L’impatto sulle prestazioni dei videogames del compositing di Kwin
Lipsia Updated Impressions
Titolo mezzo in italiano e mezzo in inglese per un articolo, mezzo di critica mezzo di esaltazione, rivolto ad una fiera completamente incentrata sul pubblico consumer e non mezza rivolta alla stampa.
Cosa intendo? Beh da queste due righe sarà stato difficile capirlo: mi spiego meglio.
Sarà stata la vicinanza temporale con l’E3, oppure il periodo non certo ottimo per rilasciare novità succulente, ma il fatto resta: a Lipsia si è visto tantissimo materiale, di cui solo una piccola percentuale rappresenta prodotti nuovi. Anzi, di novità nel senso stretto del termine, si è visto ben poco. Tutto è stato un “update” dell’E3 e tutti i siti di videogiochi specializzati si sono prodigati nelle loro “updated impressions“. In fondo che dovevano fare? Se mi fai vedere Killzone 2 all’E3 e a Lipsia mi fai vedere il multiplayer, io che devo scrivere?
Probabilmente avremo qualcosa in più su cui riflettere quando usciranno le riviste specializzate. Attendo con ansia la “mia” Game Pro, ad esempio, per leggere un buon reportage sull’evento; più ragionato magari, visto che non sarà scritto con la velocità istantanea del web. Per ora però rimango parzialmente deluso: devo accontentarmi di Lips come novità o della PSP 3000? No! Vorrei sempre di più!
Chiaramente qualcosa c’era. Non ci disperiamo. Ad esempio FIFA 09 e PES 2009, oltre a qualche progetto minore ma interessante come Heavy Rain, il cui video apre il post di oggi. Su questo titolo, va detto, nutro grandissime speranze (è il nuovo progetto degli autori di Fahreneit, Quantic Dream) che spero non vengano disattese come da qualche recentissima uscita. Ma se escludiamo queste gocce nel mare degli update di Lipsia, rimangono solo un sacco di gioconi, a cui tra l’altro manca pochissimo, di cui sappiamo un pò più di prima. Alcuni li vedete qui nel post di Massimo, altri non li elenco nemmeno, tanto, c’è Gamespot.
La riflessione che invece lancio è la seguente: ci sono gli Ubidays, il Blizzcon, il Qcon e altri migliaia di eventi dei vari publisher o sviluppatori. Eventi con un forte taglio giornalistico dove vengono annunciate succose anteprime, comunicate come la casa madre vorrebbe: senza il casino di centinaia di migliaia di visitatori. E allora… era forse prevedibile questa carenza di novità a Lipsia? E’ forse giunto il momento delle fiere singole e i “mega eventi” spariranno piano piano?
Tra poco c’è il Tokyo Game Show 2008, dal 9 al 12 di Ottobre, cosa dobbiamo aspettarci dal prossimo grande evento videoludico del pianeta terra? Un updated E3? Una updated Games Convention?
Si badi bene però, concludendo, che non era mia intenzione criticare minimamente la kermesse tedesca che, a mio parere, è necessarie per far entrare sempre di più il videogioco nell’immaginario collettivo. A Lipsia non c’era un albergo con un posto libero a parte quelli di lusso: l’impatto di un simile evento è clamoroso, da tutta Europa hanno preso d’assalto i cancelli della Games Convention per provare in anteprima i videogiochi del futuro (imminente). Io steso volevo andarci e ci andrò sicuramente il prossimo anno quindi, come detto, non è una critica. Vogliamo una Games Convention sempre più grossa! E sempre più rivolta al pubblico.
Dico solo: questo tipo di fiere, sono il posto giusto per promuovere videogiochi nuovi?
Ai posteri, come al solito, l’ardua mezza sentenza.
Games Convention: visioni dal futuro imminente
http://youtube.com/watch?v=JHJH5SVOz6YÂ
La bellezza assoluta del nuovo filmato di Wrath Of The Lich King mi ha atterrito, per questo ho scelto di piazzarlo in apertura, come simbolo delle belle notizie che giungono da Lipsia.
