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Scritto da AKirA ( insidethegame.it )

“Umano troppo umano”

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 28 Lug 2008 alle 18:12

Ho giocato la demo di Too Human su Xbox 360. Mi aspetto molto dal nuovo gioco di Silicon Knights, gli stessi di Eternal Darkness di cui Fucktotum ha parlato recentemente. Eppure ho trovato la demo deludente, cavolo, e lo dico con rammarico.

Il gioco è fondamentalmente pronto, uscirà il 19 Agosto, quindi tra due settimane eppure l’ho visto scarno, con poca verve. Ovviamente è un’idea che probabilmente verrà spazzata via dall’uscita del gioco: ho fiducia totale nei programmatori canadesi e soprattutto non ho potuto certo constatare da una demo la profondità della trama, da cui sicuramente non verremo delusi.

Certo però che questo tentativo di riprodurre un simil Diablo su console non mi sembra poi così interessante, almeno dalla demo. Lo schema di gioco in fondo è proprio quello: orde di mostri da trucidare con la spada (stick analogico destro) o con le armi, collezionare gli oggetti speciali che escono dai loro cadaveri e prepararsi alla prossima ondata con il migliore dei surf. Forse sono passati i troppi anni da Diablo 2, e quindi il genere non mi attira più, o forse il problema è proprio che in versione dimostrativa, un gioco di questo tipo non può certo mostrarsi con tutti i suoi assi nella manica. E’ basato sulla quantità di armi, magie, scenari ecc: dare mezzo livello non può essere indicativo del prodotto finale.

La presenza di una sola classe nella versione dimostrativa, inoltre, non fa che diminuirne l’appeal. Ammetto che un’esperimento simile su console è sicuramente un bel vedere: tra la massa di action game e sparatutto c’era proprio bisogno di qualcosa di diverso. Tra l’altro essendo un’esclusiva Xbox360, dove a forza di FPS ci hanno fatto venire la nausea, è ancora di più una piacevola sorpresa. Dall’estasi provocatami dai trailer, però, siamo giunti ad un picco negativo di attesa: mancano due settiman all’uscita e non soffro della mia classica sindrome “lo voglio, lo voglio, lo voglio”.

Ciò che mi chiedo quindi è… c’era bisogno di una demo per un gioco che fa della profondità la sua carta vincente? Siamo sicuri che non è addirittura controproducente, come è stato nel mio caso? In pochi minuti non si può mettere una bella trama e decine di armi diverse e mostri diversi ecc. Ringrazio personalmente Microsoft e Silicon Knights, comunque, per averci fatto provare il loro gioco in anteprima, ma siamo sicuri che ci abbiano guadagnato?

Personalmente comprerò sicuramente il titolo perchè sono sicuro che manterrà le promesse, ma non nego che il mio hype sia diminuito.

Nel video la modalità cooperativa di Too Human che, sicuramente, aggiungerà moltissimo al gioco: nella demo non c’era! ;)

Scritto da Fucktotum ( insidethegame.it )

Unreal Tournament 3: il piacere di fraggare!

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 5 Lug 2008 alle 18:27

http://youtube.com/watch?v=raWuPqk7WbE 

Le vie dei videogiocatori sono infinite: mi rendo conto di questo col passare degli anni, dei titoli e delle piattaforme.

Qualche anno fa sembrava che gli sparatutto in soggettiva avessero già detto tutto, in termini di modalità e varianti: il tempo ci sta insegnando che ancora non abbiamo visto niente, se non gli albori di questo genere videoludico, tali e tanti sono gli aspetti su cui le soffware house non si sono ancora soffermate.

Nel mio caso specifico ad esempio, ho iniziato il mio rapporto con i first person shooter col vecchio e caro Quake (il primo), che, pur essendo passata un sacco di acqua sotto i ponti, racchiudeva in sè quasi tutto quello che è stato mostrato in seguito, sia in termini di giocabilità che di gameplay.

