Wii Music

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 26 nov 2008 alle 06:00
La confezione del gioco

La confezione del gioco

Sviluppato da Nintendo EAD | Pubblicato da Nintendo of Europe | Piattaforma Wii

Uno dei due titoli-chiave di Nintendo per la stagione natalizia (l’altro è Animal Crossing) è disponibile da pochi giorni sul mercato italiano.

Vorrei cominciare l’analisi del gioco dicendo subito cos’è e cosa non è Wii Music, poiché ritengo che Nintendo abbia svolto un pessimo lavoro di marketing, contribuendo ad affievolire l’interesse del pubblico per un prodotto che di per sé è già piuttosto di nicchia.

LIBERI (VIRTUALMENTE) DI INVENTARE

L’obbiettivo di Wii Music è creare (ri)arrangiamenti di vari brani, più o meno famosi, giocando sul cambiamento della velocità di esecuzione, dello stile e degli strumenti utilizzati per suonare, raggruppati in 6 tipologie diverse: basso, percussioni 1 e 2, accordi, melodia principale e secondaria. Gli stili funzionano come una sorta di preimpostazione, che va ad attivare o disattivare le 6 “voci” appena elencate inserendo gli strumenti ritenuti più adatti per quel particolare genere; l’utente ha comunque la possibilità di apportare le proprie modifiche, sia alla scelta degli strumenti che delle “voci” realmente attive.

E’, invece, assente qualsiasi tipo di controllo sulla nota che andate a suonare; si tratta di un gioco che necessita di uno spiccato senso del ritmo: non è importante cosa si suona, ma quando si suona.

In tal senso, è assolutamente fuorviante ogni paragone con Guitar Hero o Rock Band, dal momento che nel titolo Nintendo il concetto di nota giusta (questo dovrebbe già far intuire come mai, in questo caso, abbia poco senso il punteggio) risulta estremamente labile, e non potrebbe essere diversamente visto che si tratta di un gioco che incentiva la creatività, stimolando l’utente a creare nuovi arraggiamenti.

Certo, chi vuole può benissimo utilizzare lo spartito-guida per riprodurre la canzone nella maniera più fedele possibile alla versione originale, ma così facendo, a mio avviso, non si sfrutta affatto un titolo pensato per un fine che, se vogliamo, è diametralmente opposto: rivoltare come un calzino (entro certi limiti) una canzone.

Il menu principale

Il menu principale

Come funziona Wii Music? E’ presto detto: tramite wiimote e nunchuck è disponibile una nutrita schiera di schemi di controllo, dipendenti dalla famiglia di strumento musicale riprodotto, che prevede oltre al motion sensing anche lo sfruttamento dei tasti e dello stick analogico.

Il concetto chiave è che non andremo mai (o quasi: ad esempio con la batteria standard il movimento del wiimote + A fa suonare grancassa e piatti, mentre wiimote + B aziona il rullante, con la chitarra lo stick analogico controlla il pitch bending, ecc.) ad avere il pieno controllo sulle note: non è possibile, insomma, scegliere liberamente tra un DO o un LA; sarà Wii Music a generare un suono che risulti “a tono” con la base armonica (fissa), lasciando all’utente il compito di stabilire il momento in cui farlo emettere e in alcuni casi la sua durata.

Ad esempio, con il pianoforte utilizzato in “melodia principale” sarà possibile suonare le note singolarmente alternando il movimento di wiimote e nunchuck ma se, viceversa, si muovono dall’alto verso il basso entrambe le braccia, si suona un accordo. Con la chitarra elettrica si suona una nota singola muovendo il wiimote verso il basso, un accordo se si preme contemporaneamente C, ecc. ecc.

E così via di strumento in strumento.

Il tutorial consente di imparare nuovi schemi ritmici

Il tutorial consente di apprendere nuovi schemi ritmici

Non mi è chiaro del tutto, e per questo motivo ne parlo solo come nota a margine, se a parità di strumento e di istante in cui si muove il wiimote (o si preme un tasto) venga sempre generata dal sistema la medesima nota/accordo, posso dire di aver fatto qualche test e che l’evidenza sperimentale sembrerebbe confermare questa ipotesi, ma tant’è: con 1/16 di risoluzione (ovvero tra una battuta e l’altra, se siamo abbastanza rapidi nei movimenti, possiamo far suonare al Wii un massimo di 16 note differenti, e 1/16 è proprio il valore di una  semicroma) e le disponibilità di scelta tra nota singola, arpeggio, accordi, silenzio (!!), velocità di esecuzione e strumenti disponibili, in teoria le combinazioni possibili rimangono numerosissime.

CONSTRUCTION KIT

Wii Music è nella modalità principale un sequencer ridotto all’osso: si può scegliere se suonare la propria parte da soli oppure assieme al resto della band. Personalmente preferisco partire subito con le percussioni, in questo modo riesco a mascherare meglio eventuali difettucci ritmici in fase di esecuzione adeguandomi ad essi quando suono gli strumenti successivi. In ogni caso si tratta di una vera e propria piccola registrazione dal vivo: sarà necessario eseguire singolarmente ciascuna delle sei parti se si desidera suonare in prima persona l’intero brano.