Potrà non piacere a tutti (io lo ho giocato per soli 20 livelli circa), ma World of Warcraft ha catalizzato moltissima attenzione: ormai siamo vicini all’uscita della sua seconda espansione e Blizzard sa bene come aumentare a dismisura l’hype intorno ai suoi prodotti, vedere per credere.
Ma alla Games Convention si sta parlando di una vera marea di titoli, alcuni già sviscerati in tempi di E3 (come Little Big Planet o Dragon’s Age: Origins), altri mostrati in forma giocabile per la prima volta: sotto a chi tocca dunque!
Iniziamo con un bel titolone massiccio e pieno di smembramenti: Mad World. Finalmente sembra proprio che anche il Wii abbia il suo bel giocone adulto e violento, come il filmato della GC dimostra ampiamente. Lo stile grafico è molto interessante perchè per fare qualcosa che colpisca l’occhio del giocatore di oggi ci sono due strade: l’eccesso o l’originalità (se poi ci dessero tutte e due non ci lamenteremmo di certo!). In questo caso la decisione è caduta sulla seconda, grazie a un affascinante bianco e nero arricchito solo dal rosso del sangue e , tra armi improbabili e esecuzioni varie sembra di essere davanti proprio a un buon prodotto.
Tornando a volo d’uccello sui MMORPG, impossibile non citare Warhammer Online: Age of Reckoning, mega gioco di ruolo ambientato nello straordinario mondo di uno dei board game più famosi al mondo: resta da chiedersi quanto spazio ci sia per uscite di questo tipo, sempre costrette a fronteggiare lo spauracchio rappresentato da WoW. Aggiungo solo che vedendo anche questo filmato c’è di che restare esterefatti davanti alla perizia che ormai riguarda la creazione di questo strumento di marketing!
Di palo in frasca, come ogni anno si rinnova la sfida tra le due simulazioni calcistiche che dividono i videogiocatori: Pes e Fifa, ovviamente 2009.
Sul fronte del titolo Konami, tutto nella norma: grazie alla demo (in cui si possono scegliere 5 squadre) è stata mostrata la solita  grafica migliorata, animazioni aggiuntive per tutti e la licenza per la Champions League (ma, al solito, pare che il campionato inglese sarà solo parzialmente supportato, largo quindi ad abomini come Merseyside Red e Pompy). C’è però da dire che grosse novità sono attese sul fronte delle modalità di gioco, non supportate dalla demo, come anche sul versante online, che non dovrebbe dare problemi già dall’uscita.
Discorso analogo può essere fatto per l’altro pretendente, Fifa 2009. Electronic Arts ha sempre offerto di più sotto l’aspetto puramente estetico, già con Uefa Euro 2008 sembrava avvicinarsi pericolosamente alla giocabilità del rivale: con un online che permette di giocare fino in 10 contemporaneeamente e le nuove limature alla modalità “Be a Pro” potremmo anche assistere al sorpasso definitivo a vantaggio di questa nuova versione, in uscita il 2 Ottobre.
In chiusura, impossibile non citare la demo (quasi un tutorial) di Bionic Commando (Ps3 e XBox360) di Capcom, decisa a rilanciare un marchio che non sfruttava da tempo (è infatti uscito di recente il remake del primo gioco, disponibile su PS Network e X Box Live Arcade): bella fluidità del personaggio e un gameplay interessante grazie al braccio bionico, che si aggancia letteralmente ovunque sullo schermo, permettendo un’azione costante anche in verticale.
E’ il momento di chiudere e ci sarebbero ancora molti giochi di cui parlare, nell’attesa di notizie rimaste sospese dall’E3 (i contenuti aggiuntivi di GTA e l’annuncio promesso da Bungie ad esempio) per ora da Lipsia solo buone nuove!
P.s. : ma quanto è bello Sackzilla?