Dopo essermi stancato di quel tipo di azione, ho ignorato il genere per un po’, almeno fino a quando Akira non mi ha dato una bella cd-key per giocare a Counterstrike 1.6. Lì è cambiato moltissimo: ho scoperto che un fps può essere molto profondo e meno frenetico rispetto ai suoi predecessori, ma ugualmente affascinante e forse anche più divertente, pur se giocato su una sola mappa (ho sempre avuto un debole per de_dust2).

Con Halo 3 mi era sembrato di tornare alle origini, divertendomi con l’azione scriteriata, i veicoli  i salti continui, con i fuoriosi deathmatch e le varie scorciatoie che garantiscono una superiorità sul campo.

Ma mancava ancora qualcosa, qualcosa che ho (ri)trovato grazie a Unreal Tournament 3.
Ora che è uscito anche per X Box360 (dopo le versioni Pc e PS3) posso godermelo anche io, soprattutto in virtù dell’effetto “macchina del tempo” che esercita su di me. Mi sono infatti reso conto che, per quanto abbia avuto estremo giovamento dalla serietà dell’azione di CS, ero, sono e sarò sempre un appassionato della frenesia, delle decine di razzi che volano, dell’abilità nello schivarli e delle varie modalità che mi fanno impazzire (il Capture the Flag su tutti, ma se aveste intenzione di provarlo non sottovalutate il Warfare: la conquista di un vasto territorio procedendo per obiettivi secondari causa dipendenza!)

Oltre ad avere un comparto tecnico di grande spessore (ottima dimostrazione di come l’Unreal Engine 3 sia un eccellente motore), soddisfa le esigenze degli amanti più intransigenti dell’azione senza compromessi: si muore e si “respawna” immediatamente, le armi possono essere portate tutte senza essere costretti a sceglierne un paio, l’agilità nei movimenti e la conoscenza delle mappe sono essenziali per una buona prestazione.

Dopo tanti anni di armi realistiche o simil-tali, dazio necessario da pagare ai titoli di ambientazione storica, torna uno degli arsenali videoludici migliori, fatto di strumenti di morte bellissimi da vedere ed equilibratissimi da usare (io amo il biofucile GES: si, quello che spara le palline verdi che si attaccano a muri e persone e poi esplodono: elaborare una trappola senza scampo per l’avversario mi gratifica sempre).

Non posso non citare poi quello che per me è il più bel veicolo mai visto in un fps: il DarkWalker, in sostanza un tripode che deve parte del suo fascino alla somiglianza coi veicoli alieni de “La Guerra dei Mondi” di Spielberg. E’ eccezionale irrompere in una zona affollata con questa macchina di distruzione che si erge tra i palazzi per portare il sacro laser purificatore sui vostri avversari!

Insomma, sebbene il periodo storico che attraversano gli fps di questi tempi sia improntato più alla simulazione dei conflitti che al divertimento spensierato, Unreal Tournament 3 dimostra che c’è ancora spazio e voglia nel popolo dei videogiocatori per intrattenersi… a colpi di razzo: peccato per quello che sta ormai diventando un cruccio vero e proprio, il fatto cioè che per quanto vengano sviluppati molti titoli multipiattaforma altamente competitivi, ancora non sia possibili giocarli su server comuni a tutti, aspetto che aiuterebbe di certo il movimento del net gaming…

Scritto da Fucktotum ( insidethegame.it )

Eternal Darkness: un’esperienza da urlo!

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 25 Giu 2008 alle 20:20

 http://youtube.com/watch?v=l5sSgz3Ph9k

“Deep into that darkess peering, long I stood there , wondering, fearing, doubting…”

Non è molto comune che un videogioco si apra con una citazione letteraria, men che meno con una delle più celebri opere di Edgar Allan Poe, “Il Corvo“. Ma i programmatori di Silicon Knights non sono propriamente mainstream, avendo optato per una via più complessa di quelle imboccate da altri per giungere al successo, privilegiando i contenuti ai soliti diabolici meccanismi promozionali.