Le sei parti che compongono ciascuna canzone

Le sei parti che compongono ciascuna canzone

Ciascuno degli stili musicali sbloccabili consente di accedere a due tutorial, base e avanzato, all’interno dei quali apprenderemo nuovi schemi ritmici, che amplieranno il nostro bagaglio: i Bebop poi, una sorta di metronomo visivo, cambiando forma durante l’esecuzione ci suggeriranno (ma come sempre non vi è alcun obbligo) le parti in cui una diversa enfasi espressiva potrebbe arricchire la performance.

Se con un pizzico di buona volontà si può chiudere un occhio sulla qualità sonora di parecchi strumenti, diverso è il discorso quando si va ad analizzare la tracklist di Wii Music. Da questo punto di vista, si poteva e si doveva fare di più: non discuto i pezzi più semplici, del resto mi sembra perfettamente normale partire in maniera graduale con degli apprendisti, seppur virtuali: dopotutto è quello che fanno realmente gli insegnanti di musica. Trovo maggiormente discutibile la scelta dei brani più complessi: molti di quelli contemporanei sono a dir poco vecchissimi (15 anni e più); gradevoli, per carità, ma credo si potesse pretendere qualche sforzo supplementare. Anche perchè non è possibile - e difficilmente lo sarà in futuro - ampliare il numero di canzoni disponibili: un problema che non trova giustificazioni, dal momento che altri prodotti sulla medesima piattaforma offrono questa opportunità.

NB: non ho potuto provare la speciale modalità batteria poichè è richiesta obbligatoriamente la balance board; il manuale, comunque, sostiene che è liberamente utilizzabile nel gioco durante l’esecuzione dei brani come se fosse uno degli strumenti standard.

Le note scure costituiscono una guida per chi non avesse voglia di avventurarsi nei riarrangiamenti

Le note scure costituiscono una guida per chi non avesse voglia di avventurarsi nei riarrangiamenti

CONCLUSIONI

In definitiva con questo Wii Music mi sono divertito abbastanza in singolo (contrariamente a Wii Sports che mi aveva stufato piuttosto in fretta) ma ritengo che, anche in questo caso, il gioco dia il meglio di sè in una jam session con persone che “sentono” la musica nel sangue: andare fuori tempo significa al 99% produrre un’accozzaglia di note senza senso, non c’è correzione software che tenga. Nonostante ritenga che sul medio/lungo termine possa farsi sentire l’impossibilità di ampliare il numero dei brani c’è comunque tantissimo materiale a disposizione per coloro che intendano cimentarsi anche in single player.

A dispetto di tutto il materiale promozionale che si è visto (e dello stesso marketing Nintendo culminato nella famigerata conferenza E3 di quest’anno) si tratta di un titolo di ben altro spessore rispetto a Wii Sports o, peggio, Wii Play. E questo è forse il paradosso principale di questo prodotto.

Ovvero: chi è l’acquirente-tipo di Wii Music?

Non l’hardcore gamer: vuoi per l’aspetto audiovisivo “casual”, vuoi per il pessimo marketing Nintendo che non ha veicolato a dovere la descrizione accurata delle funzionalità di questo software, a dir poco peculiari. Credo che chi non ha mai avuto a che fare direttamente con la musica in qualche sua forma di espressione attiva (suonare uno strumento, far parte di un coro o di un complesso, ecc.) abbia più difficoltà di altri ad apprezzare un prodotto di questo tipo. Senza contare che molti potrebbero semplicemente preferire Rock Band e Guitar Hero.

Ma anche il casual gamer potrebbe trovare il prodotto poco invitante: certo, il “look & feel” è quello degli altri titoli della serie, ma il titolo è venduto a prezzo pieno senza bundle di alcun tipo (in Play c’è un wiimote extra, in Fit c’è la balance board, in Sports… beh, lì c’è la console!) e, per dare il massimo, è richiesta una sensibilità musicale a mio avviso non comunissima. Inoltre nutro il sospetto che Wii Music possa risultare fin troppo complesso per questa categoria di utenti.

Scelta dello strumento per la modalità improvvisazione

Scelta dello strumento per la modalità improvvisazione

Tutto questo comunque ha poco a che vedere con le valutazioni che facciamo in questa sede: è proprio sotto il profilo ludico, l’unico che ci interessa, che Wii Music è un prodotto curato, come da tradizione EAD, e valido più di quanto possa apparire superficialmente. La sua chiave di lettura, poi, è duplice: teoricamente può fungere come software didattico per introdurre i bambini - ma anche gli adulti - ad alcuni concetti di base della musica, mentre un utilizzo più approfondito ci consente di vestire  i panni dell’arrangiatore senza dover ricorrere a software riservati di norma ai professionisti del settore; il tutto naturalmente con le limitazioni imposte implicitamente da un design che, giocoforza, preme l’acceleratore sulla relativa facilità di utilizzo, perchè altrimenti nessuno sarebbe così fesso da comprare a diverse centinaia di euro Cubase o Finale.

Secondo me Miyamoto (che per inciso è “solo” il General Producer) ha colto alla perfezione la categoria di persone a cui può piacere Wii Music sostenendo in questa intervista che se ci si ritrova a battere il piede a tempo ascoltando un CD si potrebbe essere interessati a questo gioco: una descrizione nella quale mi riconosco pienamente.

Cionondimeno, non mi sento affatto di promuoverlo senza riserve: il mio parere è positivo ma consiglio caldamente, non solo ai dubbiosi ma anche e forse soprattutto agli interessati, una prova approfondita prima dell’acquisto, perchè si tratta di un titolo estremamente difficile da giudicare. Per intenderci, uno di quelli che chiunque potrebbe apprezzare tantissimo o gettare dalla finestra dopo cinque minuti.