Costruire un mito: Lego Indy!
http://youtube.com/watch?v=egPgU5kAjKEÂ
Le calde serate estive possono rappresentare un duro ostacolo per il videogiocatore moderno: se è un netgamer rischia di trovare meno avversari, nel caso contrario rischia di non sapere su che gioco buttarsi, dato che le uscite sono un po’ sporadiche di questi tempi (e meno male che c’è Soul Calibur IV!).
Può capitare allora di ricordarsi di un titolo uscito da qualche mese, sottovalutato perchè i tempi del vostro incontro non erano maturi, proprio come sta succedendo a me con Lego Indiana Jones(che all’epoca scorrazzavo per Liberty City).
Ciò che penso sui tie in dovreste già saperlo: in più se mi aveste chiesto cosa ci potesse essere di meritorio in un gioco che fonde i celebri mattoncini (a proposito: GRAZIE amici danesi: mi avete insegnato a costruire edifici e unità ben prima di Blizzard!) a una serie di film di successo vi sarei balzato al collo attentando alla vostra vita.
Ma avrei commesso un grosso, grosso errore.
Il lavoro dietro a Lego Indy è di ottima qualità : grafica carina e soprattutto simpatica, belle animazioni, grande level design e un tocco della parola magica dei nostri giorni, cioè profondità .
Eh si, perchè oltre a essere un valido titolo per ragazzi, il buon Indy, come la sua fama suggerisce, ama proprio come i videgiocatori cacciarsi nei guai alla ricerca di oggetti nascosti: il gioco ricompensa ampiamente questa esplorazione con livelli bonus e personaggi aggiuntivi (addirittura c’è Han Solo!), seguendo una chiara impostazione che sa leggermente di Nintendo (pur essendo sviluppato da Traveller’s Tales per tutte le piattaforme).
Il tentativo di premiare la ricerca di tesori fatta seguendo un criterio non convenzionale, rendendo arduo ad esempio prenderne uno ben in vista a inizio livello, è un chiaro segno del fatto che un’ottima licenza (come era anche quella dei precedenti Lego, quelli di Star Wars) unita a un po’ di perizia in termini di game design e idee, può offrire tante ore di divertimento.
Questo è quello che mi sta dando Lego Indy: il piacere di giocare in coppia cercando di ottenere e sbloccare tutto il possibile, sempre col cervello acceso per capire cosa voglia di volta in volta il titolo per farmi progredire: proprio una bella esperienza, che alimenta in minima parte il “Nintendaro” in me in tempi un po’ difficili da sopportare.
Insomma, tra un cocktail a bordo piscina, una partitella con la Psp o il DS e una sfida serrata ai racchettoni, perchè non dare una possibilità a un gioco che se la merita tutta?
Nel video c’è proprio Lego Indiana Jones, anche se non esattamente quello di cui ho parlato finora!
Storia di un videogiocatore indipendente
La prima affermazione farà scuotere la testa a molti: ho avuto e ho un sacco di nickname.
Spiegare il perchè è facile: non sono un netgamer, difficilmente mi sono cimentato in qualche disciplina online, se non per fraggare un po’ di amici: per me quella tra pc e console non è neanche una guerra, o almeno scelgo di non combatterla buttandomi a capofitto sulle seconde (odio le installazioni, i problemi tecnici e tutti i casini che solo un pc sa regalare agli incompetenti come me).
Fino alle console di ultima generazione non avevo quindi un motivo valido per farmi un’identità digitale “seria”.
Se però dovessi citare solo uno dei miei “nomi”, sarebbe Fucktotum, giusto giusto quello che uso in questa sede (sull’Xbox Live ho TerroristCactus, la cui genealogia è abbastanza curiosa ma poco avvincente per essere raccontata: non c’è nè sesso nè violenza).
Gran parte della mia giovane (mooolto relativamente) esistenza l’ho passata coi nostri amati videogiochi, molto spesso in compagnia del nostro prode Simone, conosciuto in uno dei peggiori bar di Caracas quando eravamo poco più che infanti.
