bitches that try to smoke me

Oh No Where do we go you just got your motherfuckin ass kicked at Halo
Oh No Where do we go you just got your motherfuckin ass kicked at Halo
Break Time
God Damn Ninja Oddball; Fuck man Veto this. I dont want to play this. No hes like 13 years old or something. Hes killing everybody. I fucking hate little kids. Wish I could just bitch slap his mom fucking slut.

Oh No Where do we go you just got your motherfuckin ass kicked at Halo
Oh No Where do we go you just got your motherfuckin ass kicked at Halo
Slayer The Pit yep I rock them all - Pistol whip your head and watch your ass fall
You got the Rockets and I got the flag - And Ill beat you down because you’re a fag
Jump in the Warthog honking the horn - My gunner jumps in back and now your anus is torn
You’re trying to run kid dont be afraid - What the hell I just got betrayed

Oh No Where do we go you just got your motherfuckin ass kicked at Halo
Oh No Where do we go you just got your motherfuckin ass kicked at Halo

Man I told you you didnt want to play me dude. Naw you gotta get some skills first you gotta learn how to play this game. Well thats what Im saying you know maybe this isnt your game, maybe you should go play some Fusion Frenzy or something Ha ha ha! Later Bitch!

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!
<!-- document.write(''); -->
Puoi votare l'articolo anche qui, gli articoli precedenti qui.
Scritto da AKirA ( insidethegame.it )

Tanti auguri Inside The Game

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 23 Ott 2008 alle 19:14

Un anno fa nasceva Inside The Game.

Incredibile.

Non riesco a trovare le parole per esprimere come mi sento ad un anno di distanza dall’inizio di questa avventura. Sono sempre stato abbastanza bravo ad emozionare con la mia penna o con i miei video; in questo caso invece non ci riesco perchè l’esperienza di questo blog mi ha letteralmente travolto.

Non pensavo che internet fosse così potente. Non pensavo di poter sentire la vicinanza delle persone in maniera così forte e stretta. Non credevo che un blog potesse funzionare. Forse un anno fa, non sapevo neanche quantificare quanta potenza potesse avere uno spazio di pubblicazione autogestito. Mentre ora sono convinto che un giorno, se continuo a credere in me stesso e nell’aggiornamento di questo sito, si rivelerà la mia pensione.

Pensate voi, dalla non conoscenza del fenomeno alla totale abnegazione per esso. Ho passato notti a refreshare la pagina dei commenti a qualche post. Faccio un giro sulle statistiche svariate volte al giorno. Ho cercato di scrivere, scrivere e ancora scrivere anche contro tutto e contro tutti. Ho scritto sul blog al posto di lavorare. Ho scritto sul blog al posto di videogiocare. Ho scritto sul blog al posto di stare con la mia ragazza. Ho scritto sul blog al posto di stare con i miei amici.

Credo che quest’anno in un modo o nell’altro mi abbia fatto capire una cosa. Inside The Game per me è veramente importante e solo quando comunico tramite queste pagine mi sento davvero vicino alla “libertà”. Un giorno posso raccontare una storia, un altro scrivere una news, un altro in cui non ho voglia di scrivere posto un bel video e così via. Mai avrei immaginato trovare in un qualcosa di totalmente gratuito la passione dei vecchi tempi, quella che ti porta via.

E invece Inside The Game è una casa, un figlio, uno “zoo” e allo stesso tempo un esperimento che spero mi porti ancora più in alto. In un anno sul vecchio blog (ve lo ricordate? quello nero quasi illegibile? ;) ) abbiamo avuto 49,980 visite, non mi sembrano poche. Sul nuovo sono 43,033 il sorpasso è vicino!

Questo ci porta ad un totale di 93,013 visite, distribuite in 249 articoli, e alimentate da 2,628 commenti. Qualcosa rappresenta un risultato molto al di là delle mie più rosee aspettative ma che allo stesso tempo rappresenterà un obiettivo minimo da raggiungere nei prossimi 365 giorni.

So che è retorico e so che è un po’ melodrammatico ma non posso non cogliere nuovamente l’occasione per ringraziare dal profondo del mio cuore tutti voi lettori, nessuno escluso. In un modo o nell’altro siete voi la mia forza, la mia “skill”. Siete voi Inside The Game: “La foresta potrebbe non esistere senza nessuno che la guardasse”; allo stesso modo questo blog sarebbe morto prima di nascere, senza una nutrita schiera di “fan” ed è a voi che va il mio ringraziamento migliore, a voi tutti.