La modalità improvvisazione

La modalità improvvisazione

PS: mi scuso in anticipo per l’eventuale utilizzo errato di termini musicali tecnici: pur avendo una discreta esperienza (canto polifonico a livello amatoriale) le mie nozioni sono davvero a livello elementare; invito pertanto chi ne dovesse sapere di più a farmi notare eventuali magagne, più o meno grandi.

Scritto da matrixneo84 ( gamerbrain.net )

Picross

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 20 nov 2008 alle 19:50

La funzione del Nintendo Ds è principalmente d’intrattenimento per così dire intelligente: Brain Training, corsi d’inglese, puzzle, cruciverba ecc… Picross è un titolo veramente carino e utile, un rompicapo divertente e anche impegnato da svolgere nei momenti di pausa della giornata, una sorta di Sudoku.

sapete giocarci?

sapete giocarci?

Per spiegarvi il migliore ausilio è un’immagine di gioco: avrete delle sequenze di numeri orizzontalmente e verticalmente che indicano le caselle da colorare nella suddetta riga o colonna. Se il numero è da solo, partite da lì e se è una cifra alta ancora meglio. Per esempio se è un puzzle 10×10 e il numero di una riga o colonna è 10 dovrete colorare tutte le caselle della riga o colonna. Se invece è una sequenza di numeri, orizzontalmente dovete partire da sinistra verso destra tenendo conto che tra una serie di caselle colorate e un’altra deve esserci almeno uno spazio vuoto che segnerete con la x. Se la sequenza è in verticale, partirete dal numero più in alto fino ad arrivare a quello più in basso usando la medesima regola. Al primo avvio del gioco potrete assistere ad un breve tutorial che vi spiegherà alcune tecniche e regole fondamentali da usare per risolvere dai più semplici ai più complessi puzzle: troverete anche successivamente la guida su “come giocare” da menu. L’ultima cosa fondamentale è usare un minimo di furbizia: ad esempio, se il puzzle è 10×10 e il numero è 9 potete sicuramente annerire le 8 caselle centrali lasciando per ora in bianco gli estremi. Alla fine verrà fuori un disegno, a volte quindi la forma della figura può aiutarvi ma in quelli più difficili non ci sperate! Giudizio: 8 Mi limito ad osservare come questo gioco sia al tempo stesso divertente ed essenziale, certo divertente finché riuscirete a finire i puzzle in poco tempo altrimenti ricorrete agli aiuti o provateci un’altra volta ;-)

Scritto da AKirA ( insidethegame.it )

Peta, videogiochi e il diritto alla vita animale

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 18 nov 2008 alle 21:09

Mama Kills Animals

Grazie a ViewtifulMee per la segnalazione, anche se ormai è di “dominio pubblico”. In verità avevo questo articolo in caldo da venerdì, ma volevo postare Fallout e quindi molti altri blog e network mi hanno preceduto. Tuttavia a mio avviso non è una gara a chi posta per primo; piuttosto a chi blogga meglio…

Entriamo nel vivo del post da subito dando a tutti un ammonimento: il gioco qui sopra (basta clikkare sull’immagin per giocarci) contiene scene che, per gli stomaci deboli, forse possono risultare scioccanti. Spero leggiate queste righe prima di aver fatto una partita; comunque sia niente di trascendentale, in fondo si tratta di un videogioco e ne avete viste di cotte e di crude (questo è il caso di dirlo!). Solo che qui si rappresenta la realtà.

Avete presente Cooking Mama di Nintendo per DS e Wii? Beh, immagino di no; voi siete hardcore gamer!!! Invece trovereste i due titoli molto divertenti e dal concept davvero bizzarro: cucinare. Non si tratta di ricette di cucina narrate dalla console (è arrivato anche questo signori, purtroppo) bensì di un gioco di abilità, velocità e precisione dove bisogna  preparare deliziosi manicaretti virtuali.

La PETA, People for the Ethical Treatment of Animals (l’associazione mondiale per i diritti degli animali), ha proposto una sua versione.

Si tratta di un videogioco “parodia”, dove però si ride molto poco. Al posto di cucinare ingredienti animali, in Mama Kills Animals bisogna proprio procurarseli alla fonte, questi elementi. A partire dal tacchino per il giorno del ringraziamento, che bisogna prima spennare, poi svuotare delle interiora, ecc…

Cosa significa questo videogioco? Innanzitutto è una mossa di comunicazione alquanto riuscita: ne stanno parlando tutti e tutti lo stanno giocando. E cosa intende comunicare? Che la barbarie sugli animali, utilizzati per saziare i nostri stomaci alla stregua di oggetti, deve finire. Ci deve essere un modo più etico e moralmente più accettabile di mangiare.

Personalmente mi sento di sposare in toto l’iniziativa della PETA: sono un animalista convinto e provo orrore nel modo in cui vengono trattati polli, maiali, orsi, cani per il puro fine di riempirsi la pancia. Anche io, tramite questo blog, voglio unirmi all’urlo di Mama Kills Animals: una straziante verità, narrata tramite un videogame, che ciu racconta quanto siamo infami. Una volta chi aveva un maiale o i polli, ci teneva a farli vivere in un ambiente più sano e, perchè no, il più felice possibile: al momento di mangiare i propri animali era quasi logico ammazzarli nel modo più indolore, in fondo li si vedeva crescere per anni.