Il primo gioco che mi ha fatto “prelevare” (notare le virgolette) soldi dal portafoglio di mio padre è stato il coin op di Rastan Saga, l’ultimo è stato GTA IV (scherzetto, questo è falso).
L’amarezza più grande il nostro hobby me l’ha data con Dragon’s Lair: troppo piccolo per essere capace, guardavo rapito il più stupefacente esempio di dove saremmo arrivati grazie alla tecnologia applicata allo sterminio di goblin e orchetti. In mezzo c’è un epopea di titoli più o meno validi, preferibilmente su console Nintendo (anche se “grazie” al Wii ammetto che alcune certezze vacillino).
No, non sono razzista, è solo che i fatti della vita mi hanno portato attualmente su altri lidi, come l’Xbox360 o il fermaporte di Kyoto: poi si sa che le guerre di religione hanno sempre il loro fascino al giorno d’oggi.
Ogni epoca del videogioco su cui rifletto mi porta in mente vagonate di ricordi, legati principalmente ai periodi che affrontavo: per dirne una salvifico fu Diablo, che mi fece concentrare unicamente sul massacrare innocenti demoni pixellosi invece che su colpevoli demoniette in corna e ossa.
Questo per dire che è difficile scindere il binomio videogames/vissuto per me: contrariamente ai tanto decantati stereotipi di questi tempi non credo di essere pericoloso. Tranne quando perdo a Mario Kart!
Credo di incarnare un “genere” di videogiocatore molto diffuso, troppo spesso silenzioso: quello che gioca e vuole giocare per divertimento, per raggiungere un punteggione o per scoprire tutti i segreti in un titolo particolarmente avvincente, che si diverte a cercare legami con altri mezzi di intrattenimento, in barba a chi ci vede come pazzi e ai fantapsicologi (per cui sono un mostro: videogiocatore e amante dell’heavy metal=serial killer satanista).
Qualcosa di mio l’avete già letta, qualcos’altro arriverà : in pratica siete condannati, abbiate pazienza e vedrete che andremo sicuramente d’accordo, almeno fino al nostro primo incontro su Xbox Live…poi non garantisco!
Soundtrack: Righeira, No tengo dinero (notare la batteria nel video: i videogiochi sono dappertutto!!!)
“Umano troppo umanoâ€
Ho giocato la demo di Too Human su Xbox 360. Mi aspetto molto dal nuovo gioco di Silicon Knights, gli stessi di Eternal Darkness di cui Fucktotum ha parlato recentemente. Eppure ho trovato la demo deludente, cavolo, e lo dico con rammarico.
Il gioco è fondamentalmente pronto, uscirà il 19 Agosto, quindi tra due settimane eppure l’ho visto scarno, con poca verve. Ovviamente è un’idea che probabilmente verrà spazzata via dall’uscita del gioco: ho fiducia totale nei programmatori canadesi e soprattutto non ho potuto certo constatare da una demo la profondità della trama, da cui sicuramente non verremo delusi.
Certo però che questo tentativo di riprodurre un simil Diablo su console non mi sembra poi così interessante, almeno dalla demo. Lo schema di gioco in fondo è proprio quello: orde di mostri da trucidare con la spada (stick analogico destro) o con le armi, collezionare gli oggetti speciali che escono dai loro cadaveri e prepararsi alla prossima ondata con il migliore dei surf. Forse sono passati i troppi anni da Diablo 2, e quindi il genere non mi attira più, o forse il problema è proprio che in versione dimostrativa, un gioco di questo tipo non può certo mostrarsi con tutti i suoi assi nella manica. E’ basato sulla quantità di armi, magie, scenari ecc: dare mezzo livello non può essere indicativo del prodotto finale.
La presenza di una sola classe nella versione dimostrativa, inoltre, non fa che diminuirne l’appeal. Ammetto che un’esperimento simile su console è sicuramente un bel vedere: tra la massa di action game e sparatutto c’era proprio bisogno di qualcosa di diverso. Tra l’altro essendo un’esclusiva Xbox360, dove a forza di FPS ci hanno fatto venire la nausea, è ancora di più una piacevola sorpresa. Dall’estasi provocatami dai trailer, però, siamo giunti ad un picco negativo di attesa: mancano due settiman all’uscita e non soffro della mia classica sindrome “lo voglio, lo voglio, lo voglio”.