A una prima occhiata Eternal Darkess: Sanity Requiem non può certo far gridare al miracolo: inizialmente doveva uscire per Nintendo64, macchina meravigliosa ma meno performante del cubetto di casa Nintendo su cui alla fine il titolo è approdato. Sotto l’aspetto prettamente visivo questo passaggio si nota pesantemente, ma la vera essenza di un qualsiasi gioco non sta nella sua componente più immediatamente visibile, ma nelle sue meccaniche e nelle innovazioni che è in grado di portare al suo genere.

Su questo Eternal Darkness non conosce paragoni.

Il primo colpo di genio viene dalla trama, che attraversa i secoli facendoci sempre prendere il controllo di un personaggio diverso, entrato in contatto con gli “Antichi” e per questo condannato a un’ineluttabile follia e, nel migliore dei casi, alla morte. L’incipit è affidato a un centurione romano che rinviene un’antica reliquia (straordinaria l’atmosfera: mentre ci si avvicina all’oggetto in questione delle voci riecheggianti recitano “Come to us Pious Augustus…”) che lo trasforma in un non-morto pronto ad aprire la strada per la terra ai suoi immondi signori…Grandioso no?
Pian piano che la trama prende piede, diviene più evidente la cura verso l’ambientazione e lo spirito citazionistico profuso qua e là: senza dubbio ci troviamo di fronte al più grande tributo videoludico al Solitario di Providence, quell’Howard Philip Lovecraft che ha ispirato e ispira tutt’ora i cultori dell’horror investigativo.

Mai citato direttamente, sempre presente in modo indiretto: a partire dagli Antichi, passando per la scelta dei nomi e di tante situazioni e finendo per la collocazione in Rhode Island (a Providence Lovecraft ha passato gran parte della sua vita, salvo una sfortunata parentesi newyorkese), l’influenza dello scrittore è evidentissima (anche in Eternal Darkness alla base dell’intreccio c’è un libro maledetto, l’equivalente del Necronomicon inventato dal grande autore americano).

Tutta l’idea alla base dell’intreccio del titolo Silicon Knights, cioè la presenza sulla Terra di creature preesistenti rispetto all’uomo, pronte a trovare un varco per un ritorno distruttivo, è mutuata da racconti come “L’Orrore di Dunwich” o “La maschera di Innsmouth”: questo fornisce un ottimo background culturale alla narrazione del gioco, che ne esce evidentemente arricchito.

E fin qui non vi ho ancora parlato del vero tocco di genio in termini di gameplay, gli insanity effects! Infatti, come ogni uomo normale, il protagonista (meglio: i protagonisti) del gioco può assistere a pochissimi eventi soprannaturali senza impazzire e rintanarsi sbavante in un angolo (diciamoci la verità: vedere uno zombie dal vivo non sarebbe proprio salutare neanche per Rambo!). Proprio per questo è presente un’apposita barra (verde), per la sanità mentale: più ci si imbatte in fatti spaventosi e più questa si abbassa lasciando il campo alla vera follia.

Vi faccio qualche esempio: può capitare di ascoltare  bisbiglii di sottofondo, urla improvvise o rumori agghiaccianti.
Oppure, entrando in una stanza già attraversata, potete trovarla capovolta, o ricolma di mostri inesistenti. E ancora, mosche o insetti sullo schermo, la barra del volume della tv che inizia ad abbassarsi/alzarsi, oppure il nostro personaggio che perde la testa e, raccogliendola, recita l’Amleto di Shakespeare. Ultima, ma non meno importante, la migliore del lotto: salvando il gioco, anzichè la classica scritta “vuoi sovrascrivere il salvataggio precedente?” compare “vuoi cancellare tutti i salvataggi?” e, pur cliccando su “no”, il gioco annuncia la cancellazione di tutti i file!

Vi ho elencato solo i migliori, ma il titolo andrebbe vissuto in prima persona per capirne la vera portata innovatrice: magari aspettando il prossimo lavoro originale dei canadesi Silicon Knights (dopo Eternal Darkness si occuparono della conversione di Metal Gear Solid per Game Cube, ribattezzato “The Twin Snakes”), quel Too Human che fa già tanto parlare di sè, esclusiva Xbox360 e, a mio modesto parere, probabile capolavoro.