Purtroppo però da parte mia non riesco di certo a seguire fino in fondo i dettami animalisti della PETA che, a quanto mi sembra, non propone un’alternativa se non il vegetarianesimo. Personalmente non è questa la mia strada anche se da una parte la vorrei intraprendere: semplicemente sono troppo debole, non ce la faccio, adoro la carne. Ho il massimo rispetto per i vegetariani anche se, come si dice spesso, Hitler era uno di loro (così come Gandhi, però, cioè uno dei miei idoli), però non ho mai pensato di trasformarmi in uno di loro.

Questo mi rende addirittura colpevole verso le barbarie che gli essere umani commettono? Io spero davvero di no, PETA mia. Spero che questo non sia un messaggio contro chiunque mangi la carne. In fondo c’è anche il consumo critico, che dovrebbe essere esercitato ogni volta che si spende un euro. Io ad esempio cerco di comprare polli ruspanti e non di allevamento, preferisco prosciutti e salami italiani artigianali piuttosto che industriali e nella vaschetta ecc.

Chiaro che questo sia comunque un discorso davvero troppo complesso, non esauribile in un post e di cui, sinceramente, non sono neanche adatto a parlare. So molto poco dell’argomento, non sono un esperto.

Mi piacerebbe solo non venire a conoscenza che da qualche parte nel nostro fottuto mondo c’è un posto dove si torturano per anni gli orsi per trasformare la loro bile in un profumo. Oppure credere che i polli possano vivere in un recinto di 3 metri per 4 piuttosto che in una gabbia di 20 cm quadrati la loro intera vita. Vorrei solo liberarmi dal peso di sapere che gli esseri umani non sono peggio delle bestie.

E invece non è così, anzi: la realtà è sempre più brutale di ogni incubo videoludico. Anche di questo.

Scritto da AKirA ( insidethegame.it )

Left 4 Dead: Trailer e demo

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 11 nov 2008 alle 19:33

Abbiamo parlato poco, in preview, del prossimo titolo Valve, in uscita addirittura il 21 Novembre, cioè tra pochissimo!!!

Personalmente oltre a questo fantastico trailer ho davvero poco da aggiungere se non che le aspettative per l’FPS cooperativo zombesco della casa di Washingnton, sarà sicuramente un giocone.

Per chi fosse scettico, oggi è stata pubblicata anche la demo su Xbox Live, per provare in anteprima a “sfraffare” carne morta ancora troppo mobile per i nostri gusti. Ma io non sono scettico, come dicevo poco sopra sono sicuro. Valve a mio avviso è una delle poche software house che non ha mai sbagliato un colpo.

Una volta, diciamo 5-6 anni fa, dicevo sempre che Blizzard, Nintendo, id Software e Valve sono gli unici geni dai quali non mi aspetto fallimenti. Analizzando la situazione ora, due su quattro dei nomi sovracitati rimangono nel mio immaginario come garanza assoluta di qualità videoludica. Nintendo, purtroppo, l’ho tolta da questo poker: oltre alle varie mosse commerciali e allo sfruttamento (diciamo pure abuso) delle serie e dei personaggi, sono rimasto comunque deluso da alcune ultime uscite nei loro ip più importanti. Diciamoci la verità: Twilight Princess è un bel gioco ma, come vi dirà Fucktotum in un prossimo post, Zelda merita qualcosa di più per il nome che porta. E’ una di quelle sage che, se continua a autocelebrarsi, scomparirà: ha bisogno di una rinfrescata. Da id Software, invece, non mi aspettavo la caduta di stile avuta con Doom 3: un FPS solido, adrenalinico e pauroso, a cui personalmente ho gradito moltissimo giocare, ma che non aggiunge veramente niente al genere, neanche dal punto di vista tecnico. Strano, per uno come Carmack che si era inventanto con Quake 3 Arena le superfici a poligoni curve.

E allora rimangono i due paladini del capolavoro sicuro: mamma Blizzard, la mamma di tutti i netgamers e papà Valve (guardacaso invischiato anche “lui” nel netgaming che conta; vi dice niente la parola Counterstrike?). Ovviamente è facile concepire e programmare solo perle se ti limiti a far uscire un gioco ogni 3-4 anni, quindi la grande B è facilitata dal compito grazie alla sua filosofia “uscirà quando sarà pronto”. Rendiamoci conto che Starcraft II ancora non ha una data.

E quindi, la valvola delle idee, sforna sempre e solo grandi giochi o grandi piattaforme (Steam). Nulla sotto lo standard raggiunto con il primo Half Life, un’esperienza che definirei mistica, per ogni giocatore che si rispetti. Chi non l’ha giocato, amato, finito e rifinito (io3 volte!), dovrebbe assolutamente rimediare.

Quindi bando alle ciance, dopo The Orange Box dell’anno scorso, premiato soprattutto per la quantità, oltre che per la qualità, tutti aspettano al varco Left 4 Dead. Un progetto ambizioso e originale che, chissà, potrebbe offrire una piccola rivoluzione in un genere, quello degli sparatutto, che ormai sembra aver detto tutto (attenzione in tal senso al nuovo lavoro DICE, Mirror’s Edge).

Appena arrivo a casa mi scarico la demo, così potrò essere smentito, chissà.

O forse tornerò qui ancora più convinto della mia idea.