Ciò che mi chiedo quindi è… c’era bisogno di una demo per un gioco che fa della profondità la sua carta vincente? Siamo sicuri che non è addirittura controproducente, come è stato nel mio caso? In pochi minuti non si può mettere una bella trama e decine di armi diverse e mostri diversi ecc. Ringrazio personalmente Microsoft e Silicon Knights, comunque, per averci fatto provare il loro gioco in anteprima, ma siamo sicuri che ci abbiano guadagnato?
Personalmente comprerò sicuramente il titolo perchè sono sicuro che manterrà le promesse, ma non nego che il mio hype sia diminuito.
Nel video la modalità cooperativa di Too Human che, sicuramente, aggiungerà moltissimo al gioco: nella demo non c’era! ![]()
La mia più bella telecronaca
Lo zoccolo duro di fan di questo blog è fatto di netgamers. Io lo so, non vi preoccupate, e nonostante non parli spesso di ciò che succede nel mondo del netgaming italiano e mondiale in questi lidi, rimango comunque l’alfiere del multiplayer: sempre pronto a battermi per ottenere più spazio in manifestazioni, convegni, fiere, trasmissioni, video.
Battersi per il netgaming è la mia missione. L’ho sempre fatto e continuerò a farlo, perchè la passione non morirà mai, sono convinto. Nonostante questo ho dei periodi di single player molto intensi (come quello odierno) e ovviamente vi riporto i miei pensieri come mi vengono. Anche e soprattutto perchè questo blog è la mia valvola di sfogo, per certi versi, e siccome di netgaming parlo spesso nelle riviste per cui scrivo (Giochi per il mio Computer e Game Pro), qui mi piace scrivere ciò che penso dei videogiochi tout court. Ma non dimenticherò mai da dove vengo, non dimenticherò mai che ci sono migliaia di netgamer italiani intrappolati in una nicchia che pochi vogliono aiutare ad ampliare. Io sono uno di quei pochi e quindi, eccomi qui, oggi parlo di netgaming.
Lo faccio proponendovi un reperto “storico” o quasi, per cui devo ringraziare Fragbite, un non meglio precisato sito di una non meglio precisata nazione (credo la Svezia). C’era infatti qualcuno di questo portale a maneggare la telecamera che ha ripreso la mia più bella telecronaca di tutti i tempi.
World Cyber Games, edizione 2006, Monza. Olimpiadi dei videogiochi! Mi ero qualificato per Dawn of War come primo italiano (non è stato difficile, visto che al torneo di eliminazione ci siamo presentati in tre!); dovevo avere un posto in nazionale ma vi rinunciai. Potevo dimostare al mondo che ancora valevo qualcosa come player (nel 2005 sono stato primo della ladder mondiale di Dawn of War, anche se per un breve periodo di tempo), ma piuttosto che coprirmi di ridicolo (non valgo più nulla come player ad alti livelli da molto tempo… e probabilmente non sono mai stato un granchè) ho preferito prendere al volo una chance che non si sarebbe ripetuta. Essere la voce ufficiale italiana di quei World Cyber Games, insieme ad un pool di telecronisti proposti da me e da NGI. Nobsyde, Marauder e Yoyo.
Durante tutto il torneo io sono sempre stato scelto per commentare le partite sul “main stage”, il palco più grande. Grazie alla mia conoscenza di Starcraft, Warcraft III e Counter-Strike ho potuto imprimere nelle orecchie di tutti i presenti le mie emozioni, mentre sul mio schermino scorrevano partite divenute poi storiche come IloveoOv vs JulyZerg oppure Gostop vs Sky. Ma la partita più bella che ho visto è stata la finale di Counter-Strike tra NiP e Team Pentagram. Svezia contro Polonia.