Mentre attendete l’uscita però, se siete possessori di Wii non avete scuse: essendo retrocompatibile col cubetto, potete trovare Eternal Darkess a un prezzo risibile, vi assicuro che difficilmente potrete scordarvi di un titolo del genere!

Scritto da AKirA ( insidethegame.it )

Grand Theft Auto 4: vivere a Liberty City

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 21 Giu 2008 alle 12:23

Ho finito Grand Theft Auto 4. Dopo aver postato innumerevoli volte sul capolavoro Rockstar, prima delle anticipazioni, poi l’agognata data di uscita, poi ancora un video e un racconto e infine una difesa a spada tratta dei suoi contenuti, finalmente posso esprimere cosa ne penso dal punto di vista ludico. Anzi; videoludico.

E si perchè Inside The Game non è il solito sito in cui le recensioni vengono fatte dopo appena poche ore di gioco perchè devono essere pronte subito dopo l’uscita (pratica alla quale anche io devo per forza sottostare, la mia recensione su Virgilio Giochi del titolo è stata scritta dopo poche ore di esperienza). Su questo blog si cerca di parlare con cognizione di causa e dal basso del mio 65% dei progressi di gioco, comunque, potrei anche avere poco da dire, secondo molti, su un gioco che ha già lasciato un segno indelebile sulla storia di questo mezzo.

Come i precedenti post sui giochi, comunque (come l’ultimo di Fucktotum su Ninja Gaiden 2), non si tratta di svolgere il compitino di una recensione, con i vari punti a grafica, sonoro e giocabilità: per quello trovate appunto la mia recensione su Virgilio Giochi, con un bel 10 stampato nel voto, ma ciò di cui voglio parlare adesso sono gli aspetti che più mi hanno colpito in questo titolo. Il primo è assolutamente sconvolgente e mi ha veramente lasciato di sasso. Grand Theft Auto 4 ha circa mezz’ora di titoli di coda! 

Ciò su cui voglio puntare la vostra attenzione, quindi, è l’opera mastodontica che avete in vostro possesso. O quella che vi state perdendo lasciandola al negozio perchè non avete una console (aspettate la versione PC eh… ? bravi bravi ) ). Mezz’ora di titoli di coda: non ho mai visto tanti cognomi tutti insieme allo stesso tempo in vita mia. Prima di citare le persone in carne ed ossa, come i doppiatori o gli attori che hanno partecipato al motion capture, oppure le voci degli speaker delle radio, c’è una sfilza di programmatori, progettisti, designer, grafici, addetti al suono, capi progetto ecc lunga almeno quanto quella che di solito chiude un blockbuster cinematografico. Io mi sono letteralmente spaventato: è vero che GTA 4 è il gioco più costoso di sempre (e quello che ha infranto tutti i record di vendite diventando l’evento entertainment più grande nella storia dell’umanità) ma se penso al lavoro che c’è voluto anche solo per organizzare una marea di professionisti come quella, mi sento male. Sono oltre mille persone, signori, MILLE! Davvero qualcosa di impensabile quando due bastoncini bianchi si lanciavano una pallina da una parte all’altra. Il primo plauso, quindi, è per la produzione di questo titolo, per cui dobbiamo tutti ringraziare tutti Take Two Interactive che ci ha messo i soldi, ma soprattutto Rockstar Games che ha saputo utilizzarli nel migliore dei modi.

Da quest’aspetto, tra l’altro, viene fuori una considerazione davvero interessante: il campo della nuova sperimentazione artistica audio/video, dove i creativi moderni possono finalmente esprimersi senza limiti o quasi, sono proprio i videogiochi. E’ impensabile che in una serie TV come Lost una battuta sia “fuori posto”, quindi ogni rilettura della sceneggiatura sarà scandita da tagli e freni alle menti che l’hanno pensata. Cercate invece di chiudere gli occhi e di immaginarvi nella stanza dove Dan Hauser e i suoi ragazzi si sono inventati tutte le battute degli speaker delle radio di GTA. Ma quanta roba fuori di testa hanno partorito? ) Sono convinto che si siano divertiti da morire a farci ascoltare Iggy Pop (esattamente lui: è uno degli speaker delle radio di GTA) mentre scandisce ai microfoni di Liberty Rock Radio l’ultima notizia strampalata o la pubblicità del sito in cui si possono comprare i bambini al posto di farli. Io credo che questa gente, questi sceneggiatori, magari saranno meno pagati di David Koepp (lo sceneggiatore, ad esempio, dell’ultimo Indiana Jones) e i suoi colleghi di hollywood, ma di talento ne hanno da vendere. Ma soprattutto sono stati cento volte più liberi di scrivere ciò che gli passava per la testa nella facciata e nei bassifondi di Liberty City, una città virtuale dalla quale è difficile separarsi.