P.S. Nonostante questo mese non ci sia la mia column “Boom Headshot: c’è del cervello nella rete”, mi permetto comunque di segnalarvi l’uscita in edicola del nuovo numero di Game Pro, il diciassettesimo, che comprende tantissime interessanti recensioni come Fallout 3, Little Big Planet ecc.  Anche se siete dei miei fan sfegatati e comprate la rivista solo per la mia rubrica, fate un eccezione e sborsate sti 6 euri, non ve ne pentirete )

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Scritto da AKirA ( insidethegame.it )

PES 2009 vs FIFA 09

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 7 nov 2008 alle 18:21

Avete notato? Inside The Game, il blog videoludico più miticissimo del creato (seeee), ancora non ha fatto una “blogcensione” nè di Fifa 09 nè di PES 2009. Perchè? Ma è mai possibile lasciare i lettori senza un’informazione così importante? Scandalo!

In verità c’era il “trucco”, piuttosto che fare due post, meglio mettere a confronto i due giochi in una sola occasione: questa. Nonostante molti di voi abbiano già scelto il proprio gioco di calcio preferito, spero che questa piccola guida possa aiutare gli indecisi a scegliere se, per le proprie esigenze, è meglio il titolo Electronic Arts o quello Konami. Vediamo chi vincerà lo scontro.

Stadio pieno, circa 1 milione di persone. Se sommiamo le vendite di entrambi i titoli in Italia: l’attesa per questa partita è altissima. Da una parte i supporter della simulazione, la squadra di Konami, da sempre ritenuta di caratura più elevata per quanto riguarda la messa in campo dei valori del calcio reale. Dall’altra i panzer di Electronic Arts; dalla loro hanno le licenze più disparate e l’amore per i videogiochi: una sorta di arcade del pallone, si è sempre detto di FIFA, meno profondo ma comunque divertente. Oggi la storia può essere diversa. I due capitani si stringono la mano, si scambiano i galgliardetti. L’arbitro AKirA fischia l’inizio della partita. La palla è rotonda, può vincere chiunque.

Al settimo del primo tempo c’è subito un cartellino giallo: PES scende in campo con poche evoluzioni grafiche rispetto alla versione 2008, tanto criticata dal punto di vista tecnico. Tutto è sicuramente più fluido (e meno male, visto che il gioco dell’anno scorso scattava nei replay) ma allo stesso tempo poco è cambiato dal punto di vista delle animazioni; per un titolo “next gen” è un po’ poco. FIFA dal canto suo prende palla sulla tre quarti e in questo senso crossa in mezzo e sfiora il gol di testa: l’edizione 09 è sensibilmente migliore di quella 08, soprattutto dal punto di vista del sonoro; meno male che PES finalmente cambia i suoi telecronisti che ora sono Pardo (i lettori del blog lo conoscono bene per GXT Calcio) e Altafini, non ne potevamo più di Civoli e Sandreani. In casa FIFA rimangono Caressa e Bergomi, molto professionali.

Siamo alla mezz’ora di gioco, i contrasti tra le due squadre si sprecano e l’online gaming può fare la differenza. Mentre FIFA propone moltissime modalità nuove tra cui un’inedita 10 vs 10 (che però non sempre funziona a dovere), PES ha i soliti problemi di LAG che i programmatori giapponesi non sembrano in grado di risolvere. Inutile dire che in “area internet” Electronic Arts abbia già superato Konami molto tempo fa. Ma manca il guizzo vincente, che arriva con le licenze. Perfetto posizionamento del centrocampo di FIFA sulle licenze: il giocatore in possesso palla avanza minaccioso verso l’area di rigore e da 30 metri scocca un tiro che va dritto all’incrocio dei pali: niente da fare per il portiere di PES. Mentre infatti l’ultimo titolo citato può vantare solo l’ufficialità della Champions League, FIFA ha 500 squadre completamente originali dislocate in 30 campionati diversi. Un vero record. 1 a 0, palla al centro.

Ma i guai per la squadra allenata da Konami non finiscono qui: siamo all’inizio del secondo tempo, un giocatore della squadra FIFA prende palla spazza dalla difesa e il pallone dopo qualche rimbalzo scavalca il portiere avversario e si insacca: incredibile. I ragazzi di Electronic Arts riescono a fare 2 a 0 grazie alla possibilità di aggiornare in tempo reale, settimana dopo settimana, rose e qualità dei vari giocatori tramite internet. Se il Milan nel campionato REALE va male, i suoi giocatori perderanno smalto, se va bene diventeranno dei fenomeni. Incredibile che a Konami non ci abbiano pensato: nel 2008 e nell’era di internet è davvero una banalità farsi fregare in questo modo, peccato.

Nonostante questo la squadra PES è intenzionata a non arrendersi e spinta dall’entusiasmo del suo pubblico sembra riprendersi dai due schiaffioni ricevuti. Fa pervenire un buon pallone all’attaccante giapponese che in area si libera di un primo avversario, dribbling stretto sul secondo e mentre sta per tirare viene atterrato fallosamente: rigore! Probabilmente il fallo c’era ma l’esperienza della squadra Konami ha indotto l’arbitro a fischiare. E’ evidente infatti una cosa, PES stava avanti anni luce rispetto a FIFA che doveva solo recuperare, nonostante i pochi passi avanti di una serie che ha ormai pochissimo tempo per rinnovarsi, il titolo calcistico più amato dal pubblico italiano ha ancora parecchi assi nella manica a livello di giocabilità, campo nel quale è ancora superiore. Nonostante sia molto difficile segnare da fuori aria e sia stata levata la possibilità di utilizzare i portieri manuali, PES 2009 ha assolutamente migliorato il gameplay dello scorso anno tornando ai livelli del ben più amato PES 6, ultimo capitolo appositamente disegnato per la “old gen” (PS2). Il feeling è calcistico all’ennesima potenza e i vari colpi utilizzabili stupiscono sempre; finalmente sono tornati i goal su punizione, ora realizzabili e non impossibili.