I polacchi venivano dalle winner bracket, serviva un’impresa svedese per portarsi a casa il torneo: vincere due mappe di seguito. La prima i NiP se la sono portata a casa davvero, la seconda invece ha incoronato campioni i Pentagram, tra l’entusiasmo del pubblico presente: davvero tanto.
Dalla mia postazione, situata alla sinistra del palco, non mi interessava sapere quanti tra il pubblico capissero quanto stavo blaterando al microfono. Molti erano partecipanti al torneo, provenienti da 70 nazioni differenti, ma c’erano anche molti italiani: padri con figli, netgamers o semplici curiosi. Non mi interessava, dicevo, capire se mi comprendessero: ma la loro presenza lì, in massa, ha fatto scattare una molla che mi ha totalmente prosciugato la voce. Sentivo la partecipazione, i sospiri, gli applausi di centinaia di persone; qualcosa che forse non ritroverò più. Anzi, non ritroveremo più, perchè gran parte del merito per la “mia più bella telecronaca” è ovviamente di Nobsyde, l’uomo del “fagottino marrone” nonchè il mio compagno di merende, ai microfoni di Counter Strike di tutta Italia. L’intesa che c’era tra noi, rafforzata da una settimana particolare per entrambi, è letteralmente esplosa in questa telecronaca così come abbiamo letteralmente stupito i nostri colleghi americani e coreani, prodighi di complimenti per le nostre urla.
Questo video è un riassunto, a pezzi, di ciò che successe all’autodromo di Monza durante quella partita. Un documento che un pò mi rattrista, perchè forse non ci sarà mai più una partita di un videogioco con tutto quel pubblico sul suolo italiano. Anche se la recente Pro Lan fa ben sperare e Lucca Comics and Games dello scorso anno ha dimostrato che c’è tanta curiosità intorno agli Sport Elettronici.
Ma oltre a rattristarmi mi rende davvero fiero di me stesso: durante l’ace di Walle (minuto 6:15) avrò perso almeno un polmone. Segno che l’emozione era davvero autentica, per noi, nel vedere una sfida ad un “giochino”.
Star Wars: The Force Unleashed per iPhone
CrunchGear è riuscita a pubblicare in esclusiva il trailer di uno dei giochi più attesi da tutti i possessori di iphone: star wars the force unleashed si annuncia come un vero capolavoro sia di grafica che di giocabilità . Grazie all’ accellerometro il gioco cambia repentinamente la sua visuale in base a come girate l’ iPhone, il touchscreen è sfruttato alla perfezione in fase di combattimento e nonostante questa sia solo una versione di prova del gioco ( uscirà ufficialmente a settembre) fa venire l’acquolina in bocca a tutti i videogiocatori. Godetevi il video che ne vale la pena, dal momento che è abbastanza lungo vi dico che il combattimento di trova al terzo minuto, nel caso voleste vedere quello e non aver voglia di aspettare!
Duecentesimo post: un blog collettivo!
Salve a tutti, lettori di Inside The Game!
E’ con un po’ di emozione e tremarella nelle dita che mi appresto a scrivere il secondo post non videoludico di questo blog, dopo il primo riguardante l’anniversario dei 100 post, per il quale ho addirittura inaugurato la nuova veste grafica e il dominio attuale.
Sono emozionato perchè questo blog, volente o nolente, mi è scappato di mano. Non solo per i visitatori che continuano ad aumentare mese dopo mese (ora siete circa 260 al giorno, FISSI, che spettacolo…). Soprattutto sono emozionato per gli attestati di stima, i link da altri blog, i commenti d’affetto, le discussioni e tutto quello che si è consumato, in duecento post, su questi lidi. Ammetto che il blog mi sia costato fatica soprattutto in termini di tempo. Il problema è che non lo considero più facoltativo, bensì necessario. Mi piace esprimermi e trovo questa piazza telematica davvero grandiosa e voi un pubblico stratosferico. Per questo provo a non farvi mai mancare un post al giorno ed è per questo che ora sono qui a scrivere anzichè giocare a Metal Gear Solid 4. Perchè, davvero, siete nel mio cuore.