Nella fattispecie però non posso dimenticare di menzionare in particolar modo alcune persone. Mi permetto di fare ciò perchè è il compleanno del blog e mi scuso anticipatamente con tutti coloro che leggono questo spazio in cerca di notizie videoludiche e che non ne troveranno in questo post.

Volevo ringraziare innanzitutto Saverio Cannito, un mio collega. Fu lui a dirmi per la prima volta “Ma se ti piacciono così tanto i videogiochi… perchè non apri un blog?”. Probabilmente senza la sua spinta a questo punto non sarei qui a scrivervi il 250esimo articolo. Passo poi ai miei “beta tester”; vi ricordate che io annunciai l’apertura del mio blog molto dopo l’aver effettivamente cominciato a scriverci? In quel periodo non dissi a nessuno di questo spazio, neanche ai miei amici più stretti. Solo dopo qualche post chiesi il parere di persone che consideravo fidate, sempre in assoluta “segretezza”. Chicco79 è una di queste e l’altra è Menion che credo sia uno dei pochi ad essersi letto tutti post precedenti all’apertura ufficiale del blog. Poi, ovviamente, viene Fucktotum, il mio correttore di bozze, il mio collaboratore più stretto e fidato, il mio migliore amico. Il grazie più grande se lo becca in pieno e il lavoro che sta svolgendo per Inside The Game, a titolo ovviamente gratuito, sarà sempre una dimostrazione palpabile della stima che ci lega. Poi ci sono i soliti noti, quei lettori che a parte periodi di rottura del pc non hanno mai abbandonato questo spazio e non mi fanno mai mancare i loro commenti e il loro appoggio: Maverick, Secc0r, Raz3r, Killy77, Frantz, Tiamat e Templar. Poi tocca agli insospettabili, che per certi versi fanno ancora più piacere: sono quei lettori che non commentano mai ma che guardano, come angeli custodi, tutto ciò che succede su Inside The Game. Mage è un esempio di questa categoria (ho anche trovato un post dove consigliava questo blog ad altri, ma raramente c’è un commento), così come Pavel, T4lp4, Cloud, Daemon e Ashun e tanti altri amici. Ovviamente non posso dimenticare Rev, Sk0d3, Peg e Nobsyde, come potrei: sono o sono stati collaboratori del blog e quindi anche a loro va un abbraccio particolare, però il primo e l’ultimo non sono assidui lettori e quindi meritano anche una sculacciatina. Quasi dimenticavo Fabio Sussetto, che non legge non commenta e chissà che sta sito sta sviluppando in questo momento; la sua firma però è in calce a questa pagina ed è grazie a lui che questo sito è così “fico”!

Il grazie finale, quello strappalacrime, in verità non è commovente e soprattutto non è riferito ad una persona ma ad un mezzo: internet, l’invenzione più importante dell’umanità nell’ultimo centennio. Senza la grande rete, senza il world wide web, questa avventura starebbe ancora caricando nel vano della console ed io non sarei un blogger ma al limite un frogger, impegnato a schivare gli ostacoli della mia vita con meno serenità e meno carica di quella che questo blog mi conferisce ogni giorno.

Scusate. Meno carica di quella che voi mi conferite ogni giorno.

Ancora grazie a tutti.

Thinking…
Simone “AKirA” Trimarchi

Scritto da AKirA ( insidethegame.it )

Kotaku: la potenza del videogame

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 15 Ott 2008 alle 19:02

 

La rubrica Gamingblog non è certo morta! Dopo le “recensioni” di due blog interessantissimi in iltaiano a tema videogiochi, metalmark.wingsofmagic.infodrink.splinder.com, è il momento di inchinarsi ai piedi del gigante in materia, il primo blog videoludico del mondo: Kotaku.com.

Chi non conosce Kotaku? Davvero pochi credo e spero. Per farvi capire però l’entità del blog in questione, mettiamo nero su bianco qualche dato. Avete presente quando sentite al telegiornale o sui giornali che il blog di Beppe Grillo è tipo “il diciottesimo blog del mondo”? Come si fa a valutare una simile classifica? Dal traffico? In realtà non è proprio così: per mettere in riga i circa 8 milioni e passa di blog che esistono al mondo c’è un meccanismo chiamato “authority” e un sito chiamato Technorati.com.