Ed eccoci arrivati agli ultimi scampoli di partiti: siamo in zona cesarini. Il cronometro scorre inesorabile e lancette si muovono con la pesantezza di un masso per la squadra di Konami: ci vuole un jolly. Il pallone scivola sul campo bagnato e la prima sconfitta della storia del calcio virtuale ormai si sta concretizzando; i miglioramenti di FIFA sono evidenti, quelli di PES no, ormai comprare uno o l’altro è solo una questione di licenze e gusti perchè entrambi i titoli sono divertenti e giocabili. PES magari è ancora superiore ma FIFA ha dalla sua tonnellate di interessanti caratteristiche e una confezione più accattivante.

L’arbitro guarda l’orologio, mancano solo sessanta secondi: FIFA sta già festeggiando la vittoria quando l’allenatore del PES butta in campo nostalgia: si aggrappano a lui le ultime speranze dei tifosi. Il pallone arriva proprio tra i piedi del nuovo entrato che corre contro il tempo per pareggiare la partita. Ingresso macchinoso in area a difesa completamente schierata, triangolo e pallone di ritorno, tiro… parata! Parata! Incredibile. Ormai il risultato sembra segnato, ma l’arbitro decide di far giocare l’ultimo angolo. Dalle retrovie salgono tutti per saltare di testa, anche il portiere del PES. Il cross sembra troppo lungo e ormai sta andando quasi fuori aria, ma Nostalgia tiene in vita il gioco rimettendo di testa; tafferuglio nell’area piccola, sbuca il portiere praticamente dal nulla, si coordina, rovesciata volante e… … … GOAL! GOAL! Pareggio, pareggio all’ultimo secondo! 2 a 2.

Conclusione: il 2009 è il primo anno in cui i due giochi sono veramente equivalenti. Comprate FIFA se volete di tutto di più (e se siete stanchi di una serie che ogni anno non propone quasi nulla di nuovo rispetto all’edizione precedente), comprate PES se avete sempre amato il calcio Konami che al 100% non vi deluderà come l’anno scorso. Certo è che un pareggio ottenuto con un rigore e un gol del portiere al novantaquattresimo vuol dire solo una cosa: un “culo” allucinante (perdonate il francesismo).

Se continua così, il 2010, sarà l’anno del sorpasso.

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Scritto da AKirA ( insidethegame.it )

Super Obama World

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 5 nov 2008 alle 20:05

Super Obama

Non vuole essere un post per inneggiare al primo presidente americano nero della storia. Anche se a dire la verità sono abbastanza contento che Obama abbia vinto le elezioni. Ma in fondo chi non lo è? Anche Berlusconi ha dichiarato che è contento, figuriamoci!

Avevamo già parlato della presenza del candidato democratico alla Casa Bianca nei videogiochi. Sotto forma di pubblicità, però.

Chi avrebbe mai detto che, invece, ad un click di distanza da tutti voi, ci fosse Super Obama World, un divertente giochino parodia con il senatore dell’Illinois, ops, scusate, il Presidente degli Stati Uniti d’America, come protagonista. Parodia, ovviamente, di Super Mario World, inutile anche dirlo!

Vai Barack, spacca tutti i mattoncini!

http://superobamaworld.com/

Scritto da R.A.M.Page ( player.yssimo.com )

Guitar Hero World Tour

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 4 nov 2008 alle 19:14
Guitar Hero World Tour è il quarto capitolo della famosa serie Guitar Hero, la data di uscita è fissata per il 7 Novembre per Playstation 2, Playstation 3, Xbox 360 e Wii. Cerca: data di uscita, guitar hero, guitar hero data di uscita, guitar hero world tour, rock bandRitieni questo post utile o interessante? Condividi url = [...]
Scritto da Raptide ( gamerbrain.net )

Nintendo DSi forse in occidente dalla prossima estate

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 3 nov 2008 alle 10:23

Nintendo DSi forse in occidente dalla prossima estate

Molte persone sono rimaste deluse che il prossimo prodotto della famiglia DS, il DSi, non verrà lanciato in Occidente in tempi brevi. Secondo quanto dichiarato dal presidente della Nintendo of America, Regis Fils-Aime, la nuova console portatile non arriverà nel Nord America prima del 2009 inoltrato. Il DSi è stato rilasciato in Giappone l’1 novembre, e adesso tanti giocatori sono impressionati dalle immagini e  dalle recensioni che arrivano dall’Oriente.

Ebbene, finalmente il presidente di Nintendo, Satoru Iwata, ha deciso di fare un piccolo chiarimento per quanto riguarda la data di rilascio per l’Occidente, dichiarando che la nuova console dovrebbe arrivare entro la prossima estate perchè, a sua detta, “iniziare le vendite in autunno o a fine anno sarebbe probabilmente troppo tardi”.

Scritto da AKirA ( insidethegame.it )

Video Store italiano in arrivo sul Live; finalmente!

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 28 ott 2008 alle 19:00

Era ora, non se ne poteva più di aspettare. L’ultima ruota del carro verrà “riparata”.