Ma voiglio sottolineare una differenza tra l’anniversario dei cento post e questo, una differenza che sancisce anche la nuova caratteristica di Inside The Game, che in verità avete già tutti sperimentato. All’inizio ero da solo, ora invece questo è ufficialmente un blog collettivo, quindi scritto a più mani. Senza l’aiuto degli altri blogger non ci sarei arrivato sano di mente a questo duecentesimo post! Ed è di questo che voglio parlarvi oggi, della creazione della pagina relativa allo staff (domani la pubblico), che sta rendendo questo spazio sempre più bello!
Come ho già detto, voi lettori non siete certo stupidi e quindi è un po’ che notate post di Fucktotum Nobsyde o Rev, in rigoroso ordine alfabetico. E’ dalle menti di questi tre “personaggi” che nascono comunque tutte le iniziative del blog. Non solo contenuti da leggere ma anche da ascoltare, da guardare ecc. Ovvio, quindi, che io debba ringraziarli e almeno citarli.
Di Massimo “Fucktotum” Mallia che dire. E’ un mio amico di infanzia, quindi un raccomandato
Sbagliatissimo; non lo è affatto, anzi. Molte delle opinioni o dei discorsi sui videogiochi che spesso mi vengono in mente, sono farina del suo sacco. Tante intuizioni, soprattutto, sono davvero interessanti e credo che lo stia dimostrando con i suoi post, anche se probabilmente non vuole ancora “strafare”. Si sta tenendo le bloggate migliori ancora nella manica
Tra l’altro è l’uomo che dovete ringraziare se i miei post non hanno errori di italiano o di battitura: non je sfugge niente!
Ma non è solo uno che scrive, con lui ho condotto “La Zona X“, Radio Fragtime, spero non ve la siate dimenticata…
Marco “Nobsyde” Alice è invece un felice incontro dei miei ultimi anni di netgaming, quelli passati principalmente a lavorare nell’ambiente e non a giocare. E’ il volto/voce/verbo di Progaming Italia. In lui mi piace lo spirito d’intraprendenza e la voglia di scrivere bene, rileggendo ogni virgola e impostando ogni capoverso per un’emozione nuova. E’ colui con cui ho urlato la più bella telecronaca della mia carriera. Ed è un amico. Si è unito per ultimo al bus targato ITG ma è anche il primo che ha scritto una presentazione/post, molto piacevole da leggere. La passione, in gente come lui, sono sicuro che non morirà mai.
Last but not least, Gabriele “Revng” Palozzi, che ora sta al mare ed ha anche il computer rotto
Non potrà leggere quindi queste righe ma sa benissimo che nonostante non abbia ancora voluto dimostrarsi un blogger efficace (spero che lo faccia presto, sia con una presentazione che con qualche post), è sicuramente molto importante per questo spazio. Il suo apporto divertente e spensierato, innestato nella trasmissione radiofonica Il Bar dell’eSport e Dintorni è stato essenziale. La continua voglia di migliorarsi ha rappresentato per me uno stimolo in più. Speriamo che quella iniziativa ritorni alla vita… vi faremo sapere. Per Rev provo un affetto davvero sincero, volevo farglielo sapere qui nonostante le differenti vedute
Bene, ora quindi potete capire i perchè e i per come delle mie scelte nella creazione dello staff dietro ad Inside The Game e l’unica cosa da dire rimane: “buon lavoro a tutti“.
Ma prima di ricominciare a scrivere, scrivere, scrivere… festeggiamo! Il video postato è qui per questo: celebriamo Inside The Game e i suoi 200 post, i suoi 2.004 commenti (grazie ragazzi anche a voi di cuore), e i suoi 23.802 click totali solo della nuova versione che uniti ai 43.463 della vecchia fanno: un sacco di click!!!!!!!!!!
Cheers!