Mentre andavo a vedere quanto fosse salita o scesa la mia di authority (a proposito, è d’obbligo diventare FAN di Inside The Game su Technorati, iscrivetevi e poi clikkate su “favorite it“; mi raccomando!), ho voluto dare un occhiata ai più potenti blog al mondo. Sapere che c’è un italiano tra i primi 30 è un gran motivo di orgoglio, soprattutto perchè il blog di Grillo è consultabile praticamente solo nella lingua di Dante. Certo che però è un blog molto appetibile: è generalista e parla di tutto ciò che non si trova sugli altri siti. Questo significa che tutti lo visitano. Posizione 29 per lui.

Kotaku invece parla solo ad una “nicchia”, così ci chiamano. I videogiocatori secondo i media tradizionali sono pochi, o quantomeno non sono talmente tanti da allarmarsi ;) I blog come Inside The Game si rivolgono solo agli appassionati, quelli veri, di un medium in continua ascesa ma ancora non compreso e digerito dalla stragrande maggioranza del genere umano. Io non faccio certo “numeroni”, anche se sono molto soddisfatto di come stiamo andando (grazie ancora a tutti i lettori); probabilmente se parlassi di sesso, politica, calcio o argomenti simili avrei il quadruplo delle visite, chissà.

Bene signori. Mentre navigavo i blog più influenti del pianeta ho trovato che Kotaku occupa la posizione 18. Wow!!! Non me lo sarei mai aspettato.

Nella blogosfera mondiale, quindi, c’è un blog totalmente dedicato ai videogiochi che è talmente tanto autorevole e seguito da essere molto sopra a blog di personaggi famosi, giornalisti, importanti aziende. Come? Con un pizzico di umorismo, che contraddistingue da sempre gli articoli di Kotaku e la leggerezza classica di chi si approccia con passione ad un argomento.

I ragazzi  di questo blog, ormai diventati veri e propri guru nell’editoria specializzata, hanno saputo essere sempre onesti, fino alle estreme conseguenze ed anche questo li ha aiutati ad ottenere una leadership mondiale inaspettata, sfatando il mito che bisogna per forza vendersi per ottenere qualcosa. Kotaku si è messo addirittura contro Sony, pubblicando un articolo che il colosso nipponico gli aveva espressamente chiesto di non mettere online. Inoltre il blog è soprattutto pieno di curiosità e di rumor, argomenti molto gettonati anche dai non giocatori.

Ecco perchè vi consiglio assolutamente di leggere ogni giorno le “perle di videludicità” che escono da Kotaku. Sia per trarre ispirazione per i vostri blog, sia soprattutto per essere i primi a sapere una determinata notizia, visto che il sito è anche tra i più veloci a pubblicare gli aggiornamenti.

E quando lo leggete, pensate a quel diciottesimo posto al mondo che i videogiocatori, senza neanche sforzarsi troppo, occupano nella blogosfera! Numero 1… stiamo arrivando!

Scritto da AKirA ( insidethegame.it )

Patatine alla Castle Crashers.

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 8 Ott 2008 alle 19:25

Patatine alla Castle Crashers

I videogiochi guadangano sempre più terreno. Sempre di più!

Oggi venivo al lavoro con la macchina, come tutti i giorni, ed ho visto uno con una maglietta con un portale sul davanti blu e di dietro ne aveva uno rosso. Era ovviamente una T-Shirt di Portal, il miglior gioco del 2007 secondo questo blog.

I fan dei VG si moltiplicano sempre di più: stiamo conquistando il mondo…. li annienteremo un giorno, i maledetti non videogiocatori!!!!!

Certo però che in America la situazione è ancora più evidente, come ho detto nel post delle mie vacanze e ve lo ribadisco grazie a questo “menù”. Si tratta di un fast food abbastanza noto negli stati uniti, Trader Joe’s che propone le Ridge Cut Potato Chips e Virgil’s Root Beer ispirate al fantastico hack and slash di Behemoth di cui ha già ampiamente parlato bene Fucktotum.