Sto parlando della nostra Italietta, bistrattata spesso e volentieri dalle innovazioni tecnologiche e costretta a recuperare terreno in salita. In questo caso la grande M ci da una mano e finalmente, il 19 Novembre, con l’uscita mondiale della nuova dashboard, la “New Xbox Experience“, l’Italia beneficerà del Marketplace Video. Immagino che voi tutti sappiate di cosa parlo: il servizio per “affittare”, scaricandoli, film e serie tv in alta o bassa definizione; per l’esattezza la più grande piattaforma di vendita di contenuti HD al mondo (ma questo l’avevamo già detto in sede di E3).

Mentre Sony e Nintendo hanno dimostrato di credere sull’online, ma con riserva (almeno per ora). Microsoft è l’attore più interessato alla teatralità dietro allo scambio di dati tramite le ADSL di tutto il mondo.  E’ l’unico produttore di console che si fa pagare per giocare online (va però detto che si trovano sempre giocatori e in maniera molto veloce, cosa che non sempre accade su PSNetwork o con la connessione tramite Wii) ma è anche l’unico che ha un servizio straordinariamente completo, dove si possono scaricare intere demo, qualunque tipo di filmato di gioco o trailer e addirittura film.

Personalmente stavo attendendo da molto tempo questa notizia: non vedo l’ora di provare la nuova dashboard ma il tutto si sarebbe ridotto in un restyling grafico e all’aggiunta dell’avatar (un simili Mii), oltre che alla chat da 8 persone. Con il MarketPlace Video è tutto diverso. Parliamoci chiaro, l’hd non è ancora lo standard di definizione del presente. Andando in un qualunque videoteca i blu ray da affitto scarseggiano e gli hd dvd sono morti. Sky si fa pagare a palate il suo televisivo standard, per l’HD bisogna addirittura pagare qualcosa in più. E allora quale è la soluzione, legale, per sfruttare al meglio il mio televisorone? Affittare film tramite Xbox Live suona bene. Download rapido, console già attaccata al televisore e, si spera, contenuti di qualità. Chiaramente infatti un tale servizio avrà la chiave del successo non certo nelle funzionalità, bensì nella rosa di film da poter scaricare: non chiedo certo la pellicola indipendente polacca che ha rivoluzionato il surrealismo cinematografico, però spero in un po’ di elasticità e di non vedere i soliti quattro film di cassetta scontati.

Detto questo l’appuntamento è per il 19 Novembre. Nel frattempo mi sarà passata la voglia di vedere qualunque film perchè starò giocando a Fallout 3 e sarò semplicemente estasiato.

Ma questa è un’altra storia )

Scritto da AKirA ( insidethegame.it )

Moige VS videogiochi -> Metalmark VS Moige -> Moige Vs Metalmark

Leggi sul sito dell'autore Pubblicato il 22 ott 2008 alle 18:53

Copertina Game Pro

E’ uscita nelle edicole di tutta Italia Game Pro numero 16 (mmm, non tutte, visto che molti si lamentano dell’irreperibilità), la rivista di cui sono “columnist” e in cui scrivo mensilmente (informazione di servizio per tutti coloro che comprassero la rivista per le mie righe, nel prossimo numero, il diciassettesimo, il mio articolo non ci sarà).

Ovviamente non sono certo qui a scrivere per fare pubblicità a questa rivista (c’è addirittura la copertina nella sidebar per quello) ma semplicemente  perchè c’è qualcosa che mi ha molto colpito: una lettera del Moige che Metalmark (trovate la sua “Mark Caverna” nel blogroll qui a destra), editor della rivista, pubblica in Borderline, l’angolo della posta.

Cosa è il Moige? Wikipedia salvaci tu. L’acronimo sta per Movimento Italiano Genitori. Quindi, avrete già capito di che tipo di movimento si tratta e di quali argomenti si interessi. Si parla di videogiochi da cui i minori andrebbero protetti e di un medium ritenuto “pericoloso” o almeno a cui prestare la massima attenzione. Questo movimento, nell’occasione della conferenza stampa per la presentazione della campagna “Mony e Joy“, ha presentato un rapporto abbastanza allarmante, almeno grazie a come è stato comunicato, sulla situazione italiana. Al prestigioso tavolo dei “relatori” c’era un brillante psicoterapeuta dell’età evolutiva, Federico Bianchi di Castelbianco, la cui ipotesi era la seguente “I videogiochi non sono divertenti”. Ogni ipotesi, per diventare tesi, ha bisogno di una dimostrazione (sono laureato in Ingegneria, fatemi sfoggiare queste piccole perle di saggezza matematica); ecco quella dell’esperto di cui sopra: “Entrate in una salagiochi e vedrete che nessuno ride“.

Fortunatamente, alle normali sedie degli spettatori, c’era anche qualcuno che io mi permetto di definire senza paura “esperto” in materia di videogiochi, cioè Metalmark, rappresentante dell’unica rivista di settore intervenuta all’evento. Cosa è successo dopo potete trovarlo sul resoconto stilato da Marco sul suo blog; riassumo per i più pigri: le circostanziate critiche al castelbianchi pensiero non sono state nemmeno prese in considerazione e parole come “ignorante” sono volate dal prestigioso tavolo alle normali sedie.