P.S. E’ in edicola Game Pro 14, non perdetevi questo numero della rivista, mi raccomando. Trovate i suoi contenuti a questo link, ma soprattutto ci trovate la mia column di questo mese intitolata: Ecco come TV e videogiochi possono convivere.
E3 2008: Nintendo ha conquistato il mondo
La conferenza stampa di Nintendo (riferitami da Peppe, che ringrazio, e poi vista sui video del sito ufficiale www.e3expo.com), contrariamente a quella Microsoft di ieri e a quella Sony, tenutasi poco dopo (ne parliamo domani) ha inequivocabilmente dimostrato un fatto: Nintendo ha vinto.
Tutto il tono del discorso, attenzione sto parlando quindi della forma non della sostanza, faceva trasparire un’evidente “superiorità ” territoriale e quindi ho notato poca voglia di far scrivere fiumi di inchiostro a blogger come me o alle riviste specializzate. In fondo, parliamoci chiaro, la casa di Kyoto prima del Nintendo DS era data per spacciata. Vendeva solo il GameBoy, mentre il suo Gamecube era semisconosciuto (non scherzo quanta gente conoscete che l’abbia posseduto anzichè avere una PS2?). Eppure in questa generazione ha speso meno dei suoi diretti concorrenti ed ha venduto il doppio, guadagnando molto di più. Wii e DS sono due prodotti che hanno totalmente fatto breccia in un mercato inseguito costantemente da Sony, ma mai raggiunto a forza di Eye Toy: sto parlando di coloro che non hanno mai videogiocato.
Prodotti come Brain Training o Wii Sports, hanno messo insieme giovani e anziani; Super Mario Galaxy ha dimostrato che la voglia di tenersi i fan ci sarebbe ancora. I risultati in comunicazione, comunque emblematici, dovuti ad un prezzo davvero competitivo dato a Wii, hanno creato un corto circuito in un mercato casalingo letteralmente dominato da PS2 dando ragione, per una volta nella storia, a chi ha avuto il coraggio di innovare. E questi risultati si vedono ad occhio nudo: quanti spot in televisione di giochi per Wii avete visto?
Adesso Nintendo non può permettersi di aspettare le mosse degli avversari, quindi continua a proporre a modo suo novità eclatanti. Animal Crossing per Wii promette già faville sul settore dell’online (qui potete vederlo), mentre ciò che state osservando, cioè Wii Music, arriva in un momento importantissimo per i giochi musicali e può raccogliere seneramente un’eredità difficile perchè è fatto bene.
L’annuncio del nuovo “sensorino”, come mi piace chiamarlo (il Wii Motion Plus), è comunque una ciliegina sulla torta e forse chiuderà la bocca a chi ha criticato Wii per i suoi controlli spacciati come rivoluzionari ma comunque non precisi (vedere per credere).
Ora però voglio tornare all’inizio del mio discorso: tutto quanto mostrato in questo attesissimo palconscenico dell’E3 2008, mi sembra comunque un “compitino” per chi ha rivoluzionato il mercato dei videogiochi. Non c’è stata la voglia di mostrare neanche un titolone per noi hardcore gamer; mi sarei aspettato almeno un nuovo uso della pedana Wii Fit unito ai normali Wii Mote e Nunchuck o qualche periferica davvero mai vista, invece nulla. Io in questo vedo l’aria di chi ha vinto e la dimostrazione viene dalla lunga disanima dei dati mondiali di vendite che vedono il Wii superare tutta la concorrenza, per non parlare delle copie di Nintendo DS sparse per il globo.
Insomma Nintendo; i tuoi fan vogliono che ti ricordi di loro. Vogliono giocare le innovazioni formali ma anche quelle stilistiche che vengono dalla “penna” di Miyamoto & co. I tuoi fan vogliono che tu sappia osare non solo nel casual, ma anche nel santuario dell’hardcore. Non ci bastano 3 giochi in un anno.
Forse siamo troppo esigenti? Da chi ha creato Mario, chiedere di meno, sarebbe un delitto.
Comunque sia, Wii Music è bellissimo!!!