A quando una bella costoletta di alieno alla Dead Space (o mio dio, esce tra una settimana, non vedo l’ora)? )

La notizia l’ho appresa dal blog www.kotaku.com.

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!
<!-- document.write(''); -->
Puoi votare l'articolo anche qui, gli articoli precedenti qui.
Scritto da AKirA ( insidethegame.it )

Too Human: un lavoro indifendibile

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 7 Ott 2008 alle 18:35

A me non è mai piaciuto stroncare nessuno. Difficilmente avete trovato un’opinione fortemente negativa su questo blog, soprattutto perchè si cerca sempre di parlare di videogiochi interessanti e quindi necessariamente c’è già una selezione in partenza. Oltre a questo motivo, come ho detto nella frase d’apertura, criticare il lavoro degli altri con una stroncatura totale è sempre scorretto. Chi si impegna, si sbatte, cerca di dare il meglio nel suo lavoro, in un modo o nell’altro va comunque elogiato, soprattutto perchè spesso è questione di gusti. E “de gustibus non disputandum est”, anche se è un gusto autorevole.

Ma questo blog ha anche un’altra grande differenza rispetto ai soliti siti di videogiochi. Non fa delle recensioni dopo mezza giornata di prova di un titolo; non ha fretta di stare sulla notizia. Piuttosto credo che la trasparenza nei confronti dei lettori sia una qualità encomiabile di www.insidethegame.it che abbiamo sempre mantenuto e contineremo a mantenere. Addirittura io spero che questa sia la caratteristica principale del nostro lavoro che involgia più di trecento persone al giorno (in continua crescita) a leggere queste righe. Qui trovate approfondimenti e quindi postiamo qualcosa su un gioco se l’abbiamo finito, oppure se ci sta talmente tanto coinvolgendo da non poter fare a meno di mettere nero su bianco la nostra passione.

Questa premessa è doverosa, come doverose sono delle scuse relative al “ritardo” con il quale la mia bloggata su Too Human esce in una data così lontana dall’uscita del gioco. Questo è stato un periodo molto stressante e difficile. Credo si sia notato dalla frequenza degli aggiornameni al blog o dalle frasi su msn. Periodo che sta continuando ma contro cui, comunque, voglio lottare in maniera forte almeno aggiornando per bene questo spazio, con articoli sempre più interessanti. Ma basta premettere… perchè il nuovo titolo Silicon Knights è un lavoro indifendibile?

Innanzitutto partiamo da questo: perchè stiamo parlando di Too Human se non è un gioco che Inside The Game si sente di consigliare? Ovviamente perchè gli autori dietro a questa esclusiva Xbox360 sono gli stessi di quel gioiello indimenticabile che è Eternal Darkness, di cui abbiamo già parlato. Ovvio quindi che l’attesa per questo titolo, addirittura concepito dieci anni fa, era alle stelle, come dimostrato da questo mio post estivo.

Ho finito Too Human circa un mese fa ed ho cercato, fino all’ultimo quadro, un motivo per salvarlo e per cercare di consigliarvi questo pezzo di software. Il motivo dietro questa mia ricerca è presto spiegato: adoro i giochi originali e questo titolo è qualcosa di veramente mai visto, soprattutto su console. Un hack’n’slash atipico, con dei comandi innovativi e con dei livelli maestosi: architetture giganti che si snodano sotto i piedi del protagonista in maniera fluida e ambiziosa. Purtroppo però qui finiscono gli aspetti positivi.

Too Human soffre il confronto grafico col tempo, ma difficilmente a me sta a cuore il lato tecnico: le musiche però sono poco ispirate… e questo già è un aspetto che mi interessa di più. Il problema vero è che il nuovo titolo dei cavalieri di silicone è la noia. Grazie alla pressione di una leva in una direzione si possono attaccare i nemici, anche lontani. Inclinandola dall’altro lato si fa partire una combo. Questo meccanismo semplicistico rende praticamente piatto qualsiasi scontro, anche con i mostri un pochino più grossi. Praticamente si può anche evitare di guardare lo schermo.