Si perchè ad esempio io, che di solito quando finisco un gioco, per mere questioni di tempo, difficilmente lo rigioco, sento che Liberty City già mi manca. Vedere gli amici, uscire per uno spogliarello, guidare all’imbrunire ascoltando 1979 degli Smashing Pumpkins, guardare il panorama sul ponte di Broker, mangiare un panino a cinque dollari dagli ambulanti a middle park o un’aletta di pollo al Clukin Bell sulla via principale, rimorchiare una bella ragazza su internet… sento che tutto questo faceva parte della mia vita, ed ora che non c’è più ne sento la mancanza. La grande cura per i dettagli, maniacale direi, che Rockstar Games ha saputo infondere al suo capolavoro assoluto, mi ha portato a desiderare di non uscire mai da quel mondo: la cura a base di forti emozioni e soddisfazioni celebrali a cui per due mesi sono stato sottoposto è cibo per la mente il cui sapore difficilmente si dimentica. Soprattutto perchè non ho potuto materialmente vedere e ascoltare tutto: mi sarò perso sicuramente qualche bello scorcio di città, qualche esilarante frase alla radio, decine di siti, programmi TV, persone, macchine, moto. E’ questo il cuore dell’esperienza di GTA, creare una città in cui si può davvero vivere per tanto tempo senza lamentarsi che tutto è generato da un computer. Un gioco totale, dove guidi, spari, risolvi enigmi, viaggi, senti musica, vedi film, ecc e non ti stanchi mai!

Anzi, ho quasi paura che Rockstar Games, grazie ai contenuti scaricabili in arrivo, abbia deciso che sulle nostre console deve girare un solo ed unico disco, per sempre: quello di GTA 4.

E noi saremo là, joypad in mano, pronti a raccogliere la sfida.

Io però ora sono “dovuto” andare in altri mondi virtuali, forse non altrettanto belli o vasti, ma altrettanto interessanti (sto giocando a Metal Gear Solid 4, e mi sembra davvero bellissimo). Fortuna che c’è Frantz (grazie!) che mi ha scattato una foto mentre ero a Liberty City, così da ricordarmi per sempre della più bella città virtuale di tutti i tempi.

GTA IV

Scritto da Astre ( tecnoblog.girlpower.it )

Sleepless Assassin gioco action gratuito in flash

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 13 Giu 2008 alle 11:08

sleeplessassassin.jpg

Per la serie veniamo in soccorso ai poveri annoiati in ufficio e ai ragazzi che cercano un time waster: Sleepless Assassin è un gioco in flash che combina facilità di apprendimento con varietà di scenari e dinamismo, per un risultato decisamente sopra alla media per uno di questi giochini in flash. Da provare e mettere tra i preferiti, vista la possibilità di continuare dal punto in cui si è perso!

Scritto da Astre ( tecnoblog.girlpower.it )

Tetris online con gli stati, divertente mod del puzzle game

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 8 Giu 2008 alle 11:05

statetris.jpg

Merita una segnalazione questa mod del classico gioco del tetris basata però sugli stati del mondo. Dovete incastrare le regioni nella giusta posizione all’ interno della piantina bianca, allenando le vostre competenze logiche e geografiche. Ottimo anche per una sfida con gli amici e come time waster. Il nome di questo gioco è Statetris, come poteva essere altrimenti?

