(immagine tratta dalla home page del sito di Unieuro) Perchè, a differenza di quel cane che...
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(immagine tratta dalla home page del sito di Unieuro) Perchè, a differenza di quel cane che...
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Questo week end, da sabato a lunedì (6, 7 e 8 Dicembre), sarò a The Gameland (all’Auditorium di Roma), come telecronista ufficiale di quello che, a detta dei comunicati stampa, è il più grande torneo Europeo di videogiochi. A questo link potete leggere uno di questi comunicati, qui sotto, invece, c’è la mia modesta opinione a meno di una settimana dall’inizio dell’evento.
In un modo o nell’altro questo The Gameland sarà un vero e proprio “piede di porco”; metafora azzardata per dire che questo evento potrebbe scardinare davvero molti preconcetti verso i videogiochi. Grazie all’evevata importanza mediatica che sta avendo e alla grandezza intrinseca dell’evento (montepremi mai visto in Italia: 80.000€, l’Auditorium di Roma come location, la presenza di moltissimi giocatori stranieri) sono convinto che The Gameland potrebbe convincere più di un genitore che i videogiochi sono qualcosa di più, non un semplice passatempo.
Questo a sei giorni da un evento che, però, è giusto ricordarlo, è stato organizzato da persone non proprio “nell’ambiente” dei videogiochi competitivi. Anzi, direi proprio da una società che tutto tratta tranne che videogiochi: si occupa di comunicazione e organizzazione eventi che si chiama Equa. E’ un bene o un male? Sicuramente è un bene: perchè per certi versi vuol dire che stiamo cominciando ad interessare (come target per simili manifestazioni) non solo a chi investe nel settore. D’altra parte, ovviamente, l’organizzazione si troverà a gestire un torneo di videogiochi praticamente mai visto in Italia per dimensione (allo SmauILP 2003 di Milano c’erano più di 1000 PC, quindi comunque il record di postazioni spetta ancora alla kermess meneghina) e gli eventuali “imprevisti” saranno all’ordine del minuto.
Non si sono però affidati alle sole loro forze anzi, alcune scelte che hanno fatto mi sembrano molto azzeccate. Il direttore tecnico dell’evento è quel Lapo Matteoni che io ho intervistato; oltre a essere un campione di olimpionico di GoW (ha partecipato nel 2007, a Seattle, alla finale dei World Cyber Games), è un grande lavoratore. Ho avuto modo di conoscerlo e mi sembra che non stia lasciando nulla al caso. Inoltre dietro i tornei ci saranno F.N.I.V. (Federazione Nazionale Italiana Videogiocatori) e ESC (Electronic Sports Center). La prima è uno dei migliori organizzatori di tornei di PES in Italia, con molta esperienza nel campo console; la seconda si sta battendo per riconoscere i videogiochi competitivi come Sport e come fenomeno di aggregazione sociale.
Ma i conti si fanno con l’oste. Quindi per capire se The Gameland vincerà o perderà servirà aspettare 7 giorni. Lunedì prossimo, quando avrò finito di commentare l’ultima finale, se tornerò stanco e soddisfatto a casa, vorrà dire che ho preso parte ad un evento con la E maiuscola.
Chi vivrà giocherà.
Voglio solo ricordare a tutti i romani che questo week end, se siete veramente amanti dei videogiochi, avete un appuntamento imperdibile. Non solo con i tornei di Gears of War 2, Halo 3, PES 2009, Call of Duty 4 (unico titolo per PC), Guitar Hero 3 e SBK e relative telecronache, bensì con spettacoli di cabaret, musica, danze e cultura (qui il programma completo). E già, ci saranno anche 3 conferenze disegnate dal pennello di Alberto “Eldacar” Belli, coordinatore scientifico della manifestazione e nome noto della ambiente videoludico. Lui e lo staff di Eurogamer.it seguiranno quindi la parte più videoludica con tre incontri sui temi riguardanti i videogiochi: “Fra sport e discipline sportive virtuali” (a cui parteciperò anche io), “Il videogioco: intrattenimento moderno e salubre o minaccia elettronica?” (a questo tavolo si siederà invece il MOIGE, ci sarà da divertirsi) e l’ultima relativa all’industria.
Shiniji Mikami non giocherà il prossimo Resident Evil 5. E ci credo: fossi in lui correrei anch'io a nascondere la...
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...chissà perchè ma il flop di questo splendido e geniale videogico non mi...
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il mio amico Halfblood scrive sul suo blog: "capisci di essere irrimediabilmente gay non quando vai a letto con un uomo, ma quando...
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Questa non è una lapide.
Questo vuole essere un tributo ad una macchina da gioco eccezionale e un po’ sfigata, a suo tempo all’avanguardia rispetto a qualsiasi altra. Oggi infatti è il decennale del lancio (giapponese) del Dreamcast, ovvero il canto del cigno di Sega nel campo dell’hardware.
Schiacciato dalla concorrenza della Playstation e da un prezzo piuttosto considerevole, il gufo nipponico (non vi sembra un gufo? Mettete il pad sotto la console e vi ricrederete…forse ;)) aveva tutto o quasi quello che ognuno di noi richiede ad una console di oggi, con la piccola differenza che già lo possedeva dieci anni fa.
Innanzitutto un servizio online, garantito dal suo velocissimo (si fa per dire) modem interno, fondamentale per giocare a quel capolavoro che era Phantasy Star Online, antesignano dei MMORPG. E’ stata la prima console a supportare i 60 Hz, altro aspetto che ad oggi si dà per scontato. Tecnicamente era un gioiellino, capace di sfornare giochi di grande pregio, alcuni dei quali girano ancora oggi su PS Network e XBox Live: vi dicono niente Rez (ne abbiamo parlato qui) e Ikaruga? Due piccoli prodigi in forma ludica, due grandissimi giochi nati proprio sotto le ali del suddetto gufetto, con un terzo pronto a tornare: il leggendario Marvel vs Capcom 2, conversione epocale da coin op.
Ma non solo: chi ha avuto la fortuna di scorazzare per i sette mari nei panni di Ecco The Dolphin (riedizione della versione 2D per Megadrive, questa volta con 3 dimensioni) ricorda ancora la difficoltà e il fascino di quell’ambientazione sommersa, dannatamente dettagliata e ipnotica…E ancora Space Channel 5, rhythm game tra i più assurdi mai visti, Soul Calibur e Sonic Adventure, episodi importanti nelle rispettive serie e poi…E poi i due episodi di Shenmue, ovvero come trasferirsi gratis in Giappone e vivere una storia intensissima a base di onore, vendette e arti marziali. Un progetto unico, un titolo mitico, che ancora oggi spinge persone di tutto il mondo a firmare petizioni online per avere il terzo e ultimo capitolo di una saga scolpita nella leggenda dei videogiochi.
Troppo spesso ci si scorda di questa console sfortunata e affascinante, troppo spesso è stata derisa da chi al tempo scelse Sony perchè “i giochi se scaricano a gratise“.
Buon compleanno gufetto!
What if... Miyamoto likes drama?
Popolo del web, ritornano i fumetti di angelword! E cavolo sto...

Questo il vecchio logo della Nintendo: Ecco quello nuovo. Rivoluzionario ed azzardato, direi. Di seguito un tale che tenta il suicidio.
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