Allora pensavo che il lavoro sulle armi e soprattutto sulle abilità fosse stato curato a dovere. Si parla di un gioco alla Diablo, dove il raccattare oggetti per poi provarne i devastanti effetti sul nemico deve essere una goduria, così come l’aggiunta di una nuova abilità al nostro personaggio. Già dieci anni fa l’action game Blizzard rendeva questa pratica interessante e additiva: non si riusciva a smettere di cercare oggetti e si voleva rigiocare il titolo per vedere tutte le abilità. Too Human invece fallisce miseramente anche questa sfida: non si prova granchè soddisfazione a cambiare armatura (i cambiamenti non sono evidenti) ma soprattutto le abilità sono davvero sconcertanti. Non sono combinabili con oggetti vari, difficilmente lo sono tra di loro e soprattutto manca lo stupore nel vedere cosa il proprio guerriero ha creato. Quando ho sbloccato l’ultima abilità mi sentivo preso in giro: la mia arma che si sdoppia e colpisce da sola il nemico? Ma dai!!!Io che volevo uno spirito uscire dalla terra per afferrare e scaraventare ovunque i mostriciattoli. Oppure almeno un colpo in salto potentissimo che facesse un rumore devastante. Niente di tutto questo…

Bene signori. Niente soddisfazioni = niente videogioco. I meccanismi sinaptici su cui il medium interattivo si basa sono proprio basati sulla capacità di offrire all’utente un appagamento intelletivo, cosa che spinge chjiunque ad andare avanti e a divertirsi. Durante l’ultimo quadro di Too Human, lo ammetto, andavo avanti solo per gli achievement e una volta raggiunti gli stessi ho pensato ho spento l’Xbox e levato il DVD, per riporlo il più lontano possibile dal vano della mia console… cioè a casa di Fucktotum, dove tutt’ora il gioco risiede.

La modalità multiplayer, ovviamente, è carina. Detto questo, a voi la parola. Il video è una recensione americana dove si dice la stessa

Scritto da AKirA ( insidethegame.it )

Chi è Loseven7: da un paesino alla celebrità

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 6 Ott 2008 alle 17:56

Sono reduce da uno dei migliori eventi videoludici a cui io abbia mai preso parte. E ne ho fatti di eventi. Come giocatore, come giornalista e come organizatore, sono ben 11 anni che sono in giro (dal 1997, pensate) eppure le finali World Cyber Games di Roma, tenutesi all’interno della fiera Romics, sono state davvero impressionanti (per le foto, così vi renderete conto da soli, clikkate qui). Hanno avuto una partecipazione “popolare” davvero mai vista: sarà stata la città, sarà stata la fiera, dite quello che volete, ma così tanta gente ad ammirare lo spettacolo offerto da Progaming Italia in un evento, io non l’avevo mai vista. Per la finale di Warcraft III e di Starcraft, giochi di solito un po’ ostici addirittura al pubblico delle lan, le sedie erano tutte occupate. Ma il vero spettacolo è stato Guitar Hero ed è di questo che vi voglio parlare.

Ho conosciuto Loseven7, un “ragazzino” di 17 anni che viene da un paesino vicino Subiaco che a sua detta fa circa 700 abitanti. E chi è Loseven7? Lorenzo Castelli, all’anagrafe, è un campione di Guitar Hero 3. Anzi mi correggo, non è un campione e basta: è uno dei cinque più forti giocatori DEL MONDO, di Guitar Hero 3. I suoi record hanno scalato le classifiche di ScoreHero, il più grande sito per i punteggi dedicati a questo gioco e ora, avendo stracciato completamente i suoi avversari senza neanche farli gareggiare (faceva il quadruplo del punteggio, in media), avrà la possibilità di partecipare ai World Cyber Games a Colonia e di cercare di portare a casa qualche medaglia. Oltre che qualche soldino ;)

Avere un super campione del mondo in Italia già farebbe notizia e infatti Lorenzo è stato intervistato da tutti i telegiornali possibili e immaginabili. Ma a me della stampa generalista non interessa niente. In fondo ad un presunto “giornalista” basta dire: “intervista quello che è il campione del mondo” e anche se non fosse vero, ovviamente, il nostro cronista non andrebbe mai a controllare le fonti. A me interessa un altro particolare. Cioè questo!

Se avete clikkato lì sopra avrete la pagina dei canali “director” di Youtube più sottoscritti d’Italia. C’è Beppe Grillo, c’è la Rai e altri “colossi” simili… e al sesto posto c’è Loseven7!!!!