Scritto da AKirA ( insidethegame.it )

Snake su un palazzo

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 7 Giu 2008 alle 13:01

Non sto parlando del protagonista di Metal Gear Solid che si arrampica su qualche grattacielo: sarebbe troppo scontato. Sto parlando d’altro. Del videogioco dal titolo: serpente.

Sebbene tutti sappiamo che “Snake” non è propriamente il più bel videogioco del mondo (sicuramente però è uno dei più conosciuti, grazie alla sua sovraesposizione sui cellulari finlandesi ;) ) questo video è sicuramente bellissimo.

Non solo per l’evento che racconta con le immagini. Ciò che mi ha colpito è soprattutto l’audio. I suoni che io ho percepito mi hanno emozionato molto e mi hanno fatto pensare. I videogiochi godono di un potere e di un affezione molto generalizzata, quando vengono sottolineati con iniziative come questa. La partecipazione di tutte le persone mentre guardavano il palazzo, i continui flash, le urla e gli applausi, dimostrano un coinvolgimento tutto particolare.

Sarà perchè ormai sono completamente entrati nell’immaginario collettivo, sarà perchè ormai fanno parte della cultura mondiale sebbene gli attacchi al medium da parte di TV e giornali continuino con rabbia incessante. Sarà perchè sono divertenti ed hanno un grande appeal.

O sarà semplicemente perchè ti staccano completamente dal mondo reale. Una serie di luci su un palazzo dimostra in pieno questa tesi.

Scritto da AKirA ( insidethegame.it )

Una gran postazione di gioco

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 28 Mag 2008 alle 13:42

http://youtube.com/watch?v=RqZsW-uU5B4

Signori, ormai l’avete capito. Per me videogiocare è una cosa seria!

Ho un televisorone da 40”, tutte le console e un bel PC, due Nintendo DS, il dolby surround e un comodissimo divano. Non mi posso davvero lamentare. La mia postazione di gioco è assolutamente da invidiare!

Ora ho visto questo video e ho due considerazioni da fare. La prima è che va bene che i videogiochi sono una cosa seria ma qui abbiamo davvero esagerato!!! La seconda invece è che la mia postazione, confrontata con quella del tipo in questione, è da bambini piccoli! ;)

Non so se avete notato i sedili che escono dalla moquette… che stile! 

Scritto da Astre ( tecnoblog.girlpower.it )

Calcio on line, gioca partite vere gratis

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 18 Mag 2008 alle 12:02

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Chi l’ha detto che giocare gratis e divertirsi non è possibile? Quello di cui vi parlo oggi è un gioco che ho appena scoperto ma che è in giro già da un annetto, quindi ci sta pure che i più smanettoni di voi lo conoscano: si tratta di un gioco di calcio stile fifa e pes da giocare completamente on line e gratuitamente. La grafica non è male, non vi ritroverete delle cose tipo kick off prima maniera, ma giocatori in 3d ben fatti anche se fisicamente non troppo delineati. A livello di game play la cosa interessante è poter sfidare altri giocatori di tutto il mondo proponendo la propria squadra, la propria tattica ecc. Ci sono quasi due milioni di iscritti in tutto il mondo e centomila partita giocate al giorno. Power Soccer, questo il nome del gioco di calcio gratuito, ha un solido tutorial e un sistema di personalizzazione completo. Per quanto riguarda il calcio gratuito, è praticamente il top.

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Scritto da Astre ( tecnoblog.girlpower.it )

Gta IV: meglio su Ps3 o su Xbox 360?

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 30 Apr 2008 alle 11:31

Appena uscito, e già si infiamma la polemica delle console. Il gioco rende meglio su Playstration 3 o su Xbox 360? Il video qui sotto splitta lo schermo in 2, unisce le parti dell’immagine quasi a non farvi accorgere dell’interruzione per mostrare le differenze tra la versione Gta IV della Playstation 3 e quella Xbox entrambe ovviamente ad Alta Risoluzione. A voi che sembra meglio? In molti hanno notato un lieve miglioramento di grafica sulla Ps3, io non ne sono così convinta sembra che il bilanciamento colori sia leggermente differente…