Ovviamente anche su GamePro, in seguito, si è parlato dell’evento del Moige, tra l’altro con parole che non mi sembravano poi così sprezzanti oppure inadeguate. A quell’articolo ha fatto eco la lettera di cui sopra, pubblicata nell’edizione di questo mese, che sostanzialmente accusa la mia rivista preferita di avvicinarsi con molti pregiudizi alle tematiche del Moige. Ovviamente alla lettere segue una risposta del “padrone di casa” abbastanza dura, ma che comunque mi sento di condividere.

Ho raccontato cosa è successo per informare chi non avesse idea di tutta questa polemica di ciò che succede nell’edulcorato mondo della stampa specializzata (entrateci anche voi!!!), ma soprattutto per tirare una conclusione.

E’ importante e doveroso sottolineare che, in un modo o nell’altro, questa lettera del Moige, scritta addirittura a mò di comunicato stampa (che però termina con l’antipatica frase “con richiesta di pubblicazione“), è un apertura al dialogo verso un mondo sconosciuto e pieno di insidie, quello dei videogiochi e dei videogiocatori. Sconosciuto per chi non lo vuole conoscere e pieno di insidie per chi non ha neanche un amico che con un po’ di pazienza si metta a spiegare cosa c’è di bello nell’essere parte del Popolo del Joystick. Ed è questo il punto.

Sono sempre stato calmo, simpatico e tranquillo, non ho mai aperto una polemica o un flame. Cerco sempre di placare gli animi e mi piace il quieto vivere. Adoro chi non litiga, odio chi attacca e infama. Ma questa volta non mi va di trattenermi.

Io non voglio parlare, rispondere o spiegare NULLA sul videogioco a persone che non vogliono ascoltare. E mi dispiace dirlo, ma il Moige non vuole ascoltarmi, perchè parte da un presupposto profondamente sbagliato. Il voler tutelare i minori dai videogiochi.

Già questo ha un sapore di profonda ghettizzazione del mezzo, solo il voler provare a percorrere questa strada mette la parola “paura” tra i videogiochi e i loro utenti. Se qualcuno deve essere tutelato da qualcosa, quel qualcosa deve essere dannoso, o no? Avete mai sentito di campagne per tutelare i minori dal Cinema? Non mi pare. Al limite dal cinema Horror… già avrebbe più senso.

Inoltre i minori dovrebbero essere tutelati innanzitutto dai propri genitori, spesso irresponsabili e snaturati, visto che usano “la plaistescion” come una babysitter, lasciando i loro pargoli per ore da soli a giocare. Eppure il Moige è il movimento italiano genitori… non il movimento italiano contro i genitori.

In seconda battuta, se parliamo veramente del bene dei figli degli uomini, allora dovremmo veramente metterci in testa che i minori andrebbero “tutelati” praticamente da tutto, se si ha a cuore realmente la loro incolumita psicofisica. Ad esempio dalla pubblicità, che fa danni enormi ed ha un effetto pauroso su chi non riesce a distinguerla dal cartone animato che stava appena vedendo. Ma ci sono mille altri esempi (l’inquinamento, il traffico, i cibi ecc)

Insomma, un bambino non cresce bene o male a seconda se non ha videogiocato oppure si. Un bambino cresce bene o male a seconda dell’educazione che riceve, dalle esperienze che condivide con il mondo, da quanto i compagni di scuola lo prendono in giro. A seconda di chi eravamo, i videogiochi hanno avuto effetti diversi su di noi, di cui non si può fare della famosa erba un fascio. Io personalmente senza videogiochi sarei meno stimato e sconosciuto: non capisco perchè a 6 anni un organo extra familiare avrebbe dovuto “tutelarmi” da qualcosa che mio padre aveva fatto entrare in casa di sua spontanea volontà.

Concludendo, signori, di che cosa stiamo parlando? Viviamo in un pianeta che accetta e legalizza ogni sorta di barbarie, purchè abbia un fine, spesso economico. Le guerre, le sevizie sugli animali, i genocidi. Eppure il vero pericolo sono i videogiochi? Un mezzo già  passato scrupolosamente sotto una lente di ingrandimento chiamata Pegi che ne impedisce ogni passetto in qualunque direzione, imprigionandoli (a ragione, direi) in un “rating” di età che chiarisce ogni dubbio.

Forse bisognerebbe impegnarsi un po’ di più a costruire un futuro più roseo per gli uomini del domani. Avendo a cuore il risparmio energetico, le energie rinnovabili e una politica di integrazione e trasmettendo questi concetti ai propri pargoli. Forse bisognerebbe puntare a formare una classe di genitori responsabili che non prendano a schiaffoni i propri figli ma che anzi risolvano i conflitti in altri modi. Forse sarebbe utile insegnare il rispetto verso la vita e la tolleranza, magari con una bella campagna ad evitare che i minori entrino negli stadi, dove invece questi due argomenti vengono stravolti e le bocche si trasformano in fogne. Forse, e dico forse, ci sono problemi un po’ più grandi a cui gradirei che il Movimento Italiano Genitori pensasse, mentre sul sito ufficiale www.genitori.it non trovo grande utilità nelle campagne elencate. E infatti l’unico risultato “famoso” che il Moige è riuscito ad ottenere è il ritiro della pubblicità di Rocco Siffredi delle patatine; “achievement” che dice molto sulla derivazione cattolico perbenista del movimento e sui “perchè” della scelta dei videogiochi come strega da cacciare.

“Non c’è più sordo di colui che non vuol sentire” ma soprattutto “Chi ha orecchie per intendere…”

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