Ovviamente il suo potere è nel fatto che, facendo video sui pezzi di Guitar Hero da lui eseguiti, colpisce un target “mondiale” non certo solo italico, ma questo non toglie davvero niente al valore della mia riflessione. I videogiochi sono potenti, lo dico da sempre e su questo blog l’ho ripetuto spesso, eppure ancora una volta vengo investito da una notizia simile e mi stupisco io stesso del “quanto”. Un giovincello può prendere la sua chitarrina di plastica, la sua passione, tirare fuori il proprio potenziale e diventare celebre! Magari non in Italia, magari in TV, magari non lo intervisterà Fazio, eppure è innegabile che ci siano nel mondo centinaia di migliaia di persone (se non un milioncino) di persone che conoscono chi “sia” Lorenzo.

Tutto questo grazie ad un mezzo dalle infinite possibilità, ovviamente, prima che grazie ai videogiochi. Senza internet infatti il campionissimo sarebbe rimasto lì vicino Subiaco e le sue performance al limite sarebbero state ascoltate da qualche suo amico. Grazie ai tornei online e a tutto ciò che sta intorno al nostro hobby preferito, sabato alla fine dell’esibizione di Through The Fire and Flames (dei DragonForce) da parte di Loseven sul palco del WCG italiano a Romics, si è levato un applauso incredibile. Io tremavo dall’emozione per lui.

Ora speriamo solo che a Colonia li spacchi tutti! Daje Italia Daje!


P.S. Ovviamente non dimentico gli altri ragazzi della nazionale italiana, un in bocca al lupo a tutti i quattordici componenti della nazionale italiana videogames che sono convinto daranno il massimo tra un mesetto in Germania. Per sapere chi siano, qui c’è il sito ufficiale.

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!
<!-- document.write(''); -->
Puoi votare l'articolo anche qui, gli articoli precedenti qui.
Scritto da AKirA ( insidethegame.it )

Da oggi al Romics: World Cyber Games

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 3 Ott 2008 alle 13:42

Rivedere questo video, in un modo o nell’altro, mi fa venire i brividi.

Per chi non sapesse di cosa si tratta, e non lo capisse dalle immagini, è un video “memorabilia” dei World Cyber Games 2005 a Singapore, ai quali partecipai come giocatore di Warhammer 40.000 Dawn of War. La mia esperienza ludica fu triste: sono uscito al girone, visto che avevo coloro che sono arrivati rispettivamente primo e secondo. Ma l’esperienza umana fu ovviamente splendida, ho visto un posto molto fico, ho conosciuto gente da paura, mi sono divertito ed ho arricchito me stesso, tutto grazie ai videogiochi.

E si in fondo senza videogiochi, se ci penso è davvero, non sarei neanche qui dove sono (al lavoro in una società di produzione televisiva, a scrivere in un blog che sta diventando importante, columinst sulla mia rivista preferita e secondo me migliore nel panorama italiano ecc). Anzi, devo fare un’appunto a quanto scritto prima, non “senza videogiochi”, bensì senza “World Cyber Games”. E’ stata proprio la mia prima esperienza in Corea, a seguito della mia vittoria alle eliminatorie di Starcraft italiane, a farmi capire quale doveva essere la mia strada nella vita. Vedere la prima edizione delle olimpiadi dei videogiochi mi ha talmente tanto convinto ad investire parte del mio tempo in questo fenomeno che in un modo o nell’altro devo a quella spedizione una parte di me, la stessa parte che ora metto nelle telecronache o nel blog.

E da oggi alla fiera del fumetto di Roma (Romics), per i più “coraggiosi” di voi, potrebbe essere l’occasione giusta per seguire lo stesso cammino, se vi interessa ovviamente ;) Ci sono infatti le eliminatorie italiane dei World Cyber Games da oggi, venerdì a domenica, giorno in cui si disputeranno le finali. Gli appassionati di Starcraft, Warcraft III, Age of Empires III, Halo 3, Guitar hero 3 (oh cavolo, ho appena notato che sono tutti giochi col 3: mannaggia ai sequel!), Fifa 08, Need For Speed e Carom3D potranno giocarsi la possibilità di incere un viaggio a Colonia, in Germania, per disuptare la finale 2008 dei World Cyber Games, a cui ci sono 450.000$ di montepremi.

Io chiaramente vi aspetto allo stand WCG e nel frattempo vi invito a leggere questo mio articolo su Progaming.it che spiega l’evoluzione di questo tipo di tornei dal 2001 ad oggi. E questa evoluzione si vede davvero chiaramente al padiglione dieci della nuova fiera di Roma, dove lo spettacolo organizzato è davvero di altissimo livello.

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!
<!-- document.write(''); -->
Puoi votare l'articolo anche qui, gli articoli precedenti qui.
Scritto da Fucktotum ( insidethegame.it )

Next gen console = next gen problems?

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 29 Set 2008 alle 17:18

Siamo immersi nella cosiddetta next-gen di console  dall’ormai lontano 2005, anno in cui ci venne mostrato per la prima volta il potenziale delle nuove macchine da gioco. XBox 360, Wii e Playstation 3 (queste ultime uscite nel 2006) danno ogni giorno a milioni di persone quello che cercano: divertimento, super grafica e contenuti ricchissimi, ma non ci sono solo i vantaggi…

Ci sono anche due aspetti, strettamente correlati, che accomunano le tre macchine scese in campo a contendersi il mercato: la prima è la possibilità di accedere in rete, la seconda è l’occasione per gli sviluppatori di correre ai ripari in presenza di omissioni o errori ricorrendo sempre più spesso a patch o aggiornamenti.

Prima di questa generazione infatti, pur essendo possibile con modem esterni et similia avere feature simili, la differenza più evidente con i pc era il mettere a disposizione dell’utente un software completo, privo di bug eclatanti e in nessun caso aggiornabile. Oggi non è più così. Una causa di questo è data certamente dal mercato stesso, molto più competitivo e capace di dare scadenze serrate: spesso ritardare un’uscita significa rischiare la prematura morte del progetto, ma questo non può essere l’unico motivo. Le fasi di beta testing continuano ad esistere, sempre più spesso vengono coinvolti giocatori di tutto il mondo in questa delicata attività: possibile che decine di persone non vedano un difetto che salta fuori dopo tre partite? Se ci pensate bene, ognuno di voi si è trovato di fronte a situazioni di bug paradossali, impossibili da immaginare solo 4 anni fa.

Ad oggi, come se il “problema bug” non bastasse, siamo arrivati al gradino successivo: il rilascio dei giochi incompleti. Su questo punto c’è da fare un accurato distinguo, perchè non tutte le maggiori produttrici di videogame sembrano comportarsi allo stesso modo.

Nintendo al momento rilascia software completi: un eccellente modus operandi per non correre rischi di sorta. Notizie negative invece per i fan di Microsoft e Sony, soprattutto perchè riguardano titoli molto attesi, Fable 2 e Little Big Planet. Per il primo dei due niente modalità cooperativa online al lancio del gioco: una delle caratteristiche più interessanti del titolo Lionhead dovrebbe arrivare entro la settimana successiva al lancio. Per il secondo invece, niente creazione dei livelli in cooperazione online al lancio: resta la promessa di una patch che uscirà “il più velocemente possibile”.

Siamo di fronte quindi ad uno scenario che è la versione attuale dei sempiterni problemi sulle date di rilascio: ora è semplicemente possibile rispettare le date di uscita (evitando perdite milionarie) buttando sul mercato un prodotto privo di tutte le qualità che magari ci hanno spinto all’acquisto, “tanto a breve esce la patch”. Riecheggiano a questo punto sinistre le rassicurazioni dei boss Microsoft all’uscita del primo XBox, quando ai fan che temevano che l’architettura della console, basata su componenti Pc, portasse con sè anche i problemi relativi a quelle macchine, furono date in pasto scialbe rassicurazioni in senso contrario… La storia ci dimostra che quei ragazzi avevano ragione a preoccuparsi: a meno che voi non crediate alle promesse sulla tempestività delle date di rilascio delle “toppe”!

Il video è un fantastico elenco di Bug di videogiochi intitolato “A Bug’s Life“, lo stesso nome che volevo dare a questo post prima che AKirA me lo cambiasse! ;)

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!
<!-- document.write(''); -->
Puoi votare l'articolo anche qui, gli articoli precedenti qui.